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cosplay

© Copyright 2010 Trymanit

Il Cosplay è un fenomeno culturale che ha avuto origine in Giappone e su Wikipedia viene definita come “la pratica dell’indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire”.
I personaggi sono spesso scelti dal mondo dei manga o delle anime giapponesi, ma anche dai videogiochi, le band musicali, i giochi di ruolo, il cinema o la TV.

Alcuni fotografi stanno seguendo con interesse questo settore avendone intuito le potenzialità creative, specie in occasione degli eventi che in Italia si susseguono ed in qualche caso rappresentano un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati come ad esempio il Lucca Comics and Games che si svolge a Lucca in autunno.

Conosco vari fotografi che seguono il cosplay e tra questi c’è Trymanit, una vecchia conoscenza di questo blog, al quale ho rivolto un paio di domande sull’argomento.

Alessandro che tipo di scatti cerchi di fare quando fotografi i cosplayers ?
Al cosplayer piace moltissmo farsi fotografare, io la foto la interpreto come una specie di riconoscimento nei suoi confronti, del lavoro che ha fatto preparando con attenzione il costume (che tipicamente i Cosplayers non acquistano già fatti ma realizzano interamente in proprio, accessori compresi. N.d.r).
Quando chiedi a un Cosplayer se vuole farsi fotografare, questi si posizionerà la maggior parte delle volte, in una posa attinente al personaggio.

Quindi è il soggetto che decide la posa, se poi saranno una serie di foto, cerco di far si che le caratteristiche del cosplayer si amalghino bene con il personaggio che interpreta e l’ambiente che ci circonda. Evito di fare come alcuni fotografi che vogliono imporre la propria volontà nei confronti del soggetto, questo tra l’altro è il mio modo di intendere il ritratto in senso generale, anche quando fotografo persone non cosplayer.
La fotografia del resto non mente… quando una posa è forzata, quando tra fotografo e fotografato non c’è sintonia, nella fotografia questo si vedrà.

Come hai iniziato a fotografare i cosplayer ?
Alla base del mio interesse per questo genere c’è senz’altro la mia passione per i videogiochi, la cinematografia di fantascienza ed il Fantasy.
E’ con il Fantasy che ho iniziato a fotografare i Cosplay, nell’edizione della Festa Dell’Unicorno del 2009 a Vinci, una festa con un indirizzo prevalentemente Fantasy con al suo interno ospitato anche un’evento Cosplay.
Sono stato letteralmente rapito dal fascino di questi ragazzi che con dedizione e sacrificio indossavano i loro costumi, dalle rappresentazioni che portavano sul palco… successivamente sono andato a Lucca Comics e da li un susseguirsi di contatti.

cosplay 2

Copyright 2010 Trymanit

Come trovi i tuoi soggetti e che rapporto/dialogo si sviluppa con loro ?
Per i contatti un grande aiuto viene dai social network, Facebook su tutti. Postando le foto dei cosplayer, i tag e le conseguenti richieste di amicizia fanno si che si instaurino dei rapporti, il tutto nell’ambito del comune denominatore: il Cosplay, quindi, vieni a conoscienza degli eventi, richieste di foto, chiedere la disponibilità a foto fuori dagli eventi.

Che consigli ti sentiresti di dare a chi vuol provare questo genere di fotografia ?
Mi piacerebbe che chi si avvicina a questo mondo lo facesse semplicemente pensando che quello che stà vedendo non è una carnevalata. La passione, la dedizione con cui questi ragazzi portano avanti la loro passione è ammirevole, la pignoleria con la quale cercano la verosomiglianza con il personaggio cercando le stoffe, gli accessori, il taglio e il cucito per poi finire il giorno dell’evento, dove li vedi lì…tutti tesi che provano la scenetta sia che siano da soli, sia che facciano parte di un gruppo.
Quindi in sintesi la parola giusta è Rispetto. Gli chiedi una foto e vedi, almeno che non stiano salendo sul palco, che gli si illuminerà lo sguardo accompagnato da un sorriso e si metteranno in posa. La maggior parte sanno già quale posa assumere per il loro personaggio, ma possono anche capitare cosplayer meno smaliziatoi che con fare impacciato chiedono come mettersi.
Secondo me è importante valorizzare con la foto il lavoro che hanno fatto, il risalto dei particolari.

