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Posts Tagged ‘negativi’

Film negativoUno dei problemi che si presentano a chi si appassiona alla fotografia analogica è la scansione del negativo. Sia che i processi di sviluppo (e stampa) siano fatti da un laboratorio professionale o li si tenti con “il fai da te” a casa propria, arriva comunque un momento in cui si giunge alla determinazione di voler acquisire in digitale i negativi.
Scansionare il negativo è infatti necessario, sia per garantire la conservazione di una “copia di sicurezza” della foto, che per affrontarne fasi di postproduzione o stampa digitale.
Chi ci ha già provato sa bene di cosa parlo: il piacere di avere su schermo un’immagine generata da pellicola ha un fascino tutto particolare e le possibilità date dai software di elaborazione permettono di chiudere il cerchio in modo molto interessante.
Gli scanner per negativi si trovano a cifre non esagerate ma, dato l’approccio “artigianale” che molti fotografi analogici preferiscono avere, ecco un simpatico progettino “fai da te” per costruirsi uno scanner per pellicola. Materiale necessario una scatola. Tempo di costruzione forse 20 minuti.
🙂

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Pontiac Cuba

Pontiac para la fiesta © Copyright 2004 Pega

Ti capita mai di andare a rivedere le tue vecchie foto? Quelle del tuo archivio, analogico o digitale?
Che la passione per la fotografia sia recente o no, si tratta di un’esperienza sempre interessante e per molti aspetti istruttiva.
Nel tuo archivio trovi il modo di fotografare che avevi e che magari nel frattempo è cambiato, evoluto. Puoi trovarci  i soggetti che a suo tempo ritenevi importanti, gli errori che commettevi ed hai imparato ad evitare.
Spesso riguardando il proprio archivio capita di trovare scatti che un tempo si consideravano splendidi ma che guardati oggi non ci piacciono più, e magari scovare foto che si erano scartate e messe da parte che invece assumono un valore inaspettato.
Il tempo è un elemento che può aumentare il distacco dalle esperienze e dalle emozioni provate al tempo dello scatto e quindi rendere molto meno significative alcune immagini, ma al tempo stesso può anche fornire nuovi elementi che ci fanno apprezzare oggi una fotografia un tempo ritenuta poco interessante.
Frequentare di tanto in tanto il proprio archivio è anche un modo per mantenere vive quelle foto, evitando che ammuffiscano (cosa vera solo in modo figurato per quelle digitali 🙂 ) e per dar loro la possibilità di una nuova vita, magari valorizzandole con una bella stampa, elaborazione digitale o condivisione on line.
Non trascurare il tuo archivio, non lo dimenticare, abbine cura: racconta la storia della tua passione per la fotografia.

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Stanley Kubrick

Stanley Kubrick


Erano gli anni del primo dopoguerra quando il talento dell’appena diciassettenne Stanley Kubrick fu notato dal direttore della redazione della rivista americana Look, che gli assegnò come incarico una serie di reportage. 
Alcune di queste fotografie sono state esposte in varie mostre sia in Italia che in Europa e sono in buona parte stampate direttamente dai negativi originali appartenenti al corposo lavoro che Kubrick realizzò in giovane età e che adesso è custodito dalla Library of Congress di Washington e dal Museum of the City of New York.
È un tesoro di oltre 20.000 negativi.
Kubrick_Shoe_Shine_Boy

A tale of a shoe shine boy 1947- Copyright Stanley Kubrick


Kubrick_Montgomery Clift

Montgomery Clift, 1949 - Copyright Stanley Kubrick

E’ interessante osservare come lo stile richiesto ai suoi collaboratori dalla rivista Look fosse strettamente legato a quello che sarebbe stato il futuro di Kubrick.
La redazione di Look infatti desiderava dei reportage realizzati con un metodo narrativo sequenziale, come ad episodi, con scatti realizzati in ambienti e fasi diverse della giornata e delle attività del soggetto.
Un metodo che non appassionava molti dei fotogiornalisti dell’epoca ma che intrigò il futuro regista fino al punto di fargli escogitare anche qualche stratagemma per limitare “l’invadenza” della macchina fotografica e dell’attrezzatura, alla totale ricerca di espressioni reali ed emozioni vive.  

La passione per la fotografia e l’idea di farne una professione, accompagnò Stanley Kubrick per soli cinque anni, dal 1945 al 1950. Poi l’attrazione per il cinema e le immagini in movimento prese il sopravvento. Ma il talento ed il gusto estetico già presenti fin da giovanissimo rimarranno una costante di questo grande artista.

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Ansel Adams

Ansel Adams

Tempo fa è rimbalzata in rete una notizia che sicuramente ha incuriosito chi è appassionato di fotografia. Pare che una decina di anni fa un tipo di nome Rick Norsigian avesse scovato in un mercatino delle pulci in California, un paio di scatole piene di vecchi negativi su lastra di vetro acquistandoli per 45 dollari dopo un po’ di trattativa col venditore che ne chiedeva ben settanta.

Poi, consigliato da un amico fotografo, Rick decise di far studiare la calligrafia delle scritte sui contenitori e sulle scatole arrivando a scoprire e far “certificare” che si tratta di foto del grande Ansel Adams.

La cosa ha avuto una notevole econ nella comunità fotografica perchè questi lavori apparterrebbero ad un periodo di Adams di cui si è perso tutto perchè la sua camera oscura bruciò in un incendio negli anni ’40, portandosi via 5000 scatti : gran parte del suo lavoro giovanile.

Sembra che questi 65 negativi si siano salvati perchè portati da Ansel ad un corso di fotografia che stava tenendo a Pasadena nel 1940 e visto l’immenso interesse che suscitano, pare possano essere oggetto di una agguerritissima lotta per l’aggiudicazione da parte di collezionisti e musei. Si è parlato di un valore totale che sfiora i 200 milioni di dollari e quindi la notizia ha fatto capolino anche sulla stampa non specializzata.
Non male per un acquisto da 45$ al mercatino eh ?

Beh, ora però pare stiano spuntando dei dubbi.
Alcuni fotografi hanno provato a studiare alcuni di questi scatti, scoprendo che invece potrebbe trattarsi del frutto di una fotocamera che non era quella di adams ma quella di suo zio, col quale Ansel andava a fotografare in quel periodo.
Qualcuno addirittura comincia a sostenere che sia tutta una bufala…

Un bell’enigma eh… Di sicuro ne sentiremo riparlare…

In ogni caso… se ancora avevi dubbi non ti resta che iniziare davvero la tua collezione di “lavori” di altri fotografi, proprio come dicevo in un post di qualche giorno fa…
Chissà che quelle stampe non possano diventare un giorno di notevole valore ! 🙂

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