Feeds:
Articoli
Commenti

20130213-111030.jpg

Era il 17 Dicembre del 1903, sono appena passati centododici anni da quando un certo John Thomas Daniels Jr. scattò una delle foto più famose di tutti i tempi.
John non era un fotografo, anzi quella era la prma volta che aveva a che fare con un apparecchio fotografico. Insieme a tre colleghi della “Life Saving Station” (una sorta di Guardia Costiera del tempo) stava dando una mano ai fratelli Wright sulla spiaggia di Kitty Hawk in North Carolina. Stava per assistere ad un evento epocale: il primo volo di un aeroplano.
La fotocamera, una Gundlach Korona 5×7, era di proprietà dei Wright. Prima del volo, Orwille Wright la sistemò sul treppiede, regolò il fuoco e preparò la lastra, poi spiegò a Daniels come far scattare l’otturatore.
I due fratelli si giocarono a testa o croce l’onore di quel primo volo. Fu Orwille a salire ai comandi, suo fratello Wilbur accompagnò correndo il Flyer mentre si staccava dal suolo.
Daniels scattò la fotografia. Erano entrati nella storia.

Lo sai cosa disse Orwille Wright una volta atterrato? Pensi forse che se ne uscì con qualche parolona o frase storica adeguata a sottolineare un evento così significativo come la realizzazione del sogno di volare? No, niente del genere.
Appena fu di nuovo al suolo Orwille scese dall’aereo e da lontano urlò a John Daniels: “Hai fatto la foto?!

🙂

Buon Natale!

Michelangelo piangerà

Ebbene, che dire in questi giorni di feste se non Buon Natale?
Ti auguro di passare giornate serene tra amici, parenti, scorpacciate, regali e tutto quello che questa ricorrenza riserva. Ma il Natale è da sempre anche una buona opportunità, specie per fare ritratti in occasione di qualche tavolata in compagnia.
Non c’è niente di meglio di un sano evento conviviale per invitare le persone a farsi fotografare e potrebbe anche essere l’occasione di un simpatico esperimento che ti propongo per queste feste.
Per il pranzo natalizio o il cenone, gioca d’anticipo e prepara un piccolo set fotografico, magari proprio vicino all’albero. Fai in modo che la zona sia ben illuminata e con sfondo omogeneo. Se ce l’hai, rendi il tutto più professionale e “formale” piazzando flash su stativo (va bene anche un treppiede) magari con ombrello o softbox.
Invita quindi le persone a farsi fotografare via via che arrivano o comunque prima del pasto. In seguito effettua una seconda serie di scatti chiedendo alle stesse persone di posare solo dopo l’abbondante mangiata… Non ti resterà che preparare delle belle stampe con le due “fasi” a confronto. Credimi, è da provare 😀

Buon divertimento e BUON NATALE.

darth-vaderSì sì, lo so che di questi tempi forse c’è un po’ troppa roba Star Wars in giro, ma questo contributo di Karl Taylor è simpatico e voglio proprio condividerlo perché stavolta il fotografo britannico, che già in altri casi ho avuto occasione di citare per i suoi video e tutorial, si è imbattuto in un cliente decisamente difficile…
E’ una situazione in cui un fotografo professionista non vorrebbe mai trovarsi, ma visto che spoilerare non è nelle mie corde, non ti dico altro se non: attento al Lato Oscuro della Fotografia!
😀 😀 😀

Time Lapse movieEccoci con un nuovo caso di incrocio tra cinema e fotografia. Stavolta si tratta di un film di produzione indipendente a sfondo fantastico, il cui legame con il mondo delle fotocamere è inequivocabile.
Time Lapse è la storia di tre amici che trovano una misteriosa macchina capace di realizzare foto del futuro, in particolare lo strano aggeggio produce istantanee (tipo Polaroid) raffiguranti ciò che accadrà  24 ore dopo l’istante dello scatto.
Il ritrovamento scatena tutta una vicenda che, ovviamente, preferisco non rivelarti ma è facile intuire il susseguirsi di fatti inquietanti legati alle foto prodotte da questo marchingegno misterioso. Insomma una storia che è un misto di thriller e fantascienza in cui queste strane istantanee giocano un ruolo da protagonista.
Non mi risulta che in Italia il film sia effettivamente passato dai cinema ma ora è comunque possibile trovarlo nel circuito noleggio oltre che su alcune piattaforme di intrattenimento online tipo Netflix. Nel caso la cosa ti risulti intrigante, eccoti il trailer. Buon divertimento!
.

