In questo video, il fotografo Joe Edelman ci insegna una cosa davvero interessante: usare un uovo per capire la luce.
Una lezione semplice ma molto efficace. L’uovo è chiaro, liscio e regolare. La sua forma è perfetta per studiare come la luce, insieme alle ombre, definisce gli oggetti e caratterizza l’immagine fotografica.
E’ un esperimento che puoi provare a fare a casa, basta una normale lampada ed un uovo appoggiato su una superficie.
Capire la luce è fondamentale in fotografia e questo potrebbe essere l’esercizio definitivo.
Utile a grandi e piccini… non farti scoraggiare dal parlato in inglese e guardalo con fiducia.
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Posts Tagged ‘fotografia’
L’insegnamento dell’uovo
Posted in Culture, Technique, video, tagged capire, comprendere, egg, esperimento, fotografia, insegnamento, luce, ombre, pega, tecnica, uovo, video on 17/06/2012| Leave a Comment »
Henri Cartier Bresson
Posted in Black and White, Flash shots, Night shots, tagged arte, fotografia, Henri Cartier-Bresson, novecento on 15/06/2012| 1 Comment »

Difficile essere appassionati di fotografia senza conoscere Henri Cartier Bresson.
Che tu lo conosca già bene o meno, ti consiglio di leggere “L’immaginario dal vero”, un piccolo libretto in cui Bresson descrive il suo approccio alla fotografia e traccia alcuni profili di artisti amici, con un punto di vista che aiuta molto a capire la visione di questo grande protagonista della fotografia del XX secolo.
Ecco un brevissimo estratto:
“Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge: in quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale. Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore. Per me fotografare è un modo di capire che non differisce dalle altre forme di espressione visuale. È un grido, una liberazione. Non si tratta di affermare la propria originalità; è un modo di vivere”.
Il fascino dell’ND
Posted in Black and White, Culture, History of photography, Technique, tagged creatività, divertimento, fotografia, longexp, ND, tecnica, video on 11/06/2012| 5 Comments »
Trovi il soggetto giusto, magari un bel paesaggio o anche una scena con cose e persone, prepari il treppiede, ci piazzi la macchina fotografica ed inizi a valutare inquadratura e composizione. In testa hai l’idea di fare una lunga esposizione, qualcosa di almeno mezzo secondo, ma anche più. In questo modo le presenze umane si trasformeranno in strani fantasmi, le cose in movimento disegneranno strane scie e l’acqua assumerà un aspetto strano e fiabesco…
È questo il fascino della fotografia long-exp: divertente ed un po’ meditativa.
Ma c’è un dettaglio. Se vuoi farlo in condizioni di luce diurna è probabile che ce ne sia troppa ed anche impostando diaframmi molto chiusi sia impossibile allungare decentemente i tempi senza bruciare tutto.
E allora, in attesa che i produttori di macchine fotografiche si decidano ad incorporare una funzione di forte riduzione della sensibilità direttamente nelle caratteristiche della fotocamera (che ci vorrebbe? Poco!) ecco che ci vengono in aiuto i filtri Neutral Density (ND).
I filtri ND sono sempre esistiti, fin dagli albori della fotografia e si trovano ancora facilmente in commercio perchè il loro effetto non sempre è ottenibile con la postproduzione. Consentono di abbattere la luminosità che arriva nell’ottica senza alterare troppo la qualità dell’immagine e si possono trovare filtri che tolgono due, quattro, ma anche otto o più stop di esposizione. Ne esistono anche di graduali, molto utili nel caso ci si trovi con soggetti a forte differenza di luminosità come succede spesso con cielo e panorama.
Gli ND sono tipicamente impilabili in modo da moltiplicare l’effetto montando davanti all’obiettivo più filtri sovrapposti.
Provaci, è interessante. Basta solo un po’ di attenzione al bilanciamento del bianco e ai riflessi in caso di controluce.
Intanto, se non conosci bene questa specialità, ti consiglio di dare un’occhiata a questo video in cui Gavin Hoey spiega come si fa, portando anche alcuni esempi di impostazione tempo/diaframma.
Buon divertimento!
Weekend assignment #59 : strani effetti
Posted in Culture, tagged assignment, creatività, DIY, fai da te, fotografia, idea, weekend on 09/06/2012| Leave a Comment »

Per la missione fotografica di questo fine settimana voglio proporti qualcosa di aperto ad un’infinità di spunti creativi.
L’idea è quella di sfruttare un oggetto esterno alla macchina fotografica per realizzare uno scatto particolare, non ordinario, magari un po’ misterioso e che induca l’osservatore a chiedersi di che diavolo si tratta. Una foto strana insomma.
Con la definizione di “oggetto esterno” intendo qualunque cosa tu voglia provare a frapporre tra l’obiettivo ed il soggetto al fine di realizzare la foto. Cose tipo un pezzo di vetro o plastica colorata, uno specchio, un filtro o qualsiasi altra cosa ti capiti di trovare, potranno andare benissimo. Io, ad esempio, per lo scatto sopra ho usato una sorta di piccolo filtro caleidoscopico sfaccettato.
