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Archive for the ‘People’ Category

In alcuni paesi, in particolare negli Stati Uniti, c’è una tradizione che da sempre è un’opportunità per i giovani fotografi. E’ il “senior portrait”, il ritratto che tutti gli studenti si fanno all’inizio dell’ultimo anno (senior year) delle scuole superiori per l’inserimento nello “yearbook”.

Con i senior portraits si sono fatti notare alcuni grandi nomi della fotografia del novecento e, sebbene in passato non ci fosse gran modo di esprimere la propria creatività dato l’obbligo di conformarsi agli standard dettati dalle scuole, ora sono sempre meno rari gli istituti che lasciano la libertà di presentare foto un po’ meno formali.

Sono nate delle vere e proprie tendenze, con ritratti non più realizzati solo in studio, com’era ferrea tradizione, ma anche in contesti urbani e con un taglio decisamente glamour.

Sicuramente si può discutere sul gusto e sui risultati ma senza dubbio è una gran palestra ed anche una discreta  opportunità di lavoro.

In questo video, una giovane fotografa di nome Apple Blossom che sceglie un contesto street per i suoi clienti.
E’ istruttivo vedere come lavora e quali interessanti condizioni di luce sceglie. Buona visione.

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Un interessante video sulla gestione della luce naturale con l’ausilio di riflessi.

Molto pro !

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Alien probe in Florence

Alien probe in Florence - © Copyright 2009 Pega

Piazzale Michelangelo is a primary touristic stop in Florence, visited by hundreds (or thousands in some periods) people every day.

1) No one (human) uses or try to use (properly) this device since circa 1957.
2) No one (human or not) collects, or try to collect money from inside… (either tries to stole anything).
3) This device is posted in one of the most beautiful sightseeing photo spots of the world… and is not as nice as one could desire…
4) This device is perfectly blue but no painter has been seen at work for many years.
5) Writings on it say it can be used to have a “horoscope” (?!?!?)

So, if it is not an alien probe… What else can it be ?

🙂

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E’ a metà tra un microworkshop ed uno spot questo video con Erin Manning, fotografa e tutor, che promuove molto il suo lavoro attraverso brevi filmati didattici.

In questa sessione dei semplici suggerimenti per migliorare i ritratti, specie se il soggetto è una persona normale che non conosce le tecniche di posa. 
Devo dire che a volte apprezzo questo pragmatismo sintetico. Poca teoria e brevi indicazioni pratiche, tutte riassunte alla fine del video.

Viene voglia di metter su un semplice sutup e fare un po’ di ritratto.
E tu che aspetti ? 🙂

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Dissenso generazionale - Copyright 2009 Pega
Dissenso generazionale – Copyright 2009 Pega
Art ain’t easy… but autocritic is way harder…
Come riuscire ad essere costruttivamente autocritici?

Ragionando sul valore comunicativo ed emotivo che si può attribuire ad una propria fotografia in modo indipendente dall’opinione degli altri, mi sono trovato a pensare a che processo seguire per dare un giudizio artistico il più possibile “meditato” su alcuni miei scatti.
Il fine di questa sorta di “valutazione” è quello di sviluppare un maggiore senso critico nello scegliere a quali foto dedicare maggiore attenzione in termini di trattamento e successiva eventuale stampa o pubblicazione su web.
Non mi è risultata cosa facile perchè, ovviamente, essendone io il creatore tendo naturalmente a dare alla foto una interpretazione ed un valore che non sono per niente assoluti o forse nemmeno condivisibili con gli altri.
Ho comunque provato a raffinare un semplice criterio che si basa sul fondamento che la foto deve essere interessante e “funzionare”, da tre punti di vista.

Tre pilastri che “sostegono” la foto.

Il primo è il punto di vista del fotografo stesso. Se non sono soddisfatto io della foto è inutile andare avanti. Devo sentire che in qualche modo l’immagine ha per me un significato, mi trasmette qualcosa, insomma “funziona”.
Il mio punto di vista di osservatore del soggetto ripreso deve essere soddisfatto in termini estetici, tecnici ed emotivi.

Il secondo punto di vista è quello del soggetto ritratto. A qualcuno potrà sembrare un’assurdità specie nel caso dei soggetti inanimati, ma la mia tendenza è quella di personificare comunque il soggetto ed immaginarne il punto di vista come elemento fotografato. Spesso si sente dire che in fotografia il fotografo guarda il soggetto attraverso l’obiettivo ma il soggetto guarda il fotografo attraverso la stessa lente. E’ proprio questo che intendo. In qualche modo ci deve essere una reciprocità. Una storia sostenibile e percepibile, che renda il punto di vista del soggetto interessante e caratterizzante questo aspetto della foto.

