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Posts Tagged ‘libro’

Gian Paolo IervolinoOggi ti propongo un libro, un libro fotografico che l’amico Gian Paolo Iervolino mi ha proposto di sfogliare dopo averlo realizzato e pubblicato.
Scegliere oggi il libro come supporto di diffusione delle proprie opere fotografiche non è una scelta facile, l’immediatezza e la potenza pervasiva dei contenitori online è tale da aver portato gran parte degli autori a preferire internet come principale mezzo di presentazione dei propri lavori. Su internet è facile e rapido raggiungere centinaia di nuovi potenziali ammiratori e gli orizzonti si ampliano a dismisura.
Eppure, nonostante le maggiori difficoltà sia tecniche che economiche, la carta resta il supporto più naturale per alcune fotografie, specie quelle di un certo tipo, in particolare i bianchi e neri notturni e meditati, come quelli di Gian Paolo.
Il suo libro è una breve ma intensa raccolta di fotografie notturne, tutte scattate a Roma in un’atmosfera quasi sospesa che l’autore descrive molto bene nella prefazione. Piazze e scorci di luoghi dalla bellezza millenaria, spesso affollatissimi di turisti che, una volta scesa la sera, si diradano lasciando spazio a figure silenziose, soggetti in lento movimento che Iervolino dipinge attraverso scatti a lunga esposizione che raccolgono scie ed ombre in lento movimento.
Sono immagini che esprimono emozioni non gridate, difficilmente descrivibili a parole, una sorta di quel “niente” con cui a volte si risponde quando ci chiedono a cosa stiamo pensando ma che, a dispetto della parola, sottintende un universo di sensazioni.
Mi è piaciuto molto questo libro, l’ho guardato e riguardato, una sera mi sono poi messo a sfogliarlo ascoltando musica in cuffia, un accompagnamento delicato ma intenso per questa splendida serie di immagini notturne.
Complimenti Gian Paolo.
Puoi trovare altre informazioni sull’autore e sulle sue opere sul sito Esperanto Photolab.

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XXSecoloÈ innegabile che il secolo scorso sia stato fondamentale per la fotografia, cento anni di evoluzione artistica e tecnica di cui quest’arte ha beneficiato in modo cruciale. E così ti segnalo un volumetto che, a mio avviso, è un must per qualunque appassionato. Non è un testo per esperti, piuttosto una sorta di compendio divulgativo, molto utile per andare a vedere di chi si tratta quando si trova un nome più o meno noto.
“Fotografia del XX secolo” edito da Taschen, è un bel libro che raccoglie una completa carrellata dei più importanti artisti del secolo da poco trascorso.
E’ ricco di foto, brevi biografie ed annotazioni. Il prezzo è piuttosto contenuto in rapporto al materiale che viene proposto. Non può mancare sullo scaffale di chi ha passione per la Fotografia.

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Giuseppe Moscato

Copyright 2013 Giuseppe Moscato

Ti segnalo “Tuscany Tour”, esposizione fotografica di Giuseppe Moscato che si terrà il 9 settembre 2013 negli spazi di Feltrinelli International in via Cavour 12 a Firenze.
Giuseppe “Pino” Moscato è una vecchia conoscenza di questo blog. Lo incontrai ad uno Sharing Workshop e da lì ho continuato a seguire il suo appassionato percorso fotografico, tra tecnica HDR ed amore per le bellezze Toscane.
Anche per questa occasione Pino ha pubblicato un libro di fotografie, edito da De Agostini ed intitolato “Voci di Toscana”, che verrà presentato proprio durante l’inaugurazione della mostra.
Ospite d’eccezione della serata di inaugurazione sarà Giorgio De Martino, autore dei testi, scrittore, musicista e biografo del cantante lirico Andrea Bocelli. Con i due sarà l’occasione per parlare di Toscana e degli artisti che ad essa si sono ispirati e ancora oggi si ispirano.
Giuseppe Moscato è al suo terzo libro fotografico. Voci di Toscana arriva dopo le due monografie “Firenze, viaggio nella bellezza” e “Roma, viaggio nella bellezza” entrambi editi dalla casa editrice fiorentina Alias/Mandragora.

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daddy, tell me a story

Babbo, raccontami una storia © 2011 Courtesy Fulvio Petri

“C’era una volta il popolo invisibile degli oscurini, creature antropomorfe proliferanti nel buio delle camere oscure, sia di fotografi che di cineamatori analogici; felici tra acidi e liquidi di sviluppo, danzavano tenendosi per mano eseguendo un vorticoso girotondo ogni volta che l’artista metteva carta sensibile nella bacinella; giunti alla massima velocità, si formava un piccolo tornado benefico in cui avveniva la magia: sulla nuda carta gli oscurini lasciavano la loro traccia nei punti in cui si identificavano, accoppiandosi con la loro controparte positivamente impressionata (che ad ogni contatto si dava un tono).
Venne però un giorno che Digit – il dio delle comunicazioni veloci – creò i pixellini, entità luminose che danzavano a suon di numeri destinate, nelle sue intenzioni, a soppiantare i timidi oscurini. Tra oscurini e pixellini però non c’era competizione, eran già pronti a fare amicizia. In fin dei conti gli opposti si attraggono.
Ma il nervoso Digit, che aveva sempre fretta, costringeva i pixellini a sfiancanti ore di lavoro, e a fine giornata erano costretti a spegnersi; essendo fatti di luce, da spenti erano come inesistenti, e non potevano più relazionare con niente e nessuno;
Mentre d’altro canto gli oscurini si accoppiavano sempre meno, poiché l’esoso Digit stava rendendo la carta una rarità, e rischiavano una depressione senza ritorno.
Tra lucine sfruttate fino all’annullamento e ombrine che rischiavano di cadere nel nero cosmico senza più esprimersi, ecco che spuntò un gruppo di esseri umani amanti delle danze in camera oscura, tra cui l’eclettico Marto, fotografo analogico che scansionava i risultati del “movimento” nella sua dark room per condividerli col mondo.
Allora gli ombrini, felici della loro rinascita, vollero ringraziare l’amico Marto, apparendo essi stesso su un pezzo di carta sensibile, durante un girotondo artistico… e al contempo si ritrovarono ad abbracciare i pixellini sul computer, dopo la scansione.
Digit non capì, ma per una volta si adeguò.”

Discobolo | Idea di movimento

Discobolo | Idea di movimento - © Copyright 2011 Martino Meli

Ti è piaciuto?
E’ un racconto, anzi uno “stracconto” di Fulvio Petri , un bellissimo pensiero su quello strano rapporto che c’è tra la fotografia analogica e quella digitale, ispirato dalla foto che trovi qui a fianco realizzata da Martino Meli (che nella storia diviene Marto).
Un vero e proprio girotondo tra artisti che si scambiano immagini (analogiche e digitali) e parole.

Fulvio, oltre ad essere un fotografo di talento, disegna, illustra ed anche scrive. E’ suo un libriccino di storie folli, tutte nello stile di questo sopra, dove la fantasia si intreccia con l’ironia. Si intitola appunto “Stracconti” e lo trovi qui sia in versione cartacea che come e-book.

Te lo consiglio.

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Piccolo omaggio a Man Ray

POAMR (Piccolo omaggio a Man Ray) - © Copyright 2011 Pega

È un sacco di tempo che non scrivo un post su un libro, ma oggi ho proprio voglia di condividere una lettura che ho fatto in questi giorni: Man Ray – Sulla fotografia.

Man Ray è una figura che non ha bisogno di presentazioni. Personaggio importante ed eclettico si mosse costantemente in una ricerca senza fine che lo portò tra pittura e fotografia attraverso filoni artistici tra i più importanti del novecento.

ManRay_sulla_fotografiaNato a Philadelphia il 27 agosto del 1890 (guarda caso l’anniversario della sua nascita ricade proprio in questi giorni) da una famiglia di emigranti dell’est europeo di origini ebree, Man Ray crebbe negli ambienti artistici anarchici di New York, studiando prima pittura ma poi anche fotografia nello studio di Steiglitz, che sempre continuerà a considerare suo grande maestro.
La sua irrequietezza unita ad uno spirito di continua necessità di cambiamento e ricerca lo portarono poi a trasferirsi in Europa, a Parigi, dove Man Ray si stabilì per venti anni prima del rientro negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali.

A Parigi sviluppò gran parte del suo lavoro, sperimentando e producendo idee come i suoi famosi Rayogrammi, ma anche più semplicemente lavorando come fotografo ritrattista.
Ed è proprio il riferimento a questa sua attività, che lo portò in contatto con moltissime figure spicco del mondo artistico di quegli anni, che mi è piaciuto molto in questo volumetto.

Il libro infatti, oltre a riportare appunti e riflessioni dello stesso Man Ray che ne tracciano una figura affascinante e complessa, contiene una serie di ritratti fotografici che questi realizzò per soggetti come Picasso, Ezra Pound, un giovanissimo Dalì, Bunuel, Virginia Wolf, Mirò, Matisse e molti altri.
Si tratta di foto scattate su commissione, da un fotografo il cui studio era divenuto meta di personaggi desiderosi di ottenere una propria immagine fotografica ricca di personalità e spessore.
Ogni ritratto è accompagnato da brevi note sulle impressioni scambiate con la persona fotografata. Davvero molto interessante.
Te lo consiglio proprio.

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Robert Frank

Robert Frank

Avere qualche difficoltà perchè si sta fotografando, o anche solo si ha in mano una fotocamera, non è un problema solo dei nostri (paranoici) tempi.
Nel 1955 il famoso fotografo Robert Frank stava viaggiando in auto nell’Arkansas, lavorando a quella che sarebbe poi divenuta la sua grande e storica opera: il libro “The Americans”.
Non aveva violato alcuna legge ma fu fermato da una pattuglia della polizia che lo considerò sospetto, anzi particolarmente sospetto, dopo aver notato nella sua auto un certo numero di “macchine fotografiche”.
Gli agenti decisero così di arrestarlo e detenerlo per un interrogatorio.
La disavventura in cella non fu di lunga durata e fortunatamente  non impedì a Robert Frank di continuare il suo magnifico lavoro che uscì circa tre anni dopo.

