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Archive for the ‘Culture’ Category

Once there was

Once there was – © Copyright 2010 Pega


Immagina se Daguerre o Talbot avessero subito inventato la fotografia a colori. Cosa sarebbe successo senza decenni di immagini monocromatiche?
C’è chi pensa che, se così fosse stato, il bianco e nero non avrebbe mai fatto la sua comparsa e ce lo saremmo perso.
Invece, per lungo tempo, i fotografi hanno maturato la loro sensibilià confrontandosi con una delle limitazioni più affascinanti della fotografia. Una limitazione che, insieme ad altre tipiche di questo media, come la profondità di campo, il tempo di esposizione, l’escursione tonale o la stessa inquadratura, rappresenta in realtà una grande ricchezza.

Il bianco e nero, non solo è stato una tappa fondamentale per gli artisti delle immagini, ma è tutt’ora vivo e vegeto.
Lo è così tanto che oggi siamo ad un curioso paradosso: in digitale scattiamo tutte le nostre foto a colori (i sensori sono costruiti per lavorare sempre a colori) e poi usiamo tecniche digitali, elaborate a bordo della macchina o in postproduzone, per trasformarle in un bianco e nero più simile possibile a quello che si faceva, meravigliosamente, con la pellicola monocromatica…

Insomma: la tecnologia che lavora alla ricerca di un perfetto passo indietro, per ritrovare un limite da tempo superato.
A volte il progresso è difficilmente distinguibile dal regresso.

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Monday morning

Monday morning -© Copyright 2010 Pega


Riecco il weekend assignment, questa sorta di “missione fotografica” periodica che ormai da molto tempo ti propongo.
L’idea di fondo è sempre la stessa: uscire e fotografare con in mente un compito assegnato, comportandosi un po’ come un reporter o un fotografo incaricato di svolgere un lavoro su commissione, da svolgere con creatività ed autonomia.
Per questo weekend il tema è apparentemente banale: le finestre.
La finestra è un soggetto facile ma per questo molto rischioso. Fotografando una finestra si rischia di cadere nel banale. Eppure è un elemento carico di possibili significati, proiezioni e letture.
La finestra rappresenta una chiusura ma anche una via di comunicazione, mette in contatto l’interno con l’esterno, permette il passaggio della luce e può consentire poi, a chi è fuori, di sbirciare dentro. Una finestra può essere nuova, magari moderna e colorata, oppure antica e suggestiva; in ogni caso è probabile che sia fotogenica, specie se coinvolge l’elemento umano.
In questo fine settimana trova la “tua” finestra, cerca inquadratura e composizione, gioca con le eventuali figure coinvolte nella scena e poi scatta qualche fotografia cercando un significato tuo.

Come sempre ti invito poi ad inserire la tua immagine in un commento a questo post. Condividere è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Twittering and noise

Cinguettio e rumore - © Copyright 2010 Pega


La prossima volta che vedi qualcosa che cattura il tuo occhio fotografico, non esitare, non rimandare, non procrastinare.
Che tu stia passeggiando, guidando la macchina o una bici, fermati e fai subito quello scatto. Subito sì, perché alcune delle cose che ci capita di notare e che ci stimolano un’opportunità fotografica, sono sovente una combinazione complessa di elementi che potrebbero non riproporsi mai più.
La luce, emozioni, persone o oggetti, una situazione particolare…  non è detto che questo insieme di fattori si combini nuovamente in futuro o che tu possa di nuovo essere lì per fare quella foto.
Specie quando hai con te l’attrezzatura ed hai fatto lo sforzo di prenderla e portartela dietro, non lasciare mai che la pigrizia ti impedisca di fare una foto. Monta la lente giusta, cerca l’inquadratura e scatta.

Segui il tuo istinto creativo, coltivalo lasciandogli realizzare le immagini che sa intravedere.
Un minuto di ritardo ad un appuntamento o sul rientro a casa sarà un piccolo prezzo che un giorno potrebbe essere ampiamente ripagato.

