Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘People’ Category

Monday morning

Monday morning -© Copyright 2010 Pega


Riecco il weekend assignment, questa sorta di “missione fotografica” periodica che ormai da molto tempo ti propongo.
L’idea di fondo è sempre la stessa: uscire e fotografare con in mente un compito assegnato, comportandosi un po’ come un reporter o un fotografo incaricato di svolgere un lavoro su commissione, da svolgere con creatività ed autonomia.
Per questo weekend il tema è apparentemente banale: le finestre.
La finestra è un soggetto facile ma per questo molto rischioso. Fotografando una finestra si rischia di cadere nel banale. Eppure è un elemento carico di possibili significati, proiezioni e letture.
La finestra rappresenta una chiusura ma anche una via di comunicazione, mette in contatto l’interno con l’esterno, permette il passaggio della luce e può consentire poi, a chi è fuori, di sbirciare dentro. Una finestra può essere nuova, magari moderna e colorata, oppure antica e suggestiva; in ogni caso è probabile che sia fotogenica, specie se coinvolge l’elemento umano.
In questo fine settimana trova la “tua” finestra, cerca inquadratura e composizione, gioca con le eventuali figure coinvolte nella scena e poi scatta qualche fotografia cercando un significato tuo.

Come sempre ti invito poi ad inserire la tua immagine in un commento a questo post. Condividere è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

Non è proprio un titolo da rubrica “cinema e fotografia”, ma solo un simpatico video quello che ti propongo oggi. Realizzato dal fotografo francese Serge Ramelli è una breve scenetta a proposito di quanto le dimensioni dell’attrezzatura svolgano un ruolo che, a volte, va un po’ oltre la mera necessità tecnica…
Mai assistito a niente di simile? Io dico di sì!
🙂

[Fonte: ISO1200]

Read Full Post »

20130213-111030.jpg

Era il 17 Dicembre del 1903, sono appena passati centododici anni da quando un certo John Thomas Daniels Jr. scattò una delle foto più famose di tutti i tempi.
John non era un fotografo, anzi quella era la prma volta che aveva a che fare con un apparecchio fotografico. Insieme a tre colleghi della “Life Saving Station” (una sorta di Guardia Costiera del tempo) stava dando una mano ai fratelli Wright sulla spiaggia di Kitty Hawk in North Carolina. Stava per assistere ad un evento epocale: il primo volo di un aeroplano.
La fotocamera, una Gundlach Korona 5×7, era di proprietà dei Wright. Prima del volo, Orwille Wright la sistemò sul treppiede, regolò il fuoco e preparò la lastra, poi spiegò a Daniels come far scattare l’otturatore.
I due fratelli si giocarono a testa o croce l’onore di quel primo volo. Fu Orwille a salire ai comandi, suo fratello Wilbur accompagnò correndo il Flyer mentre si staccava dal suolo.
Daniels scattò la fotografia. Erano entrati nella storia.

Lo sai cosa disse Orwille Wright una volta atterrato? Pensi forse che se ne uscì con qualche parolona o frase storica adeguata a sottolineare un evento così significativo come la realizzazione del sogno di volare? No, niente del genere.
Appena fu di nuovo al suolo Orwille scese dall’aereo e da lontano urlò a John Daniels: “Hai fatto la foto?!

🙂

Read Full Post »

Michelangelo piangerà

Ebbene, che dire in questi giorni di feste se non Buon Natale?
Ti auguro di passare giornate serene tra amici, parenti, scorpacciate, regali e tutto quello che questa ricorrenza riserva. Ma il Natale è da sempre anche una buona opportunità, specie per fare ritratti in occasione di qualche tavolata in compagnia.
Non c’è niente di meglio di un sano evento conviviale per invitare le persone a farsi fotografare e potrebbe anche essere l’occasione di un simpatico esperimento che ti propongo per queste feste.
Per il pranzo natalizio o il cenone, gioca d’anticipo e prepara un piccolo set fotografico, magari proprio vicino all’albero. Fai in modo che la zona sia ben illuminata e con sfondo omogeneo. Se ce l’hai, rendi il tutto più professionale e “formale” piazzando flash su stativo (va bene anche un treppiede) magari con ombrello o softbox.
Invita quindi le persone a farsi fotografare via via che arrivano o comunque prima del pasto. In seguito effettua una seconda serie di scatti chiedendo alle stesse persone di posare solo dopo l’abbondante mangiata… Non ti resterà che preparare delle belle stampe con le due “fasi” a confronto. Credimi, è da provare 😀

Buon divertimento e BUON NATALE.

Read Full Post »

Lewis Payne by Alexander Gardner

Lewis Payne – Alexander Gardner

Oggi voglio riproporti questo potentissimo ritratto del 1865, in cui un giovane uomo è immortalato in manette nella luce radente della sua cella.
Lo scatto è tra i più importanti realizzati da Alexander Gardner, emblematico fotografo della guerra civile americana, mentre il protagonista è Lewis Payne, condannato a morte per aver partecipato alla congiura che portò all’assassinio del presidente Lincoln.
Payne è appoggiato al muro, il suo sguardo colpisce: è allo stesso tempo rassegnato ma anche determinato e fiero, forse c’è una traccia di sfida.
È l’immagine forte e drammatica di un uomo che a breve salirà sulla forca, ad appena ventuno anni.
Come in tutti i ritratti di un tempo, l’espressione è rigida. Le tecniche fotografiche non consentivano tempi rapidi ed obbligavano ad esposizioni lunghe, con i soggetti che venivano messi in posa per molti secondi, a volte addirittura minuti, quando la luce era scarsa. Molto spesso il risultato aveva qualcosa di innaturale e artificioso, ma qui è diverso.
Payne non sembra preoccupato del risultato formale. È fermo ma rilassato, sicuro, fiero delle sue idee, consapevole dell’imminente fine.
È uno scatto molto potente, senza tempo, che ti invito ad osservare in tutti i suoi forti contrasti, visibili e non, ascoltandone il silenzio e cogliendone il valore che trascende il momento storico in cui è stato realizzato.

Read Full Post »

Gallo Cristallo

Gallo Cristallo – © Copyright 2009 Pega

Eccomi con un nuovo assignment fotografico per provare qualche scatto “a tema” nel weekend. Come forse sai già, questa serie di post nasce dalla convinzione che avere in mente una piccola missione fotografica da svolgere sia, oltre che divertente, anche qualcosa capace di far germogliare idee nuove e creative.
La condivisione dei risultati è il proseguimento naturale di questo esercizio e per farlo non hai che da inserire qui sotto, il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione in cui avrai pubblicato i tuoi scatti.
Il tema di oggi è: il teatro.
Il teatro è un luogo ma anche un concetto.
Fotografare secondo questo tema non vuol dire solo foto ad attori sul palcoscenico o immagini di luoghi di spettacolo. Il teatro è ovunque, per strada, a scuola, in casa. O no?
È un tema ampio e stuzzicante, puoi svolgerlo in completa libertà.
Buon divertimento e buon fine settimana!

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

Mi displace molto per chi non ama i video (specie quelli un po’ lunghi) o per chi non avrà il tempo di vedere quello che propongo oggi.
Ebbene sì, dura oltre un’ora, ma non posso rinunciare a condividere questo documentario prodotto da Cris Marquards, autore del podcast “Tips from the Top Floor” che ci porta all’interno dell’enorme magazzino privato del George Eastman Museum, a New York.
Si tratta del deposito contenente il corposo archivio di attrezzature fotografiche di proprietà dalla fondazione creata dall’inventore della Kodak e diretto dal curatore Todd Gustavson.
È una delle più ricche ed importanti collezioni del mondo e c’è di tutto: dai dagherrotipi ai primi bulbi flash, dai prototipi di fotocamere digitali ai classici che sono stati venduti in milioni di esemplari.
Buona visita!
🙂

Read Full Post »

Punk lady

Punk Lady – © Copyright 2010 Pega

Chi fa ritratti lo sa bene: le persone a cui chiediamo di posare trovano spesso difficoltà nell’assumere espressioni naturali e rilassate.
Ciò contro cui ci si trova a lottare è una forma di ansia che nasce una volta davanti all’obiettivo e genera una tensione che altera, in modo spesso sostanziale, le capacità espressive.
La strategia migliore per limitare questo fenomeno è quella di instaurare un dialogo con la persona che viene fotografata. Ciò consente di allentare la tensione, abbassare l’ansia e le difese, riuscendo così a cogliere espressioni più vere e meno artificiose.
Spesso in pratica è però difficile (a volte impossibile) creare questo feeling, magari anche solo perchè non c’è tempo.
Nasce allora l’idea di cercare o addirittura provocare uno sfogo di tensione che permetta di rivelare espressioni più naturali ed intense.
Come fare? È semplice: per esempio che cosa c’è di più naturale di una bella risata per allentare la tensione?

Come quando davanti ad un film horror la risata scatta liberatoria alla prima occasione, ecco che la stessa cosa può essere richiesta o stimolata dal fotografo per far rilassare il soggetto.  Subito dopo la risata ci sono alcuni brevi istanti in cui è possibile carpire delle buone immagini di un soggetto finalmente libero dall’ansia del ritratto.

La risata potrà essere anche non del tutto naturale, non ha molta importanza, perchè saranno comunque i momenti subito successivi, quelli in cui cercare la vera essenza del nostro soggetto.
Concentrati e cerca quell’istante dopo la risata, scatta in abbondanza… Provare per credere, non te ne pentirai.

Read Full Post »

Una passeggiata con gli amici

Una passeggiata con gli amici – © Copyright 2008 Pega

Obiettivi, flash, treppiedi ed aggeggi vari. Si parla tanto di quali elementi siano i più indispensabili nella borsa del fotografo, ma ce n’è uno che, sebbene non venga mai considerato, è forse il più importante. Non tutti se ne rendono conto ma c’è un “accessorio” (o forse sarebbe tecnicamente più corretto chiamarlo “consumabile”) che è senz’altro il più prezioso di tutti: è il tempo.
C’è qualche raro fortunato che ne ha in abbondanza, ma per tutti gli altri invece scarseggia, ed il bello è che il tempo è qualcosa di intimamente legato alla fotografia perché è anche uno degli elementi di impostazione della foto stessa, pensaci bene.
Lo scatto ha proprio nel tempo di esposizione un parametro chiave che influisce direttamente non solo sull’immagine realizzata, ma anche sull’atteggiamento del fotografo.
Cerco di spiegarmi meglio. Pensa a quanto è diverso scattare al volo una raffica da 1/1000 oppure piazzare il treppiede per una lunga esposizione, magari di minuti o ore, con una macchina grande formato, una pinhole o la tua digitale con i filtri ND. Pensa poi all’importanza che ha il concetto del tempo nella fotografia di eventi che vanno colti con precisione e che magari non si ripeteranno facilmente.

Prendersi il tempo necessario è importante. Prepararsi, posizionarsi, comporre e scattare facendo attenzione ai dettagli, tutto questo anche quando poi l’esposizione dura solo una frazione di secondo.
E poi il tempo per valutare il proprio lavoro, per la postproduzione in camera oscura o digitale, il tempo per portare all’attenzione degli altri le proprie foto o anche il tempo necessario a raggiungere i luoghi o le persone che si vogliono fotografare.

Non so se avevi mai considerato il tempo come un accessorio o un prezioso consumabile in fotografia, ma a pensarci bene è proprio un po’ così.

🙂

Read Full Post »

Stampa e Regime

Stampa e Regime – © Copyright 2013, Pega


Forse è davvero il tre il numero perfetto, specie in fotografia. E’ un numero che ricorre continuamente, sia dal punto di vista tecnico che artistico. Dal frazionamento in terzi degli stop alle regole di composizione, il tre è una costante millenaria sempre valida.
Se segui questo blog potrebbe esserti capitato di imbatterti in un vecchio refrain a proposito dei “tre punti di vista“, oppure in qualche altra farneticazione che oggi vado a riproporti.
Eccoti quindi una personale riflessione, che di nuovo coinvolge il magico numero tre e riguarda i tanti modi con cui possiamo provare a leggere e valutare una fotografia. Può essere anche un esperimento da fare con una propria foto, dopo aver provato a seguirmi in questo sconclusionato tentativo di spiegazione.
Il ragionamento parte dal notare che in molte foto interessanti (definizione del tutto soggettiva), si possono rilevare tre elementi chiave. Sono tre elementi estetici dell’immagine che contribuiscono in modo significativo alla sua capacità di colpire l’attenzione dell’osservatore. Togliendone uno, la foto risulta degradata e meno interessante, se non addirittura banale.

Uso come esempio di questa farneticazione la mia foto sopra. E’ un caso molto semplice dove l’uomo col giornale è il primo elemento, la finestra con le sbarre incrociate è il secondo, mentre la lunga ombra che si proietta sul terreno è il terzo. Tutto il resto non contribuisce granché, è senza dubbio questa la terna chiave della foto. Se eliminassimo uno dei tre elementi, la foto perderebbe gran parte del suo senso.

I tre elementi possono essere qualunque componente dell’immagine, soggetti principali o secondari, dettagli compositivi o aspetti cromatici, come ad esempio un colore, una luce particolare che investe una parete, un riflesso o una forma indistinta visibile attraverso una finestra. Deve essere l’effetto della loro ipotetica eliminazione a farne capire l’importanza.
Nel caso della mia foto, tra i tre elementi chiave è possibile leggere anche una relazione logica, oltre che estetica. E’ un passo ulteriore, non necessario per quello che volevo proporti oggi.

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »