Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘pega’

Un sorriso malizioso ma di gran classe by Pega

Un sorriso malizioso ma di gran classe – © Copyright 2011, Pega

Se da una parte ci sono le motivazioni, dall’altra non si possono sottovalutare le opportunità. Un famoso coach diceva che l’incapacità di saperle cogliere è la principale causa di insuccesso, ed ogni fotografo sperimenta la delusione di uno scatto perso per non avere una fotocamera a disposizione.
E così, dalle domande di un recente post, si passa al rovescio della medaglia: alle infinite nuove possibilità che ci ha regalato la tecnologia con la sua facilità ed immediatezza.
E’ vero che il digitale ha creato dei mostri, coltivato schiere di fotografi compulsivi e orde di malati del selfie, ma è anche vero che ha portato opportunità che prima non esistevano. Nel mio caso, ad esempio, ha fatto tornare in vita una passione che era sopita, fatto vedere le cose in un modo diverso, permesso di scoprire piccole perle tra mucchi di scatti compulsivi e dato la possibilità di imparare molto. Tecnologia come opportunità quindi; il rovescio della medaglia.

Colgo l’occasione di questo post per ringraziare Spadari Consulting per avermi premiato con un simpatico riconoscimento, un award dedicato ai cosiddetti blog “influencers” che incollo qui sotto sperando di non influenzarti troppo 🙂
.
Best Blog 2014

Read Full Post »

Morning haze

Morning haze (Iphoneography) – © Copyright 2013, Pega

Cosa fotograferesti se la tua sola ed unica macchina fotografica fosse un apparecchio scadente, primordiale, di qualità modesta?
A cosa dedicheresti le tue immagini se ti fosse imposta una forte limitazione anche sul numero di scatti? Se il processo fosse lungo, laborioso e costoso com’era ai primordi della fotografia?
Scatteresti a tutto quello che passa o concentreresti la tua attenzione su qualcosa in particolare? Una tipologia di soggetto, un genere?
Sono domande un po’ assurde ma forse non del tutto. Possono servire a ragionare su ciò che far fotografie significa per ognuno di noi.
Mi è capitato di affrontare più volte la questione con persone diverse. C’è qualcuno che di fronte ad una limitazione tecnica si sentirebbe perso, senza più quegli oggetti di tecnologia che forse sono la sua vera fonte di interesse. Altri invece avvertono, in questo ipotetico scenario, una sorta di liberazione, quasi un possibile percorso di vero ed originale sviluppo della propria creatività.
E tu cosa ne pensi? Possono domande del genere impattare su scelte di stile ed attrezzatura? Oppure le pubblicità pre-natalizie dei big del digitale governano indisturbate?
🙂

Read Full Post »

Ouch !

Ouch ! - © Copyright 2008 Pega


Una buona scusa pronta può sempre servire, così ho deciso di aggiornare con alcune nuove perle, una lista che avevo pubblicato un po’ di tempo fa.

Che tu sia un semplice appassionato o un professionista, il giorno della “cilecca fotografica” può sempre arrivare (o ripetersi), ecco quindi l’idea di raccogliere un po’ di buone scuse da tenere sempre a portata di mano, non si sa mai…
È una lista sicuramente parziale, alcune mi sono state raccontate, altre le ho lette in rete, altre ancora mi è capitato di sentirle con i miei orecchi. Quel che è certo è che qualcuna potrebbe tornare utile una volta o l’altra…

1 – Oh, non c’era granché da fotografare. Ho visto di meglio.

2 – Ah, avessi avuto quell’obiettivo con lo stabilizzatore. Avresti visto che foto!

3 – Non ci vedo più come una volta.

4 – La sposa ha lanciato il bouquet al due invece che al tre.

5 – Ho perso le lenti a contatto.

6 – Mio fratello ha usato la mia macchina fotografica ed ha cambiato la correzione diottrica del mirino senza dirmelo.

7 – Ero posizionato perfettamente quando tutti si sono alzati in piedi!

8 – Proprio in quel momento stavo cambiando l’obiettivo.

9 – Ho esaurito le schede di memoria.

10 – La batteria appena comprata e perfettamente carica ha smesso di funzionare.

11 – Non ho trovato il posto e mi sono perso a causa di un errore del navigatore satellitare.

12 – Mi si è guastata l’automobile.

13 – Il prete aveva detto “niente foto durante la cerimonia”. Come facevo a sapere che lui intendeva “niente flash”.

14 – Ero in bagno.

15 – Non è il mio genere di fotografia.

16 – La mia fotocamera non ha abbastanza megapixel per quel tipo di foto.

17 – C’era poca luce e la mia macchina arriva solo a ISO3200!

18 – Sono troppo basso/alto per i ritratti e le mie foto vengono sempre da una prospettiva sbagliata.

19 – Da quando ho l’IPhone non so più fotografare bene come prima.

20 – C’era troppo rumore e non riuscivo a concentrarmi sulle foto.

Avere sempre delle buone scuse può essere utile.
Hai da suggerirmene qualcun’altra da aggiungere a questo utilissimo elenco?

🙂 🙂 🙂

Read Full Post »

Stampa e Regime

Stampa e Regime – © Copyright 2013, Pega

Dopo averti tediato con “i tre punti di vista” del precedente post, eccomi con un’altra personale riflessione, che di nuovo coinvolge il magico numero tre ed ancora riguarda i vari modi con cui possiamo cercare di valutare una nostra fotografia. Se vuoi è anche un esperimento che ti invito a fare, con una tua foto, dopo aver provato a seguirmi in questa sconclusionato tentativo di spiegazione.
Il ragionamento parte dal notare che in molte foto interessanti (definizione del tutto soggettiva), si possono rilevare tre elementi chiave. Sono tre elementi estetici dell’immagine che contribuiscono in modo rilevante alla sua capacità di colpire l’attenzione dell’osservatore. Togliendone uno, la foto risulterebbe degradata e molto meno interessante, se non addirittura banale.

Uso come esempio di questa farneticazione la mia foto sopra. E’ un caso molto semplice dove l’uomo col giornale è il primo elemento, la finestra con le sbarre incrociate è il secondo, mentre la lunga ombra che si proietta sul terreno è il terzo. Tutto il resto non contribuisce granché ed è senza dubbio questa la terna chiave chiave della foto. Se eliminassimo uno dei tre elementi, la foto perderebbe gran parte del suo senso.

I tre elementi possono essere qualunque componente dell’immagine, soggetti principali o secondari, dettagli compositivi o aspetti cromatici, come ad esempio un colore, una luce particolare che investe una parete, un riflesso o una forma indistinta visibile attraverso una finestra. Deve essere l’effetto della loro ipotetica eliminazione a farne capire l’importanza.
Nel caso della mia foto, tra i tre elementi chiave è possibile leggere anche una relazione logica, oltre che estetica. E’ un passo ulteriore, non necessario per quello che volevo proporti oggi.

Read Full Post »

FutureselfLa fotografia ferma un momento, dall’istante successivo l’immagine appartiene al passato.
Il rapporto con l’inesorabile scorrere del tempo è una delle chiavi del mezzo fotografico che stimola sempre nuove idee creative. C’è chi si è fatto un selfie al giorno, fino a costruire un video che documenta il passare degli anni sul volto, altri costruiscono le “time capsule” per lasciare tracce ai posteri, c’è poi chi prova a “vedere” nel futuro.
Ed ecco quindi arrivata anche la fotocamera che ti mostra come sarai tra venti anni: il tuo selfie del 2034.
#futureself è un progetto della compagnia telefonica francese Orange che (in cambio di qualche info statistica) ti “regala” la tua faccia invecchiata di un paio di decenni ed anzi va oltre: ti permette di fare due chiacchiere con il tuo io futuro.
Se vuoi correre il rischio di deprimerti osservando i terribili ma plausibili segni dello scorrere del tempo sulla tua faccia e farti un autoritratto temporale, non ti resta che visitare l’apposito sito.
Declino ogni responsabilità!
.

Read Full Post »

Quadrifoglio - culo photography
Non c’è dubbio che la fortuna giochi un ruolo importante nelle nostre vite, conta quindi molto anche in fotografia.
Può capitare di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, di inquadrare a casaccio e beccare per caso una composizione geniale, può succedere che la fortuna ci aiuti a scegliere le corrette impostazioni di tempo/diaframma come un ambo al lotto e che poi guidi il nostro dito a schiacciare il pulsante nell’istante perfetto, quello del “decisive moment”.
Può poi addirittura capitare ciò che si vede sempre più spesso considerare di gran valore: che una macchinetta in plastica, incapace di fare due scatti uguali, introduca qualche macchia o aberrazione, rendendo la foto un colpo unico ed irripetibile.
Può infine capitare di arrivare ad esporre queste “opere”, vederle mostrate come pezzi d’arte e ricevere ottime critiche.

Magari mi sbaglio a riguardo della “culo photography”, ma la mia idea di arte è un’altra. Rimane legata alla capacità che, per esserlo davvero un artista deve avere, di produrre opere frutto della sua visione, della sua volontà e del suo estro oltre che delle sua capacità, anche tecnica, di creare e comunicare.
Magari è talento, oppure un mix di impegno, sudore e magari anche un pizzico di fortuna… Ma bisogna che non sia solo ed esclusivamente culo.
🙂

Read Full Post »

Vertigine by Pega

Vertigine – © Copyright 2013, Pega

Spesso fotografo le scale, ne sono affascinato.
La scala è un simbolo forte, una metafora. Rappresenta la possibilità di superare un dislivello, anche molto grande, affrontandolo dividendolo in piccoli passaggi, è l’immagine del legame o percorso che unisce due punti ad altezze diverse ed è uno dei più antichi prodotti dell’ingegno umano, sostanzialmente inalterato da millenni.
Ma la scala è anche un magnifico soggetto fotografico, intrinsecamente caratterizzato da geometrie e chiaroscuri.
Ecco l’assignment per questo fine settimana, facile ma anche stimolante: le scale.
Non credo ci sia bisogno di dire altro, lo scopo è sempre lo stesso: cogliere l’occasione di un tema assegnato per provare a realizzare qualche scatto creativo, magari spingendosi poi fino a condividerne qui il prodotto. Sei il benvenuto.
Buon fine settimana!

—————————————————–

Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

Benz Thanachart

© Copyright Benz Thanachart

Lo spunto per il compito fotografico assegnato questo fine settimana nasce da uno scatto del fotografo Thailandese Benz Thanachart. Fa parte del progetto “Surprised Reaction” dedicato alle reazioni umane che Benz ottiene urlando qualcosa di sconclusionato agli ignari passeggeri della metro.
Ed è proprio il tema della sorpresa che ti propongo di esplorare in questo ennesimo weekend assignment.
Aggiungo solo una precisazione: la reazione che ti sto invitando ad immortalare non è detto che debba essere solo di persone ritratte. Sorpresa può anche essere quella indotta nell’osservatore oppure quella provata dal fotografo al momento dello scatto. La fotografia non sempre parla di ciò che si vede nell’immagine.
Insomma, come al solito ti lascio libera interpretazione dell’assignment; fai come più ti piace, l’idea di fondo è sempre la stessa: nutrire la nostra creatività fotografica e poi, eventualmente, condividerne qui il prodotto mettendo il link in un commento.
Buon divertimento!

—————————————————–

Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

Polaroid 250

Polaroid Automatic 250 – Copyright 2013 Pega

Un vecchio detto recita che “la meraviglia è figlia dell’ignoranza e madre del sapere“. Ci penso spesso quando sento le esclamazioni che accompagnano lo svelarsi di una stampa Polaroid poco dopo lo scatto.
È vero che il digitale ci ha portato un’immediatezza senza precedenti, eppure le immagini che siamo abituati a vedere subito sul piccolo display della fotocamera digitale, mancano di qualcosa: sono come incomplete, immateriali, non “maneggiabili”.
La fotografia stampata, quel piccolo oggetto che puoi tenere tra le dita, avvicinare, annusare, appendere o passare ad un’altra persona, continua ad essere qualcosa di differente, delicato e prezioso, anche nell’era digitale.
Nonostante esistano da tempo piccole stampanti digitali portatili, nessuno le usa ed in genere sono state dei flop commerciali. E così capita che lo “sbucciare” un’istantanea fatta con la vecchia Zietta Polaroid, divenga un piccolo evento, un’esperienza che molti nativi digitali hanno solo sentito raccontare.
“Così veloce?”, “come funziona?”, “ma è bellissima!”, “dentro c’è una stampante ad inchiostro?”, “davvero esistono ancora?”, il repertorio è lunghissimo.
La Polaroid, con la sua totale immediatezza, continua a rappresentare una cosa a sé, quasi una tecnologia ferma in una bolla temporale e culturale, ed in qualche caso è bello sentirsi raccontare gli sforzi fatti per entrare in possesso ed imparare a conoscere queste meravigliose macchinette dopo averne vista una all’opera.
🙂

Read Full Post »

Dear old Lady

Dear old Lady - © Copyright 2010 Pega

Come un déjà vu ogni tanto mi succede di rivivere un emblematico incontro di qualche anno fa.
Stavo provando degli scatti con una vecchia fotocamera analogica. Il mio soggetto era un antico portone nel centro storico di Firenze. Provo varie inquadrature, mi contorgo un po’ come a volte succede…
Faccio per allontanarmi ma un ragazzino di giovanissima età, sui 10/12 anni, si avvicina dopo avermi osservato mentre scattavo. Probabilmente pensa che il mio soggetto sia una fiammante moto sportiva parcheggiata giusto accanto al portone; indica la macchina fotografica e mi chiede: “posso vedere come sono venute?”
Ho un attimo di esitazione, d’istinto quasi gli porgo il dorso nero della fotocamera ma poi ci penso, mi fermo e gli dico: “Beh, non è possibile. E’ a pellicola”.
Il nativo digitale mi guarda come se fossi un deficiente, o peggio uno che gli sta raccontando una balla, poi esclama: “Che cosa? Come sarebbe pellicola?” E senza nemmeno aspettare il mio tentativo di risposta si gira e se ne va…
Menomale che non gli ho detto “E’ analogica”…
🙂

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »