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Posts Tagged ‘capolavoro’

L'equilibrista

L'equilibrista - © Copyright 2011 Lorenzo Mugna


Hai mai “rischiato” per fare una foto? A tutti può capitare di trovarsi di fronte ad una situazione fotografica che ci chiede di osare e… non sempre ce la sentiamo.
Può trattarsi di mettere a rischio l’ottica o la stessa macchina fotografica (come nel caso sopra di m|art e la sua preziosa Rollei durante l’ultimo Sharing Workshop) come può essere invece, addirittura una questione di incolumità personale.
Lo scatto pericoloso è un’esperienza in cui prima o poi ci imbattiamo e, vista la diversa percezione dei rischi che ognuno di noi ha, ogni caso è storia a sé.
La capacità da coltivare è quella di saper mettere sulla bilancia i rischi ed i potenziali risultati. Mi spiego meglio: saresti disposto a rovinare completamente la tua bella fotocamera in cambio della foto della tua vita? Pagheresti con qualche acciacco uno scatto “assoluto” da copertina?
Sono domande a cui alcuni fotografi amatori e professionisti rispondono senza esitazione, una differenza che probabilmente segna quel confine che li separa dal dilettante, che a volte si lascia scappare un tesoro per non sporcarsi le scarpe in una pozzanghera…
🙂

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weston_seq

"Pepper", "Nude", "Shell" by Edward Weston -- © Center for Creative Photography

La fotografia coinvolge, appassiona, trasmette emozioni.
Una foto da sola può fare tutto questo, lo può fare anche in modo sublime, com’è il caso di molti capolavori.

Ma sempre più spesso mi capita anche di apprezzare la bellezza di alcune sequenze, di raccolte che esaltano un concetto.

Non parlo solo di reportage o articoli che raccontano un fatto o una storia. Parlo di interi lavori, magari sviluppati nel corso di anni, i cui singoli elementi concorrono a costruire un’opera finale assolutamente affascinante. In questi casi è meraviglioso percepire il forte legame che unisce tra loro le varie immagini, un legame che spesso è elemento caratterizzante dello stile dell’autore.

Scrivo pensando alle raccolte di qualche grande come Edward Weston, Ansel Adams, Eugene Atget… ma anche a tanti set di talentuosi fotografi che mi è capitato di scovare su Flickr.

Dai un’occhiata ai set “The power of light” di Nespyxel, “Segni” di Emanuele Minetti, “L’universo Parallelo” di Willa999 o “Abandoned” di Cristianella.

Nel prossimo post ho intenzione di proporti un esercizio a proposito di “sequencing”, o forse è più il caso di chiamarlo un divertente esperimento.

A domani !

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Avedon_Nasstasja

Nastassja Kinski – Vogue – Copyright 1981 The Richard Avedon Foundation

Richard Avedon. Mi piace molto la sua definizione di quello che lui chiama “ritratto fotografico”:

“A photographic portrait is a picture of someone who knows he’s being photographed, and what he does with this knowledge is as much a part of the photograph as what he’s wearing or how he looks.”

Nel 1981 questa immagine fu pubblicata sulla rivista Vogue. Il genio di Avedon unito al fascino di Nastassja fecero si che il poster della foto fosse poi venduto in oltre due milioni di copie, divenendo un vero e proprio classico del periodo.
Fin dalla prima volta che l’ho vista, trovo questa foto semplicemente meravigliosa e ne subisco totalmente il fascino.
Nastassja appare calma e rilassata, nonostante il gigantesco boa constrictor che le si muove sul corpo, ovviamente è consapevole dello scatto proprio come nella definizione di “ritratto fotografico” espressa da Avedon.
L’insieme di sinuosità creato dal corpo della donna e quello del serpente, il contrasto di luce accentuato dalla “texture” del boa, l’avvicinarsi della testa del rettile all’orecchio e l’apparente indifferenza di Nastassja creano una carica di sensualità ed un insieme di messaggi che ne fanno un capolavoro.
Per chi avesse avuto occasione di leggere il mio post “i tre punti di vista“… ecco: per me questa è davvero una foto perfetta.

🙂

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