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Posts Tagged ‘Toscana’

Seduto nell'angolo

Seduto nell'angolo - © Copyright 2010 Pega

La sala è bellissima… la luce dell’alba la invade dalle piccole finestre che si aprono a levante.
E’ inverno e fa freddo ma quella luce è calda, quasi magica, e sembra scaldare le mura spesse.
I nostri passi sono all’inizio gli unici rumori, poi qualcuno scatta una foto. Il tipico click dello specchio della reflex riverbera tra le pietre.
E’ l’inizio di un lento incalzare di scatti, i miei compagni di questa “levataccia” si muovono cercando composizioni e soluzioni di luce…

Io mi aggiro nella sala senza scattare, cercando di non invadere le inquadrature degli altri. Cerco di capire come provare a catturare la bellezza di questa atmosfera in una foto…
So già che non riuscirò ad immortalare le sensazioni di questo posto, visitato a quest’ora, così deserto ed affascinante… avvicino più volte la macchina all’occhio, poi provo qualche scatto, ma so di essere molto lontano da ciò che sto cercando.

Non abbiamo molto tempo, la magia della luce dell’alba è passeggera, ancora qualche minuto e sarà tardi.
Decido mi mettermi in un angolino a godermi l’atmosfera, senza preoccuparmi di raccogliere immagini.
E’ un angolo fuori dalle inquadrature migliori, un punto da cui non disturbo l’opera degli altri.
Mi rilasso ammirando ancora lo splendore del posto.

Ad un tratto tutto diventa ovvio. Mi basta inquadrare e scattare, era quella la posizione che cercavo.
Era quella la mia foto.

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Il Porcellino

Il Porcellino - © Copyright 2009 Pega

L’inizio di un nuovo anno è il momento giusto per un po’ di sana superstizione 🙂

La Fontana del Porcellino è un popolare monumento di Firenze, posto presso la Loggia del Mercato Nuovo.
Si tratta di una fusione in bronzo raffigurante un cinghiale all’erta e fu realizzata da Pietro Tacca nel 1633 dall’originale in marmo, visibile agli Uffizi, donato nel 1560 da papa Pio IV al Granduca Cosimo I.
Alcuni anni dopo la realizzazione, Ferdinando II de’ Medici decise di trasformare l’opera in una fontana che, oltre ad una funzione decorativa, serviva ad approvvigionare l’acqua ai mercanti di stoffe e sete che commerciavano sotto la loggia.
E’ antica superstizione che toccare il naso del porcellino porti fortuna. Da ciò deriva l’aspetto splendente dello stesso, accarezzato quotidianamente da centinaia di mani, la gran parte di turisti che a orde si accalcano intorno alla fontana.
Non molti sembrano però conoscere la vera procedura tradizionale per l’ottenimento del buon auspicio che consiste nel porre una moneta nella bocca del porcellino dopo averlo accarezzato.
Solo se la monetina cadendo si infila nella grata sottostante porterà fortuna.

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Vespa PX

Vespa PX - Copyright 2009 Pega

Piazza della Passera è una piccola piazza nel centro storico di Firenze.
Fino a pochi anni fa il nome ufficiale era “Canto ai Leoni” e fu creata nel primo novecento con l’abbattimento di un edificio pericolante adibito a bordello. E’ stata ribattezzata con questo  nomignolo popolare solo in tempi molto recenti con non poche polemiche relative all’opportunità di usare ufficialmente tale toponimo dato che a Firenze si indica comunemente con il termine passera l’organo genitale femminile.

Del resto questa non è l’unica denominazione un po’ sconveniente tra le vie e le piazze di Firenze visto che, rimanendo in tema, esistono “Via delle Belle Donne”, “Via dell’Amorino” ed altre strade come “Via Borgognona” che un tempo si chiamava “Via Vergognosa”. Sono tutte strade in qualche modo accomunate nel descrivere chiaramente, anche al viandante (o utilizzatore finale che dir si voglia) più sprovveduto, le principali attività che vi trovavano sviluppo.
In particolare il bordello di Piazza della Passera pare fosse di notevole livello e frequentato dallo stesso Granduca Cosimo I.

Esiste anche un’altra leggenda sul nome della piazza. Questa ipotizza il ritrovamento in questo luogo, nel 1348, di una piccola passerotta morente che alcuni bambini tentarono di curare innocentemente, senza sapere che si trattava della prima vittima della tremenda epidemia di peste descritta anche dal Boccaccio nel Decamerone.
In ogni caso, non so come la pensi tu, ma a me questa leggenda della passera morente non convince proprio.
🙂

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