Lewis Payne reloaded

Lewis Payne by Alexander Gardner

Lewis Payne – Alexander Gardner

Oggi voglio riproporti questo potentissimo ritratto del 1865, in cui un giovane uomo è immortalato in manette nella luce radente della sua cella.
Lo scatto è tra i più importanti realizzati da Alexander Gardner, emblematico fotografo della guerra civile americana, mentre il protagonista è Lewis Payne, condannato a morte per aver partecipato alla congiura che portò all’assassinio del presidente Lincoln.
Payne è appoggiato al muro, il suo sguardo colpisce: è allo stesso tempo rassegnato ma anche determinato e fiero, forse c’è una traccia di sfida.
È l’immagine forte e drammatica di un uomo che a breve salirà sulla forca, ad appena ventuno anni.
Come in tutti i ritratti di un tempo, l’espressione è rigida. Le tecniche fotografiche non consentivano tempi rapidi ed obbligavano ad esposizioni lunghe, con i soggetti che venivano messi in posa per molti secondi, a volte addirittura minuti, quando la luce era scarsa. Molto spesso il risultato aveva qualcosa di innaturale e artificioso, ma qui è diverso.
Payne non sembra preoccupato del risultato formale. È fermo ma rilassato, sicuro, fiero delle sue idee, consapevole dell’imminente fine.
È uno scatto molto potente, senza tempo, che ti invito ad osservare in tutti i suoi forti contrasti, visibili e non, ascoltandone il silenzio e cogliendone il valore che trascende il momento storico in cui è stato realizzato.

Gallo Cristallo

Gallo Cristallo – © Copyright 2009 Pega

Eccomi con un nuovo assignment fotografico per provare qualche scatto “a tema” nel weekend. Come forse sai già, questa serie di post nasce dalla convinzione che avere in mente una piccola missione fotografica da svolgere sia, oltre che divertente, anche qualcosa capace di far germogliare idee nuove e creative.
La condivisione dei risultati è il proseguimento naturale di questo esercizio e per farlo non hai che da inserire qui sotto, il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione in cui avrai pubblicato i tuoi scatti.
Il tema di oggi è: il teatro.
Il teatro è un luogo ma anche un concetto.
Fotografare secondo questo tema non vuol dire solo foto ad attori sul palcoscenico o immagini di luoghi di spettacolo. Il teatro è ovunque, per strada, a scuola, in casa. O no?
È un tema ampio e stuzzicante, puoi svolgerlo in completa libertà.
Buon divertimento e buon fine settimana!

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Mi displace molto per chi non ama i video (specie quelli un po’ lunghi) o per chi non avrà il tempo di vedere quello che propongo oggi.
Ebbene sì, dura oltre un’ora, ma non posso rinunciare a condividere questo documentario prodotto da Cris Marquards, autore del podcast “Tips from the Top Floor” che ci porta all’interno dell’enorme magazzino privato del George Eastman Museum, a New York.
Si tratta del deposito contenente il corposo archivio di attrezzature fotografiche di proprietà dalla fondazione creata dall’inventore della Kodak e diretto dal curatore Todd Gustavson.
È una delle più ricche ed importanti collezioni del mondo e c’è di tutto: dai dagherrotipi ai primi bulbi flash, dai prototipi di fotocamere digitali ai classici che sono stati venduti in milioni di esemplari.
Buona visita!
🙂

La Fotografia non è preclusa a chi non vede; è questa la missione di un collettivo fotografico di New York che da anni unisce fotografi vedenti e non vedenti in una stretta collaborazione.
Nel 2005 il gruppo realizzò un documentario di sei minuti dedicato alla loro pubblicazione intitolata “Shooting Blind: Photographs By The Visual Impaired” che testimonia questa notevole esperienza.
Insieme al consiglio di vederlo ed apprezzarne il valore, ti invito a dare un’occhiata al sito web del collettivo dove si trovano le gallerie dei fotografi coinvolti nel progetto.
.

Punk lady

Punk Lady – © Copyright 2010 Pega

Chi fa ritratti lo sa bene: le persone a cui chiediamo di posare trovano spesso difficoltà nell’assumere espressioni naturali e rilassate.
Ciò contro cui ci si trova a lottare è una forma di ansia che nasce una volta davanti all’obiettivo e genera una tensione che altera, in modo spesso sostanziale, le capacità espressive.
La strategia migliore per limitare questo fenomeno è quella di instaurare un dialogo con la persona che viene fotografata. Ciò consente di allentare la tensione, abbassare l’ansia e le difese, riuscendo così a cogliere espressioni più vere e meno artificiose.
Spesso in pratica è però difficile (a volte impossibile) creare questo feeling, magari anche solo perchè non c’è tempo.
Nasce allora l’idea di cercare o addirittura provocare uno sfogo di tensione che permetta di rivelare espressioni più naturali ed intense.
Come fare? È semplice: per esempio che cosa c’è di più naturale di una bella risata per allentare la tensione?

Come quando davanti ad un film horror la risata scatta liberatoria alla prima occasione, ecco che la stessa cosa può essere richiesta o stimolata dal fotografo per far rilassare il soggetto.  Subito dopo la risata ci sono alcuni brevi istanti in cui è possibile carpire delle buone immagini di un soggetto finalmente libero dall’ansia del ritratto.

La risata potrà essere anche non del tutto naturale, non ha molta importanza, perchè saranno comunque i momenti subito successivi, quelli in cui cercare la vera essenza del nostro soggetto.
Concentrati e cerca quell’istante dopo la risata, scatta in abbondanza… Provare per credere, non te ne pentirai.

Reuters vieta i RAW

No raw

È di questi giorni la notizia che l’agenzia Reuters non accetterà più, dai suoi fotografi, immagini realizzate con metodi di post-produzione dai formati “integrali”, come NEF, CR2 o RAW. L’informazione è giunta a tutti i collaboratori dell’agenzia con questa semplice mail:

Hi,
I’d like to pass on a note of request to our freelance contributors due to a worldwide policy change.. In future, please don’t send photos to Reuters that were processed from RAW or CR2 files. If you want to shoot raw images that’s fine, just take JPEGs at the same time. Only send us the photos that were originally JPEGs, with minimal processing (cropping, correcting levels, etc).
Cheers

D’ora in poi verranno accettate solo immagini JPG prodotte direttamente dalla fotocamera stessa e ciò rappresenta una determinazione importante nell’attuale scenario globale riguardante fotografia e media.
Si tratta di una decisione che impatta sul processo personale adottato da ogni fotografo professionale, andando a semplificare e velocizzare il lavoro di invio delle immagini all’agenzia, ma di fatto anche a limitare una delle fasi del processo creativo. E qui sta il punto. Reuters è leader mondiale del fotogiornalismo, per questa agenzia la creatività tende quindi ad essere un elemento che introduce una potenziale alterazione, se non addirittura una pericolosa distorsione della realtà. L’arte e la creatività qui non possono avere spazio, il fotogiornalista deve essere sempre più un testimone e sempre meno un interprete.
Si può avere un’opinione diversa, ma credo si tratti di una decisione interessante, di sicuro frutto di attenta valutazione, influenzata anche da una serie di casi in cui collaboratori freelance dell’agenzia britannica hanno pesantemente alterato le loro immagini, modificando particolari importanti per la notizia che stavano trattando.
Siamo in una fase di cambiamenti ed evoluzione del media fotografico, sempre più universale, pervasivo ed influente. Una fase da seguire attentamente.