Quali sono le migliori occasioni e luoghi per fotografare i cosplayers?
Le migliori occasioni per fotografarli è durante gli eventi che durante l’anno si svolgono. Il più importante in assoluto è il Lucca Comics che si svolgerà l’utima settimana di ottobre.

——-

Grazie a Trymanit per la preziosa colaborazione ed appuntamento a Lucca con tutti coloro che volessero sperimentare questo interessante “filone”.

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Smoke Ectoplasm

Smoke Ectoplasm - Copyright 2010 Pega

Hai mai provato la “smoke photography”?
Alcuni giorni fa ho postato sul mio album Flickr questa foto che ho chiamato “Smoke Ectoplasm”, ricevendo molti commenti e qualche richiesta di spiegazioni su “come si fa”.

E’ una tecnica molto semplice e divertente che ti consiglio di provare.
Per il setup serve un buon treppiede, uno sfondo nero, un flash remotizzabile e qualcosa che faccia un po’ di “bel” fumo: un bastoncino di incenso va benissimo.

Per questo scatto ho utilizzato come lente un 50mm fisso ma è un tipo di fotografia che si può fare praticamente con qualunque focale, anzi, su questo ti direi di dar libero sfogo alla tua creatività.

Si posiziona il bastoncino su sfondo nero con il flash a 90° rispetto alla fotocamera, praticamente devi fare in modo che la luce arrivi sul fumo parallela allo sfondo e non illumini assolutamente quest’ultimo. Può essere una buona idea usare un cartoncino o comunque qualcosa che schermi la luce nella direzione dello sfondo nero ed anche lavorare in condizioni di luce ambientale molto bassa e tempi abbastanza elevati (es: 1/250), evitando quindi ogni possibilità di “rivelazione” dello stesso.

La remotizzazione del flash può essere fatta con un normale cavo oppure con sistemi wireless all’infrarosso, come previsto da molti modelli di fotocamere e flash, o anche con economici trigger via radio che si reperiscono a poche decine di euro su ebay.

Weird Violet

Weird Violet - © Copyright 2010 Pega

Non resta poi che assicurarsi che non ci siano correnti d’aria “perturbatrici” e si può procedere con l’accendere il “generatore di fumo”, iniziando a scattare, con il consiglio di impostare fuoco manuale ed usando come riferimento il bastoncino stesso per la prima e definitiva messa a fuoco.

Credo che poi tutto stia un po’ nella fortuna, nel provare varie combinazioni di tempo ed apertura ed un po’ della capacità di essere pazienti e prolifici nel numero di scatti.

E’ divertente poi anche la fase di selezione e postproduzione, in cui andare ad immaginare strane forme e creature in quei segnali di fumo (come il mio ectoplasma che non proprio tutti vedono 🙂 ) o anche provare a sperimentare qualche tecnica di ritocco o colorazione come nel caso dell’immagine “Weird Violet” qui a fianco, scattata pochi secondi dopo a “Smoke Ectoplasm”.

Il fumo è un soggetto semiastratto che si presta molto bene ad una infinità di manipolazioni creative.

BUON DIVERTIMENTO!

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L'Autunno negli occhi

L'Autunno negli occhi - © Copyright 2009 Pega

A volte è questione di pigrizia e la macchina fotografica rimane nel cassetto.
Chissà, forse è proprio in quei momenti che stiamo perdendo le migliori opportunità.

In qualche caso è un po’ la stanchezza che vince ed addirittura può capitare di non uscire proprio, magari con la scusa che “fuori piove o è freddo”, cedendo al fascino del divano o del PC…

Ho notato come però solo raramente ci si penta di aver fatto lo sforzo di uscire a fotografare o prendere l’attrezzatura ed essersela portata in quella che poteva sembrare un’occasione poco interessante dal punto di vista fotografico.

Le opportunità sembrano premiarti quando fai uno sforzo. Ed è come se fossero le condizioni avverse ad aiutarci a  tirar fuori gli scatti più interessanti.

Pensaci la prossima volta che avverti quel “fascino del divano”…. 🙂 🙂

Se sei fuori a fotografare, le cose accadranno per te. Altrimenti ne sentirai solo parlare.

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Stages of a photographer

Il grafico del fotografo

Navigando sul web ho trovato questo fantastico grafico. Descrive gli stadi che più o meno tutti attraversiamo come appassionati di fotografia.
Cliccaci per vederlo in grande e prova a verificare dove pensi di trovarti su queste curve…. poi, se vuoi, fammi sapere… 🙂

Non sono riuscito a risalire all’autore ma è geniale ! Troppo divertente !

🙂 🙂 🙂

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Quando nella primavera del 2008 iniziai a curiosare in quel crogiolo di creatività e passione fotografica che è Flickr mi imbattei in un album che subito mi affascinò. Era lo stream di immagini di una certa Willa999, un susseguirsi di foto realizzate con maestria e gusto, una qualità dell’immagine sempre notevole ed una gran generosità e sincerità nel commentare gli altri.

la mia mano - Copyright 2006 Willa999

la mia mano - Copyright 2006 Willa999

Luna (Willa999 è solo il suo nick) ha accettato con entusiasmo di essere intervistata per il mio blog ed io ne sono molto onorato.

Ciao Luna, lo sai che sono un tuo grande ammiratore e questa è l’occasione per farti un po’ di domande. Hai un album su flickr che è una meraviglia, moltissimi di commentatori, ci racconti che cosa rappresenta per te la condivisione delle foto su Flickr?
Per me la fotografia è sempre stata la condivisione di una emozione. Credo che, insieme alla poesia (compresi gli Haiku) ed ai racconti brevi, sia il modo più preciso di raccontare ciò che “vediamo”, vediamo noi e non con gli occhi, ma con il cuore, i ricordi, l’educazione, la curiosità….. dello stesso paesaggio due persone notano sicuramente delle cose diverse. La fotografia è la possibilità di scambiarsi la propria visione della stessa cosa. E non solo quello, nella ritrattistica puoi dire a una persona: questa è la tua bellezza, quella che io vedo…..

Come hai iniziato a fotografare? Hai ricevuto una qualche istruzione formale?
Mio padre fotografava, con una passione incredibile. Mi ha dato la prima macchina fotografica in mano credo verso i 12/13 anni, una agfa di mio nonno, l’equivalente di una compatta di oggi !!! ovviamente centellinata! Per i miei 18 anni, visto che la mia non era emulazione della sua passione, mi ha regalato la mia prima reflex, una Nikkormat del ‘68, interamente manuale, e il 50ino fuoco 1.2. Credo di aver fatto 3 anni a bn e basta, e nemmeno stampato tutto. Pagava lui, e quindi non c’era da discutere. Mi faceva sviluppare i provini, mi ha insegnato a guardarli con la lente, ha leggere i negativi… E poi a stampare il bn con lui. Il colore è arrivato quando mi ha giudicata in grado di “non sbagliare l’80% delle foto” e solo il bn ti insegna a non fare errori. Così, sono passata alla diapositiva.
Non ho mai letto libri, ho studiato tantissime foto però, e ne ho sentite su sempre un sacco !!! Le belle foto erano la normalità, l’ovvio che mi si poteva chiedere e oggi, i risultati, spero, si vedono.

Azteco ritratto

Azteco ritratto - Copyright 2008 Willa999

Qual’è il tuo atteggiamento verso la fotografia? Ti capita di uscire con un progetto in mente o ti è più naturale scattare quello che ti colpisce senza pianificare tanto?
Il mio progetto, è “la fotografia”…… difficilmente esco con l’idea di “andare a fotografare qualcosa di preciso”, a meno che non ci sia una sfida aperta tra me e un soggetto particolare (una statua, un cancello, una luce) che non viene come voglio io. Di solito esco e vado a caccia, esco con gli occhi aperti e l’attenzione spalancata. Sempre in pausa pranzo, tra le 13 e le 14.30, e spesso non so nemmeno dove mi fermerò… dipende dalla luce, le nuvole, la stagione…. Seguo l’istinto.

So che molti dei tuoi splendidi scatti sono realizzati con una compatta. Dicci qualcosa in più a proposito della tua attrezzatura di oggi ma perchè no anche id ieri.
Oggi ho una Bridge, una Canon G9, che mi sta dando delle soddisfazioni enormi.
Dopo appunto la Agfa di mio nonno, tornata a mio padre dopo il mio apprendimento, ho due corpi macchina analogici, la Nikkormat manuale del ’68 e una Nikkormat EF del 72. Due macchine prestigiose ancora adesso, e che non venderei mai! Ho il 28 f/3.5intonso, perché il grandangolo non è mai stato il mio obbiettivo, il 35 f/2.8 ma che non mi ho mai amato come qualità, il 50 f/1.2 consumato, l’85 f/1,8 che era il mio obbiettivo, tutti Nikkor originali con le lenti in cristallo, e un tele, un Kiron 80/200 f/4.5 che fungeva anche da macro. Stra-usato 🙂 Mi serviva per i ritratti a distanza, era una meraviglia. Nei paesaggi non valeva niente, ma i soldi erano pochi, il Nikkor non me lo potevo permettere e ho preferito prediligere la ritrattistica.
Pensa che ieri ho voluto pesare la EL con ll’85 montato, e il risultato è stato Kg 1.350, pensa al peso di tutta la valigetta !!! L’ho portata con me per secoli, poi non ce la facevo più.
Così ho provato una digitale compatta da sacchetto da patatine, chiamata Carmelina, e le sue foto le trovate con il tag, poi a una Nikon Colpic 5600, la “Titta”, e poi la G9. Sempre a tracolla, e quando dico sempre non scherzo.
Della G9 ho preso i due convertitori. Il tele, che la porta a 420, e il grandangolo che la porta a 28, ma che uso per fare le macro grandangolari !!! Il grandangolo non è proprio nelle mie corde !!!

Riposo in vetta - Copyright 2009 Willa999

Ci racconti qualcosa circa il tuo workflow e di quale approccio hai alla postproduzione delle tue immagin?
 Io la foto la gestisco principalmente sulla macchina. Per me “fotografia” è il gusto e la sfida tra me e quella cosa magica che ho in mano, e superarne i limiti. Anni e anni di diapositive, dove un errore era fatale, e dove i costi elevati non ti permettevano centinaia di scatti, mi hanno insegnato la tecnica, ed a fotografare poco ma bene.
Per i bn invece, amavo fare qualche sperimentazione mentre stampavo, ma erano più che altro crop, gestione della luce, solarizzazione, gestione delle diverse qualità di carta da stampa per avere i risultati che speravo.
Il mondo della digitale e della gestione delle foto al pc ha aperto un mondo incredibile alla post produzione, ma non per me. La mia “mentalità”, che è quella che la “mia” fotografia è la verità che percepisco nella realtà, mi porta ad usare una pp che non sia invasiva. Sicuramente i crop anche se a volte è una scelta difficile, ma in flickr le foto si vedono piccole e spesso prediligo la bellezza del singolo particolare, a volte correggo i contrasti, a volte desaturo se una foto non mi convince perché i colori sono troppo impastati, e per la conversione in bn perché la G9 è negata per quello. Ma tieni conto che io scatto in .Jpeg e non in raw, perché (a parte il discorso della conversione successiva) non sento il bisogno di “rivedere” il settaggio della macchina, perché “lo vedo, lo scelgo” al momento.
Ciò non toglie che mi capita di usare la pp per capire gli errori commessi al momento dello scatto, soprattutto per la conversione in bn. Spesso i colori sono troppo carichi e bisogna sovraesporre per poi avere lo scatto perfetto da convertire.
Come programmi, uso prevalentemente Picasa, è quello che è più completo a mio parere, veloce, intuitivo, non fa il caffè ma ha quello che serve.
Comunque, non disdegno la pp, ci sono foto che diventano grafica allo stato puro, non sono più foto ma sono emozioni.
E dobbiamo a questi programmi la possibilità, ad esempio, di salvare tante foto ricordo, vecchie o meno, irripetibili ma che sono anch’esse emozioni.

La domanda classica che faccio agli ospiti di questo blog : Cosa significa per te la tua fotografi?
La mia fotografia è la poesia con cui vedo il mondo che mi circonda. Un mondo vero, con i suoi pregi e i suoi difetti, con i suoi limiti e la sua rabbia. Io fotografo in città, una città fatta di smog e fretta, e le mie api sono prese ai giardinetti in mezzo al traffico, le mie rose negli spartitraffico in mezzo alla strada, i fiori rubati fuori dai fioristi, è una natura ribelle, che cerca di salvarsi e di salvare noi. Che sfrecciamo di fretta senza vedere la bellezza che urla intorno a noi.
Forse è anche per questo, che nelle mie foto non uso la pp. Perché quella bellezza deve solo essere riconosciuta e vista per quello che è, senza intermediari.

C’è un genere di fotografia o un tipo di soggetto che ti piace maggiormente fotografare?
Una volta adoravo fotografare appunto i bambini e le persone. Ma erano appunto tempi diversi. Oggi, è tutto una sfida.. Ma non nego che la mia passione è rimasta quella, le foto rubate alla strada.

Qual’è l’emozione che più frequentemente di capita di provare quando fai foto? E quando ti vengono commentate su flickr?
L’emozione che provo quando riesco a catturare l’anima di ciò che ho visto…. Che non è la mia anima riflessa, quello che io vorrei che fosse, ma è proprio l’essenza di ciò che è il mio soggetto in quel momento. Quasi potesse essersi messa in posa per me. In quel momento io mi sento un tramite, un tramite scelto perché la bellezza di quel fiore, dell’ape, dell’oggetto, venga alla luce per tutti quelli che la vedranno e potranno capire quanto è meraviglioso questo mondo, e quanto è da rispettare. In quel momento, quando vedo le mie foto e capisco di esserci riuscita, ho dentro l’umiltà di poter offrire al mondo un pezzetto di verità. Ma credo che sia qualcosa che si debba provare, e non si può descrivere.
Dei commenti che ricevo, mi piacciono e mi emozionano quelli che sono un confronto vero. Che sia lode o critica, leggo e rileggo quelli che si confrontano davvero con la mia fotografia, che mi aiutano a capire che il messaggio è stato percepito, o che mi aiutano a capire dove invece ho sbagliato e non è arrivato.

Saresti in grado di definire un tuo “stile”?
No. Credo che lo stile di una persona lo riconoscono gli altri, perché riconoscono le emozioni gli appartengono, i tagli, i colori, i soggetti, la versatilità. Poi, tieni conto che oggi la fotografia è molto cambiata. Io ero una appassionata di ritratti ed architettura. Oggi con la privacy ed internet, i ritratti non li fai più, o per lo meno io non li pubblico, specie i bambini che erano i miei preferiti. Poi, per l’architettura, per problemi miei sono 3 anni che non mi muovo da casa, e quindi ho spostato la mia fotografia sulla Natura in città e le macro, cosa che la G9 gestisce splendidamente.
Per Natale dovrebbe arrivarmi un signor scanner per negativi e diapositive, così posso finalmente recuperare i vecchi scatti analogici… chissà se nel mio stream “mi riconosceranno”  quindi, a volte lo stile è solo nella “personalità” del fotografo, ma quello appunto, secondo me è una cosa in cui sono gli altri a riconoscerti. Sicuramente, non ho un solo soggetto.

Hai mai avuto occasione di esporre o pubblicare il tuo lavoro? Hai progetti di questo genere per il futuro?
A parte flickr, no. Sono arrivata seconda in un contest di Fotografia Reflex e una mia fotografia verrà pubblicata sul numero di gennaio della rivista, ed è l’unica cosa che ho fatto.
Sono stata contattata da diverse riviste online per partecipare a progetti o cose del genere, ma non ho mai aderito. Non conoscendo le persone, dovendo inviare gli originali senza nessuna garanzia, non mi sono mai fidata. Per me sono “le mie fotografie” 🙂 sicuramente mi fa piacere se qualcuno mi nota e se ci saranno delle collaborazioni, ma se è una “cosa seria”  per me non è un “mettermi in mostra” o cercare una carriera fotografica, è molto di più…

L’ultima domanda è sempre la stessa per tutti… ed eccola anche per te… Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederest?
Di lavorare “per e con lui” !!!!! Gli chiederei di aiutarmi a crescere fotograficamente, così da poter comunicare sempre meglio le mie emozioni.

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Grazie davvero a Luna per la grande disponibilità e l’entusiasmo dimostrati.
Per chi volesse approfondire la conoscenza di questa bravissima fotografa cliccare qui per raggiungere il suo album su Flickr.

Alla prossima!

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Oggi vi propongo una breve intervista ad un amico e collega con il quale ho avuto il piacere di entrare in contatto attraverso quella portentosa piattaforma di photosocialnetworking che è Flickr.
Berns Snap oltre a collaborare con il quotidiano web “Nove da Firenze”, ha uno splendido album su Flickr ed un blog bilingua molto ben fatto.

Berns Snap

Berns Snap

Ciao Berns. Ci racconti un po’ di te e di come è nata la tua passione per la fotografia ?
E’ una passione nata dopo che molti apprezzavano le inquadrature delle mie foto. Subito dopo un viaggio in Giappone nel 2004 mi sono pentito di non aver goduto di una reflex per documentare tutte le enormi differenze del paese del sol levante ed allora me la sono comprata e ho iniziato da autodidatta.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti? Cosa ti piace catturare con la tua fotocamera?
Ancora non ho trovato la mia “strada”. Ultimamente sono attratto in maniera particolare dalla foto di strada e delle persone, ma ancora non ho sconfitto il fatto che a volte mi vergogno. I miei viaggi, che grazie alla mia ragazza sono diventati frequenti, li apprezzo dal punto di vista documentaristico e ne approfitto per riportare indietro ricordi e diversità.

Cosa significa per te la tua fotografia?
Ho una frase che diceva mio padre che sintetizza in parte la filosofia: “non dobbiamo rubare, ma solo con le mani”, cosi’ ho deciso di rubare momenti, immagini, emozioni, luci, con i miei occhi, con la macchina fotografica.

Non sei solo fotografo ma scrivi anche per un quotidiano. Ci racconti di questa tua esperienza e come si integra con l’attività di fotografo?
Il mio lavoro nella redazione di Nove da Firenze e’ preliminare a volte di quello da fotografo, perché mi mantiene informato sugli eventi della mia città, cosi’ da organizzarmi nel caso possa documentarli. Il mestiere del fotogiornalista e’ quasi finito, le immagini possono avere pero’ un ruolo di approfondimento, che magari posso costruirmi grazie alla rete di contatti instaurata grazie al giornale.

Fotografare per te è solo una passione o anche un’attività professionale?
Esclusivamente una passione… sono stato pagato solo per qualche collaborazione con un fotografo e dei book di moda.

Hai una foto che vorresti fare ma che ancora non sei riuscito a fare?
Avere la possibilità di fare un redazionale ad un personaggio famoso. Intervista e fotografie… bianco e nero ad un Clint Estwood per esempio.

L’ultima domanda è quella da un milione di dollari ( 🙂 ). Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti?
Vorrei fosse possibile incontrare uno dei grandi fotogiornalisti che hanno fatto la storia di questa. Qualcuno tipo Capa o Bresson e chiedergli “Qual’e’ la tua foto preferita”

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Ringrazio Berns per la gentile presenza su questo blog ed invito tutti coloro che volessero conoscerlo meglio a visitare il suo blog all’indirizzo http://berns78.wordpress.com/ ed anche il suo album su Flickr: http://www.flickr.com/photos/berns-photo/ oltre al quotidiano Nove da Firenze con cui collabora http://www.nove.firenze.it

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Walking on a texture - Copyright 2009 by Pega

Walking on a texture - Copyright 2009 by Pega

Fino a pochi anni fa, nell’era pre-internet, non era sempre facile potersi confrontare con un buon numero di altri fotografi ed imparare vicendevolmente, accrescendo le proprie capacità tecniche e di giudizio fotografico. Molto dipendeva da dove si abitava ed anche dalla fortuna di avere o meno la possibilità di conoscere le persone adatte.

Era un percorso lento, tipicamente svolto frequentando qualche circolo fotografico, leggendo riviste e libri, viaggiando o magari iscrivendosi a qualche workshop o corso.

Oggi grazie a strumenti di social networking dedicati alla fotografia come Flickr si può venire facilmente in contatto con un numero enorme di altri appassionati ed è una conseguenza matematica la reale opportunità di relazionarsi con alcune tra queste persone che hanno del vero talento. Basta dare un’occhiata ai loro album….

Ci sono gruppi di critica fotografica, tematici o specializzati nelle tipologie più particolari di fotografia. E’ un luogo dove si riesce a condividere con un sacco di gente la propria passione, con gran partecipazione e senza vincoli provenienza, estrazione o di età.  A volte dall’ambiente “virtuale” su Internet si passa volentieri a quello reale di meetup e photowalk accomunati dalla vicinanza geografica. E’ una gran bella opportunità.

Thanks Flickr.

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