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TV memories - © Copyright 2010 Pega

Ti invito ad una sorta di esercizio, un piccolo esperimento.
Prenditi una mezz’ora di tempo tutto per te ed in questa mezz’ora prova a ripercorrere le fasi e le esperienze della tua passione fotografica attraverso le immagini da te create nel corso del tempo.
Guarda indietro, sfoglia le vecchie stampe, le cartelle sul pc o il tuo album online, ritrova le tue prime foto e studiale insieme alle successive. Racconta a te stesso la storia di quegli scatti, segui il flusso fino ad arrivare ad oggi.
Mezz’ora per ripercorrere le tappe della tua fotografia, quasi come un documentario, un tempo fisso e ben definito, per rivedere la tua produzione: ricca o scarna che sia.

Non avrai difficoltà a vedere il cambiamento, un’evoluzione nel tuo modo di fotografare.
Troverai banalità ed errori, ma anche piccoli gioiellini che non ricordavi. Troverai foto che forse oggi non faresti più, o qualcun’altra non più realizzabile oggi.

È un’esperienza interessante ed introspettiva, che se non hai già fatto ti invito a provare.

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Cielo IPholaroidico

Cielo IPholaroidico – © Copyright 2010 Pega

Non ti senti a tuo agio con una pesante reflex al collo? Con l’ingombro di grossi obiettivi e treppiede? Ti mette a disagio la diffidenza delle persone che sospettano di chi scatta con attrezzature che rammentano i paparazzi?

Bene, non c’è proprio niente di male. Non ti resta che sfruttare quello che fino a poco tempo fa era riservato agli agenti segreti ma che ormai è nella tasca di tutti : il telefonino.

È ormai chiaro che la fotografia con cellulari e smartphone ha acquisito un’importanza ed anche una rispettabilità che fino a pochi anni fa sarebbero parse improbabili.
Stanno nascendo vere proprie evidenze del rispetto che sempre più viene riconosciuto a questo modo di creare immagini, ne è un caso quello di alcune Università americane come la Immaculata Univertisy di Philadelphia che ha attivato un corso “Cell Phone Photography”.

Gli ideatori di questi corsi sostengono che non è una questione banale: è fondamentale cominciare ad educare i giovani nell’uso di questi strumenti che sono così versatili e potenti da dover essere usati con responsabilità.
La questione non è quindi solo relativa agli aspetti tecnici come composizione e gestione della luce, ma anche a quelli etici che derivano dall’aver costantemente a nostra disposizione un efficacissimo metodo di registrazione della realtà che ci circonda.

Senza dubbio una rivoluzione in atto, che è importante capire ed approfondire.

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cruscotto astratto

Cruscotto astratto (camera toss photography) - © Copyright 2008 Pega

Prova a non fare sempre il solito tipo di foto.
Si, lo so che quando si è appassionati per un soggetto o si è affezionati ad un proprio stile fotografico, si tende ad approfondire e specializzarsi. E’ qualcosa che fa senz’altro parte di una giusta scelta stilistica, ma non deve diventare un limite.

La ricerca e lo sviluppo (R&D come dicono gli anglosassoni) sono elementi fondamentali anche per chi fotografa, per o per gli artisti in genere, ma come lo sono anche per qualsiasi oranizzazione, impresa o attività umana. E’ importante continuare sempre a sperimentare e scoprire nuove vie.

Non avere paura di realizzare scatti diversi, prova tecniche che non conosci e magari cogli l’opportunità di apprenderle, vai a fotografare soggetti che non hai mai avvicinato.

Ogni tanto spingiti fuori da quel solito recinto di confortevole abitudine fotografica.
Prova, osa, rischia di sbagliare.
Nessuno ti obbligherà poi a mostrare il frutto di queste ricerche se non lo vorrai fare.

Sperimenta cose nuove.
C’è sempre tempo per conformarsi definitivamente a se stessi.

🙂

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FirstScanImageSembra di parlare di preistoria ma era solo il 1957, poco più di cinquanta anni fa.

In un laboratorio del NIST (National Institute of Standards and Technology) Russell Kirsch generò, tramite una scansione ottica, quella che può essere considerata la prima immagine digitale della storia.

Si trattava della riproduzione su calcolatore di una fotografia di suo figlio all’età di tre mesi. L’immagine aveva la “vertiginosa” risoluzione di 176X176 punti e misurava solo 5,5cm.

Erano gli anni della grande diffusione della fotografia (analogica) a livello popolare. Era da poco stata lanciata sul mercato la Leica M, mentre l’anno successivo sarebbe stata introdotta la mitica Nikon F, seguita a breve dalla prima fotocamera completamente automatica : la Agfa Optima.

Ma il digitale era ormai nato, piccolo ed apparentemente innocuo… ma cresceva inesorabile…

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