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Posts Tagged ‘Business and Economy’

Better stay informed by Pega

Better stay informed – Copyright 2008 Pega

Pensiamoci bene: siamo investiti da continue proposte di nuove linee di fotocamere ed obiettivi, i produttori ne sfornano a ripetizione. I leader del settore come minimo lanciano un paio di nuovi modelli di punta all’anno, accompagnati da una schiera di prodotti accessori, ma ci sono anche aziende che vanno ben oltre, come ad esempio Fujifilm che solo nel 2012 ha già annunciato qualcosa come 27 nuove fotocamere compatte.
Mi chiedo se tutto questo abbia davvero un senso.
Sì, è affascinante vedere l’avanzamento tecnologico e tutte le piccole o grandi evoluzioni che i nuovi prodotti ci portano, va detto che ci sono anche parecchi aspetti negativi in tutto questo. Un rovescio della medaglia che non è solo distrazione dalla vera “sostanza” della fotografia. C’è altro.
Le nostre fotocamere sono prodotti complessi, ad alto impatto. Per costruirle servono materie prime preziose, a volte rare, serve lavoro ed energia, servono imballi e trasporti. E poi quando la fotocamera diviene vecchia, e quasi sempre non perchè lo è dal punto di vista pratico o funzionale, ma solo perchè la si ritiene obsoleta, essa si trasforma in un problema di smaltimento.
Insomma abbiamo per le mani aggeggi frutto di un lavoro spesso sottopagato, realizzati con materie prime oggetto di lotte o guerre, costosi dal punto di vista dell’inquinamento che si produce per costruirli e pericolosi quando dovremo disfarcene.
Non voglio fare una crociata contro l’innovazione tecnologica, ci mancherebbe, vorrei solo provare a stimolare una riflessione su quelle che sono le nostre abitudini, la nostra attitudine a comprare nuovi prodotti e gadget senza aver davvero esaurito e portato al limite dell’utilizzo ciò che abbiamo.
Io lancio un’idea al produttore che vorrà vendermi la mia prossima macchina fotografica:Offrimi un serio ritiro del mio usato, valutandolo davvero come un oggetto degno di esistere ancora, da rivendere ad un’altra persona o riciclare recuperando i suoi preziosi componenti. Imposta un nuovo modo di concepire il prodotto, che preveda il recupero dei vecchi modelli e permetta un’evoluzione tecnica davvero legata alle necessità del fotografo, molto meno a quelle del marketing. Proponimi in modo chiaro e trasparente una filosofia di produzione che preveda il rispetto del lavoro ed un impatto ambientale limitato.”
Lo so, molto probabilmente in questo modo la mia prossima fotocamera costerà di più, magari anche molto di più. Vuol dire che la sfrutterò per più tempo senza cambiarla di nuovo, ma è l’esempio di un percorso attraverso cui si potrebbero davvero risolvere alcuni dei problemi che ci affliggono.
Per il momento penso che terrò stretta la mia fida reflex da 12Megapixel, che in molti considerano obsoleta ma che ancora svolge egregiamente il suo lavoro e probabilmente ha caratteristiche ben superiori alle mie capacità, tanto che solo pochi anni fa sarebbe stata un irrealizzabile sogno fantascientifico per me e molti altri appassionati di fotografia.

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Polaroid - The impossible Project

Nel febbraio del 2008 Polaroid annunciò la cessazione della produzione delle sue pellicole. Fu una pessima notizia, principalmente per i 450 dipendenti dei tre stabilimenti di un’azienda così importante.
Il marchio era stato il punto di riferimento mondiale della fotografia istantanea per decenni ma con l’avvento del digitale tutto era cambiato ed i numeri parlavano chiaro: a partire dal 2000 le vendite avevano subito una contrazione annua del 25% (!). Il destino era segnato.

