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Posts Tagged ‘mostro’

Zampa di Elefante
Ci sono cose che solo una fotografia ci può raccontare. Sì, perché son cose a cui un essere umano non sopravvive.
L’immagine sopra appartiene a questa categoria, un mostro assoluto che si nasconde nelle viscere della terra e che uccide chiunque tenti di avvicinarsi: è uno dei principali agglomerati di lava radioattiva creatisi con l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986.
Chiamata anche “The Elephant Foot”, la massa è composta da un insieme di combustibile nucleare fuso, mescolato a metallo e cemento che, dopo l’incidente, sono stati perforati ed attraversati nella lenta ma progressiva discesa di questo materiale semi-liquido nelle viscere della centrale.
La fotografia fu scattata dieci anni dopo la catastrofe, durante un’ispezione organizzata per verificare i rischi legati al pericolosissimo procedere del nocciolo di combustibile fuso verso il terreno sottostante e le falde acquifere. Nel 1996 le radiazioni erano ancora elevatissime, penetrare nei sotterranei della centrale esplosa significava esporsi a rischi enormi, ma avvicinarsi alla massa voleva dire morire quasi all’istante, così quegli uomini piazzarono una macchina fotografica su un carrello e fotografarono “la Zampa dell’Elefante” da dietro un angolo.
La pericolosità di questo mostro sotterraneo è praticamente inalterata da allora, e la sua minaccia accompagnerà chiunque viva su questo pianeta per qualcosa come altri 100.000 anni.

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Pacman Red Ghost

Pacman Red Ghost Monster – © Copyright 2013, Pega

La Fotografia cambia il modo in cui vedi le cose“.
È una frase che molti grandi fotografi hanno espresso con parole più o meno simili e si tratta di una verità che ogni appassionato di fotografia ben conosce.
Succede che ad un certo punto le comuni esperienze appaiono sotto una luce diversa, inizi a notare colori, ombre, dettagli, espressioni di persone, cose d’ogni genere che prima passavano inosservate; avevano meno valore.
Il mondo assume un aspetto visivo diverso quando la Fotografia diviene parte di te, ed il bello è che tutto questo è molto divertente, specie quando interviene anche un po’ di pareidolia e ti capita di sobbalzare per aver visto uno dei più terribili mostri da cui fuggivi nella tua infanzia: il tremendo fantasmino rosso di Pacman, nascosto nel tuo piatto, tra i pezzi di cocomero.

😀 😀 😀

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Nosferatuswan - Copyright 2013 Fulvio Petri

Nosferatuswan – © Copyright 2013 Fulvio Petri

Non resisto, devo fare un post su questo mostro che trovo strepitoso, un altro colpo da maestro di quel geniaccio di Sharkoman.
Nosferatuswan è per me l’emblema di come arte sia anche e sopratutto la capacità di vedere cose che gli altri non vedono.
Non so se il profilo del vampiro sia apparso all’autore mentre con la fotocamera in mano si contorceva alla ricerca di qualcosa che lui sentiva esserci oltre al cigno, oppure questo sia emerso a posteriori, riguardando l’immagine comodamente davanti al pc. Non importa. Magari a Sharko lo chiediamo, ma alla fine non è questo il punto.
La meraviglia è altrove: nella creazione, nella mutazione, in una genesi di creature nuove partendo da soggetti comuni, un processo che è tutto nel cercare e trovare il giusto punto di vista, nel tagliare con maestria l’inquadratura per filtrare la vista e guidare la mente dell’osservatore verso nuove dimensioni. In questo caso sono appena novanta gradi e si entra in un altro universo.
La scelta del bianco e nero alla fine è solo un “aiutino” per rendere perfetto il terribile vampiro, un tocco di classe che lo rende fantastico con tanto di collo del pastrano e quel suo diabolico piccolo occhio che era di cigno ma ora appartiene ad una creatura spaventosa.
Il cigno che si trasforma in un mostro, e tanti saluti al brutto anatroccolo. 🙂
Grande Sharko, chapeau.

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