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Airbus formationAh, cosa non darei per partecipare ad una sessione fotografica come quella organizzata da Airbus per realizzare questo scatto.
Lo scorso settembre erano ben cinque i bestioni impegnati in questa fantastica missione, pensata per celebrare la certificazione del nuovo A350-900, un gioiellino da circa 300 milioni di dollari.
Come si vede dal video sotto, la preparazione per questo shooting volante è stata notevole ed ha coinvolto un folto numero di persone tra organizzatori, manager, piloti, fotografi ed operatori video. Il risultato è quasi senza precedenti e parla da solo: splendide foto più un bellissimo filmato che ha per protagonisti cinque aerei enormi che manovrano dolcemente in formazione, mentre il piccolo jet di appoggio si muove intorno a loro per le riprese. Roba da far sbavare i miei amici “spotters”, ma non è necessario essere esperti in materia per capire quanto sia notevole un volo così ravvicinato con aerei di questo tipo.
Gran bel lavoro no? 🙂
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Pablo PicassoPablo Picasso diceva “i buoni artisti copiano, i grandi artisti rubano“.
Ripropongo questo argomento perchè quello della creatività è un tema davvero centrale. La “capacità di creare” è un processo che, come tutti i fenomeni naturali, non è discontinuo: niente si crea dal nulla.
La nostra immaginazione lavora sulle basi di ciò che conosciamo, portando qualunque creazione artistica ad essere, in sostanza, una rielaborazione di qualcosa di già esistente.

Anche le creature più fantasiose create dalla mente altro non sono che incroci di esseri reali ed accettare tutto questo è un passo di consapevolezza che Picasso espresse in modo perfetto.
Il copiare-prendere in prestito-rubare in genere avviene in modo inconsapevole; l’artista semplicemente percepisce ed osserva ciò che incontra, ad esempio la natura o il lavoro di altri, assorbe come una spugna, poi introietta, magari rimuove e dimentica.
La fase successiva è rielaborazione e trasformazione, un’opera di remix che risulta nel parto di qualcosa che può essere percepito come originale e nuovo.

Ho trovato molto interessante il video che trovi sotto, tratto da una conferenza TED a proposito di tutto ciò. E’ una lezione tenuta da Kirby Ferguson, scrittore e regista, che ci prende per mano in un viaggio affascinante nei percorsi della creatività.
Sono riflessioni che possono scuotere quello che è il concetto stesso di “originalità”, in particolare se applicati al mondo della fotografia, dove la questione è tabù e spesso fonte di grandi polemiche.
La creatività viene da fuori e non da dentro, dipendiamo gli uni dagli altri, scrittori e cuochi l’hanno capito da secoli. Per molti fotografi accettare questo non è un atto di mediocrità ma una liberazione.

Per chi mastica poco l’inglese questo è il link alla versione sottotitolata del video.
Prenditi 10 minuti e guardatelo tutto, con calma, fino in fondo, ne vale la pena.
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Sostituzione by Pega

Sostituzione – © Copyright 2013, Pega

Ti stuzzica l’idea di cimentarti in una piccola missione fotografica? Che ne pensi di dedicare qualche momento a scattare secondo un tema assegnato?
Il weekend assignment è una piccola tradizione di questo blog e quello di questo fine settimana è dedicato agli specchi ed ai riflessi.
Spesso i riflessi sono un cruccio per i fotografi, subdoli ed indesiderati possono rovinare la tua inquadratura, ma se sfruttati e colti nel modo giusto, tutto cambia. Cercare i riflessi e catturarli con la macchina fotografica è per qualcuno una vera e propria specialità, un esercizio che all’inizio richiede pratica, ma che poi può anche diventare una passione.
Certi riflessi non sono ovunque… vanno scovati, magari su una superficie lucida, metallo o acqua, ma si possono anche sapientemente creare, come fanno alcuni fotografi appassionati di specchi.
In questi giorni prova a dedicare qualche tuo scatto ai riflessi e rendili l’elemento chiave di qualche tua foto.
Come sempre ti invito poi ad aggiungere il link alla tua immagine in commento. Bando alla timidezza, non inviare mail private; condividere con tutti i lettori del blog è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

TachiharaC’erano una volta fotografi che usavano dorsi Polaroid per ottenere l’anteprima dello scatto che stavano per realizzare. Erano i tempi del medio o grande formato, degli Avedon in studio con personaggi famosi o degli Ansel Adams nei grandi parchi americani, in ogni caso il “preview” con la pellicola istantanea era il modo per accertarsi di non aver sbagliato qualcosa ed evitare un doloroso fallimento.
Era solo una “foto di servizio”, di qualità modesta, la foto “vera” era quella che veniva realizzata subito dopo, magari su lastra o pellicola di alta qualità, quella che però veniva sviluppata e stampata solo dopo.
La rivoluzione digitale ha reso inutile ed obsoleta questa tecnica, tutti siamo abituati a vedere subito il risultato e non c’è più alcuna preoccupazione di “come sarà venuta” la fotografia.
Eppure sembra essersi perso qualcosa, e così riaffiorano dal passato oggetti e tecniche che sembrano atavici. Si riaffacciano con un fascino tutto loro, un sapore “cool” un po’ steampunk che non sfugge ai più giovani, e quella “foto di servizio” può tornare interessante proprio nell’era dei megapixel.
L’esempio è questo video di Stefan Lister, che si aggira per le strade con la sua fotocamera 4×5 ed un dorso per pellicole istantanee. E’ un modo davvero divertente di fotografare ed interagire in modo quasi rituale con i propri soggetti, una piccola magia analogica che si compie ogni volta che si svela lo scatto appena realizzato.
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Canon capC’è sempre spazio per l’inventiva e non conviene tenere nel cassetto le buone idee perché qualcun’altro potrebbe brevettarle.
Ad esempio, anche un oggetto innocente ed apparentemente marginale come il tappo del corpo macchina è terreno di conquista. Ne è una prova un brevetto appena registrato da Canon per un tappo con funzione di pulizia dei contatti elettrici, ottenuta nel gesto di applicazione del tappo stesso al corpo della fotocamera.

Patent Publication No. 2014-219568
– Published 2014.11.20
– Filing date 2013.5.8
– Canon patent
– Body cap with a cleaning member for rubbing the contact

In un colpo solo si protegge il sensore e, grazie ad un “membro in gomma” si puliscono i contatti mentre si avvita il tappo.
Un oggetto ed un brevetto apparentemente banale, ma forse non così tanto. Una funzione parallela che è un po’ come un secondo punto di interesse applicato alla progettazione ed all’utilizzo di un oggetto. Meditare…
In bocca al lupo a tutti gli inventori ingegnosi!

🙂 🙂 🙂

[Fonte: Canonwatch]

Opportunità

Un sorriso malizioso ma di gran classe by Pega

Un sorriso malizioso ma di gran classe – © Copyright 2011, Pega

Se da una parte ci sono le motivazioni, dall’altra non si possono sottovalutare le opportunità. Un famoso coach diceva che l’incapacità di saperle cogliere è la principale causa di insuccesso, ed ogni fotografo sperimenta la delusione di uno scatto perso per non avere una fotocamera a disposizione.
E così, dalle domande di un recente post, si passa al rovescio della medaglia: alle infinite nuove possibilità che ci ha regalato la tecnologia con la sua facilità ed immediatezza.
E’ vero che il digitale ha creato dei mostri, coltivato schiere di fotografi compulsivi e orde di malati del selfie, ma è anche vero che ha portato opportunità che prima non esistevano. Nel mio caso, ad esempio, ha fatto tornare in vita una passione che era sopita, fatto vedere le cose in un modo diverso, permesso di scoprire piccole perle tra mucchi di scatti compulsivi e dato la possibilità di imparare molto. Tecnologia come opportunità quindi; il rovescio della medaglia.

Colgo l’occasione di questo post per ringraziare Spadari Consulting per avermi premiato con un simpatico riconoscimento, un award dedicato ai cosiddetti blog “influencers” che incollo qui sotto sperando di non influenzarti troppo 🙂
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Best Blog 2014

Fotografare maratone

Just Big Feets

© Copyright 2011, Just Big Feets

Come tutti, ho amici a cui piace correre. Ho provato più volte a fotografare gente che corre ma non sono mai soddisfatto dei risultati e così ho iniziato a cercare qualche idea creativa, imbattendomi nel profilo Flickr di Justin (Just Big Feet), che ha fotografato la London Marathon con una tecnica semplicissima ma creativa: la lunga esposizione con filtro ND.
Trovo il risultato fantastico, le sue foto rendono l’idea di folla in movimento in modo molto più emozionale e intenso di tanti altri scatti che ho potuto vedere sul genere.
Il filtro ND (neutral density) è la chiave per poter fare lunghe esposizioni anche in piena luce diurna e non è certo una novità, viene spesso usato per “impastare” la superficie dell’acqua o abbassare il contrasto ma a questo utilizzo non avevo pensato.
Bravo Justin, uno spunto creativo da provare. Subito.

Motivazioni

Morning haze

Morning haze (Iphoneography) – © Copyright 2013, Pega

Cosa fotograferesti se la tua sola ed unica macchina fotografica fosse un apparecchio scadente, primordiale, di qualità modesta?
A cosa dedicheresti le tue immagini se ti fosse imposta una forte limitazione anche sul numero di scatti? Se il processo fosse lungo, laborioso e costoso com’era ai primordi della fotografia?
Scatteresti a tutto quello che passa o concentreresti la tua attenzione su qualcosa in particolare? Una tipologia di soggetto, un genere?
Sono domande un po’ assurde ma forse non del tutto. Possono servire a ragionare su ciò che far fotografie significa per ognuno di noi.
Mi è capitato di affrontare più volte la questione con persone diverse. C’è qualcuno che di fronte ad una limitazione tecnica si sentirebbe perso, senza più quegli oggetti di tecnologia che forse sono la sua vera fonte di interesse. Altri invece avvertono, in questo ipotetico scenario, una sorta di liberazione, quasi un possibile percorso di vero ed originale sviluppo della propria creatività.
E tu cosa ne pensi? Possono domande del genere impattare su scelte di stile ed attrezzatura? Oppure le pubblicità pre-natalizie dei big del digitale governano indisturbate?
🙂

Ancora ottime scuse

Ouch !

Ouch ! - © Copyright 2008 Pega


Una buona scusa pronta può sempre servire, così ho deciso di aggiornare con alcune nuove perle, una lista che avevo pubblicato un po’ di tempo fa.

Che tu sia un semplice appassionato o un professionista, il giorno della “cilecca fotografica” può sempre arrivare (o ripetersi), ecco quindi l’idea di raccogliere un po’ di buone scuse da tenere sempre a portata di mano, non si sa mai…
È una lista sicuramente parziale, alcune mi sono state raccontate, altre le ho lette in rete, altre ancora mi è capitato di sentirle con i miei orecchi. Quel che è certo è che qualcuna potrebbe tornare utile una volta o l’altra…

1 – Oh, non c’era granché da fotografare. Ho visto di meglio.

2 – Ah, avessi avuto quell’obiettivo con lo stabilizzatore. Avresti visto che foto!

3 – Non ci vedo più come una volta.

4 – La sposa ha lanciato il bouquet al due invece che al tre.

5 – Ho perso le lenti a contatto.

6 – Mio fratello ha usato la mia macchina fotografica ed ha cambiato la correzione diottrica del mirino senza dirmelo.

7 – Ero posizionato perfettamente quando tutti si sono alzati in piedi!

8 – Proprio in quel momento stavo cambiando l’obiettivo.

9 – Ho esaurito le schede di memoria.

10 – La batteria appena comprata e perfettamente carica ha smesso di funzionare.

11 – Non ho trovato il posto e mi sono perso a causa di un errore del navigatore satellitare.

12 – Mi si è guastata l’automobile.

13 – Il prete aveva detto “niente foto durante la cerimonia”. Come facevo a sapere che lui intendeva “niente flash”.

14 – Ero in bagno.

15 – Non è il mio genere di fotografia.

16 – La mia fotocamera non ha abbastanza megapixel per quel tipo di foto.

17 – C’era poca luce e la mia macchina arriva solo a ISO3200!

18 – Sono troppo basso/alto per i ritratti e le mie foto vengono sempre da una prospettiva sbagliata.

19 – Da quando ho l’IPhone non so più fotografare bene come prima.

20 – C’era troppo rumore e non riuscivo a concentrarmi sulle foto.

Avere sempre delle buone scuse può essere utile.
Hai da suggerirmene qualcun’altra da aggiungere a questo utilissimo elenco?

🙂 🙂 🙂

Attesa contemplativa

Attesa contemplativa – © Copyright 2011 Pega


Hehehe, ma che hai pensato? Dai, non è ad una sostanza psichedelica che mi riferisco nel titolo di questo post, ma alla luce fantastica che c’è in questi giorni: la

Luce del Solstizio D’inverno
🙂 🙂 🙂

È questo il tema per la tradizionale missione fotografica del fine settimana, fotografia di base insomma, niente di concettuale, anche se… non è mai detto.
Il punto è che siamo in uno dei periodi più “fotogenici” dell’anno, una fase in cui il sole descrive una traiettoria così bassa da garantirci ombre lunghe e colori caldi per buona parte delle giornate. È una luce che nel resto dell’anno ci viene regalata solo per un paio di ore al giorno. Un tema proprio facile che, come sempre, puoi interpretare come vuoi.
Sì, è vero, per molti questo è un periodo un po’ troppo buio, con giornate così corte che all’uscita dal lavoro è già notte, ma… ora c’è il weekend e la luce dorata (a volte “stupefacente”) del solstizio d’inverno è a disposizione della tua fotocamera.
Goditela.

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