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Posts Tagged ‘perfezione’

Fisiogramma by Pega

Fisiogramma – © Copyright 2012 Pega

Il mondo è imperfettamente simmetrico, è questo lo spunto per la missione fotografica del fine settimana.
La simmetria in fotografia è argomento controverso: c’è chi la rifugge come il male assoluto, chi invece la cerca come base per scatti armoniosi. Ma in natura esiste davvero la simmetria perfetta? E’ qualcosa di reale o di costruito dalla nostra mente?
E’ bella una foto perfettamente simmetrica? O è più bella un’immagine con quella piccola imperfezione che la rende naturale?
Insomma un tema bello tosto stavolta, con cui ti invito a confrontarti in questo weekend andando alla ricerca di ciò che simmetrico è… ma non completamente.
Come tradizione ti invito poi a condividere la tua foto in un commento qui sotto. Confrontarsi è divertente e può aiutarti ad entrare in contatto con persone che apprezzano le tue immagini.

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Avedon_Nasstasja

Nastassja Kinski – Vogue – Copyright 1981 The Richard Avedon Foundation

È tra le foto più famose di Richard Avedon e ogni tanto non posso fare a meno di tornare a guardarla. Ne ho una stampa in cui sotto è riportata la definizione che questo grande artista dette di “ritratto fotografico”:

“A photographic portrait is a picture of someone who knows he’s being photographed, and what he does with this knowledge is as much a part of the photograph as what he’s wearing or how he looks.”

Nel 1981 la foto fu pubblicata sulla rivista Vogue. Il genio di Avedon unito al fascino di Nastassja Kinski portarono il poster della foto ad essere poi venduto in oltre due milioni di copie, divenendo un vero e proprio classico del periodo.
Nastassja appare calma e rilassata nonostante il gigantesco boa constrictor che le fa compagnia e ovviamente è consapevole dello scatto proprio come nella definizione di “ritratto fotografico” espressa da Avedon.
L’insieme di sinuosità creato dal corpo, il contrasto di luce accentuato dalla “texture” del boa, l’avvicinarsi della testa del rettile all’orecchio e l’apparente indifferenza di Nastassja creano una carica di sensualità ed un insieme di messaggi che ne fanno un capolavoro.
Per chi avesse avuto occasione di leggere il mio post “i tre punti di vista“… ecco: per me questa è davvero una foto perfetta.

🙂

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Gira al prossimo incrocio

Gira al prossimo incrocio – © Copyright 2012 Pega

“Ma non vedi che è storta?”
“Certo. E’ bella storta”
“In effetti è vero”

A volte cosa c’è di più affascinante di una imperfezione? Di quel poco (o tanto) di “sbagliato” che rende certe cose interessanti?
Troppo spesso sento o leggo critiche che danno enorme importanza al rigore statico, quasi come se in natura tutto fosse perfettamente orizzontale o verticale. Forse quando guardiamo le cose siamo sempre “in bolla”?

Largo all’obliquo, spazio all’imperfezione! Il succo dell’evoluzione creativa sta tutto lì: nella leggera mutazione, nel lieve scostamento dal “perfetto”, una perfezione che poi è sempre soggettiva.
E’ storta la foto o è storta la cornice appesa? Sicuro che non sia storta la casa?
In sintesi, per dirla con le parole del famoso fotografo Gregory Simpson “nothing is more arbitrary than a level horizon”.

🙂

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L&V_I_bw

L&V - © Copyright 2009 Pega

E’ l’emozione che conta.
L’espressione di un sentimento o una sensazione.
Non importa se quell’immagine non è tecnicamente perfetta, se il fuoco o l’esposizione non sono come li avresti voluti, la fotografia è comunque viva, ha il potere di comunicare e prende forma assumendo una sua personalità.

Credo che la constatazione di quanto sia importante questa espressività, sia un’esperienza che accomuna chiunque si interessi di fotografia.
Ci sono scatti di grandi maestri che presentano innumerevoli difetti e grossolane violazioni di quelle che vengono chiamate “regole”, ma la loro carica espressiva è tale da spazzare via tutte le “distrazioni” tecniche per lasciare solo il posto all’emozione.
Qualche volta anche a tutti noi può succedere qualcosa di simile. Sono sicuro che è successo anche a te.

Non so se il merito si possa dare alla passione, alla preparazione o alla fortuna. Quel che è certo è che quando capita uno scatto che “vive” nonostante i suoi evidenti difetti… è una bella sensazione.

🙂

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Zissou

Zissou, 1911 - Photography by J.H.Lartigue©Ministère de la Culture-France/AAJHL

Ho conosciuto musicisti alla perenne ricerca del suono perfetto, della qualità assoluta dell’audio nelle registrazioni. La  loro ricerca di perfezione era tale da distoglierli quasi totalmente dal loro vero obiettivo: quello di produrre buona musica.

Per alcune persone,  il perfezionismo è un qualcosa che ha uno stretto legame con la procrastinazione. L’autocritica e la preoccupazione di produrre qualcosa che gli altri non potranno denigrare può portare a non completare e produrre un bel niente.
E’ un caso che non credo di essere il solo a conoscere.

Ci sono un sacco di bravi fotografi che, presi in questa sorta di trappola, tengono il loro lavoro chiuso in un cassetto, aspettando eternamente che sia “perfetto” prima di pubblicarlo e renderlo visibile agli altri. In genere le motivazioni che vengono addotte sono sempre di natura tecnica e mai artistica, come se in qualche modo la tecnica contasse di più…

Quasi sempre il perfezionismo non è altro che procrastinazione ed insicurezza.

Spesso si sente dire che i grandi artisti sono dei perfezionisti.
Ecco, forse questo è uno di quei dettagli che li contraddistingue. Il riuscire a bilanciare la voglia di perfezione con il saper intuire quando accontentarsi ed esporsi. E forse anche la capacità di saper gestire gli aspetti tecnici in modo tale da impedire che divengano prevalenti o, peggio, un ostacolo alla creatività.

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