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Blow up - Michelangelo Antonioni

Di recente è passato in TV un film che avevo visto parecchi anni fa, trovandolo al tempo non molto interessante e forse un po’ “vecchio”…
Blow-Up è una famosa pellicola girata da Michelangelo Antonioni nel 1966 in cui il protagonista, un fotografo di moda interpretato da David Hemmings, scatta per caso delle foto ad una coppia in un parco, accorgendosi poi di un dettaglio misterioso osservando gli ingrandimenti. La storia si sviluppa in un intreccio a tratti inquietante, con il taglio tipico, vagamente psichedelico, del cinema di quegli anni.
Riguardandolo con un occhio un po’ più attento, da fotografo diciamo, ho trovato molti aspetti degni di nota, a partire dal personaggio centrale, evidentemente ispirato ai famosi fotografi fashion degli anni sessanta come Brian Duffy o David Bailey, ma anche i particolari delle tecniche ed attrezzature usate.
Nella storia del cinema ci sono molti film dove la fotografia riveste un ruolo importante, quando capita mi piace molto scoprirli o riscoprirli, rivedendoli con curiosità e a tal proposito voglio dire che mi farà molto piacere se vorrai segnalarmi qualche pellicola degna di essere riscoperta sotto questa luce.
Nel frattempo ti propongo un breve video tratto da Blow-up, in cui si sviluppa un momento di forte “connessione” tra fotografo e modella. Una scena molto famosa che al tempo fu bollata come “troppo esplicita” 🙂
Buona visione.

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Questo video non te lo puoi perdere.
E’ una fantastico esempio che dimostra ancora una volta quanto fotocamera ed obiettivi contino davvero poco per il risultato delle nostre foto.
Qui Lee Morris, un po’ tra il serio ed il faceto, ci fa vedere come si possa realizzare una sessione fotografica fashion scattando SOLO con un IPHONE (!)
Attenzione però : la fotocamera è un telefonino ma… le luci sono professionali ed anche la modella…
E’ tutto lì il trucco…

🙂 Buona visione e… un pensierino prima di spendere soldi in quel “nuovo corpo macchina”… 🙂

Per altri video ed informazioni su Lee Morris : www.fstoppers.com

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Non sono un grande appassionato di fotografia fashion ma lo sono dei video in cui si vedono lavorare fotografi che operano in questo genere.
Qui Jay McLaughlin all’opera :

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Dovima with elefants

Dovima with elefants – @ Copyright 1955 The Richard Avedon Foundation

Richard Avedon è stato un personaggio importante nella fotografia del novecento, sicuramente tra i grandi nella fotografia americana della seconda parte del secolo.
Per me la sua principale caratteristica è nell’aver rappresentato una sorta di sintesi tra fotografia artistica classica, pop art e mondo dello spettacolo e della moda.
Con una carriera che iniziò come fotografo per carte di identità e di relitti di navi mercantili, Avedon passò negli anni ’40 al mondo della moda introducendo per Harper’s Bazaar, la rivista per cui lavorava, la novità di porre le modelle in contesti urbani, non convenzionali.
Da quel momento la sua carriera decolla, lavorerà per Vogue, Life e molti prestigiosi marchi della moda. Con il passare del tempo emerge quella che una sua grande passione : il ritratto. Una tipologia di ritratto introspettivo che scava nella personalità del soggetto, lo pone in atteggiamenti e contesti che ne consentono una conoscenza emotiva molto diversa dai clichè tradizionali.
Attraverso intere decadi, tra gli anni ’60 e l’alba del nuovo millennio, per molti personaggi famosi e star, quello di Avedon diviene uno studio fotografico da cui è necessario passare, a patto di essere disposti ad esporre se stessi in modo profondo.

Homage to Munkacsi

Homage to Munkacsi, Parigi © Copyright 1967 Richard Avedon

Trovo affascinante in Richard Avedon la capacità di saper separare molto bene la sua attività di fotografo commerciale su commissione, tipicamente per il settore della moda e dello spettacolo, dal suo personale impegno, passione e ricerca che si indirizza appunto al ritratto introspettivo ed anche al reportage di denuncia, come nel caso del suo viaggio in Vietnam a documentare gli orrori della guerra con crude foto di corpi mutilati e straziati dal napalm.
Quel che è certo è che anche per i lavori più chiaramente  commerciali, come ad esempio gli scatti per i grandi nomi della moda, si percepisce nelle foto di Avendon una personalità ed una originalità che solo pochi maestri hanno saputo esprimere.

Mi piace molto una sua frase famosa che sottolinea la sua irrefrenabile passione per la fotografia che lo accompagnò fino all’ultimo: “If a day goes by without my doing something related to photography, it’s as though I’ve neglected something essential to my existence

Insomma. Direi proprio che me lo faccio questo regalo.

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