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Posts Tagged ‘educazione’

Cielo IPholaroidico

Cielo IPholaroidico – © Copyright 2010 Pega

Non ti senti a tuo agio con una pesante reflex al collo? Con l’ingombro di grossi obiettivi e treppiede? Ti mette a disagio la diffidenza delle persone che sospettano di chi scatta con attrezzature che rammentano i paparazzi?

Bene, non c’è proprio niente di male. Non ti resta che sfruttare quello che fino a poco tempo fa era riservato agli agenti segreti ma che ormai è nella tasca di tutti : il telefonino.

È ormai chiaro che la fotografia con cellulari e smartphone ha acquisito un’importanza ed anche una rispettabilità che fino a pochi anni fa sarebbero parse improbabili.
Stanno nascendo vere proprie evidenze del rispetto che sempre più viene riconosciuto a questo modo di creare immagini, ne è un caso quello di alcune Università americane come la Immaculata Univertisy di Philadelphia che ha attivato un corso “Cell Phone Photography”.

Gli ideatori di questi corsi sostengono che non è una questione banale: è fondamentale cominciare ad educare i giovani nell’uso di questi strumenti che sono così versatili e potenti da dover essere usati con responsabilità.
La questione non è quindi solo relativa agli aspetti tecnici come composizione e gestione della luce, ma anche a quelli etici che derivano dall’aver costantemente a nostra disposizione un efficacissimo metodo di registrazione della realtà che ci circonda.

Senza dubbio una rivoluzione in atto, che è importante capire ed approfondire.

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Better stay informed

Better stay informed - © Copyright 2009 Pega

Quando nel post di un paio di giorni fa  raccontavo l’aneddoto di un ragazzino che mi chiedeva di vedere le foto  che avevo appena fatto con una macchina analogica non volevo assolutamente sottolineare il fatto che si è voltato andandosene in modo un po’ maleducato, senza aspettare una mia spiegazione.
Probabilmente io alla sua età avrei fatto in modo simile, non è certo una cosa grave e sopratutto non è questo il punto.

Quello che mi ha colpito dell’accaduto è stato che il ragazzino non solo aveva dato per scontato che io stessi scattando con una macchina digitale, ma che in pratica nel suo mondo le macchine a pellicola non esistono.

E c’è poco da meravigliarsi. In effetti per i nati in questo secolo la fotografia è solo digitale, è naturale.
Fotocamere compatte, telefonini, webcam e tutto il resto, il mondo dell’immagine analogica è ormai un ricordo ed è spesso riservato a chi ha qualche anno in più.

Alla fine la mia è solo una constatazione. Non c’è tristezza o nostalgia, personalmente trovo che il digitale sia un grande passo avanti che, nel mio caso, ha riacceso l’interesse per una vecchia passione.
Ma è anche importante non dimenticare quello che la fotografia analogica ha svelato ed insegnato, saperlo considerare e valorizzare senza che un “voltar pagina” voglia dire perdere tutte le meravigliose pagine precedenti…

Rispetto ed ammiro tutti coloro che continuano a scattare analogico. E’ anche grazie a loro che si potrà sempre “newtonianamente” attingere alle espereienze del passato per capire ed  imparare a sfruttare al meglio gli strumenti del presente e, chissà, anche quelli del futuro.

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