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Posts Tagged ‘futuro’

Trust
Trust – © Copyright 2010 Pega

Durante questo 2010 mi sono divertito a svolgere dei piccoli progetti fotografici, alcuni che mi ero proposto ad inizio anno, altri che sono spuntati dopo. Si è trattato di esperienze diverse, non solo semplici serie di fotografie.

L’idea di fondo di queste attività è quella di avere impegni non troppo gravosi da portare avanti con regolarità, impegni tesi ad imparare e sviluppare la creatività. Il fatto di dichiararli agli altri li rende un po’ più vincolanti ed abbassa il rischio che vengano abbandonati… Almeno per me è così.

Tra i progetti di quest’anno, oltre naturalmente a questo blog che ho cercato sempre di aggiornare con regolarità, ci sono stati ben due Sharing Workshop (a proposito: è rimasto un solo posto disponibile per il prossimo del 15 gennaio 2011)  una divertente Florence Worldwide Photowalk e quindi i due progettini puramente fotografici “The Ipholaroid Project”“12 Emotions in 12 shots”  che con questa fine anno giungono al termine.

In particolare tengo molto al secondo, una raccolta di docici scatti (uno al mese) che mi ha divertito e quasi mi dispiace non aver intitolato 24 emotions in 24 shots per poterlo continuare nel 2011… 🙂
Ho dedicato l’ultimo dei dodici scatti alla Fiducia, quella con la F maiuscola, quella tra le persone, quel sentimento di cui abbiamo bisogno per vivere sereni in una società.
Quella fiducia che ci fa apprezzare il presente e confidare nel futuro.
Senza fiducia siamo condannati a farci sempre più furbi, sempre più scaltri e spregiudicati, rischiando di finire in un vortice da cui non c’è via di uscita perchè ci sarà sempre chi è più furbo.

BUON 2011 !!!

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Si, 140 Megapixel.
Ti stai chiedendo se si tratta dell’ultimo modello Nikon o Canon?
O forse Hasselblad??

No. Come promesso in un recente post, oggi parlo ancora di quell’invenzione che segnò uno dei punti di partenza (anche se non l’unico) della storia della fotografia: il Dagherrotipo.

Dicevo appunto della incredibile qualità che raggiungevano le immagini realizzate con questa macchina, in special modo quando ad utilizzarla erano fotografi abili e molto attenti alla preparazione delle lastre.

Ecco qui sotto un esempio di scatto con Dagherrotipo tratto da un ottimo articolo che puoi trovare sull’edizione online della rivista Wired.

daguerrotype_shot

Si tratta di una foto che fa parte di una serie di magistrali scatti “panoramici” che Charles Fontayne and William Porter realizzarono nel porto di Cincinnati nel 1848.

Sotto puoi vedere l’ingrandimento 10x del dettaglio evidenziato nell’immagine originale.

zoom

Ma non è tutto. I piccoli dettagli visibili a questo livello di ingrandimento continuano ad essere nitidi anche passando ad osservare la foto con una lente macro 20X e lo restano anche sotto l’occhio di un microscopio, almeno fino ad ingrandimenti di 30X (!!!).

Facendo due conti quindi la foto potrebbe essere proiettata su una superficie di almeno 8 metri per 6 senza problemi di perdita di dettagli, siamo quindi davvero nell’intorno dei 140Mpixel…
…ed anche del 1850….

🙂

Thanks to Wired Magazine

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Between two layers

Between two layers - © Copyright 2009 Pega

Tutti facciamo un sacco di scatti.
Specie chi fotografa in digitale si trova ad accumulare migliaia di immagini, a volte decine di migliaia.
Questa gran quantità di lavoro però, proprio come succedeva (e succede ancora) a chi si ritrovava con scatoloni pieni di negativi mai stampati, non ha un gran futuro finchè non raggiunge uno stato di “prodotto finito” e “lascia il nido”… divenendo fruibile agli altri.
Che tipo di futuro riservi ai tuoi scatti? Lasci che si ammucchino in scatoloni (reali o virtuali) o li condividi, li fai vivere nel mondo?
Sicuramente uno dei percorsi più semplici per permettere ai nostri lavori di raggiungere un minimo di possibili fruitori sia quello della condivisione online. Flickr, DeviantArt o lo stesso Facebook sono piataforme che non hanno bisogno di presentazioni.
Ma trovo che la sola pubblicazione digitale, sebbene assolutamente dignitosa rispetto allo stoccaggio, sia comunque una forma incompleta… o quanto meno ridotta.
Credo che il vero completamento per una foto sia la stampa.
Ma non è tutto.
Una pila di foto stampate è ancora come una cucciolata in uno scatolone, questi “piccoli” devono essere accompagnati all’esterno, si deve fare in modo che le nostre foto incontrino dei nuovi proprietari. Solo così le nostre foto avranno veramente un futuro.
Proponile per la pubblicazione, vendile sul tuo sito oppure al mercatino, o anche regalale a chi dimostra di apprezzarle.
Le tue foto probabilmente meritano molto di più che ammuffire in un hard disk o in uno scatolone in cantina.

🙂

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A true classic

A true classic - © Copyright 2010 Pega

Che suono ha la tua macchina fotografica. Quali rumori la caratterizzano? Ci hai mai fatto veramente caso? Li hai ascoltati?

Mi è capitato di pensare a tutto questo pochi giorni fa, quando ho avuto l’occasione di maneggiare il piccolo gioiellino qui a fianco.
Si tratta di una splendida Rolleiflex, una macchina medio formato che ha scritto una parte della storia della fotografia professionale della seconda parte del novecento.

E’ stato bello sentirne il click di scatto, così delicato e diverso dalle nostre reflex digitali che la circondavano e la fotografavano come una vera e propria star del cinema.

Ma non solo il click di scatto. Di gran fascino anche il rumore di avanzamento della pellicola che accompagna la rotazione della leva laterale, come anche tutti i click di apertura e chiusura delle tante piccole parti meccaniche: dalla struttura del pozzetto alla lente per facilitare la messa a fuoco.

Chissà se i vari rumorini residui delle nostre digitali saranno anch’essi un ricordo, sostituiti da otturatori elettronici ed autofocus sintetici…Vedremo.

Intanto non c’è dubbio. Anche i suoni sono affascinanti in fotografia, non si spiegherebbe altrimenti l’ostinazione con cui costruttori di compatte e telefonini continuano ad impegnarsi per riprodurre artificialmente i click di scatto quando otterrebbero risultati ben più interessanti sostituendoli magari con una bella risata artificiale che favorirebbe di molto i risultati di tanti ritratti… 🙂

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No photoTemo si sia passato il punto di non ritorno.
Dalle nostre parti ancora la situazione non è totalmente compromessa ma specie nel Regno Unito, tra paranoie terroristiche, pedofilia e rancori repressi verso i paparazzi della principessa Diana,  la questione della demonizzazione dei fotografi è arrivata ad un punto tale da consentire la promulgazione di leggi che impediscono di fatto la fotografia nei luoghi pubblici.
Non c’è da scherzare, leggi qui (UK) ma anche qui (USA).

La sensazione di un progressivo attacco alla libertà di fotografare è condivisa con chiunque mi capiti di parlare dell’argomento, anche in Italia andarsene in giro con una macchina fotografica al collo pare stia divenendo sempre più oggetto del sospetto altrui.

Insomma, il mio vecchio post “rose e rusco” è purtroppo sempre più attuale… di sicuro a Londra, dove di recente si sarebbe arrivati al punto di prendere di mira perfino i turisti, specie gli stranieri. E’ il caso di un signore  austriaco che, in compagnia del figlio, è stato sorpreso dalla polizia a fotografare un importante obiettivo strategico, ovvero la stazione dei bus di Walthamstow.

La campagna “anti paranoia” é promossa dal British Journal of Photography.

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Alien probe in Florence

Alien probe in Florence - © Copyright 2009 Pega

Non so se ti fa lo stesso effetto, ma a me “2010” suona piuttosto fantascientifico.

Probabilmente per chi è nato negli anni ’80 o ’90 non è la stessa cosa, ma forse chi come me è cresciuto con film e telefilm che indicavano come il 2000 l’anno in cui “sarebbe arrivato il futuro” questo anno 2010 lo sente suonare davvero un po’ futuristico. Chissà.

Si, lo so che il post di oggi non è granchè fotografico, c’è solo l’immagine sopra con la sua fantasticheria (su Flickr).
Del resto lo dichiaro fin dal titolo di questo blog che la fotografia è una scusa, ed oggi è una scusa che mi serve per riportare qui una frase bellissima, secondo me perfetta per i primi giorni di un nuovo decennio :

“Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono.
Per questo si chiama presente”

🙂 🙂 (l’hai già sentita da qualche parte vero ?) 🙂 🙂

A domani con un nuovo post, sicuramente più… “fotografico”.

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