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Archive for the ‘Nature’ Category

Ti piacerebbe fare un po’ di macrofotografia ma il tuo budget non consiglia l’acquisto di una lente specifica?
Esistono varie alternative a basso costo agli obiettivi macro, tra queste ci sono i tubi prolunga, i soffietti, le lenti addizionali ed anche una soluzione a bassissimo costo che consiste nell’usare un normale obiettivo ma montato al contrario.
Sì hai letto bene: al contrario.
Qualsiasi ottica può essere usata, e con pochi euro è possibile acquistare un anello adattatore che consente di montare al contrario una delle ottiche già in nostro possesso. È possibile fare macro notevoli anche con un obiettivo base come il 18-55 venduto di serie con molte reflex entry level.
Non ci credi? Dai un’occhiata a questo tutorial.
E buon divertimento!
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Kubrick k
La simmetria è argomento controverso nell’arte, forse per il fatto che la natura, in realtà, non è perfettamente simmetrica.
In fotografia l’uso della simmetria può generare capolavori o anche rovinare tutto ed, in effetti, alcuni la rifuggono come il male assoluto, ma c’è anche chi, invece, la cerca come elemento base.
Ci sono stati grandi maestri che hanno sempre evitato, ed insegnato ad evitare la simmetria, mentre altri, come ad esempio Stanley Kubrick, hanno fatto della simmetria perfetta un loro tratto distintivo. È dunque questo il tema che oggi ti propongo per il weekend assignment.
È un terreno tosto ammetto, ma non tanto quanto quello della “simmetria imperfetta” che avevo proposto non molto tempo fa 🙂
Non mi resta che augurarti un buon fine settimana alla ricerca di ciò che è perfettamente simmetrico, naturale o meno che sia, per immortalarlo sfruttando la tua creatività e provando ad seguire un tuo stile.
Come sempre ti invito poi a condividere qui la tua foto. Confrontarsi è sempre stimolante ed aiuta ad entrare in contatto con altre persone che condividono la tua stessa passione per la fotografia.

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Pianta carnivoraSono sempre stato affascinato dalle piante carnivore, da questa sorta di aberrazione: vegetali che mangiano animali. Sommando questo fatto alla mia fissa per i time-lapse puoi capire che non posso resistere a condividere qui il lavoro di Chris Field, un fotografo che si è specializzato in questa roba ed ha speso oltre cento giorni per realizzare un video in cui si osservano piante carnivore che integrano la loro dieta con esserini proteici. Che la natura ci stia indicando la strada?
Sicuro a qualcuno farà un po’ schifo, ad altri meraviglia. Sempre fotografia è.
🙂

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Black Ice

Black Ice - © Copyright 2009 Pega

Come resistere a proporre il freddo come tema per questo fine settimana?
Quasi ovunque é arrivato l’inverno, in molti casi accompagnato anche da un po’ di neve, ed è quindi il momento di dedicare qualche scatto creativo a questo soggetto.
Il freddo in sè non è fotografabile ma lo sono i suoi effetti ed è proprio questo il bello: l’obiettivo cattura i riflessi, le proiezioni, le ombre di quella caverna di Platone che è la realtà fotografica.
In questi giorni fai del freddo il protagonista di qualche tua immagine, cogli un volto infreddolito o qualsiasi altro dettaglio inequivocabile, umano o meno. L’importante è stuzzicare la tua vena creativa partendo da un tema assegnato.
Come al solito ti invito ad interpretare liberamente questa idea, lo spirito è sempre lo stesso: allenare la nostra inventiva fotografica condividendone poi il risultato.
Buon fine settimana e… non dimenticare a casa guanti e cappello!

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Mondo, TerraC’è una bellezza incontenibile in molte delle espressioni della natura. È una forma d’arte assoluta, che a volte è necessario saper scoprire, mentre altre volte basta scattare. Un esempio di quest’ultimo caso sono le fotografie meteorologiche, immagini create da macchine automatiche senza alcuna vena creativa, che hanno solo il privilegio di trovarsi nel posto giusto.
Nelle fotografie ad alta risoluzione del nostro pianeta, scattate dai satelliti meteo, è possibile perdersi ad osservare forme e geometrie senza fine, astratti firmati Madre Natura ogni giorno diversi e solo apparentemente simili e ripetitivi.
Ho sempre trovato affascinanti le foto dallo spazio e di recente ho seguito il lancio di Himawari, il nuovo satellite dell’agenzia meteorologica Giapponese. Solo pochi giorni fa è stata pubblicata la sua prima fotografia a colori, di cui puoi vedere qui una spettacolare versione ad alta risoluzione 11.000×11.000 pixel.
Chissà cosa non avrebbero pagato alcuni grandi fotografi naturalisti del passato, per poter realizzare immagini come questa, magari andando personalmente a “piazzare il treppiede” in un punto di osservazione così in alto.
🙂

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Phantom by Lik

Phantom . Copyright Peter Lik

Sei milioni e mezzo di dollari, ecco quanto ha pagato un anonimo collezionista per aggiudicarsi questa foto di Peter Lik.
Adesso “Phantom”, realizzata nell’Antelope Canyon in Arizona, è la più costosa foto mai venduta e supera di un balzo “Rhein II”, di Andreas Gursky, che fu venduta nel 2011 per la modica cifra di 4,3 milioni di dollari.
Trovo davvero incredibile che una stampa possa raggiungere tali livelli di prezzo, ma la cosa diviene ancor più strabiliante, se non ridicola, quando si apprende che si tratta della versione in bianco e nero di uno scatto già venduto in precedenza, denominato “Ghost”.
Da notare che questo particolare luogo nell’Antelope Canyon è uno spot abbastanza popolare e tanti fotografi di paesaggio vengono a ritrarre proprio questo strano effetto di luce che richiama la figura di un fantasma.
Che aggiungere… forse possiamo dire che, visto questo esempio, ogni fotografo può sempre confidare nella generosità di un collezionista anonimo 🙂

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Arte da una cometa
In un altro periodo sarebbe stata la notizia del decennio. Oggi, mescolata alle tante questioni che ci affliggono, è passata in secondo piano e non proprio tutti se ne sono accorti. Resta comunque un fatto quasi incredibile: l’umanità ha inviato un robot su una cometa e, dopo un viaggio di dieci anni, questo si è posato sulla superficie, ha fatto una foto e ce l’ha spedita. Eccola qua: la prima fotografia dal suolo di una cometa.
In realtà Philae, il modulo di atterraggio della missione Rosetta, ha scattato una panoramica ma, dato che si è posato male, quella mostrata è l’unica parte decente dell’immagine.
Non è chiaro cosa succederà adesso. Philae è a corto di energia a causa della posizione in cui si è messo, i suoi pannelli solari non ricevono abbastanza luce e, dopo aver fatto i primi importanti rilevamenti, è andato in stand by in attesa di ricaricarsi.
È strano pensare a questa prodigiosa macchinetta fotografica spaziale a corto di batterie, posata su un corpo celeste così lontano. È strano guardare questa immagine in tutto il suo splendore, anche artistico, trovandola misteriosa, pareidolica, affascinante, bellissima.
Io l’ho stampata per incorniciarla. Ci vedo l’effige di una delle poche speranze che la nostra specie ha, di poter guardare avanti con fiducia.

Il futuro è nelle mani di chi lo sa sognare
(Paulo Coelho)

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Lato oscuro

Il lato oscuro – Copyright 2013, PEGA

Pensaci un attimo, c’è qualcosa che è costantemente presente nelle nostre fotografie anche se solo a volte percepibile: è l’aria.
A meno che tu non sia un astronauta o un fotografo subacqueo, c’è sempre dell’aria che ti separa dal soggetto e si frappone fra esso e la macchina fotografica, circondando e permeando tutto.
L’aria è spesso invisibile, ma a volte no. Ci sono situazioni in cui è umida o ricca di pulviscolo e ci sono scatti in cui diviene elemento fondamentale della foto, qualcosa caratterizza e diviene un fattore chiave dell’immagine.
È dunque questo il tema per il weekend assignment: una foto all’aria, che parla di aria, in cui si respira o magari si vede aria.
Come al solito ti invito ad interpretare questa idea come meglio credi, lo spirito è sempre quello di coltivare la nostra creatività fotografica condividendone poi il risultato.
Buon divertimento!

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Seascape BU Pega

Seascape – © Copyright 2012 Pega

Trovi il soggetto giusto, magari un bel paesaggio oppure una scena con cose e persone, prepari il treppiede, piazzi la fotocamera ed inizi a valutare inquadratura e composizione. Hai in testa di fare una lunga esposizione, qualcosa tipo almeno mezzo secondo, ma anche più, così le presenze umane si trasformeranno in strani fantasmi, le cose in movimento disegneranno strane scie e l’acqua assumerà un aspetto strano e fiabesco…
È questo il fascino della fotografia long-exp: divertente ed un po’ meditativa.
Ma spesso c’è un dettaglio di cui tener conto: la luce. Se vuoi fare una lunga esposizione in condizioni diurne è probabile che ce ne sia troppa, anche con diaframma tutto chiuso e tempi minimi.
E allora, in attesa che i produttori di macchine fotografiche si decidano ad integrare una funzione di riduzione della sensibilità nelle caratteristiche della fotocamera (non ci vorrebbe poi molto), ecco che ci vengono in aiuto i filtri Neutral Density (ND).
I filtri ND esistono dagli albori della fotografia e si trovano tutt’ora facilmente in commercio perché il loro effetto non sempre è ottenibile in postproduzione dato che consentono di abbattere la luminosità che arriva nell’ottica senza alterare troppo la qualità dell’immagine. Si possono trovare filtri che tolgono due, quattro, ma anche otto o più stop di esposizione. Ne esistono anche di graduali, molto utili nel caso ci si trovi con soggetti a forte differenza di luminosità come succede spesso con cielo e panorama.
Gli ND sono tipicamente impilabili in modo da moltiplicare l’effetto montando davanti all’obiettivo più filtri sovrapposti.
Provaci, è interessante. Basta solo un po’ di attenzione al bilanciamento del bianco ed ai riflessi in caso di controluce.
Intanto, se non conosci bene questa specialità, ti consiglio di dare un’occhiata a questo video in cui Gavin Hoey spiega come si fa, portando anche alcuni esempi di impostazione tempo/diaframma.
Buon divertimento!

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Spulciare gli “staff pick” di Vimeo è sempre un piacere. È così che ho scovato Norway, un filmato time-lapse veramente notevole.
Siamo in un periodo in cui si vedono moltissime realizzazioni di questo tipo, la qualità è in costante aumento ed ormai è quasi diventato difficile meravigliarsi data la gran quantità di ottimi filmati time-lapse che si possono trovare.
Questo però te lo voglio segnalare. È stato prodotto da Rustad Media durante un viaggio di cinque mesi nelle diciannove regioni della Norvegia. Cinque minuti che descrivono paesaggi meravigliosi attraverso questa particolare e suggestiva tecnica ibrida che da sempre mi affascina.
Buona visione.
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