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Posts Tagged ‘Rollei’

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C’era davvero della bella gente l’altra sera a Firenze in occasione dell’incontro the film gang returns che abbiamo organizzato proprio negli stessi giorni di quello dello scorso anno.
Un gruppetto di appassionati con al collo le loro gloriose “vecchiette” a pellicola, entusiasti partecipanti a questo piccolo evento dedicato alla fotografia analogica.
E’ stato divertente vederli in azione e passeggiare con loro, formando una curiosa comitiva di persone caratterizzata da questi accessori un po’ retrò.
C’era chi, come il sottoscritto, aveva portato la sua vecchia biottica, chi la macchina a telemetro, ma non mancavano anche dei veri e propri classici della storia delle reflex come anche qualche giocattolino in plastica.
Grazie ad un prezioso suggerimento di Guido Masi siamo saliti sulla Torre di Arnolfo (che caratterizza Palazzo Vecchio) eccezionalmente aperta alle visite proprio in questi giorni. Posto bellissimo da cui si gode una vista del centro di Firenze che è a dir poco mozzafiato.
Insomma è stato ancora una volta piacevole tornare a scattare con la pellicola, dimenticando magari anche solo per una sera, il digitale e la sua tecnologia.
Non posso che dire: “arrivederci alla prossima!”

Un grazie a tutti i partecipanti che invito (quando avranno sviluppato e poi stampato le loro foto) a linkare qui i loro scatti.

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L'equilibrista

L'equilibrista - © Copyright 2011 Lorenzo Mugna

Hai mai rischiato “troppo” per fare una foto?
A volte può capitare di trovarsi davanti ad una situazione fotografica che ci chiede di osare un po’ per portare a casa un bello scatto e non sempre ce la sentiamo.
Può trattarsi di mettere a rischio l’ottica o la stessa macchina (come nel caso sopra di m|art e la sua preziosa Rollei durante l’ultimo Sharing Workshop) come può essere invece addirittura una questione di incolumità personale.

Lo scatto pericoloso è un’esperienza in cui prima o poi tutti ci imbattiamo e vista la diversa percezione dei rischi che ognuno di noi ha, ogni caso è storia a sè.
La cosa che trovo interessante è la capacità di mettere sui piatti della bilancia rischi e potenziali risultati, mi spiego meglio : saresti disposto a rovinare completamente la tua macchina fotografica magari con annesso un bell’obiettivo in cambio della foto della tua vita? Pagheresti con qualche acciacco uno scatto assoluto da copertina?
Sono domande a cui molti fotografi professionisti rispondono senza alcuna esitazione e che probabilmente segnano quel confine che li separa dall’amatore che a volte si lascia scappare un tesoro per non sporcarsi le scarpe in una pozzanghera…
🙂

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A true classic

A true classic - © Copyright 2010 Pega

Che suono ha la tua macchina fotografica. Quali rumori la caratterizzano? Ci hai mai fatto veramente caso? Li hai ascoltati?

Mi è capitato di pensare a tutto questo pochi giorni fa, quando ho avuto l’occasione di maneggiare il piccolo gioiellino qui a fianco.
Si tratta di una splendida Rolleiflex, una macchina medio formato che ha scritto una parte della storia della fotografia professionale della seconda parte del novecento.

E’ stato bello sentirne il click di scatto, così delicato e diverso dalle nostre reflex digitali che la circondavano e la fotografavano come una vera e propria star del cinema.

Ma non solo il click di scatto. Di gran fascino anche il rumore di avanzamento della pellicola che accompagna la rotazione della leva laterale, come anche tutti i click di apertura e chiusura delle tante piccole parti meccaniche: dalla struttura del pozzetto alla lente per facilitare la messa a fuoco.

Chissà se i vari rumorini residui delle nostre digitali saranno anch’essi un ricordo, sostituiti da otturatori elettronici ed autofocus sintetici…Vedremo.

Intanto non c’è dubbio. Anche i suoni sono affascinanti in fotografia, non si spiegherebbe altrimenti l’ostinazione con cui costruttori di compatte e telefonini continuano ad impegnarsi per riprodurre artificialmente i click di scatto quando otterrebbero risultati ben più interessanti sostituendoli magari con una bella risata artificiale che favorirebbe di molto i risultati di tanti ritratti… 🙂

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