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By Wes

Copyright Wes Naman

C’è un fotografo che si diverte a creare ritratti molto particolari ed originali. Non solo trasforma in mostri, sfigura e ridicolizza i suoi modelli, li fa anche soffrire.
No, non temere: Wes Naaman non è un criminale, semplicemente un fotografo creativo alla ricerca di scatti che facciano sorridere e che gli permettano di farsi notare. Nel suo portfolio, tra progetti che hanno tutti un taglio piuttosto estroso, ne puoi trovare alcuni così semplici da poter essere realizzati da chiunque a casa propria in pochi minuti, a patto di sopportare un po’ di… dolore.
Ne sono un esempio quello in cui ha riunito un gruppo di amici chiedendo loro di fasciarsi la faccia con del nastro adesivo, oppure un altro (da cui è tratta la foto sopra) in cui dal nastro adesivo è passato a qualcosa di ancora più sadico: elastici.
Beh dai, io dico che si son fatti delle belle risate, e poi ogni tanto ci vuole anche un po’ di idiozia. A Wes vanno comunque riconosciute creatività ed anche una discreta tecnica fotografica.
Che dici, sarà il caso di provarci o c’è qualche rischio di uscirne portando segni permanenti?
Chi si offre volontario/a come modello/a?
🙂 🙂 🙂

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natGeoHo in mano il numero di Agosto del National Geographic.
Sono tornato a casa tutto contento di averlo trovato subito dal mio giornalaio di fiducia, completo dell’allegato che in questi mesi accompagna la rivista ed è dedicato ai grandi fotografi. 

Stavo attendendo con piacere l’edizione di questo mese perchè sapevo che sarebbe stato pubblicato un magnifico servizio di fotografia subacquea, in particolare un lavoro di Wes Skiles sui blue holes e le grotte delle Bahamas. L’esplorazione e le immagini dalle grotte sottomarine mi affascinano da sempre e sono molti anni che ammiro questo grande fotografo subacqueo. 
Non faccio a tempo a rilassarmi sul divano ed iniziare a sfogliare proprio il servizio di cui parlo che mi raggiunge la notizia della sua morte. 

Wes-Skiles

Wes Skiles

Skiles sen’è andato durante quella che può essere considerata un’immersione poco più che ordinaria, dopo una carriera di missioni pericolosissime, ai limiti delle possibilità umane. Aveva 52 anni. 

Voglio dedicare questo breve post proprio a lui e ricordarlo per le splendide immagini che ci ha regalato in tanti anni di esplorazioni sottomarine. Fin da giovanissimo fu affascinato dalla speleosubacquea e negli anni ’70 insieme ad un vero e proprio mito assoluto del settore, Sheck Exley, realizzò i suoi primi lavori fotografici ma anche importantissime documentazioni “procedurali” su come si potesse esplorare grotte subacqueee senza morire. 
ginnie-springs-currentsFurono proprio Skiles ed Exley, infatti, a stabilire una serie di regole e modalità operative che sono state seguite da generazioni di speleosub fino ad oggi, rendendo solo “pericolosa” una specialità che altrimenti poteva essere definita solamente come “fatale”.
La sua carriera è continuata con moltissimi lavori per il National Geographic in ogni angolo del globo, dal Pacifico all’Antartide, ma la sua vera passione sono sempre stati i sistemi di grotte della Florida, strutture subacquee che si estendono per chilometri e che rappresentano la riserva di acqua dolce tra le più importandi del continente americano. 

deepcaveProbabilmente è anche per interesse nel settore della subacquea, anche se solo marginalmente per quella speleologica, che seguivo ed ammiravo così tanto questo personaggio.
Andare sott’acqua in grotta è molto complesso, incredibilmente impegnativo, i margini di errore sono praticamente zero e forse si tratta di una delle attività umane più pericolose in assoluto. Eppure Skiles riusciva a creare proprio in queste condizioni le sue meravigliose immagini, mettendoci creatività ed inventiva, come quando usava la sua tecnica “slave multi flash” tesa ad ottenere illuminazione drammatica da più punti e per la cui applicazione sott’acqua era diventato famoso.
Faceva il fotografo ma il suo studio era spesso a 100 metri di profondità e sovente in luoghi dove “nessuno era mai stato prima”…

E adesso si è immerso in acque ancora più profonde, lasciandoci in eredità le sue magnifiche immagini. 

Ciao Wes.

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