Per chi fosse interessato ai dettagli, ecco il testo del rapporto dell’agente che effettuò l’arresto. Curioso notare come il fatto che il bagagliaio fosse pieno di macchine fotografiche sia stato considerato dall’agente come fattore sospetto.

Department of
ARKANSAS STATE POLICE
Little Rock, Arkansas

December 19, 1955

Alan R. Templeton, Captain
Criminal Investigations Division
Arkansas State Police
Little Rock, Arkansas

Dear Captain Templeton:

On or about November 7, I was enroute to Dermott to attend to some business and about 2 o’clock I observed a 1950 or 1951 Ford with New York license, driven by a subject later identified as Robert Frank of New York City.

After stopping the car I noticed that he was shabbily dressed, needed a shave and a haircut, also a bath. Subject talked with a foreign accent. I talked to the subject a few minutes and looked into the car where I noticed it was heavily loaded with suitcases, trunks and a number of cameras.

Due to the fact that it was necessary for me to report to Dermott immediately, I placed the subject in the City Jail in McGehee until such time that I could return and check him out.

After returning from Dermott I questioned this subject. He was very uncooperative and had a tendency to be “smart-elecky” in answering questions. Present during the questioning was Trooper Buren Jackson and Officer Ernest Crook of the McGehee Police Department.

We were advised that a Mr. Mercer Woolf of McGehee, who had some experience in counter-intelligence work during World War II and could read and speak several foreign languages, would be available to assist us in checking out this subject. Subject had numerous papers in foreign langauges, including a passport that did not include his picture.

This officer investigated this subject due to the man’s appearance, the fact that he was a foreigner and had in his possession cameras and felt that the subject should be checked out as we are continually being advised to watch out for any persons illegally in this country possibly in the emply of some unfriendly foreign power and the possibility of Communist affiliations.

Subject was fingerprinted in the normal routine of police investigation; one card being sent to Arkansas State Police Headquarters and one card to the Federal Bureau of Investigation in Washington.

Respectfully submitted,
Lieutenant R.E. Brown, Lieutenant
Comanding
Troop #5
ARKANSAS STATE POLICE
Warren, Arkansas

REB:dlg

[fonte: Thomas Hawk]

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Pino Moscato

Pino Moscato

Tempo fa lo avevo intervistato ed ora ecco che se ne esce con un libro ed anche una mostra… in un colpo solo !
E’ Pino Moscato, amico e frequentatore di questo blog che mi racconta di come tutto sia nato da una semplice mail inviata circa un anno fa a La Mandragora, una casa editrice che si occupa di arte, contenente qualche link al suo album su Flickr…

Il frutto che ne è spuntato è un libro con relativa mostra che si intitolano : Firenze un viaggio nella bellezza.

La presentazione del volume e l’inaugurazione dell’esposizione fotografica saranno il 18 dicembre alle ore 18.00 presso Agora|z a Palazzo Strozzi a Firenze con la partecipazione di Luca Toschi e Roberto Maragliano.

La mostra sarà poi aperta al pubblico dal dal 19 dicembre al 23 gennaio.

Carrozze a piazza duomo

Carrozze a piazza duomo - © Copyright 2009 Pino Moscato

I proventi della vendita delle fotografie esposte o scelte a catalogo disponibile in sede saranno devoluti alla “fondation Jerome LeJeune”: fondazione riconosciuta di pubblica utilità per il superamento delle malattie genetiche dell’intelligenza (www.fondationlejeune.org)

E’ innegabile, la pubblicazione e l’esposizione sono tra le principali soddisfazioni che un fotografo può trarre dalla sua passione ed anche nel suo caso non si fa eccezione. E’ una forma di riconoscimento che Pino confessa di inseguire da anni e che probabilmente si merita anche per la grande passione con cui ha fotografato una Firenze di cui si è innamorato dopo esservicisi trasferito da Roma, creando immagini sempre particolari, spesso utilizzando la tecnica dell’HDR.

Via dei Calzaiuoli

Via dei Calzaiuoli - © Copyright 2009 Pino Moscato

Faccio tutti gli auguri di un grande successo a Pino che in questo momento mi dice di essere totalmente preso da quelle mille incombenze che precedono un impegno come questo : dalla scelta della carta fotografica e dei passpartout all’invio dei file… mantenendo però quelli che sono i soliti impegni della vita quotidiana.

Mi ha colpito una frase che ha usato in una mail, in cui paragona le sue sensazioni dell’avvicinarsi alla fatidica data del 18 dicembre a quelle di un matrimonio… con l’arte della fotografia.
Beh, Pino, cos’altro aggiungere… FELICITAZIONI !!!

🙂

E non è tutto.
Ecco anche un’anteprima di tutto questo in un breve video.

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