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Posts Tagged ‘calma’

Ascesi

Ascesi – © Copyright 2012 Pega

La calma non è solo la virtù dei forti, è anche una delle migliori armi del fotografo: rallentare e sapersi guardare intorno, trovare il tempo per vedere oltre ed osservare i dettagli, ma anche divenire capaci di arrivare a trasmetterla la calma, con le nostre immagini.
Non è certo detto che poi questo sia per forza lo stile di tutti ma è innegabile che l’affrontare questo tema sia una sfida interessante ed è proprio per questo weekend assignment che ti propongo questa idea, in particolare quella di provare a trasmettere all’osservatore il concetto di calma.
Se per comunicare dinamismo o rapidità il fotografo ha varie frecce al suo arco, ad esempio il mosso o il panning, con la “calma” la via è forse più da cercare nel concetto che non nell’effetto.
In questo weekend prova a cimentarti con immagini che trasmettano all’osservatore l’idea di calma, magari esercitando questa virtù proprio mentre ti applichi a tutto ciò.
Come sempre ti invito poi a postare la tua foto condividendola in un commento qui sotto. Confrontarsi con gli altri lettori del blog è sempre interessante.

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Trendy elements

Trendy elements - © Copyright 2009 Pega

Ormai ci siamo assuefatti al “quick cut”, quella precisa scelta di regia e montaggio che nel mondo del video opta per contuinui cambi di inquadratura, scene brevissime, dinamiche e veloci, quasi dei flash che si susseguono.

E’ una tendenza che nel corso degli anni si è sviluppata sempre di più. Partita in origine dal mondo dei videoclip si è trasferita ben presto in quello degli spot pubblicitari, per approdare ormai in qualsiasi produzione visiva: dalla fiction ai telegiornali, al cinema.

Dicevo che ormai ci siamo abituati, siamo stati pian piano “impostati” per sfruttare quella capacità del nostro cervello di saper “cogliere al volo” la sintesi, di “surfare” tra le informazioni audiovisive in un flusso sempre più veloce e denso, spesso ricchissimo di suggestioni pubblicitarie.

Personalmente però sto cominciando a provare una forma di rigetto nei confronti di questo stile. Una sorta di intolleranza.
Odio il quick cut perchè ha iniziato a farmi parzialmente perdere la capacità di fermarmi a guardare, godere di una scena, studiarne le caratteristiche con calma. E questo è tanto più grave se questa “superficialità” la andiamo ad usare con le fotografie.

Le foto vanno gustate. Già in precedenti post accennavo al piacere di studiare a fondo le immagini, di “ascoltarle” a lungo quasi come si fa con un pezzo musicale o anche come si assapora con calma un calice di buon vino.

Il quick cut è invece un atteggiamento, un’impostazione, un modo diverso di guardare che crea un’abitudine che tende ad allontanarci da tutto questo.
Ed è un gran peccato.

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