Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘libro’

Robert Frank

Robert Frank

Avere qualche difficoltà perchè si sta fotografando, o anche solo si ha in mano una fotocamera, non è un problema solo dei nostri (paranoici) tempi.
Nel 1955 il famoso fotografo Robert Frank stava viaggiando in auto nell’Arkansas, lavorando a quella che sarebbe poi divenuta la sua grande e storica opera: il libro “The Americans”.
Non aveva violato alcuna legge ma fu fermato da una pattuglia della polizia che lo considerò sospetto, anzi particolarmente sospetto, dopo aver notato nella sua auto un certo numero di “macchine fotografiche”.
Gli agenti decisero così di arrestarlo e detenerlo per un interrogatorio.
La disavventura in cella non fu di lunga durata e fortunatamente  non impedì a Robert Frank di continuare il suo magnifico lavoro che uscì circa tre anni dopo.

Per chi fosse interessato ai dettagli, ecco il testo del rapporto dell’agente che effettuò l’arresto. Curioso notare come il fatto che il bagagliaio fosse pieno di macchine fotografiche sia stato considerato dall’agente come fattore sospetto.

Department of
ARKANSAS STATE POLICE
Little Rock, Arkansas

December 19, 1955

Alan R. Templeton, Captain
Criminal Investigations Division
Arkansas State Police
Little Rock, Arkansas

Dear Captain Templeton:

On or about November 7, I was enroute to Dermott to attend to some business and about 2 o’clock I observed a 1950 or 1951 Ford with New York license, driven by a subject later identified as Robert Frank of New York City.

After stopping the car I noticed that he was shabbily dressed, needed a shave and a haircut, also a bath. Subject talked with a foreign accent. I talked to the subject a few minutes and looked into the car where I noticed it was heavily loaded with suitcases, trunks and a number of cameras.

Due to the fact that it was necessary for me to report to Dermott immediately, I placed the subject in the City Jail in McGehee until such time that I could return and check him out.

After returning from Dermott I questioned this subject. He was very uncooperative and had a tendency to be “smart-elecky” in answering questions. Present during the questioning was Trooper Buren Jackson and Officer Ernest Crook of the McGehee Police Department.

We were advised that a Mr. Mercer Woolf of McGehee, who had some experience in counter-intelligence work during World War II and could read and speak several foreign languages, would be available to assist us in checking out this subject. Subject had numerous papers in foreign langauges, including a passport that did not include his picture.

This officer investigated this subject due to the man’s appearance, the fact that he was a foreigner and had in his possession cameras and felt that the subject should be checked out as we are continually being advised to watch out for any persons illegally in this country possibly in the emply of some unfriendly foreign power and the possibility of Communist affiliations.

Subject was fingerprinted in the normal routine of police investigation; one card being sent to Arkansas State Police Headquarters and one card to the Federal Bureau of Investigation in Washington.

Respectfully submitted,
Lieutenant R.E. Brown, Lieutenant
Comanding
Troop #5
ARKANSAS STATE POLICE
Warren, Arkansas

REB:dlg

[fonte: Thomas Hawk]

Read Full Post »

Pino Moscato

Pino Moscato

Tempo fa lo avevo intervistato ed ora ecco che se ne esce con un libro ed anche una mostra… in un colpo solo !
E’ Pino Moscato, amico e frequentatore di questo blog che mi racconta di come tutto sia nato da una semplice mail inviata circa un anno fa a La Mandragora, una casa editrice che si occupa di arte, contenente qualche link al suo album su Flickr…

Il frutto che ne è spuntato è un libro con relativa mostra che si intitolano : Firenze un viaggio nella bellezza.

La presentazione del volume e l’inaugurazione dell’esposizione fotografica saranno il 18 dicembre alle ore 18.00 presso Agora|z a Palazzo Strozzi a Firenze con la partecipazione di Luca Toschi e Roberto Maragliano.

La mostra sarà poi aperta al pubblico dal dal 19 dicembre al 23 gennaio.

Carrozze a piazza duomo

Carrozze a piazza duomo - © Copyright 2009 Pino Moscato

I proventi della vendita delle fotografie esposte o scelte a catalogo disponibile in sede saranno devoluti alla “fondation Jerome LeJeune”: fondazione riconosciuta di pubblica utilità per il superamento delle malattie genetiche dell’intelligenza (www.fondationlejeune.org)

E’ innegabile, la pubblicazione e l’esposizione sono tra le principali soddisfazioni che un fotografo può trarre dalla sua passione ed anche nel suo caso non si fa eccezione. E’ una forma di riconoscimento che Pino confessa di inseguire da anni e che probabilmente si merita anche per la grande passione con cui ha fotografato una Firenze di cui si è innamorato dopo esservicisi trasferito da Roma, creando immagini sempre particolari, spesso utilizzando la tecnica dell’HDR.

