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Posts Tagged ‘impresa’

lino-manfrotto_160E’ di qualche giorno fa la notizia della morte di Lino Manfrotto, il padre del moderno treppiede fotografico, l’accessorio che aanche nell’era digitale rimane vivo e vegeto, spesso simboleggiando in modo diretto la Fotografia professionale.
Erano gli anni ’60 e Lino Manfrotto, fotoreporter per Il Gazzettino ed Il Giornale di Vicenza, conviveva con gli ingombri e la pesantezza delle attrezzature del tempo. Come tutti i suoi colleghi apprezzava lo sviluppo che avevano avuto le componenti elettriche ed elettroniche, come i flash e gli illuminatori al quarzo, ma si chiedeva il perché della mancanza di innovazione sul fronte degli accessori di base come stativi, bracci e morsetti.
Iniziò creando un leggerissimo supporto per luci, che realizzò in pochi pezzi per amici e colleghi, ma poi decise di fare le cose sul serio e cominciò a vendere sul mercato internazionale i suoi prodotti realizzati in garage.
Il resto è storia, una storia fatta di qualità ed innovazione, un successo fatto di passione ed impegno, con una continua ricerca di perfezione che ha generato innumerevoli tentativi di imitazione.
Sembra un paradosso ma anche oggi, nell’era degli smartphone, della GoPro e dei droni, un buon treppiede ha sempre il suo perché, e forse sempre lo avrà.
Di sicuro per molti lo stativo rimane l’inequivocabile segno distintivo della presenza di un fotografo professionista, lo si può constatare dal rispetto che questo semplice accessorio sembra esigere, percepibile ogni volta che se ne fa utilizzo.

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Giorni fa parlavo della nuova linfa data alla fotografia analogica istantanea da The Impossible Project, l’azienda che ha rilevato un ex stabilimento Polaroid e ricominciato a produrre film per questo tipo di macchine.
Lo sapevi che da una stima fatta proprio da Impossible pare che nel mondo ci siano ancora circa 300 milioni di queste macchine fotografiche ancora in grado di funzionare? (!!!).

Dicevo appunto che la qualità non è proprio ancora all’altezza dei prodotti originali, ma è anche vero che la sfida non è facile. Ci sono un sacco di problematiche tecniche e per farsi un’idea di come funzioni la realizzazione di una pellicola istantanea ti consiglio di dare un’occhiata a questo video.
Buona visione!

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Polaroid - The impossible Project

Nel febbraio del 2008 Polaroid annunciò la cessazione della produzione delle sue pellicole. Fu una pessima notizia, principalmente per i 450 dipendenti dei tre stabilimenti di un’azienda così importante.
Il marchio era stato il punto di riferimento mondiale della fotografia istantanea per decenni ma con l’avvento del digitale tutto era cambiato ed i numeri parlavano chiaro: a partire dal 2000 le vendite avevano subito una contrazione annua del 25% (!). Il destino era segnato.

Impossible project teamUn destino che sembrava ormai senza alternative anche per i tanti appassionati della foto analogica instantanea, visto che pure Fuji, l’unico altro produttore rimasto, pareva intenzionato a cessare la produzione di questo tipo di prodotti.
Ma un piccolo gruppo di persone, tra cui ex manager di società nel settore della fotografia ed ex dipendenti, ha rilevato l’ultimo stabilimento Polaroid in grado di produrre pellicole istantanee e, con una nuova società chiamata The Impossible Project, ha ricominciato a creare e distribuire questo tipo di pellicole.
Il nome scelto è azzeccato: pensare di riaprire un mercato del genere non è proprio cosa facile, non solo dal punto di vista del marketing e della distribuzione ma anche da quello tecnico. Infatti solo parte del  know how per la produzione è ancora disponibile ed anche la presenza di nuove normative e maggior sensibilità verso le questioni ambientali hanno costretto i tecnici dell’Impossible Project ad esplorare nuove strade. In sostanza si è trattato di reinventare buona parte del prodotto.
Solo da poco tempo le nuove pellicole sono disponibili sul mercato e la qualità dei cartridge non è ancora al livello di quelli che erano gli standard Polaroid (l’ho sperimentato  in prima persona producendo delle pessime “poeraloids“), a questo si aggiunge anche un prezzo decisamente elevato.
Ma da Impossible dicono che ogni pacchetto di film è migliore del precedente e si arriverà di nuovo a potersi togliere delle belle soddisfazioni con le istantanee.
Proprio come una volta.

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Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi

Come negare il legame che c’è sempre stato tra storia e fotografia.
Il Risorgimento Italiano è stato uno dei primi casi di utilizzo della fotografia, sia a fini propagandistici che divulgativi, e tutti i principali personaggi di questo periodo capirono subito che questo nuovo strumento a loro disposizione era efficacissimo.
Il realismo delle immagini oltre alla possibilità di effettuare velocemente ed in modo abbastanza economico delle riproduzioni, fece intuire a Giuseppe Garibaldi l’importanza di realizzare una documentazione fotografica della sua impresa ed è così che furono quindi scattate le eroiche immagini del Generale e dei suoi nelle piazze di Palermo nel 1860. Sono immagini che, con il loro realismo e  la capacità di rapida circolazione tipica di questo nuovo media, probabilmente dettero un loro piccolo contributo successo della spedizione ed all’unificazione del paese.
Album dei Mille

Una pagina dell'Album dei Mille

Ma quello che forse è uno dei documenti più interessanti è ciò che fu commissionato al fotografo italiano Alessandro Pavia : l’Album dei Mille : una sorta di monumento fotografico che rappresenta il primo caso nella storia per questo tipo di documentazione.
L’Album dei Mille è un portentoso lavoro che Pavia svolse nel corso di circa sette anni muovendosi per tutta l’Italia riunificata, ritrovando e fotografando tutti e mille i partecipanti alla storica impresa, che da subito fu identificata come evento fondamentale della storia nazionale. Un volume che è quasi un grosso ritratto di gruppo, un documento veramente particolare che consacra la fotografia come strumento moderno per fissare la memoria di un evento.
Dell’Album dei Mille esistono tre copie conservate presso il Museo Centrale del Risorgimento di Roma.
Auguri Italia, cen’è bisogno.

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Più che di una foto-passeggiata qui si tratta di una vera e propria impresa.
Mike ha composto questo video con circa 2.700 foto che si è scattato mentre attraversava a piedi gli Stati uniti, da New York a San Francisco. 

Ne è venuto fuori questa sorta di “time lapse” realizzato con maestria. Veramente carino.
Assolutamente da vedere.

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