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Fretta di crescere

Fretta di crescere (the IPholaroid project) © Copyright 2010 Pega

C’è una frase che Cartier Bresson disse a proposito del suo approccio alla fotografia: “Una volta che la foto è scattata non sono tanto interessato a cosa succede dopo. Del resto non tutti i cacciatori sono cuochi”.

E’ il punto di vista di un grande maestro, sicuramente rispettabile ma che personalmente trovo spesso innaturale da condividere.
Di sicuro l’attimo dello scatto, “l’istante decisivo”, come lo chiamava Bresson, è un elemento portante di molte fotografie, ma non sempre.
A volte la “creatura” viene soltanto concepita in quel momento. Poi deve svilupparsi, modificarsi, crescere e maturare, nelle fasi che seguono.
Dalla scelta del taglio al trattamento di sviluppo, nella tradizionale camera oscura o nei processi digitali, il fotografo nella veste di cuoco e non più di cacciatore, continua ad esercitare la sua spinta creativa, fino a tirar fuori l’opera finale.
E’ uno dei tanti esempi di come si possa affrontare la fotografia in tanti modi diversi, secondo differenti filosofie ed approcci.
Il bello è che nessuno di questi deve per forza escluderne un altro e si può tranquillamente, ed anche contemporaneamente, esplorare terreni molto diversi, crescendo e divertendosi.
E’ così che, nonostante il mio personale punto di vista, che non è da esclusivo cacciatore come dice Bresson, sto comunque divertendomi un sacco con il mio IPholaroid project…

E tu come ti senti? Cacciatore o cuoco?

🙂

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L'autunno nel cuore

L'autunno nel cuore (Ipholaroid project) - © Copyright 2009 Pega

Rimango interdetto ogni volta che mi capita di osservare e commentare una foto insieme a qualcuno che appartiene alla categoria dei “pixelpeepers”.
Vengono chiamati così quelli che si focalizzano totalmente sulle caratteristiche di qualità dell’immagine nel senso della nitidezza, della definizione, dell’assenza di imperfezioni o aberrazioni cromatiche. Sono quelli che come prima cosa vanno a vedere una foto ingrandita al 100%, a volte addirittura al 200%, alla ricerca di difetti.
Spesso non si preoccupano del soggetto, dell’inquadratura, della composizione… non notano problemi di esposizione o bilanciamento del bianco… non parliamo poi di messaggio, riferimenti o emozioni…

Non che io non apprezzi la nitidezza, ci mancherebbe altro, ma trovo questo approccio “pixelpeeper” piuttosto superficiale, decisamente limitativo, o forse solo un po’ nerd, povero e forse succube delle spinte di marketing dei produttori di attrezzature fotografiche.

Che senso ha preoccuparsi così tanto della qualità microscopica di una foto? E sopratutto ha senso preoccuparsene così tanto osservandola solo sul monitor di un pc? Sarà il caso di stamparle queste foto ed osservarle ad uno stadio “completo” dell’opera? Dalla distanza giusta ad esempio?

Solo un decennio fa i professionisti si preoccupavano della qualità andando a studiare le stampe 10×15 (se non addirittura i provini) con la lente di ingrandimento.
Oggi osservare una foto al 100% è come guardare con la lente una stampa di un paio di metri quadrati.

Che dire… Avrebbe senso ascoltare un assolo di Jimmy Hendrix concentrandosi solo sul ronzio di fondo della sua chitarra?

Beh, se ogni tanto leggi questo blog sai quanto io ami le connessioni tra musica e fotografia… In questi anni ho cestinato vari CD di pessima musica registrata magistralmente, ma tengo ben stretto qualche vecchio disco… in cui abbondano ronzii, fruscii ed incredibilmente addirittura qualche piccola stecca, ma dove la qualità dell’opera è semplicemente sufficiente a far subito dimenticare tutto il resto.

Gustiamoci le foto che ci capita di vedere, guardiamole nel loro complesso, “degustiamole“, cerchiamo di apprezzarne a fondo le qualità ed il messaggio.
Se poi saranno anche perfettamente nitide… tanto meglio.

🙂

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Looping

Looping - © Copyright 2001 Pega

Tra le mie opinioni forse un po’ semplicistiche sulla fotografia ho quella di una suddivisione che vede le immagini  sostanzialmente classificabili un due grandi famiglie: quelle che ritraggono un soggetto e quelle che catturano un evento.
Naturalmente esistono anche le foto in cui i due elementi esistono insieme ma queste possiamo considerarle appartenenti ad entrambi i gruppi.

Insomma, quello che secondo me non può mancare in una foto che si possa dire riuscita è la presenza netta di almeno un chiaro  soggetto o evento.

Ed è qui che il ragionamento può diventare più interessante, perché come noto, c’è soggetto e soggetto… c’è momento e momento.

Sicuramente la ricerca di uno splendido soggetto o di un grande momento può essere la chiave per un grande scatto. Si può anche arrivare a soprassedere su aspetti qualitativi o tecnici dell’immagine quando uno di questi elementi è davvero straordinario. D’altra parte si sa: è difficile fare una gran foto ad un soggetto o ad un evento banale.

Personalmente, proprio forse per questa difficoltà, trovo interessante questa sfida: la ricerca di una soddisfazione fotografica partendo dall’ordinarietà del soggetto, o almeno dalla sua apparente banalità.
Quando e se poi lo scatto risulterà interessante sarà probabilmente perché la foto è riuscita a tirar fuori da quella situazione qualcosa di ben più profondo di quanto l’abitudine non suggerisse…

Beh, se poi il tentativo non riesce si può sempre tenere a mente una massima della “vecchia scuola”: se non riesci a fare una foto eccezionale di un soggetto normale, prova almeno a fare una foto normale ad un soggetto eccezionale.

🙂

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frog

Ancora a proposito di visione… vedere, osservare, notare…

In un precedente post paragonavo la visione di una foto alla degustazione di un sapore o all’ascolto di musica…

La possibilità di apprezzare un’immagine è in parte frutto di predisposizione naturale ed in parte (forse preponderante) conseguenza di un processo di apprendimento. Imparare ad osservare e collegare quello che si vede ad altre sensazioni e conoscenze regala la possibilità di godere di un’esperienza notevolmente diversa…  e non parlo solo di fotografia.

L’immagine qui sopra è ovviamente poco più che un gioco, un esempio molto riduttivo ma simpatico, che trovo in qualche modo trovo collegato con quello di cui sto parlando.

Che animale è rappresentato nell’immagine sopra, oltre alla rana naturalmente ?

Lo vedi ?

Se si, per favore non postare la risposta in un commento qua sotto ma eventualmente indica solo il tempo che ti è stato necessario per scovare l’altro animale… lasciando a tutti il “gusto” di scoprirlo da soli.

Per chi volesse contattarmi mi trovate via flickr : http://www.flickr.com/people/30389326@N05/

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