Via dei Calzaiuoli

Via dei Calzaiuoli - © Copyright 2009 Pino Moscato

Faccio tutti gli auguri di un grande successo a Pino che in questo momento mi dice di essere totalmente preso da quelle mille incombenze che precedono un impegno come questo : dalla scelta della carta fotografica e dei passpartout all’invio dei file… mantenendo però quelli che sono i soliti impegni della vita quotidiana.

Mi ha colpito una frase che ha usato in una mail, in cui paragona le sue sensazioni dell’avvicinarsi alla fatidica data del 18 dicembre a quelle di un matrimonio… con l’arte della fotografia.
Beh, Pino, cos’altro aggiungere… FELICITAZIONI !!!

🙂

E non è tutto.
Ecco anche un’anteprima di tutto questo in un breve video.

Read Full Post »

GilardiC’è un breve libretto sulla fotografia su cui voglio provare a scrivere qualche impressione. Si tratta di “Meglio ladro che fotografo” di Ando Gilardi, recentemente scomparso, figura sicuramente nota a chi si interessa di fotografia.
L’ho trovato una lettura nel complesso interessante e consigliabile ma devo anche dire che non è un’opera che entra tra le mie favorite.
E’ il tentativo di analisi sull’arte della fotografia dal punto di vista dell’autore e si sviluppa come un dialogo, riprendendo uno strumento letterario ben collaudato a cui Gilardi si richiama qualche volta anche nel testo stesso, citando appunto Galileo.
In questo dialogo, che in alcune fasi potrebbe essere meglio descritto come un’intervista, vengono affrontati molti temi, tutti visti sotto la luce particolare di una visione molto personale e spesso anche originale dell’autore.
Da cenni sulla storia recente della fotografia e all’importanza dell’avvento del digitale, alle esperienze di vita vissuta come fotografo professionista, il libro si sposta su molti argomenti, toccandoli spesso con uno stile ed un’ottica particolare ed un linguaggio piuttosto diretto.
Leggendo ho avuto però, più di una volta, l’impressione che si stesse saltando di palo in frasca, senza sviscerare bene alcuni passaggi che lo avrebbero meritato e lasciando quindi al lettore la sensazione di una eccessiva mancanza di pragmatismo, qualche volta anche condita di una certa autoglorificazione non sempre ben celata dietro ad un tono ironico.
E’ comunque molto bella a mio parere la parte finale, dove vengono mostrati e brevemente raccontati alcuni scatti realizzati dall’autore in Italia nel periodo del dopoguerra. Alcuni davvero degli di nota.

Insomma, un libro che non metto nella mia personale “hall of fame” ma che credo di poter consigliare comunque, specie perchè nel panorama letterario italiano che copre la fotografia non è proprio facile trovare testi con una così spiccata indipendenza di vedute ed un linguaggio così diretto.

Read Full Post »

The Americans by Robert FrankE’ una pietra miliare della fotografia del novecento, è “The Americans” di Robert Frank, il libro frutto di un viaggio di quasi due anni che il fotografo svizzero fece verso la metà degli anni cinquanta grazie ad una sovvenzione della fondazione Guggenheim, andando a ritrarre con la sua 35mm quella che era l’America del boom economico, con tutto quello che ciò voleva dire.
Ne venne fuori uno splendido lavoro che l’introduzione scritta da Jack Kerouac aiutò a raggiungere un meritato successo editoriale.
E’ un libro che non può mancare in casa di chi è appassionato di fotografia e ti consiglio proprio di farci un pensierino.
Le immagini sono davvero molto belle, composte in una sequenza assolutamente magistrale ed accompagnate da didascalie che arricchiscono ancor di più l’insieme di sensazioni che questo grande reportage regala.
Frank per questo progetto, usò qualcosa come 670 rullini di pellicola 35mm per un totale di oltre 20.000 fotografie.
Con questa mole di materiale avviò poi un enorme lavoro di selezione e filtraggio che lo portò a stampare circa un migliaio di provini e da questi il set finale che risulta nel libro di circa 80 foto.

Non male come sintesi eh…

Read Full Post »

Lo Zen e il tiro con l'arco

Lo Zen e il tiro con l’arco

C’è uno splendida lettura che più o meno tutti abbiamo fatto.
“Lo Zen e il tiro con l’arco” è un piccolo libro scritto da Eugen Herrigel, un professore di filosofia tedesco che scelse di imparare in modo classico l’arte del tiro con l’arco in Giappone, affidandosi quindi ad un “Sensei” : un maestro Zen appunto.