🙂

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NY Public Library ArchiveE’ notizia di questi giorni la pubblicazione di un vero e proprio tesoro: una collezione di oltre 180.000 immagini d’archivio che la New York Public Library ha deciso di rendere disponibile a tutti senza alcun vincolo di copyright.
La cosa è resa ancor più fantastica da un potente strumento di visualizzazione (a questo link) che permette di navigare con grande facilità nell’immenso archivio, cercare, previsualizzare e scaricare in alta risoluzione ciò che interessa.
Tutte le immagini sono utilizzabili senza alcun limite e quindi sfruttabili anche a fini commerciali, una vera manna per chi è sempre in cerca di nuovo materiale di qualità.
Adesso vado a farne una scorpacciata 🙂

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Non è proprio un titolo da rubrica “cinema e fotografia”, ma solo un simpatico video quello che ti propongo oggi. Realizzato dal fotografo francese Serge Ramelli è una breve scenetta a proposito di quanto le dimensioni dell’attrezzatura svolgano un ruolo che, a volte, va un po’ oltre la mera necessità tecnica…
Mai assistito a niente di simile? Io dico di sì!
🙂

[Fonte: ISO1200]

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Morning haze

Morning haze (Iphoneography) – © Copyright 2013, Pega


Cosa fotograferesti se la tua sola ed unica macchina fotografica fosse un apparecchio scadente, primordiale, di qualità modesta?
A cosa dedicheresti le tue immagini se ti fosse imposta una forte limitazione anche sul numero di scatti? Se il processo fosse lungo, laborioso e costoso come era ai primordi della fotografia?
Scatteresti a tutto quello che passa o concentreresti la tua attenzione su qualcosa in particolare? Una tipologia di soggetto, un genere?
Sono domande un po’ assurde ma forse non del tutto. Possono servire a ragionare su ciò che far fotografie significa per ognuno di noi.
Mi è capitato di affrontare più volte la questione con persone diverse. C’è qualcuno che di fronte ad una limitazione tecnica si sentirebbe perso, senza più quegli oggetti di tecnologia che forse sono la sua vera fonte di interesse. Altri invece avvertono, in questo ipotetico scenario, una sorta di liberazione, quasi un possibile percorso di vero ed originale sviluppo della propria creatività.
E tu cosa ne pensi? Possono, domande del genere, far crescere la nostra consapevolezza di cos’è la Fotografia ed impattare su scelte di stile ed attrezzatura? Oppure l’onnipresente marketing dei big del digitale governa indisturbato?
🙂

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Un uomo libero - © Copyright 2015 Pega

Un uomo libero – © Copyright 2015 Pega

“Anno nuovo vita nuova”, come sempre i primi giorni dell’anno sono quelli dei buoni propositi e del “tentativo” di fare ordine tra files e cartelle dell’anno appena concluso, quindi è proprio il momento giusto per ripercorrere gli ultimi dodici mesi attraverso gli scatti che si sono via via realizzati durante l’anno.
Se non l’hai mai fatto ti invito a seguirmi in una piccola tradizione, una sorta di semplice rito propiziatorio per il nuovo anno fotografico, che consiste proprio nel chiudere il vecchio 2015 con la scelta di un’immagine da considerare come la tua preferita.
Scrivo preferita perché non credo che qui sia importante la riuscita tecnica o il successo di visite, la tua preferita 2015 deve essere la foto che sceglieresti se ti fosse concesso di salvarne una sola tra tutte quelle realizzate nell’anno appena trascorso.
Dato che non posso esimermi dal farlo per primo, ecco la mia: questo ritratto che ho fatto a Firenze ad Oliviero Toscani è la mia foto preferita di un 2015 in cui, ancora una volta, ritengo di aver scattato poco e male.
È uno scatto a cui tengo innanzitutto perché è un ritratto, un tipo di fotografia a cui avevo deciso di volermi dedicare di più, specie alla ricerca di immagini create alla maniera del ritratto fotografico classico, quindi con il soggetto pienamente consapevole di essere fotografato. E poi è una foto fatta ad un personaggio che stimo molto per il suo talento ed i suoi punti di vista sempre molto radicali e fuori dagli schemi, un personaggio un po’ ostico e non facile da “far mettere in posa”.

