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heartbeat

Mi affascinano le fotocamere stenopeiche, non è una novità e non c’entra l’imminente WPPD. Il fatto è che mi piace molto la semplicità di questo modo di fotografare con oggetti che altro non sono che scatole con un buco, quindi dovrei proprio inorridire di fronte ai complicati e preziosi “gioielli” costruiti da Kwanghun Hyun e invece no: rimango a bocca aperta.
Dopo gli studi in “Metal Art & Design” all’Università di Seoul, questo artista-fotografo-ingegnere-artigiano coreano si è specializzato nel creare fotocamere pinhole raffinatissime in metallo, dotate di meccanismi di alta orologeria dedicati a gestire i lunghi tempi di esposizione che questo tipo di macchine tipicamente richiede.
Gli oggetti di questa serie, denominata Heartbeat, dal punto di vista fotografico alla fine producono “normali” immagini stenopeiche ma per quanto riguarda il fascino del manufatto… sono davvero “impressionanti”.
🙂

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I fotografi si dividono in due categorie: quelli a cui la macchina fotografica è caduta per terra e quelli a cui deve ancora cadere 🙂

Eh si. Pensiamo un attimo a quanto è importante per la nostra attrezzatura, fatta di costose fotocamere ed obiettivi, quel laccetto che ci permette di trasportarla comodamente appesa ad una spalla o al collo.
C’è un dettaglio che spesso trascuriamo ed è il metodo con cui sistemiamo e fissiamo quel laccetto. Conosco personalmente almeno un paio di persone la cui macchina ha rischiato grosso a causa di una tracolla fissata male e così ecco che oggi ti propongo un video al proposito.
E’ un tutorial in cui Kent Weakley ci spiega una semplice tecnica per sistemare correttamente e definitivamente il laccetto della tracolla, risolvendo anche il problema degli estremi che in questo modo rimangono nascosti.

A volte ci vuole anche un po’ questa roba…
.

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Suminagashi

Il Suminagashi è un’antica arte Giapponese.
Consiste nel disegnare nell’acqua creando delle forme astratte destinate ad imprimersi poi sulla carta.
Il termine che la descrive significa “inchiostro che galleggia” ed infatti le immagini che si formano sono direttamente legate a questo processo di creazione che avviene ponendo piccole quantità di inchiostro sulla superficie di acqua o altra soluzione resa leggermente viscosa. Una volta realizzata l’opera, l’artista la completa trasferendola con grande maestria e delicatezza su un’altra superficie, stavolta solida ma assorbente, tipicamente carta o tela.
Ho trovato un video di questa affascinante tecnica che viene usata oggi proprio come duemila anni fa, quando fu sviluppata in Cina e da qui importata dai monaci Shintoisti in Giappone.
L’avevi mai vista? Pensi di avere la mano abbastanza ferma per provarci?

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