Herrigel ne ricavò una importante esperienza di vita, qualcosa che lo cambiò dall’interno e nel libro questa intensità c’è tutta.

E’ una lettura sovente suggerita da qualcuno che ne è rimasto giustamente affascinato o che comunque lo ritiene un piccolo gioiello da condividere.

Ritrovandolo su uno scaffale della mia libreria ho deciso di rileggerlo (e lo si fa in un’oretta dato che sono circa novanta pagine) provando a fare quello che con lo Zen si può praticamente sempre: modificare totalmente l’oggetto dell’arte di cui si parla in origine, mantenendo però intatta la filosofia… lasciando quindi inalterato l’approccio.

E così ho riletto il libro sostituendo la parola “arco” con “macchina fotografica” e “bersaglio” con “soggetto. Lo “scoccare della freccia” diviene il “far scattare l’otturatore” ed il “volo” di questa si trasforma nel concetto di “‘esposizione”.

E’ meraviglioso.
Te lo consiglio di cuore.

Read Full Post »

McCurrySe non l’hai ancora fatto ti consiglio di fare un salto in edicola e vedere se è rimasta una copia di un bel libretto che questo mese viene venduto in allegato al National Geographic.

E’ il primo di una serie che la rivista dedica ai suoi grandi fotografi e a mio parere vale veramente la pena prenderlo per ammirare alcuni meravigliosi scatti di questo famoso  fotografo di reportage.

Come mi è capitato di dire in precedenza, trovo che guardare e studiare con attenzione le immagini sia una grande scuola ed aiuti moltissimo a capire che cosa ci sta dietro a quelli che in molti considerano dei veri e propri capolavori della fotografia contemporanea.

Molto interessanti anche l’introduzione ed i testi che accompagnano gli scatti, in qualche caso con breve descrizione di come il fotografo si è impegnato per raggiungere il suo scopo, sempre con un grandissimo rispetto ed empatia con i suoi soggetti.

Dalla lettura ed osservazione di questo piccolo libro ho notato che Mc Curry lavora molto spesso con profondità di campo ridotte, cosa che a me piace molto, quasi a sottolineare una ricerca artistica che evidentemente è ben presente e che valorizza un autore così spiccatamente orientato al reportage.

Evidentemente con una qualità così elevata anche la vecchia massima che dettava legge negli anni 70/80 al National Geographic e che diceva “Learn f/8 and BE THERE” ,  poteva avere le sue buone eccezioni. Almeno nella sua prima parte !

🙂

Read Full Post »

TEN-cover-blogIeri ho letto un libro. Tutto d’un fiato…
Accidenti dirai… beh, non credo di aver fatto nulla di così esagerato, in realtà si tratta di una lettura molto breve, più precisamente di un breve e-book.
L’autore è quel David duChemin di cui pochi post fa parlavo citando il suo libro (cartaceo) “Within the frame”, un testo che mi è piaciuto moltissimo e che, come scrivevo, consiglo a tutti gli appassionati di foto.
Stavolta duChemin fa qualcosa di diverso. Sceglie un media che ormai è vicino al sorpasso, almeno in USA: il libro digitale. Un modo breve, sintetico e veloce per pubblicare. Costi di editing e distribuzione ridotti al minimo, niente stampa, sintesi e velocità ideali per i ritmi serrati a cui tutti ci stiamo adattando… Un modo di fare editoria di cui sentiremo sempre più parlare nei prossimi anni.

L’e-book si intitola 10 ed il sottotitolo è “Ten Ways to Improve Your Craft. None of Them Involve Buying Gear.”
È una sorta di “top ten” degli elementi che l’autore considera più importanti nella sua fotografia. Trentatrè pagine di immagini e parole che, uno per uno, analizzano e spiegano questi punti. Davvero molto interessante, per certi versi illuminante. Il concetto espresso con il sottotitolo è la chiave di maggior interesse, almeno per me: riuscire a migliorare significativamente le proprie foto, non pensando che per ottenere ciò si debba passare attraverso un upgrade della propria attrezzatura.
Per ovvi motivi non andrò a dire molto di più su questi dieci punti, sarebbe illecito oltre che scorretto. Il PDF ha un costo davvero irrisorio: con 5 dollari puoi scaricarlo e, volendo, stamparlo ad alta qualità.
Posso comunque dire che ho trovato questa lettura davvero stimolante, tanto che sto già meditando di prendermi anche il seguito… un altro e-book che si chiama “Ten more”.

Per chi volesse approfondire il sito di duChemin è: www.pixelatedimage.com

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: