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Rodinal

Rodinal 1917 (by Daniel Keating)

Ti arrischieresti a sviluppare una tua pellicola con un prodotto di cento anni fa?
E’ quello che ha fatto un certo Daniel Keating, dopo aver ricevuto in regalo una vecchia bottiglia di Rodinal, un reagente per negativi in bianco e nero risalente al 1917.
Il prodotto era stato ritrovato in una vecchia cassa di attrezzature fotografiche del primo novecento e Daniel ha voluto provarlo.
La scelta del rullino da sviluppare con tale datata sostanza è caduta su un vecchio rotolino di scatti “di prova” visto anche l’aspetto poco rassicurante del liquido che la bottiglia conteneva: “una poltiglia degna del filtro di una lavastoviglie” scrive Daniel.
Ebbene, dopo un ciclo di sviluppo da un’ora, agitando per 10 secondi ogni 15 minuti ed il classico bagno finale, che Daniel ha fatto con normale tiosolfato di sodio, i risultati sono stati ben oltre le aspettative. Guarda tu stesso sotto! C’è il gattino!
🙂 🙂 🙂

p.s. Tanto per non farsi mancare nulla, Daniel ha scelto di sperimentare questo datato reagente con una pellicola scaduta… 35 anni fa.

p.s.2.  Il gatto si è prestato gratuitamente per l’esperimento.

Gattino - By Daniel Keating

Gattino sviluppato con reagente centenario – By Daniel Keating

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cane fotografoPerché comprare un telecomando per lo scatto remoto? Se hai un cane puoi insegnargli a fare foto!
PhoDOGrapher è il nome dato ad un simpatico esperimento condotto in Giappone in cui sono state prese alcune famiglie amanti degli animali, insomma gente che adora far foto al proprio quattrozampe peloso, ed invitate in sala posa per uno scatto di gruppo. Quello che non sapevano era che il loro piccolo amico era stato addestrato a schiacciare il bottone di scatto di una splendida fotocamera Hasselblad medio formato.
Ecco, nel breve video sotto, il risultato.
Mi chiedo se l’idea non sia affrontabile anche con gli altrettanto fotografati e sempre mitici… gattini 😀
.

[Fonte: Bokeh]

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Buzzer the catIl fotografo Arnold Genthe visse a cavallo tra ottocento e novecento. Divenne celebre per i suoi scatti che descrivevano la Chinatown di San Francisco ed anche il reportage sul devastante terremoto che colpì questa città nel 1906. Nella sua carriera si occupò anche di figure dello spettacolo e uomini politici, ma in pochi sanno della sua vera passione fotografica: il suo amato gatto Buzzer, che fotografò molte volte, da solo o in compagnia di persone più o meno importanti.
È proprio Buzzer quello ritratto nella foto sopra, anzi uno dei Buzzer. Sì, perchè in realtà Genthe ebbe vari gatti tutti chiamati con lo stesso nome!
🙂

BuzzerBuzzerBuzzer

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R.E.M. phase - Copyright 2009 Pega

R.E.M. phase – Copyright 2009 Pega

Ed eccomi con una nuova proposta per la “missione fotografica” del fine settimana. Oggi il tema è tutto dedicato ad un animale, uno che da sempre ha affascinato gli artisti, fotografi compresi: il gatto.

Picasso

Pablo Picasso

Da Picasso a Warhol, passando per Cartier-Bresson o Weston, si è scoperto che molti grandi artisti si sono fatti ispirare da muse feline.
E così, perché non provarci anche noi? In questo fine settimana prova a dedicare un po’ di tempo a fotografare il gatto. Ritrailo in casa o per strada, mentre gioca o dorme, da solo o associato al suo “umano”. Cerca di tirar fuori uno scatto interessante da un soggetto così inflazionato.
L’invito, come al solito, è poi a mettere il link in un commento a questo post e condividere con tutti i lettori il tuo lavoro.

Dalì

Salvator Dalì

Allora buon weekend. Sono sicuro che stavolta ti ho assegnato un compito facile e rilassante. Del resto si sa: gli animali domestici, i gatti in particolare, hanno dimostrato un forte influsso positivo sugli umani ed è stato verificato che un gatto che fa le fusa contribuisce a ridurre i livelli di stress ed aiuta a mantenere la pressione sotto controllo, oltre a dare fiducia e rafforzare l’autostima.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Hat with Lady

Hat with Lady – © Copyright 2009 Pega

Tanti grandi fotografi sono stati carpiti dal fascino dei cappelli. Da Jaques Henri Lartigue a Richard Avedon, passando per Henri Cartier-Bresson, sono molti gli artisti della fotografia ad aver prestato una certa attenzione ai copricapi, alle tante forme e tipologie che questo oggetto assume divenendo un simbolo che da sempre è presente nella storia umana.
E così è proprio questo il tema per l’assignment che ti propongo per questo fine settimana e l’invito è a cercare qualche scatto interessante dedicato ai cappelli.
Scegli tu se realizzare fotografie “costruite”, magari dopo aver scovato qualche intrigante copricapo in un vecchio cassetto, oppure andare in giro a caccia di loschi figuri intabarrati o ricche signore dal cappello vistoso.
In ogni caso buon divertimento e non dimenticare di aggiungere in un commento, il link a qualche tuo scatto.

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R.E.M. phase - Copyright 2009 Pega

R.E.M. phase – Copyright 2009 Pega

Pochi giorni fa, parlando con amici appassionati di fotografia, esprimevo una mia personale opinione riguardo ad alcune convenzioni a cui così spesso ci rifacciamo. Provo a spiegare: visitando i siti di tanti fotografi professionisti, sfogliando gli album ed i set di talentuosi appassionati su Flickr o osservando i temi di contest e concorsi, spesso si vede come a volte si tenda a confondere il soggetto o peggio il contesto, con il vero messaggio di una fotografia.

Forse la distinzione ad altri può apparire sottile ma il mio punto di vista è questo : una foto deve parlare di qualcosa. Può essere qualunque cosa, ma deve trasmettere un messaggio, suscitare emozione; ed il filo logico con cui creare un portfolio, un set o indire un concorso dovrebbe a mio parere incentrarsi su questo qualcosa e non su qual’è il soggetto.

Insomma. Invece di classificare le foto in generi come “ritratto”, “paesaggio”, “street”, etc… non sarebbe più interessante provare a unire e mettere insieme quelle che sono accomunate dallo stesso concetto di fondo ? Il simile messaggio che portano ? Emozioni, concetti anche astratti…. “amicizia”, “odio”, “complessità”.. o anche “silenzio”, “freddo”, “profumo”… o chissà…

Potrebbe essere anche solo l’idea per un progetto personale.

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