Ecco, questa è la mia scelta. Un esercizio che ti invito a provare seguendo tuoi criteri personali e soggettivi, a conclusione di questo anno di fotografie.
Se ne hai voglia inserisci pure il link alla “tua preferita 2015” in un commento a questo post.

E… BUON 2016!

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Statistiche furti 2015Quella dei furti è una piaga senza fine che, ovvio, non riguarda solo i fotografi ma di certo li vede tra le vittime più appetibili visto che l’attrezzatura fotografica rappresenta un bottino dal buon valore, facile da ricettare.
Tra le varie iniziative nate per cercare di proteggersi c’è LensTag, un servizio online che consente di registrare gratuitamente la propria attrezzatura ed inserirla in un database che permette di controllare i numeri di serie.
Proprio LensTag ha pubblicato una ricerca che per l’anno 2015 mette l’Italia ed in particolare Roma, al primo posto al mondo tra le città in cui viene rubata più attrezzatura fotografica. E’ proprio un bel primato di cui andare fieri… 😦
Altro dato interessante riguarda le automobili (in particolare pare quelle prese a noleggio) che si sono dimostrate, in quest’anno, il luogo meno sicuro in assoluto dove tenere le nostre care cose fotografiche…
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Statistica furti attrezzature foto nel mondo
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[Fonte: Petapixel]

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20130213-111030.jpg

Era il 17 Dicembre del 1903, sono appena passati centododici anni da quando un certo John Thomas Daniels Jr. scattò una delle foto più famose di tutti i tempi.
John non era un fotografo, anzi quella era la prma volta che aveva a che fare con un apparecchio fotografico. Insieme a tre colleghi della “Life Saving Station” (una sorta di Guardia Costiera del tempo) stava dando una mano ai fratelli Wright sulla spiaggia di Kitty Hawk in North Carolina. Stava per assistere ad un evento epocale: il primo volo di un aeroplano.
La fotocamera, una Gundlach Korona 5×7, era di proprietà dei Wright. Prima del volo, Orwille Wright la sistemò sul treppiede, regolò il fuoco e preparò la lastra, poi spiegò a Daniels come far scattare l’otturatore.
I due fratelli si giocarono a testa o croce l’onore di quel primo volo. Fu Orwille a salire ai comandi, suo fratello Wilbur accompagnò correndo il Flyer mentre si staccava dal suolo.
Daniels scattò la fotografia. Erano entrati nella storia.

Lo sai cosa disse Orwille Wright una volta atterrato? Pensi forse che se ne uscì con qualche parolona o frase storica adeguata a sottolineare un evento così significativo come la realizzazione del sogno di volare? No, niente del genere.
Appena fu di nuovo al suolo Orwille scese dall’aereo e da lontano urlò a John Daniels: “Hai fatto la foto?!

🙂

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Michelangelo piangerà

Ebbene, che dire in questi giorni di feste se non Buon Natale?
Ti auguro di passare giornate serene tra amici, parenti, scorpacciate, regali e tutto quello che questa ricorrenza riserva. Ma il Natale è da sempre anche una buona opportunità, specie per fare ritratti in occasione di qualche tavolata in compagnia.
Non c’è niente di meglio di un sano evento conviviale per invitare le persone a farsi fotografare e potrebbe anche essere l’occasione di un simpatico esperimento che ti propongo per queste feste.
Per il pranzo natalizio o il cenone, gioca d’anticipo e prepara un piccolo set fotografico, magari proprio vicino all’albero. Fai in modo che la zona sia ben illuminata e con sfondo omogeneo. Se ce l’hai, rendi il tutto più professionale e “formale” piazzando flash su stativo (va bene anche un treppiede) magari con ombrello o softbox.
Invita quindi le persone a farsi fotografare via via che arrivano o comunque prima del pasto. In seguito effettua una seconda serie di scatti chiedendo alle stesse persone di posare solo dopo l’abbondante mangiata… Non ti resterà che preparare delle belle stampe con le due “fasi” a confronto. Credimi, è da provare 😀

Buon divertimento e BUON NATALE.

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