Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘scrivere’

Hitchcock awardRicevo ogni giorno domande da Plinky. E’ un sito, forse meglio chiamarlo un social network, che quotidianamente ti propone di scrivere qualche riga, dando una risposta alle sue domande che sono a volte banali, altre volte meno.
Oggi mi è arrivata questa: “You are receiving an award –- either one that already exists, or a new one created just for you. What would the award be, why are you being honored, and what would you say in your acceptance speech?
L’ho trovata una domanda interessante, specie se declinata in fotografia e voglio girartela, chiedendoti di provare a dare le tue personali risposte. Eccola qui, tradotta e “fotograficamente modificata”:
Stai ricevendo un riconoscimento a carattere fotografico.
E’ un premio già esistente, oppure qualcosa di nuovo, appositamente creato per te.
Che cosa potrebbe essere questo riconoscimento? Perché verresti premiato?
Cosa diresti nel tuo discorso di accettazione?

Ovviamente è un gioco, una domanda aperta a tutti, che sonda nella nostra passione fotografica. Immagina che un giorno, all’improvviso, accada davvero una cosa del genere.
Non ti chiedo di postare qui la tua risposta (anche se darò il benvenuto a chi lo vorrà fare) ti chiedo solo di provare comunque a rispondere in modo sincero e personale, senza dover necessariamente riferire ad altri questo pensiero.
Credo si tratti di un interessante esercizio, utile ad approfondire la conoscenza di quell’artista che c’è in ognuno di noi.

Read Full Post »

daddy, tell me a story

Babbo, raccontami una storia © 2011 Courtesy Fulvio Petri

“C’era una volta il popolo invisibile degli oscurini, creature antropomorfe proliferanti nel buio delle camere oscure, sia di fotografi che di cineamatori analogici; felici tra acidi e liquidi di sviluppo, danzavano tenendosi per mano eseguendo un vorticoso girotondo ogni volta che l’artista metteva carta sensibile nella bacinella; giunti alla massima velocità, si formava un piccolo tornado benefico in cui avveniva la magia: sulla nuda carta gli oscurini lasciavano la loro traccia nei punti in cui si identificavano, accoppiandosi con la loro controparte positivamente impressionata (che ad ogni contatto si dava un tono).
Venne però un giorno che Digit – il dio delle comunicazioni veloci – creò i pixellini, entità luminose che danzavano a suon di numeri destinate, nelle sue intenzioni, a soppiantare i timidi oscurini. Tra oscurini e pixellini però non c’era competizione, eran già pronti a fare amicizia. In fin dei conti gli opposti si attraggono.
Ma il nervoso Digit, che aveva sempre fretta, costringeva i pixellini a sfiancanti ore di lavoro, e a fine giornata erano costretti a spegnersi; essendo fatti di luce, da spenti erano come inesistenti, e non potevano più relazionare con niente e nessuno;
Mentre d’altro canto gli oscurini si accoppiavano sempre meno, poiché l’esoso Digit stava rendendo la carta una rarità, e rischiavano una depressione senza ritorno.
Tra lucine sfruttate fino all’annullamento e ombrine che rischiavano di cadere nel nero cosmico senza più esprimersi, ecco che spuntò un gruppo di esseri umani amanti delle danze in camera oscura, tra cui l’eclettico Marto, fotografo analogico che scansionava i risultati del “movimento” nella sua dark room per condividerli col mondo.
Allora gli ombrini, felici della loro rinascita, vollero ringraziare l’amico Marto, apparendo essi stesso su un pezzo di carta sensibile, durante un girotondo artistico… e al contempo si ritrovarono ad abbracciare i pixellini sul computer, dopo la scansione.
Digit non capì, ma per una volta si adeguò.”

Discobolo | Idea di movimento

Discobolo | Idea di movimento - © Copyright 2011 Martino Meli

Ti è piaciuto?
E’ un racconto, anzi uno “stracconto” di Fulvio Petri , un bellissimo pensiero su quello strano rapporto che c’è tra la fotografia analogica e quella digitale, ispirato dalla foto che trovi qui a fianco realizzata da Martino Meli (che nella storia diviene Marto).
Un vero e proprio girotondo tra artisti che si scambiano immagini (analogiche e digitali) e parole.

Fulvio, oltre ad essere un fotografo di talento, disegna, illustra ed anche scrive. E’ suo un libriccino di storie folli, tutte nello stile di questo sopra, dove la fantasia si intreccia con l’ironia. Si intitola appunto “Stracconti” e lo trovi qui sia in versione cartacea che come e-book.

Te lo consiglio.

Read Full Post »

Oggi il post è una domanda.
La fotografia non c’entra molto lo so, ma mi farebbe piacere avere un feedback concreto su quali sono le propensioni alla lettura dei frequentatori di questo blog.

Con che frequenza vieni su Pega’s photography blog a leggere i post ?
E’ una cosa quotidiana ed apprezzi il fatto che ogni giorno ci sia un nuovo articolo ? Magari hai attivato l’opzione che ti inoltra in automatico una mail quando c’è un aggiornamento ?
Oppure non hai mai tempo e non riesci a tornare spesso, perdendo magari qualche post che ti sarebbe piaciuto leggere ?

Ti ringrazio se vorrai partecipare. Basta un click sul sondaggio qui sotto.

🙂

Read Full Post »

Art ain't easy

Art ain't easy - © Copyright 2009 Pega

Scrivo su questo blog perchè mi aiuta a condividere.
Serve a permettermi di capire ed approfondire, serve ad imparare e migliorare.

Condividere le impressioni su una foto o un artista, provare a spiegare un punto di vista o un’idea è un modo per definire meglio, prima di tutto a me stesso, quell’argomento. A svilupparlo e metabolizzarlo.
E poi non c’è piacere maggiore di una passione condivisa.

Una famosa frase dice : “Se vuoi diventare esperto di qualcosa, scrivici un libro”.
Ecco, io sto provando con un blog.

🙂

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: