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Buzzer the catIl fotografo Arnold Genthe visse a cavallo tra ottocento e novecento. Divenne celebre per i suoi scatti che descrivevano la Chinatown di San Francisco ed anche il reportage sul devastante terremoto che colpì questa città nel 1906. Nella sua carriera si occupò anche di figure dello spettacolo e uomini politici, ma in pochi sanno della sua vera passione fotografica: il suo amato gatto Buzzer, che fotografò molte volte, da solo o in compagnia di persone più o meno importanti.
È proprio Buzzer quello ritratto nella foto sopra, anzi uno dei Buzzer. Sì, perchè in realtà Genthe ebbe vari gatti tutti chiamati con lo stesso nome!
🙂

BuzzerBuzzerBuzzer

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Parlando con amici fotografi mi sono accorto che solo in pochi hanno sentito parlare del “long portrait. Si tratta di una forma espressiva che porta il concetto di ritratto oltre la fotografia.
Il classico ritratto fotografico congela un solo istante, il long portrait lo dilata in una sequenza video, in cui però il soggetto rimane confinato in una composizione che non varia ed a variare possono essere solo i dettagli dell’espressione del viso o del corpo.

E’ una tecnica non molto diffusa e non facile da far funzionare perchè risente, ancor più del normale ritratto fotografico, del rapporto tra fotografo e soggetto. Qui le emozioni o l’imbarazzo possono anche andare velocemente fuori controllo ed il confine tra capolavoro e banalità è quindi labilissimo, ma forse è proprio questo l’aspetto che ne determina il fascino e le potenzialità.

Il long portrait è apparentemente semplice da realizzare : si creano le stesse condizioni di un ritratto tradizionale ma invece di realizzare delle fotografie si gira uno spezzone video ad inquadratura fissa, senza aggiunte, senza musica o parlato. La durata può essere di alcune decine di secondi o qualche minuto.
I risultati che ne scaturiscono possono avere un’intensità veramente notevole.

Voglio riproporre un esempio che già citai un un vecchio post.
E’ un long portrait realizzato dal fotografo newyorkese Clayton Cubitt, un artista dallo stile crudo e molto diretto, che da tempo sperimenta questa forma di ritratto.
Cubitt ha chiesto alla modella Graciella Longoria di posare in un giorno particolare: il primo anniversario della morte del padre in un incidente stradale.

E’ un’opera forse discutibile e proprio per questo mi piace citarla. Può piacere o meno.

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Qui altri video e long portrait di Clayton Cubitt su Vimeo.

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