Terzo ed ultimo punto è quello dell’osservatore, del fruitore della foto… del pubblico insomma.
Dal suo punto di vista l’osservatore finale cosa troverà nella foto ? Se la foto ha un senso solo per i primi due elementi di questa analisi ma non per il terzo, la foto non funziona comunque. E’ il caso di scatti che hanno un grande significato emotivo per chi li ha scattati ma nessun messaggio per un estraneo che vede quella foto.

Tutto questo è una mia visione personale, una sorta di processo di valutazione che prova ad essere, se non oggettivo, almeno bilanciato e rispettoso di quelli, che nella mia idea, sono gli altri soggetti coinvolti.

Non nascondo che esiste in me la curiosità di sapere quali invece sono i processi che altri seguono per fare una simile valutazione. Quindi, rifacendomi ad un precedente post, non escluderei che la mia domanda ad un fotografo che stimo, nell’ipotesi provocatoria di poterne fare una soltanto, potrebbe essere proprio :  “come valuti il valore artistico e comunicativo di una tua foto”?

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Oggi vi propongo una breve intervista ad un amico e collega con il quale ho avuto il piacere di entrare in contatto attraverso quella portentosa piattaforma di photosocialnetworking che è Flickr.
Berns Snap oltre a collaborare con il quotidiano web “Nove da Firenze”, ha uno splendido album su Flickr ed un blog bilingua molto ben fatto.

Berns Snap

Berns Snap

Ciao Berns. Ci racconti un po’ di te e di come è nata la tua passione per la fotografia ?
E’ una passione nata dopo che molti apprezzavano le inquadrature delle mie foto. Subito dopo un viaggio in Giappone nel 2004 mi sono pentito di non aver goduto di una reflex per documentare tutte le enormi differenze del paese del sol levante ed allora me la sono comprata e ho iniziato da autodidatta.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti? Cosa ti piace catturare con la tua fotocamera?
Ancora non ho trovato la mia “strada”. Ultimamente sono attratto in maniera particolare dalla foto di strada e delle persone, ma ancora non ho sconfitto il fatto che a volte mi vergogno. I miei viaggi, che grazie alla mia ragazza sono diventati frequenti, li apprezzo dal punto di vista documentaristico e ne approfitto per riportare indietro ricordi e diversità.

Cosa significa per te la tua fotografia?
Ho una frase che diceva mio padre che sintetizza in parte la filosofia: “non dobbiamo rubare, ma solo con le mani”, cosi’ ho deciso di rubare momenti, immagini, emozioni, luci, con i miei occhi, con la macchina fotografica.

Non sei solo fotografo ma scrivi anche per un quotidiano. Ci racconti di questa tua esperienza e come si integra con l’attività di fotografo?
Il mio lavoro nella redazione di Nove da Firenze e’ preliminare a volte di quello da fotografo, perché mi mantiene informato sugli eventi della mia città, cosi’ da organizzarmi nel caso possa documentarli. Il mestiere del fotogiornalista e’ quasi finito, le immagini possono avere pero’ un ruolo di approfondimento, che magari posso costruirmi grazie alla rete di contatti instaurata grazie al giornale.

Fotografare per te è solo una passione o anche un’attività professionale?
Esclusivamente una passione… sono stato pagato solo per qualche collaborazione con un fotografo e dei book di moda.

Hai una foto che vorresti fare ma che ancora non sei riuscito a fare?
Avere la possibilità di fare un redazionale ad un personaggio famoso. Intervista e fotografie… bianco e nero ad un Clint Estwood per esempio.

L’ultima domanda è quella da un milione di dollari ( 🙂 ). Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti?
Vorrei fosse possibile incontrare uno dei grandi fotogiornalisti che hanno fatto la storia di questa. Qualcuno tipo Capa o Bresson e chiedergli “Qual’e’ la tua foto preferita”

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Ringrazio Berns per la gentile presenza su questo blog ed invito tutti coloro che volessero conoscerlo meglio a visitare il suo blog all’indirizzo http://berns78.wordpress.com/ ed anche il suo album su Flickr: http://www.flickr.com/photos/berns-photo/ oltre al quotidiano Nove da Firenze con cui collabora http://www.nove.firenze.it

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TEN-cover-blogIeri ho letto un libro. Tutto d’un fiato…
Accidenti dirai… beh, non credo di aver fatto nulla di così esagerato, in realtà si tratta di una lettura molto breve, più precisamente di un breve e-book.
L’autore è quel David duChemin di cui pochi post fa parlavo citando il suo libro (cartaceo) “Within the frame”, un testo che mi è piaciuto moltissimo e che, come scrivevo, consiglo a tutti gli appassionati di foto.
Stavolta duChemin fa qualcosa di diverso. Sceglie un media che ormai è vicino al sorpasso, almeno in USA: il libro digitale. Un modo breve, sintetico e veloce per pubblicare. Costi di editing e distribuzione ridotti al minimo, niente stampa, sintesi e velocità ideali per i ritmi serrati a cui tutti ci stiamo adattando… Un modo di fare editoria di cui sentiremo sempre più parlare nei prossimi anni.

L’e-book si intitola 10 ed il sottotitolo è “Ten Ways to Improve Your Craft. None of Them Involve Buying Gear.”
È una sorta di “top ten” degli elementi che l’autore considera più importanti nella sua fotografia. Trentatrè pagine di immagini e parole che, uno per uno, analizzano e spiegano questi punti. Davvero molto interessante, per certi versi illuminante. Il concetto espresso con il sottotitolo è la chiave di maggior interesse, almeno per me: riuscire a migliorare significativamente le proprie foto, non pensando che per ottenere ciò si debba passare attraverso un upgrade della propria attrezzatura.
Per ovvi motivi non andrò a dire molto di più su questi dieci punti, sarebbe illecito oltre che scorretto. Il PDF ha un costo davvero irrisorio: con 5 dollari puoi scaricarlo e, volendo, stamparlo ad alta qualità.
Posso comunque dire che ho trovato questa lettura davvero stimolante, tanto che sto già meditando di prendermi anche il seguito… un altro e-book che si chiama “Ten more”.

Per chi volesse approfondire il sito di duChemin è: www.pixelatedimage.com

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Il business dei fotografi professionisti si fa sempre più difficile ed agguerrito, allora ecco che in molti si danno da fare con strumenti “evoluti” di promozione e valorizzazione delle proprie caratteristiche e competenze .

E’ il caso del video di questo studio fotografico che vi racconta in soli 180 secondi come viene organizzato e gestito un lavoro : dalla preparazione alla consegna finale…

Interessante… 

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Walking on a texture - Copyright 2009 by Pega

Walking on a texture - Copyright 2009 by Pega

Fino a pochi anni fa, nell’era pre-internet, non era sempre facile potersi confrontare con un buon numero di altri fotografi ed imparare vicendevolmente, accrescendo le proprie capacità tecniche e di giudizio fotografico. Molto dipendeva da dove si abitava ed anche dalla fortuna di avere o meno la possibilità di conoscere le persone adatte.

Era un percorso lento, tipicamente svolto frequentando qualche circolo fotografico, leggendo riviste e libri, viaggiando o magari iscrivendosi a qualche workshop o corso.

Oggi grazie a strumenti di social networking dedicati alla fotografia come Flickr si può venire facilmente in contatto con un numero enorme di altri appassionati ed è una conseguenza matematica la reale opportunità di relazionarsi con alcune tra queste persone che hanno del vero talento. Basta dare un’occhiata ai loro album….

Ci sono gruppi di critica fotografica, tematici o specializzati nelle tipologie più particolari di fotografia. E’ un luogo dove si riesce a condividere con un sacco di gente la propria passione, con gran partecipazione e senza vincoli provenienza, estrazione o di età.  A volte dall’ambiente “virtuale” su Internet si passa volentieri a quello reale di meetup e photowalk accomunati dalla vicinanza geografica. E’ una gran bella opportunità.

Thanks Flickr.

flickr-yahoo-logo

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Photowalking is the act of walking with a camera for the main purpose of taking pictures of things that the photographer may find interesting.

Cortona - Copyright 2009 PegaPPP

Cortona - Copyright 2009 PegaPPP

 

It’s a social photography event where photographers get together, usually in a downtown area or trendy section of town, to walk around, shoot photos, and generally have fun with other photographers.

It is usually a communal activity organised by camera clubs, online forums or commercial organisations. It is often done as a method to practice and improve one’s own photography skills rather than a with specific focus on documentary photography.

While not exclusive to digital photography, in practice digital photography makes photowalking more realistic as a hobby due to its experimental nature, the number of pictures typically taken in the process, and the possibility of post-processing afterward.

While related to street photography, photowalking is differentiated by the main impetus being to photograph things of interest rather than people specifically. Photowalking is also a form of exercise as it can take the photographer over the course of several miles as they wander a particular site or neighborhood.

Photowalking is also often associated with online photo sharing.

(Sources: Wikipedia.org, WorldWidePhotowalk.com, Flickr.com)

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