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Posts Tagged ‘luce’

Fisiogramma – © Copyright 2012 Pega

La macchina fotografica appoggiata a terra, l’obiettivo che guarda in alto, l’otturatore aperto per una lunga esposizione. Sopra, al buio, una piccola luce oscilla appesa ad un filo e crea un’immagine ricca di fascino: il fisiogramma.
I fisiogrammi erano già noti nell’ottocento e furono ampiamente studiati da scienziati impegnati nella descrizione di fenomeni fisici e matematici.
Hai mai provato a realizzare una foto di questo tipo? E’ un esercizio di light painting molto più semplice di quel che potrebbe sembrare e per questo ti invito a provarci.
Si può giocare con diversi tipi di luce, sfruttando lampadine colorate o lampeggianti, cercando di imprimere movimenti oscillatori e giocando con qualche idea creativa.
Ad esempio si può variare il setup attorcigliando il filo, inquadrando obliquamente o anche rivoluzionando tutto facendo oscillare anche la fotocamera. Le possibilità sono infinite.
Buon divertimento.

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È Pasqua e le uova abbondano. Perché non usarne uno in modo diverso?
In questo video, il fotografo Joe Edelman ci insegna una cosa davvero interessante: usare un uovo per capire la luce.
Una lezione semplice ma efficace: l’uovo è chiaro, liscio, regolare. La sua forma è perfetta per studiare come la luce, insieme alle ombre, definisce gli oggetti e caratterizza l’immagine fotografica.
E’ un esperimento da provare, basta una normale lampada ed un uovo appoggiato su una superficie di colore tenue su cui si stenderà l’ombra.
Capire la luce è fondamentale in fotografia e questo potrebbe essere l’esercizio definitivo utile a grandi e piccini…
Non farti scoraggiare dal parlato in inglese; guardalo con fiducia.
E BUONA PASQUA!
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L’UNESCO ha proclamato il 2015 anno della luce e delle tecnologie ad essa collegate. E’ un’iniziativa a cui è dedicata tutta una seria di eventi nel mondo oltre ad un sito con un bell’elenco di approfondimenti tematici.
Come appassionati di fotografia non c’è che da rallegrarsene e darsi da fare per onorare l’evento: buona luce!
🙂

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Picasso Centauro

D’inverno le giornate sono corte e torna la voglia di light painting, così sfogliando vecchi post ne ho ritrovato uno sulle origini di questa tecnica e te lo ripropongo.

Era il 1949, epoca d’oro delle grandi riviste di fotogiornalismo, quando Gjon Mili incontrò Pablo Picasso nel sud della Francia.
Mili, nato in Albania nel 1904, era emigrato in America negli anni venti e qui aveva studiato al MIT divenendo un pioniere della fotografia con luci artificiali e stroboscopiche. Fu tra i primi a sperimentare l’uso del flash elettronico. Picasso Life uomo che corre

L’interesse per la fotografia lo spinse ben oltre la ricerca scientifica portandolo ad iniziare una collaborazione con la celebre rivista Life, una collaborazione destinata a durare per tutta la sua vita.

Mili cercò e trovò Picasso su una spiaggia e gli mostrò alcuni suoi scatti realizzati con la tecnica del “light painting”.
Subito l’artista spagnolo ne rimase affascinato e nacque tra i due l’idea di provare a creare delle opere di luce: disegni che sarebbero scomparsi nel momento stesso in cui venivano creati ma che la macchina fotografica poteva immortalare insieme al loro creatore.

Picasso vaso di fioriFu così che decisero di provarci, dandosi appuntamento una sera, all’imbrunire.
Con una piccola torcia elettrica in mano Picasso disegnò “il Centauro” ed altre affascinanti creature ed oggetti.
Era nata una nuova e strana forma espressiva, frutto della sinergia creativa tra uno scienziato della luce ed un genio del tratto.

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DaniAdoro chi si ingegna con il fai da te, specie chi fa sul serio. Tra questi c’è un certo Dani Diamond, un fotografo che si è costruito un enorme ring light.
Il ring light è un tipo di illuminatore fatto da un anello di fonti luminose costanti che, in genere, viene usato per applicazioni particolari.
Nato per la macro, è sfruttato nel campo della fotografia odontoiatrica ma anche più comunemente per il ritratto dato che regala una splendida diffusione della luce sul volto e magnifici riflessi circolari (catchlights) negli occhi.
Rispetto all’illuminazione con flash, il ring light aiuta a mettere maggiormente a proprio agio i soggetti evitando di inondarli di lampi, inoltre permette di operare con livelli di luce più bassi e quindi aperture maggiori con conseguenti profondità di campo ridotte.
Le normali dimensioni dei ring light in genere non superano qualche decina di centimetri di diametro, ma quello di Dani è veramente un gigante: quasi un metro e mezzo.
Una struttura in legno con ventisette lampade ad alta efficienza è un illuminatore a luce costante un po’ goffo ed utilizzabile solo in studio, ma i risultati sono notevoli, tanto che il progetto di questo fotografo è stato sponsorizzato dal produttore di lampade Sunlite.
Nel video sotto Dani ci racconta la sua idea e mostra sia le fasi di costruzione che alcuni scatti di esempio, davvero notevoli. Fai particolare attenzione ai riflessi negli occhi delle persone ritratte: sono fantastici.
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[Fonte: Fstoppers]

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Attesa contemplativa

Attesa contemplativa – © Copyright 2011 Pega

C’è una luce fantastica in questi giorni.
E’ la luce del solstizio d’inverno, quando il sole descrive una traiettoria così bassa da garantirci ombre lunghe e colori caldi per quasi tutta la giornata.
È quella luce che, nei mesi che verranno, ci verrà regalata per solo un paio di ore al giorno.
Sì, è vero, per molti questo è un periodo un po’ troppo buio, con le giornate così corte che all’uscita dal lavoro è già notte, ma… la luce dorata del solstizio d’inverno è adesso, a disposizione della tua fotocamera.
Goditela.
🙂

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Guzman Sì, la luce è tutto. Guarda questo video, realizzato da Nacho Guzman, in cui la modella viene ritratta con luci che cambiano di colore, ruotano e modificano continuamente la loro posizione.
Il risultato è quasi ipnotico, trasmette un certo senso di inquietudine.
Ci sono momenti in cui il volto si trasforma così tanto da sembrare una persona diversa. Veramente impressionante.
Credo che, dopo averlo visto, sarà difficile lasciare al caso l’illuminazione dei nostri prossimi ritratti…

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Summer by Livietta

Summer – ©Copyright 2011, Livietta

Tra gli aggeggi che si possono piazzare davanti all’obiettivo alla ricerca di effetti creativi ci sono i filtri ND (Neutral Density), utili per abbattere la quantità di luce che arriva nell’ottica e realizzare lunghe esposizioni, anche quando le condizioni non lo permetterebbero.
Molti fotografi li usano. Rendono bene con nubi o acqua in movimento ed in qualche caso permettono di allungare così tanto il tempo di esposizione da “eliminare” la presenza di persone che altrimenti disturberebbero il risultato finale, come ad esempio in luoghi turistici affollati.
vetro_saldatore_filtroC’è però un tipo di filtro per abbattimento della luce che molti non hanno mai provato ad usare: è il vetro da saldatore. Lo puoi trovare per pochi euro in qualunque negozio di ferramenta e, una volta tenuto in posizione con un paio di elastici, consente di allungare moltissimo i tempi, visto che toglie circa 10 stop.
Con un bel filtro di questo tipo si fanno tranquillamente lunghe esposizioni anche in giornate estive molto soleggiate e si può andare alla ricerca di effetti creativi.
Usando il vetro da saldatore bisognerà accontentarsi di una definizione non perfetta ed anche di immagini con una dominante verde molto forte (su cui volendo si può intervenire in postproduzione).
Non dovrà comunque essere la ricerca della qualità tecnica a guidare questi scatti, piuttosto la voglia di sperimentare, magari mettendone davanti all’obiettivo anche più di uno!
Buon divertimento.
🙂

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Siesta by PPP

Siesta – © Copyright 2012 Pega

Light illuminates, shadows define. La luce illumina, ma sono le ombre a definire gli oggetti e a dar loro corpo. È in questo insieme di contrasti uno dei segreti della Fotografia e così, per questo weekend, ti voglio invitare ad approfondire, anzi ad esaltare questa ricerca proponendoti come tema proprio i forti contrasti.

Sfruttare i contrasti e coglierli con la macchina fotografica è un esercizio che richiede un po’ di attenzione, le forti differenze di luminosità mettono in difficoltà sensori e pellicole, costringendo il fotografo a decidere cosa sacrificare. Mantenere i dettagli nelle zone scure, bruciando dove c’è tanta luce o evitare sovraesposizioni mantenendo ricche le aree chiare pagando però con ombre quasi del tutto nere e prive di particolari visibili? Uno dei più antichi dilemmi per chi sta dietro ad una fotocamera.
I contrasti sono ovunque, sempre pronti a sfidarti anche con il loro significato emotivo e simbolico.
In questo fine settimana partecipa all’assignment e prova a fotografare i contrasti rendendoli l’elemento chiave di qualche tua foto.
Dopo, se vuoi, condividi le tue immagini inserendole in un commento qui sotto.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Ti sei mai trovato a lottare contro un pannello riflettente pieghevole che non ne vuole sapere di rientrare nella sua custodia?
Beh, sapendo le mosse giuste si può fare con grande eleganza e rapidità.
Dai un’occhiata al video di questo tipo dall’accento molto British.

🙂 🙂

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