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Parallelismi

Parallelismi – © Copyright 2010 Pega

A volte la foto nasce nella mente ben prima dello scatto.
Il fotografo la visualizza, la immagina chiaramente nella sua struttura, dettagli e magari anche titolo. E’ così che vorrebbe realizzarla.
Altre volte l’opera è come nascosta tra i tanti scatti più o meno istintivi che si sono fatti, magari sfruttando le potenzialità e la capacità quasi infinita delle memorie digitali. Mentre si scorre lo stream delle immagini se ne nota una che ci colpisce, su cui cominciamo a costruire delle idee e ci si rende conto che è quella giusta.
Si tratta di due approcci diversi a quella che è la creazione di una fotografia.
Il primo, più classico e tradizionale, legato all’atteggiamento che dovevano necessariamente avere i fotografi di un tempo, vincolati da macchine grandi e complesse da gestire, posiziona il momento creativo principalmente nella fase che prepara allo scatto.
E’ un processo che Ansel Adams chiamava di “previsualizzazione”, in cui si va a realizzare tecnicamente ciò che si ha già chiaro in testa.
Nel secondo caso il momento creativo tende ad essere posticipato.
A scatto eseguito, nella successiva fase di camera oscura o davanti al computer si comincia ad attingere a quelle tante immagini raccolte che rappresentano una sorta di materiale grezzo, da selezionare, trattare e plasmare con opportune scelte di taglio e “sviluppo” (postproduzione) che portano poi al prodotto artistico finale.

Due atteggiamenti, due percorsi creativi differenti ma entrambi validi ed attuali; per molti versi anche miscelabili. Lo stesso Adams descrisse nel suo libro “The print” l’importanza di una eventuale seconda fase creativa che può nascere in camera oscura.
E tu hai mai provato ad analizzare come crei le tue foto?
Dove senti di posizionare il tuo momento creativo?

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aeroplano

Aeroplano – © Copyright 2010 Martino Meli (m|art)

Ebbene, hai scattato un sacco di foto, le hai pubblicate su Flickr o su Facebbok,  le hai mostrate privatamente o in qualche esposizione. Forse ti è anche capitato di vendere qualche tua stampa.
O forse no…

Ma hai mai pensato a chi potrebbero essere le persone veramente interessate alle tue fotografie? Intendo : ad avere qualcuna delle tue fotografie.
Forse facoltosi collezionisti d’arte? Gente comune?
O chissà, magari potrebbero essere proprio gli appassionati di fotografia, come te. Chissà…

Spesso chi fa foto è molto concentrato sulla propria produzione e solamente di rado volge lo sguardo verso quelle che sono le opere dei suoi colleghi. Trovo che questo sia un problema, o meglio un limite, anche perchè è proprio dal confronto con gli altri che spesso si traggono i migliori insegnamenti e gli spunti più interessanti per la propria creatività.

Tu per esempio quante foto di “altri fotografi” hai in casa?
Non parlo di riproduzioni su libri o poster commerciali di fotografie famose, parlo di stampe vere, tangibili e di qualità, opere di fotografi di cui ammiri il lavoro. Non necessariamente nomi noti.

Io trovo che sia molto bello avere foto fatte da altri e così ho iniziato pian piano a collezionarne alcune.
Qualche volta, come  nel caso della foto sopra, si è trattato di graditi regali, altre volte è stato uno scambio, altre ancora un deliberato acquisto.
Sto scoprendo il piacere di osservare da vicino la bellezza di una foto ben stampata, la sensazione di poterla toccare ed orientare nella luce.
E’ un piccolo piacere che, se quella stampa è in tuo possesso, puoi riprovare quando vuoi, un po’ come quando si ascolta e riascolta un pezzo musicale, scoprendone ogni volta un aspetto nuovo, come un suono che non si era mai notato, un dettaglio che fa cambiare la prospettiva.

Inizia la tua piccola (o grande) collezione.
Non te ne pentirai.

🙂

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Stairway to Hell

Stairway to Hell - Copyright 2010 Pega

Con l’era del digitale ci siamo un po’ dimenticati quanto possa essere importante e bello prendere in mano una foto, guardare l’oggetto fisico “fotografia”.
Lo schermo del monitor non è in grado di dare le stesse sensazioni di una buona stampa perchè alla fine non è proprio solo nell’immagine il fascino di una foto.
E’ anche la forma, l’odore della carta, la delicatezza che ispira nel maneggiarla…

Che sia una stampa tradizionale o una a getto d’inchiostro, l’atto stesso di poter guardare da vicino ed osservare i dettagli, i riflessi, poterla girare, inclinare o disporre su un piano insieme ad altre, è un qualcosa che ha un gusto tutto particolare.

Robert Mapplethorpe disse : “I never liked photography. Not for the sake of photography. I like the object. I like the photographs when you hold them in your hand”.

Prova a stampare un po’ di più le tue foto. Prova anche solo con una comune stampante a getto d’inchiostro usando della buona carta per stampa fotografica.
E anche se la qualità non sarà sublime vedrai che apprezzerai in modo inaspettato alcuni tuoi scatti, e potrà anche succedere che cambierai il tuo giudizio su altri.

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Dalla scorsa settimana ho iniziato un piccolo progetto : proporre con regolarità una breve intervista ad una persona che stimo per il talento e la passione che ha per la fotografia.
Si tratta di un qualcosa di breve e sintetico, adatto ad un blog ma anche l’occasione per fare la conoscenza di persone che fanno degli splendidi scatti ed approfondire con loro qualche tema.cristianella

Questa settimana ho posto le mie domande ad una fotografa che ammiro e che ho incontrato su Flickr, si chiama Cristiana ad è meglio conosciuta con il nick Cristianella.

Cristiana ha una album a mio parere molto interessante, che ho sfogliato con meraviglia ed ammirazione fino a convincermi che stavo guardando il lavoro di una vera appassionata. Da non perdere i suoi set “abandoned” e ” subterranean city blues”. Al suo attivo anche alcune esposizioni in collaborazione con altri fotografi membri del gruppo Flickr fiorentino.

Ciao Cristiana e grazie di aver accettato con entusiasmo questa breve intervista. Su Flickr hai un album bellissimo, ci racconti come hai imparato a fotografare ? Hai ricevuto un’istruzione formale o sei autodidatta ?
Innanzitutto, sono io che ti devo ringraziare, sei troppo gentile:-)
Sono un’autodidatta pura, ho seguito qualche corso di base, osservato mio padre (autodidatta anche lui) fare foto nel corso degli anni. Penso di avere l’occhio allenato – se posso definirlo cosi’ – allo sguardo, all’osservazione, grazie a tutti I film che guardo e ho guardato.
Sicuramente ho avuto una sorta di “imprinting” fotografico, se posso definirlo cosi’. Ho avendo avuto la fortuna di frequentare la prima scuola elementare di Firenze che sperimentava il tempo pieno nel lontano 1975…tra le tante attivita’ extra, c’era un corso di fotografia. Il maestro Pignotti ci portava nei dintorni della scuola, sull’argine del Mugnone a fare foto che poi lo aiutavamo a sviluppare nella piccola camera oscura del nel cortile della scuola. Piu’ che altro, osservavamo e lo aiutavamo ad appendere le foto con le mollette per farle asciugare:-)

Qual è stata la tua prima macchina ? E adesso cosa usi ?
Una Yashica FX3 Analogica, poi il primo approccio al digitale e’ stata una compattina Canon Easy Share sostituita presto dalla Canon EOS350D, acquistata nel 2006 e sulla quale monto vari obiettivi. Il mio preferito e’ il Sigma 10-20, il grandangolo, lo adoro! Proprio qualche giorno fa ho recuperato le vecchie macchine analogiche di mio padre, mi e’ venuta voglia di riprovare con la pellicola!

Da quanto tempo hai la passione per la fotografia ?
Ho sempre fatto fotografie, senza particolare impegno o convinzione, comunque. La vera e propria passione e’ scattata nel 2006, quando, con il mio compagno, ho iniziato a girare in lungo e largo la Toscana meno conosciuta, a camminare nel bosco e a scoprire l’atmosfera dei piccoli paesi. Ho sentito l’urgenza di condividere il piacere della scoperta e la pace che mi dava camminare nella natura.
Poi ho scoperto Flickr, grazie ad un’amica, e la passione e’ diventata sfrenata, con grande disappunto del mio compagno 🙂 Il fatto di poter condividere le emozioni e le foto con gli altri, crescendo grazie ai commenti e ai suggerimenti di fotografi molto piu’ bravi di me, ha avuto un ruolo determinante nel trasformare l’interesse in passione.

Cos’è che ti piace fotografare ?
Tutto quello che attira la mia attenzione, in modo particolare I contrasti urbani, sia architettonici che umani e poi la natura. Ultimamente, superando la mia innata timidezza, ho scoperto che mi piace anche fare ritratti.

Una domanda che amo fare a chi fotografa con passione : “Cosa significa per te la tua fotografia ?”
Mmm, mica facile….quando fotografo e’ come se entrassi in un limbo, sono totalmente concentrata e a mio agio, mentre solitamente mi sento sempre un po’ fuori posto….e’ come se mi svuotassi e poi riempissi gli occhi con le immagini che mi scorrono davanti. Perdo il senso del tempo, mi sento in pace e completamente felice quando fotografo. E questo, per una iperattiva schizofrenica come me, significa che la fotografia e’ davvero una grande passione!!

C’è un fotografo, famoso o meno, che ti ha ispirata o influenzata in particolare ?
Non ce la posso fare a sceglierne uno….direi Ansel Adams per I magnifici paesaggi e lo stupendo b/n, Sebastiao Salgado, per il suo approccio al mondo dei dimenticati e degli oppressi, Tina Modotti, una delle prime artiste ad attirarmi verso il mondo della fotografia. Tra gli italiani, Gabriele Basilico, (i suoi ritratti di citta’, fabbriche e paesaggi sono meravigliosi), e Tano D’Amico (sono innamorata dei suoi reportage, dagli anni 70 ad oggi, assolutamente imperdibili).

Hai qualche progetto fotografico su cui stai lavorando o su cui pensi di lavorare a breve ?
Idee ce ne sono tante, vorrei avere piu’ tempo da dedicarci. Per il momento, sto lavorando, con alcuni amici di flickr, ad un progetto sul parco di Poggio Valicaia a Scandicci. L’idea e’ quella di mostrare come cambia il parco nell’arco delle stagioni e di ricondurre gli scatti ad una proiezione audiovisiva, principalmente indirizzata alla fruizione da parte degli allievi delle scuole che visitano Il parco.
Vorrei organizzare qualcosa sulla fotografia di strada, genere che mi affascina tanto!

L’ultima domanda è quella che sta diventando un mio refrain… Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti ?
Non credo che riuscirei ad aprire bocca, te l’ho detto che sono timida!! Chiederei forse il permesso di seguirlo ed osservarlo mentre lavora…non sia mai che possa imparare qualcosa per osmosi!!
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Ringrazio Cristiana per la gentile presenza su questo blog ed invito tutti coloro che volessero conoscerla meglio a visitare il suo album su Flickr : http://www.flickr.com/photos/cristianella/

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