L’importante, per questo assignment, è lo spirito: realizzare un’immagine un po’ strana e creativa direttamente al momento dello scatto e quindi senza alcuna postproduzione.
Per questo weekend quindi non importa cosa fotografi, ma come e con cosa ottieni l’effetto.
Intendi provarci? Se si, ti invito poi a condividere in un commento il link alla tua immagine, magari aggiungendo una nota su come hai fatto a realizzarla.
Buon divertimento.
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Call for Entry 2012
Posted in Culture, tagged call, concorso, entry, festiva, fotografia, giuria, maxi, Roma on 07/06/2012| 5 Comments »
Da alcuni giorni sono aperte le iscrizioni alla Call for Entry 2012 del Festival Internazionale di Roma, che invita fotografi under 40 da tutto il mondo a partecipare alla seconda edizione di questa manifestazione..
Quest’anno la Call for Entry ha un tema collegato a quello del festival: il “lavoro”.
È un terreno classico che non di rado ricorre nelle opere di grandi maestri ma anche negli album di tanti fotoamatori. Un tema sempre in evoluzione che cambia nel tempo insieme al linguaggio fotografico.
Le opere dei partecipanti saranno valutate da una giuria internazionale, composta da fotografi, curatori e critici, che selezioneranno quindici lavori che verranno esposti all’interno del museo MACRO Testaccio di Roma per l’intera durata del Festival e menzionati sul sito oltre che sul catalogo ufficiale. Tra questi sarà poi scelto il vincitore finale.
Le iscrizioni saranno aperte fino a domenica 1 luglio 2012 ed il criterio di valutazione terrà conto di parametri come la qualità del progetto, l’aderenza al tema del Festival, e il curriculum dell’artista.
Per partecipare inviare a callforentry@gmail.com il seguente materiale: descrizione del progetto (pdf, 72dpi, max. 2Mb), 10 immagini (JPG, 72dpi, lato lungo 800px), curriculum artistico.
In bocca al lupo!
Guerra, armi e fotografia
Posted in Culture, History of photography, tagged armi, fotografia, guerra, parole, storia on 05/06/2012| Leave a Comment »

Nel 2004, durante la battaglia di Falluja, un reporter della NBC filmò un marine nell’atto di sparare ad un uomo ferito.
Il fatto scatenò notevoli polemiche e su The Australian fu pubblicata questa vignetta di Jon Kudelka, che stimola a riflettere sul legame che c’è tra guerra ed immagini, anche dal punto di vista dalle parole.
In Italiano il rapporto tra fotocamere ed armi forse non sembra così forte e pare limitarsi a casuali coincidenze, come nel caso del “mirino”, ma con l’Inglese è tutta un’altra cosa. Per gli anglosassoni il verbo “to shoot”, che viene normalmente utilizzato per indicare lo scatto fotografico, è lo stesso di “sparare”.
Ma i legami tra fotografia e guerra non finiscono qui. Ad informarsi meglio vengono fuori dal passato cose molto curiose.
Nella seconda metà dell’ottocento si può dire che l’evoluzione della tecnica delle attrezzature fotografiche abbia camminato (o forse in questo caso sarebbe più corretto dire “marciato”) di pari passo con quello delle armi.
Fino a circa il 1850 i fucili erano ad avancarica, un sistema lento e complicato, proprio come lo era quello delle lastre umide al collodio che a quel tempo si usavano per “sparare” una fotografia. Di lì a pochi anni due rivoluzioni tecnologiche si affacciarono quasi contemporaneamente: la lastra secca fotografica, che anticipò i più moderni negativi, apparve insieme alla cartuccia con proiettile e polvere da sparo. Soluzioni “preconfezionate” che permettevano enormi risparmi di tempo, efficacia maggiore ed anche minori rischi di insuccesso.
Ma non finisce qui.
George Eastman, fondatore della Kodak, si accorse che proprio usando la nitrocellulosa (cioè il fulmicotone usato per l’innesco delle cartucce con proiettili), si potevano ottenere basi stabili ed adatte ad essere usate come pellicole fotosensibili utilizzabili anche dopo lungo tempo.
Ma si potrebbero poi citare molte altre analogie, una tra tutte quella tra cineprese e mitragliatrici, che apparvero poco tempo dopo.
Insomma fotocamere ed armi non solo condividono stesse parole ma anche soluzioni tecniche e materiali che hanno fatto la storia delle loro tecnologie.
Chissà se con il digitale la fotografia riuscirà a smarcarsi da questo triste legame. Ci sarebbe da sperarlo.
Migliorarsi con il microstock
Posted in Culture, Technique, tagged fotografia, immagini, imparare, Microstock photography, qualità, tecnica on 03/06/2012| Leave a Comment »
Ti piacerebbe migliorare la tua fotografia? Magari ricevendo consigli e valutazioni tecniche obiettive sui tuoi scatti?
Certamente partecipare a qualche workshop con un bravo fotografo può essere utile, ma c’è anche una possibilità che non tutti sfruttano e che invece può essere interessante.
È semplice e gratuito, anzi se si è bravi può essere addirittura remunerativo. Sto parlando delle agenzie di microstock.
