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Posts Tagged ‘tempismo’

Twittering and noise

Cinguettio e rumore - © Copyright 2010 Pega


La prossima volta che vedi qualcosa che cattura il tuo occhio fotografico, non esitare, non rimandare, non procrastinare.
Che tu stia passeggiando, guidando la macchina o una bici, fermati e fai subito quello scatto. Subito sì, perché alcune delle cose che ci capita di notare e che ci stimolano un’opportunità fotografica, sono sovente una combinazione complessa di elementi che potrebbero non riproporsi mai più.
La luce, emozioni, persone o oggetti, una situazione particolare…  non è detto che questo insieme di fattori si combini nuovamente in futuro o che tu possa di nuovo essere lì per fare quella foto.
Specie quando hai con te l’attrezzatura ed hai fatto lo sforzo di prenderla e portartela dietro, non lasciare mai che la pigrizia ti impedisca di fare una foto. Monta la lente giusta, cerca l’inquadratura e scatta.

Segui il tuo istinto creativo, coltivalo lasciandogli realizzare le immagini che sa intravedere.
Un minuto di ritardo ad un appuntamento o sul rientro a casa sarà un piccolo prezzo che un giorno potrebbe essere ampiamente ripagato.

🙂

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Tempismo perfetto

Tempismo perfetto – Autore sconosciuto – fonte: Internet

Altro che “decisive moment” di Cartier-Bresson… Questo weekend voglio sfidarti con un tema che più che da fotografi è da pistoleri. Hai il grilletto abbastanza rapido? I riflessi veloci?
Il compito fotografico di questo fine settimana è dedicato al tempismo, ancor meglio se perfetto 🙂
Tutti abbiamo qualche foto, spesso scattata con l’aiuto di un colpo di fortuna, in cui abbiamo catturato un istante magico, un momento sospeso nel tempo, una frazione prima del poi. Stavolta però ti invito a provarci appositamente durante il weekend: vai in cerca di una situazione e cerca di cogliere l’istante di frontiera, il momento perfetto!
Può essere un gesto, un momento sportivo, un fulmine o… un tuffo come quello sopra, che ho scovato online. Insieme alle capacità di colpo d’occhio, sono ammessi tutti i trucchi disponibili con le nostre moderne fotocamere: dai lampi flash alle raffiche, ma per favore lasciamo perdere Photoshop.
Se ci riesci, o anche solo se ci vai vicino, non dimenticare di postare qui la tua foto!
Difficile eh? Sì!
🙂

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Hyères_1932

Hyères 1932 - Henry Cartier-Bresson

Come non rimanere ammirati da questo scatto di Cartier-Bresson?
Insieme ad alcune fotografie di cui ho avuto occasione di parlare in questo blog ma anche a tante altre, rappresenta un caso di capolavoro fotografico.
Bresson è passato alla storia per le splendide foto che realizzava con una 35mm, una Leica piccola e leggera che gli consentiva di essere quanto più possibile “nel posto giusto al momento giusto”, realizzando il suo ideale dello scatto in  quello che lui definì il “momento decisivo”.
Questa definizione lo ha consacrato tra i mostri sacri della fotografia del novecento ma è sicuramente molto riduttiva, facendo troppo spesso pensare a Bresson come ad un campione di prontezza di riflessi, come se tutto il suo lavoro fosse focalizzato a premere il pulsante dell’otturatore con gran tempismo…
Leggendo ed approfondendo la sua vita attraverso i suoi scritti e quelli di chi l’ha conosciuto si scopre facilmente che non è assolutamente così. Per certi versi Bresson è stato vittima delle sue stesse definizioni.
La cattura del “momento decisivo” era sempre frutto di grande studio, valutazione e ricerca. Una ricerca che era continua. Quando parlava con una persona Bresson sembrava irrequieto, pareva voler continuamente provare un’angolazione diversa per fare una fotografia, era come se cercasse sempre di mettere l’interlocutore su uno sfondo adeguato. La sua passione artistica era tale che l’attenzione era costantemente focalizzata alla scoperta di nuove inquadrature e scatti.

La foto Hyères è un esempio di questa straordinaria tensione creativa, uno scatto che è diventato così famoso, ma che non è frutto di un colpo di fortuna o di una gran prontezza di riflessi, come potrebbe sembrare.
Bresson effettuò decine di esposizioni dall’alto di quella scalinata.
Evidentemente aveva trovato una composizione che lo affascinava, un insieme che era perfetto, o quasi… mancava solo quel dettaglio di dinamismo, quel qualcosa che doveva passare e che andava fermato in quel punto…
Passarono e furono fotografate varie persone in varie condizioni e punti. Ma fu l’uomo in bicicletta che rese lo scatto perfetto.

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