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Posts Tagged ‘sub’

speleoIl grande Paul Strand una volta disse: “la decisione più importante del fotografo è dove piazzare il treppiede“.
Ebbene, c’è chi sceglie luoghi dove nessun uomo è mai stato prima e rischia molto, ma il risultato è straordinario.
Jonas Pedersen è un fotografo subacqueo specializzato in immersioni in grotta, una delle attività più pericolose in assoluto che possano venire in mente ad essere umano. In questo breve video, realizzato al seguito dell’esploratore subacqueo Christoffer Brenna, Pedersen ci porta in un luogo accessibile davvero a pochi: il sistema di grotte subacquee di ‘El Toh’ in Yucatan.
Sono immagini mozzafiato, che arrivano da un posto che è davvero complesso e pericoloso raggiungere, tanto che questo tipo di attività è spesso assimilata all’esplorazione spaziale.
Fa pensare il fatto che, solo pochi anni fa, queste riprese non sarebbero state così spettacolari, la splendida qualità delle immagini è infatti anche frutto della sensibilità messa a disposizione dagli odierni sensori, visto che l’intero video è stato girato a ISO 50.000!
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E un dato di fatto: le nostre migliori idee, le più creative ed efficaci, arrivano sempre nei momenti più impensati, e spesso ci trovano impreparati a raccoglierle come si dovrebbe.
Il nostro cervello ha come dei processi in sottofondo, elabora continuamente e sembra tirar fuori le idee migliori proprio mentre si fa tutt’altro. Quel che è peggio è che bisogna star attenti a fissare subito questi spunti, perché a volte si dissolvono come sogni.
E qual’è uno dei momenti più tipici per tutto questo? Certo: sotto la doccia.
Eccoti quindi un mio piccolo segreto scemo: la tavoletta per appunti subacquei (sì, proprio quella usata dai sub) con tanto di matita e gomma, appesa proprio nella doccia.
La tengo sempre li, pronta. E’ l’ideale per cogliere al volo ogni spunto creativo e non lasciarsi fregare dalle buone idee che arrivano “quando meno te lo aspetti”.

😀

Idee creative: la tavoletta nella doccia by Pega

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The underwater projetcTi consiglio vivamente la visione di alcune fotografie di Mark Tipple che lasciano decisamente senza fiato.

Fanno parte di quello che lui chiama The Underwater Project e sono realizzate piazzandosi sott’acqua nei pressi di una spiagga di Sydney e realizzando queste magnifiche immagini subacquee caratterizzate da un’incredibile trasparenza e luce.
Io ne sono rimasto ipnotizzato e sebbene non credo sia possibile ottenere niente del genere nelle nostre acque, sarei fortemente tentato di provarci…

Qui anche uno splendido video. Ah, che meraviglia, sembra di sentire il fragore delle onde.
Buona visione!

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natGeoHo in mano il numero di Agosto del National Geographic.
Sono tornato a casa tutto contento di averlo trovato subito dal mio giornalaio di fiducia, completo dell’allegato che in questi mesi accompagna la rivista ed è dedicato ai grandi fotografi. 

Stavo attendendo con piacere l’edizione di questo mese perchè sapevo che sarebbe stato pubblicato un magnifico servizio di fotografia subacquea, in particolare un lavoro di Wes Skiles sui blue holes e le grotte delle Bahamas. L’esplorazione e le immagini dalle grotte sottomarine mi affascinano da sempre e sono molti anni che ammiro questo grande fotografo subacqueo. 
Non faccio a tempo a rilassarmi sul divano ed iniziare a sfogliare proprio il servizio di cui parlo che mi raggiunge la notizia della sua morte. 

Wes-Skiles

Wes Skiles

Skiles sen’è andato durante quella che può essere considerata un’immersione poco più che ordinaria, dopo una carriera di missioni pericolosissime, ai limiti delle possibilità umane. Aveva 52 anni. 

Voglio dedicare questo breve post proprio a lui e ricordarlo per le splendide immagini che ci ha regalato in tanti anni di esplorazioni sottomarine. Fin da giovanissimo fu affascinato dalla speleosubacquea e negli anni ’70 insieme ad un vero e proprio mito assoluto del settore, Sheck Exley, realizzò i suoi primi lavori fotografici ma anche importantissime documentazioni “procedurali” su come si potesse esplorare grotte subacqueee senza morire. 
ginnie-springs-currentsFurono proprio Skiles ed Exley, infatti, a stabilire una serie di regole e modalità operative che sono state seguite da generazioni di speleosub fino ad oggi, rendendo solo “pericolosa” una specialità che altrimenti poteva essere definita solamente come “fatale”.
La sua carriera è continuata con moltissimi lavori per il National Geographic in ogni angolo del globo, dal Pacifico all’Antartide, ma la sua vera passione sono sempre stati i sistemi di grotte della Florida, strutture subacquee che si estendono per chilometri e che rappresentano la riserva di acqua dolce tra le più importandi del continente americano. 

deepcaveProbabilmente è anche per interesse nel settore della subacquea, anche se solo marginalmente per quella speleologica, che seguivo ed ammiravo così tanto questo personaggio.
Andare sott’acqua in grotta è molto complesso, incredibilmente impegnativo, i margini di errore sono praticamente zero e forse si tratta di una delle attività umane più pericolose in assoluto. Eppure Skiles riusciva a creare proprio in queste condizioni le sue meravigliose immagini, mettendoci creatività ed inventiva, come quando usava la sua tecnica “slave multi flash” tesa ad ottenere illuminazione drammatica da più punti e per la cui applicazione sott’acqua era diventato famoso.
Faceva il fotografo ma il suo studio era spesso a 100 metri di profondità e sovente in luoghi dove “nessuno era mai stato prima”…

E adesso si è immerso in acque ancora più profonde, lasciandoci in eredità le sue magnifiche immagini. 

Ciao Wes.

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