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Trendy elements

Trendy elements – © Copyright 2009 Pega

Siamo assuefatti al “quick cut”, quella precisa scelta di regia e montaggio che nel mondo del video opta per continui cambi di inquadratura, scene brevissime, dinamiche e veloci, quasi dei flash che si susseguono.
E’ una tendenza che nel corso degli anni si è sviluppata sempre di più. Nata nei videoclip si è trasmessa al mondo degli spot pubblicitari, per approdare ormai in qualsiasi produzione visiva: dalla fiction ai telegiornali, al cinema.
Ormai ci siamo abituati, siamo stati pian piano “addestrati” a sfruttare quella capacità del nostro cervello di saper “cogliere al volo” la sintesi, di “surfare” tra le informazioni audiovisive, in un flusso sempre più veloce e denso, spesso ricchissimo di suggestioni pubblicitarie.
Personalmente ho sviluppato però nel tempo, una forma di rigetto nei confronti di questo stile. Una sorta di intolleranza.
Odio il quick cut perché ha iniziato a farmi parzialmente perdere la capacità di fermarmi a guardare, godere di una scena, studiarne le caratteristiche con calma. E questo è tanto più grave se questa superficialità la andiamo ad usare con le fotografie.
Le foto vanno gustate. Già in precedenti post accennavo al piacere di studiare a fondo le immagini, di “ascoltarle” a lungo quasi come si fa con un pezzo musicale o anche come si assapora con calma un calice di buon vino.
Il quick cut è invece un atteggiamento, un’impostazione, un modo diverso di guardare, che tende ad allontanarci da tutto questo.
Ed è un gran peccato.

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Per alcuni la fotografia di strada diviene quasi un modo di essere e di vivere.
E’ stato il caso di grandi maestri come per esempio Henri Cartier-Bresson o Walker Evans, che trovarono nella “street” la loro principale vena artistica, ma anche di tanti fotografi contemporanei più o meno famosi che si appassionano specializzandosi in questo tipo di produzione fino a farne il loro interesse principale. 

E’ il caso di Chris Weeks, che ha realizzato un ebook gratuito molto ben fatto sulla street photography e lo ha messo a disposizione per tutti su Deviantart.
Si tratta di un bel lavoro di 160 pagine in cui sono raccolte idee creative e suggerimenti che ne fanno una lettura molto stimolante, tutto questo anche grazie al contributo di un piccolo gruppo di altri fotografi che hanno collaborato con lui fornendo immagini e pensieri personali riguardanti questo affascinante settore della fotografia, che ne viene fuori come un’arte al tempo stesso facile ed istintiva ma anche incredibilmente difficile.
Belle ed anche numerose le immagini che accompagnano il testo, tutte in bianco e nero nel segno della street photography più classica. 

Lo trovi qui. Te lo consiglio.
Buona lettura.

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Oggi il post è una domanda.
La fotografia non c’entra molto lo so, ma mi farebbe piacere avere un feedback concreto su quali sono le propensioni alla lettura dei frequentatori di questo blog.

Con che frequenza vieni su Pega’s photography blog a leggere i post ?
E’ una cosa quotidiana ed apprezzi il fatto che ogni giorno ci sia un nuovo articolo ? Magari hai attivato l’opzione che ti inoltra in automatico una mail quando c’è un aggiornamento ?
Oppure non hai mai tempo e non riesci a tornare spesso, perdendo magari qualche post che ti sarebbe piaciuto leggere ?

Ti ringrazio se vorrai partecipare. Basta un click sul sondaggio qui sotto.

🙂

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XXSecoloTi segnalo un volumetto che, a mio avviso, è un must per qualunque appassionato di arti visive.
Si tratta di “Fotografia del XX secolo” edito da Taschen, un bel libro che raccoglie una completa carrellata dei più importanti artisti del secolo da poco trascorso.
E’ ricco di foto, brevi biografie ed annotazioni. Il prezzo è piuttosto contenuto in rapporto al materiale che viene proposto. Da non perdere.

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eye

Se è vero che gli occhi vedono solo ciò che la mente è preparata a comprendere, questo è ancora più vero quando la visione è attraverso l’obiettivo di una fotocamera.

Il processo creativo, specie in fotografia, è una questione da cui sono affascinato e spesso mi capita di trovarmi ad ragionare su come questo avviene. Avere l’opportunità di parlare con fotografi creativi e scambiarsi opinioni è una delle vie principali ed in questo senso un ambiente di social networking come flickr è veramente eccezionale.
Su Flickr si ha la possibilità di entrare in contatto con persone il cui album è semplicemente meraviglioso. Si va dal professionista al totale principiante: migliaia persone, molte con grande talento, appassionate ed incredibilmente disponibili alla discussione ed al confronto costruttivo.

Ma non sempre è possibile relazionarsi direttamente con chi si vorrebbe, perchè magari si tratta di persone difficilmente contattabili o a volte dei veri e propri guru. E così anche solo leggere ciò che alcuni scrivono è interessante, anzi molto interessante.

Tra le fonti di maggior valore con cui ho avuto a che fare di recente vi è uno splendido libro di un bravissimo fotografo. Si tratta di “Within The Frame (The journey of Photographic Vision)” di David de Chemin.

Ci sono un sacco di libri che parlano di attrezzatura o tecnica, obiettivi, esposizione, composizione etc, etc… ma per quanto ne so c’è ne sono veramente pochi che parlano di come ottenere quel qualcosa in più… insomma quella sorta di ingrediente segreto ( : -) ) che ti fa provare una vera emozione di fronte ad una foto.

Questo libro è uno di quelli.

E’ disponbile solo in inglese ma, credetemi, vale la pena leggerselo.

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