Fino a qualche anno fa le agenzie di stock fotografico lavoravano esclusivamente con fotografi professionisti, richiedendo produzioni corpose e di qualità molto elevata. I costi per i clienti erano alti ed i compensi per i fotografi dignitosi.
Con l’avvento di internet sono nate invece nuove formule per la diffusione di immagini commerciali a basso costo e si sono viste fiorire molte agenzie che dispongono di immensi cataloghi di foto a costi molto contenuti, grazie al contributo di fotografi, anche non professionisti, che forniscono i loro lavori attraverso la rete, accontentandosi di provvigioni molto limitate sulle immagini vendute.
Chiunque puo iscriversi ed iniziare a collaborare con queste agenzie di microstock e la cosa interessante, per chi vuole migliorarsi, è che questa può essere proprio un’esperienza positiva in questo senso.
Prendiamo ad esempio l’agenzia Shutterstock, una delle più importanti al mondo in questo settore. Una volta iscritti si può accedere gratuitamente a tutta una serie di materiali didattici e tutorial orientati a guidare il fotografo verso una produzione di qualità. Poi, quando si inizia ad inviare immagini, queste sono sottoposte ad una selezione attenta, effettuata al fine di mantenere elevata la qualità dell’offerta sul sito. È un filtro che produce un giudizio critico piuttosto costruttivo ed utile per il fotografo.
Tipicamente, solo una parte delle foto che si inviano riescono ad entrare nel catalogo e questo è un processo interessante ed istruttivo, che aiuta a rendersi conto in modo obiettivo, della qualità del proprio lavoro.
Certo non si tratta di nulla che riguardi il lato artistico delle immagini inviate, il microstock è fondamentalmente un ambito adatto solo a foto di carattere commerciale ed alcuni generi non passano proprio. In ogni caso è un’esperienza che può essere interessante provare.
Il peperone reloaded
Posted in Black and White, Culture, History of photography, tagged arte, bianco e nero, Edward Weston, fotografia, luce, novecento, peperone, pepper, still life, storia, trenta on 01/06/2012| Leave a Comment »
È passato un po’ di tempo da quando scrissi un breve articolo su quella che, personalmente, considero una tra le più belle foto mai realizzate. E così oggi ti ripropongo quel vecchio post e ti invito a gustare, anzi ri-gustare questa splendida immagine che è parte integrante della storia della fotografia
“Peperone numero trenta” di Edward Weston.
Forse una tra le opere più famose di un grande maestro della fotografia del novecento.
Ogni volta che osservo questa immagine non posso fare a meno di rimanere ammirato ed è forse per questo che è una tra le mie foto preferite in assoluto.
Non è solo la perfezione del bianco e nero, la sensualità delle forme cercate e trovate dal fotografo, non è solo la luce perfetta con quel buio dietro ed i dettagli che risaltano sulla superficie morbida.
C’è qualcosa che mi affascina in particolare…
E’ quel “numero trenta”.
Il numero racconta la storia di questa foto, dei vari tentativi dell’artista di trovare lo scatto perfetto.
Peperone numero trenta significa che ci sono almeno altri ventinove peperoni che Weston fotografò nel percorso che portò a questo capolavoro.
Insomma, l’opera non è frutto di un isolato colpo di genio o di uno scatto fortunato. E’ il risultato di un lavoro di ricerca e tentativi, è impegno e fatica.
Mi diverte provare ad immaginare Edward Weston che nel 1930 si concentra su questo progetto di still life e magari incassa anche qualche battuta ironica di qualcuno che lo deride scherzando su un fotografo che si ostina ad immortalare ortaggi… Ma Weston sa cosa vuole e continua a fotografare peperoni…
Il numero trenta è per me il tassello chiave di quest’opera.
E’ uno dei tanti casi in cui il titolo integra e completa un capolavoro, raccontando una storia che aiuta ad avvicinarci all’autore e a capire la passione, il talento ed anche la determinazione di un grande artista.
Ed ora… non ci resta che fare un salto al mercato, a vedere che cosa c’è di interessante e sensuale tra i prodotti di stagione…
🙂
La Leica da 1,8 milioni di euro
Posted in Culture, History of photography, video, tagged 0, 35mm, anonimo, asta, fotocamera, fotografia, Leica, serie, soldi, storia, video, Vienna, zero on 28/05/2012| Leave a Comment »
È di alcuni giorni fa la notizia della vendita, presso la casa d’aste WestLicht di Vienna, di un raro esemplare di macchina fotografica Leica “0” del 1923, per l’astronomica cifra di 1.8 milioni di euro.
Si tratta di uno dei soli 12 rimanenti al mondo tra i 25 prototipi originalmente costruiti. La serie zero in pratica è la progenitrice di tutte le fotocamere formato 35mm, che Leica lanciò sul mercato con la serie “1” messa in commercio nel 1925.
Ho scovato il video dell’asta in cui, partendo dal prezzo base di trecentomila euro, gli acquirenti si sono giocati il cimelio a colpi di centomila euro a botta, vedendo alla fine come vincitore il battitore stesso, evidentemente delegato dal facoltoso anonimo che si è aggiudicato l’oggetto.
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