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Archive for the ‘Culture’ Category

darth-vaderSì sì, lo so che di questi tempi forse c’è un po’ troppa roba Star Wars in giro, ma questo contributo di Karl Taylor è simpatico e voglio proprio condividerlo perché stavolta il fotografo britannico, che già in altri casi ho avuto occasione di citare per i suoi video e tutorial, si è imbattuto in un cliente decisamente difficile…
E’ una situazione in cui un fotografo professionista non vorrebbe mai trovarsi, ma visto che spoilerare non è nelle mie corde, non ti dico altro se non: attento al Lato Oscuro della Fotografia!
😀 😀 😀

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Time Lapse movieEccoci con un nuovo caso di incrocio tra cinema e fotografia. Stavolta si tratta di un film di produzione indipendente a sfondo fantastico, il cui legame con il mondo delle fotocamere è inequivocabile.
Time Lapse è la storia di tre amici che trovano una misteriosa macchina capace di realizzare foto del futuro, in particolare lo strano aggeggio produce istantanee (tipo Polaroid) raffiguranti ciò che accadrà  24 ore dopo l’istante dello scatto.
Il ritrovamento scatena tutta una vicenda che, ovviamente, preferisco non rivelarti ma è facile intuire il susseguirsi di fatti inquietanti legati alle foto prodotte da questo marchingegno misterioso. Insomma una storia che è un misto di thriller e fantascienza in cui queste strane istantanee giocano un ruolo da protagonista.
Non mi risulta che in Italia il film sia effettivamente passato dai cinema ma ora è comunque possibile trovarlo nel circuito noleggio oltre che su alcune piattaforme di intrattenimento online tipo Netflix. Nel caso la cosa ti risulti intrigante, eccoti il trailer. Buon divertimento!
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Lewis Payne by Alexander Gardner

Lewis Payne – Alexander Gardner

Oggi voglio riproporti questo potentissimo ritratto del 1865, in cui un giovane uomo è immortalato in manette nella luce radente della sua cella.
Lo scatto è tra i più importanti realizzati da Alexander Gardner, emblematico fotografo della guerra civile americana, mentre il protagonista è Lewis Payne, condannato a morte per aver partecipato alla congiura che portò all’assassinio del presidente Lincoln.
Payne è appoggiato al muro, il suo sguardo colpisce: è allo stesso tempo rassegnato ma anche determinato e fiero, forse c’è una traccia di sfida.
È l’immagine forte e drammatica di un uomo che a breve salirà sulla forca, ad appena ventuno anni.
Come in tutti i ritratti di un tempo, l’espressione è rigida. Le tecniche fotografiche non consentivano tempi rapidi ed obbligavano ad esposizioni lunghe, con i soggetti che venivano messi in posa per molti secondi, a volte addirittura minuti, quando la luce era scarsa. Molto spesso il risultato aveva qualcosa di innaturale e artificioso, ma qui è diverso.
Payne non sembra preoccupato del risultato formale. È fermo ma rilassato, sicuro, fiero delle sue idee, consapevole dell’imminente fine.
È uno scatto molto potente, senza tempo, che ti invito ad osservare in tutti i suoi forti contrasti, visibili e non, ascoltandone il silenzio e cogliendone il valore che trascende il momento storico in cui è stato realizzato.

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Gallo Cristallo

Gallo Cristallo – © Copyright 2009 Pega

Eccomi con un nuovo assignment fotografico per provare qualche scatto “a tema” nel weekend. Come forse sai già, questa serie di post nasce dalla convinzione che avere in mente una piccola missione fotografica da svolgere sia, oltre che divertente, anche qualcosa capace di far germogliare idee nuove e creative.
La condivisione dei risultati è il proseguimento naturale di questo esercizio e per farlo non hai che da inserire qui sotto, il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione in cui avrai pubblicato i tuoi scatti.
Il tema di oggi è: il teatro.
Il teatro è un luogo ma anche un concetto.
Fotografare secondo questo tema non vuol dire solo foto ad attori sul palcoscenico o immagini di luoghi di spettacolo. Il teatro è ovunque, per strada, a scuola, in casa. O no?
È un tema ampio e stuzzicante, puoi svolgerlo in completa libertà.
Buon divertimento e buon fine settimana!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Mi displace molto per chi non ama i video (specie quelli un po’ lunghi) o per chi non avrà il tempo di vedere quello che propongo oggi.
Ebbene sì, dura oltre un’ora, ma non posso rinunciare a condividere questo documentario prodotto da Cris Marquards, autore del podcast “Tips from the Top Floor” che ci porta all’interno dell’enorme magazzino privato del George Eastman Museum, a New York.
Si tratta del deposito contenente il corposo archivio di attrezzature fotografiche di proprietà dalla fondazione creata dall’inventore della Kodak e diretto dal curatore Todd Gustavson.
È una delle più ricche ed importanti collezioni del mondo e c’è di tutto: dai dagherrotipi ai primi bulbi flash, dai prototipi di fotocamere digitali ai classici che sono stati venduti in milioni di esemplari.
Buona visita!
🙂

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La Fotografia non è preclusa a chi non vede; è questa la missione di un collettivo fotografico di New York che da anni unisce fotografi vedenti e non vedenti in una stretta collaborazione.
Nel 2005 il gruppo realizzò un documentario di sei minuti dedicato alla loro pubblicazione intitolata “Shooting Blind: Photographs By The Visual Impaired” che testimonia questa notevole esperienza.
Insieme al consiglio di vederlo ed apprezzarne il valore, ti invito a dare un’occhiata al sito web del collettivo dove si trovano le gallerie dei fotografi coinvolti nel progetto.
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No raw

È di questi giorni la notizia che l’agenzia Reuters non accetterà più, dai suoi fotografi, immagini realizzate con metodi di post-produzione dai formati “integrali”, come NEF, CR2 o RAW. L’informazione è giunta a tutti i collaboratori dell’agenzia con questa semplice mail:

Hi,
I’d like to pass on a note of request to our freelance contributors due to a worldwide policy change.. In future, please don’t send photos to Reuters that were processed from RAW or CR2 files. If you want to shoot raw images that’s fine, just take JPEGs at the same time. Only send us the photos that were originally JPEGs, with minimal processing (cropping, correcting levels, etc).
Cheers

D’ora in poi verranno accettate solo immagini JPG prodotte direttamente dalla fotocamera stessa e ciò rappresenta una determinazione importante nell’attuale scenario globale riguardante fotografia e media.
Si tratta di una decisione che impatta sul processo personale adottato da ogni fotografo professionale, andando a semplificare e velocizzare il lavoro di invio delle immagini all’agenzia, ma di fatto anche a limitare una delle fasi del processo creativo. E qui sta il punto. Reuters è leader mondiale del fotogiornalismo, per questa agenzia la creatività tende quindi ad essere un elemento che introduce una potenziale alterazione, se non addirittura una pericolosa distorsione della realtà. L’arte e la creatività qui non possono avere spazio, il fotogiornalista deve essere sempre più un testimone e sempre meno un interprete.
Si può avere un’opinione diversa, ma credo si tratti di una decisione interessante, di sicuro frutto di attenta valutazione, influenzata anche da una serie di casi in cui collaboratori freelance dell’agenzia britannica hanno pesantemente alterato le loro immagini, modificando particolari importanti per la notizia che stavano trattando.
Siamo in una fase di cambiamenti ed evoluzione del media fotografico, sempre più universale, pervasivo ed influente. Una fase da seguire attentamente.

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Sky ArtePer chi vuol provarne una nuova, ora c’è anche il talent per aspiranti fotografi. Fino al 10 dicembre è infatti possibile presentare la propria candidatura a Master of Photography, un programma che andrà settimanalmente in onda su Sky Arte nella primavera del 2016, in cui una commissione di esperti valuterà dodici concorrenti che cercheranno di guadagnarsi il titolo di miglior talento europeo della fotografia.
Ogni settimana alla giuria di unirà un diverso ospite di fama internazionale in veste di giudice speciale.
Il vincitore si aggiudicherà 150.000 euro ed avrà la possibilità di vedere le sue foto esposte in una mostra e raccolte in un catalogo.
Per provarci è necessario compilare un form sul sito http://www.masterofphotography.tv ed inviare una selezione di almeno 5 scatti oltre ad un breve video di presentazione.
Che dire…
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Propeller - Elica - rolling shutter
Hai mai fotografato un’elica con una fotocamera digitale o con il tuo smartphone? Se sì, avrai sicuramente notato gli strani effetti che le pale rotanti generano nell’immagine: una sorta di aberrazione che si presenta ogni volta che proviamo a fotografare qualcosa che si sposta molto velocemente nell’area inquadrata. Si tratta del fenomeno causato dal “rolling shutter” (otturatore rotante) proprio di tutti i sistemi di acquisizione basati sulla scansione.
Il sensore dei nostri dispositivi, tipicamente in tecnologia CMOS, effettua una sorta di “passata” sulla sua matrice e crea l’immagine in una frazione di secondo, con un processo simile a quello di uno scanner. Sebbene questo tempo sia rapidissimo, esistono oggetti il cui movimento è talmente veloce da provocare un cambiamento di posizione durante la scansione stessa, ed ecco lo strano effetto dell’elica.
Ho trovato una bella GIF animata, che puoi vedere qui sotto, in cui si riesce a visualizzare bene il fenomeno ed anche il link ad un simulatore, dove puoi provare a smanettare cambiando alcuni parametri (come la velocità di rotazione dell’elica: “w”) per vedere che effetto fa… Nerd eh?!?!
🙂
Propeller & Rolling Shutter simulator

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Zampa di Elefante
Ci sono cose che solo una fotografia ci può raccontare. Sì, perché son cose a cui un essere umano non sopravvive.
L’immagine sopra appartiene a questa categoria, un mostro assoluto che si nasconde nelle viscere della terra e che uccide chiunque tenti di avvicinarsi: è uno dei principali agglomerati di lava radioattiva creatisi con l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986.
Chiamata anche “The Elephant Foot”, la massa è composta da un insieme di combustibile nucleare fuso, mescolato a metallo e cemento che, dopo l’incidente, sono stati perforati ed attraversati nella lenta ma progressiva discesa di questo materiale semi-liquido nelle viscere della centrale.
La fotografia fu scattata dieci anni dopo la catastrofe, durante un’ispezione organizzata per verificare i rischi legati al pericolosissimo procedere del nocciolo di combustibile fuso verso il terreno sottostante e le falde acquifere. Nel 1996 le radiazioni erano ancora elevatissime, penetrare nei sotterranei della centrale esplosa significava esporsi a rischi enormi, ma avvicinarsi alla massa voleva dire morire quasi all’istante, così quegli uomini piazzarono una macchina fotografica su un carrello e fotografarono “la Zampa dell’Elefante” da dietro un angolo.
La pericolosità di questo mostro sotterraneo è praticamente inalterata da allora, e la sua minaccia accompagnerà chiunque viva su questo pianeta per qualcosa come altri 100.000 anni.

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