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Pinhole flickerians

Pinholed Flickerians – © Copyright 2013 Pega

Vista la coincidenza con questo fine settimana, per il centocinquantesimo Weekend Assignment colgo la concomitanza con la Giornata Mondiale della Fotografia a Foro Stenopeico e ti propongo come tema proprio: la foto stenopeica.
Parlavo di fotografia pinhole giusto nel precedente post: una tecnica fotografica che ci fa tornare alle origini, alla “camera obscura”, agli albori della Fotografia. Per fare foto stenopeiche non servono lenti ed obiettivi, le fotocamere pinhole non sono altro che scatole o barattoli con un piccolo foro.
Qualunque contenitore può essere trasformato in una macchina fotografica di questo tipo, le dimensioni non contano. Ad esempio puoi farti una pinhole con un pacchetto di fiammiferi, come nel video sotto, oppure trasformare in fotocamera un’intera stanza.
Se vuoi cimentarti eccoti un paio di tutorial, ma cercando in rete, ne troverai in quantità.
Segnalo poi ai  “digitali incalliti” che il mondo stenopeico non è riservato agli analogici e che la foto pinhole digitale è una disciplina tutta da scoprire… googolare per credere 🙂
Buon divertimento e buon fine settimana!
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Pinhole flickerians

Pinholed Flickerians – © Copyright 2013 Pega

Ed eccolo qua il primo scatto riuscito con la “Pinola”, la rossa fotocamera a foro stenopeico che ho realizzato alcune settimane orsono.
I bei tipi, immortalati con questa esposizione durata qualche decina di secondi, sono quattro amici fotografi flickeriani fiorentini incontrati una sera poco prima dell’imbrunire. Sono molto contento che siano proprio loro i protagonisti di quello che è in assoluto il primo fotogramma decente uscito da questa essenziale e basica fotocamera senza lenti autocostruita.
Ad oggi ho scattato un paio di rullini 120, distruggendo buona parte del primo tra scatti sovrapposti ed una precoce apertura della macchinetta dovuta all’avvolgimento della pellicola che sembrava inceppato. Il secondo è andato meglio, specie con alcune foto in interni.
Usare la Pinola richiede solo un po’ di attenzione. Innanzitutto bisogna sempre ricordarsi di far avanzare la pellicola (sembra banale ma me ne sono dimenticato più volte 🙂 ), poi non ci vuole troppa luce altrimenti i tempi di esposizione risultano eccessivamente brevi per poter essere rispettati con l’otturatore “manuale”, inoltre l’inquadratura va stimata bene ma “a occhio” visto che non c’è mirino.
Alla fine comunque non è difficile, basta stare attenti a come piazzarla tenendo conto del notevole effetto grandangolare e calcolare precisamente i tempi aiutandosi con un esposimetro.
Prossimi passi e perfezionamenti del progetto prima di procedere con altri rullini: allargare il buco frontale vista la vignettatura presente, sistemare un problema di avvolgimento della pellicola ed infine provare a migliorare il foro stenopeico perchè, come si vede, la nitidezza non è un granché…
🙂

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PinolaEbbene il dado è tratto. Con un pannello di PVC, un po’ di colla e qualche altro oggetto di facile reperibilità, ho iniziato a costruire la mia prima fotocamera a foro stenopeico: la Pinola.
Da tempo volevo sperimentare la fotografia pinhole, gustare il fascino antico e basilare della macchina fotografica senza obiettivo, ho quindi guardato un po’ di esempi su internet, trovandone alcuni da cui prendere spunto. L’idea era di farla semplice ma anche riutilizzabile, evitando le “usa e getta”, optando poi per una macchina a rullino e non a foglio singolo, anche se quest’ultima sarebbe stata più facile da realizzare.
Pinola 35mmEcco così avviato il progetto Pinola 35mm. Il PVC si taglia abbastanza bene con un trincetto (occhio alle dita) e si incolla facilmente. Il colore rosso forse creerà qualche problema, ma non ho saputo resistere e non è da escludere la necessità di verniciare di nero l’interno del corpo macchina.
Per il foro stenopeico ho ritagliato un pezzetto di alluminio da una lattina e praticato un piccolo forellino usando la punta di uno spillo ed un colpo di carta vetrata. Poi c’è da studiare una buona soluzione per l’otturatore e realizzare il meccanismo con il perno in legno per l’avvolgimento del rullino.
I lavori sono ancora in corso e staremo a vedere cosa viene fuori. Magari poi pubblicherò il prodotto finale ed i relativi obbrobri generati.

So che qualcuno tra i lettori del blog sta già facendo qualcosa di simile quindi perchè non ci provi anche tu? Potrebbe poi essere fantastico trovarsi tutti insieme, ognuno con la propria stenopeica-fai-da-te per una bella fotopasseggiata primaverile!

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