Impossible project teamUn destino che sembrava ormai senza alternative anche per i tanti appassionati della foto analogica instantanea, visto che pure Fuji, l’unico altro produttore rimasto, pareva intenzionato a cessare la produzione di questo tipo di prodotti.
Ma un piccolo gruppo di persone, tra cui ex manager di società nel settore della fotografia ed ex dipendenti, ha rilevato l’ultimo stabilimento Polaroid in grado di produrre pellicole istantanee e, con una nuova società chiamata The Impossible Project, ha ricominciato a creare e distribuire questo tipo di pellicole.
Il nome scelto è azzeccato: pensare di riaprire un mercato del genere non è proprio cosa facile, non solo dal punto di vista del marketing e della distribuzione ma anche da quello tecnico. Infatti solo parte del  know how per la produzione è ancora disponibile ed anche la presenza di nuove normative e maggior sensibilità verso le questioni ambientali hanno costretto i tecnici dell’Impossible Project ad esplorare nuove strade. In sostanza si è trattato di reinventare buona parte del prodotto.
Solo da poco tempo le nuove pellicole sono disponibili sul mercato e la qualità dei cartridge non è ancora al livello di quelli che erano gli standard Polaroid (l’ho sperimentato  in prima persona producendo delle pessime “poeraloids“), a questo si aggiunge anche un prezzo decisamente elevato.
Ma da Impossible dicono che ogni pacchetto di film è migliore del precedente e si arriverà di nuovo a potersi togliere delle belle soddisfazioni con le istantanee.
Proprio come una volta.

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Canon D30 - 3.1Mpx - 2001

Un altro anno si sta chiudendo ed insieme ad esso il primo decennio del nuovo millennio.
E’ stato un decennio importante per la fotografia, con eventi significativi e grandi cambiamenti, a cominciare da quella rivoluzione digitale che proprio nel 2000 prese definitivamente il volo con l’arrivo della prima vera reflex digitale alla portata di tutti : la Canon D30 da ben 3.1 Megapixel.
La D30 era nata per quei fotoamatori in attesa di un prodotto dal prezzo non proibitivo ma anche dalle caratteristiche professionali e proprio su questo punto la piccola reflex della Canon è importante : perchè fu in breve adottata anche da tanti professioniti che molto rapidamente si resero conto delle potenzialità di questo nuovo approccio alla fotografia.

Un approccio che ha portato con sè l’aumento vertiginoso della quantità di immagini prodotte. Il digitale non pone praticamente più alcun limite al numero di fotografie che si possono scattare e questo ha provocato risultati inimmaginabili in precedenza, specie nel caso della copertura giornalistica di eventi e guerre ma anche quel fenomeno ancora in forte espansione che è la condivisione on line delle immagini. Siti di social networking come Facebook o Flickr registrano milioni di nuove fotografie caricate ogni giorno, ed il ritmo è in progressivo aumento. 

Flickr fotocamere più utilizzate 2010

Questi “anni 10” sono stati anche quelli della incredibile diffusione dei telefonini dotati di fotocamera che, specie negli ultimi anni con l’avvento di Iphone ed altri dispositivi palmari di questa classe, sono oggi la tipologia di macchina fotografica in assoluto più utilizzata sul pianeta : lo dicono statistiche autorevoli come quelle che regolarmente metta a disposizione Flickr, probabilmente il sito di condivisione fotografica più importante al mondo.

Purtroppo questo è stato anche il decennio in cui si è registrato l’inquietante fenomeno della “guerra alla fotografia”.
Un insieme di eventi hanno fatto si che il fotografo sia sempre più spesso visto come un pericoloso ficanaso, un soggetto a caccia di segreti o immagini riservate, con al collo una macchina fotografica che ha cominciato incredibilmente a venire associata con qualcosa di minaccioso ed intrusivo.
Le ragioni di questo fenomeno, che si manifesta in comportamenti ed in molti paesi anche con leggi ostili a chi fotografa, sono apparentemente legate a temi come sicurezza e privacy ma è innegabile che ci sia qualcos’altro : una più profonda e preoccupante questione di fondo.
Credo che ogni persona appassionata di fotografia o anche solo interessata al tema delle libertà individuali faccia bene a tenere in forte considerazione questo fenomeno e faccia il possibile per combatterlo.
Sarebbe una pessima cosa trovarci a fine 2019 a poter discutere solo di fotografia still life…

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