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Alina(trilok)

Alinatrilok !
No, non sto prendendo lezioni di Klingon…
Alinatrilok è solo in nick di Alina, una persona simpatica e creativa che ho avuto il piacere di conoscere attraverso quella notevole piattaforma  di condivisione che è Flickr.

Seguivo da qualche tempo il suo stream fotografico quando ad un certo punto vedo partire un progetto che mi diverte molto. Si trattava di una serie di fotografie in multiesposizione dedicate ai “vizi capitali”.

Alina, protagonista dei suoi stessi scatti, le ha postate una dietro l’altra nel volgere di alcuni giorni, dimostrando una gran vena creativa, oltre ad una buona dose di ironia, gran simpatia e bravura.

Invidia

Invidia - Copyright 2010 Alinatrilok

Come se non bastasse, il progetto è stato subito seguito da una sorta di “sequel” interamente dedicato ai “dieci comandamenti”.

Tutto questo mi ha spinto a volerla invitare su questo blog per condividere con i lettori la sua simpatia ed originalità.

Alina, come ti è venuto in mente il progetto sui vizi capitali ?
E’ nato la sera che ho finito di fare quello sul pugilato. Pensa e ripensa a cosa fare e così ho deciso di prendere in mano una cosa che avevo già in mente di fare, ma stavolta con la tecnica della multi-esposizione. Non sono andata in ordine di peccato ma di fantasia….cioè dove mi sembrava che lo scatto potesse essere simpatico e non banale.
L’unica foto in cui non ho usato la tecnica della multi-esposizione è stata la lussuria perché volevo essere un po’ più sensuale. Tutte le altre sono una presa in giro.

Che reazioni hai riscontrato tra i tuoi “amici” sul social network ? E tra le persone che ti conoscono “live” ?
Alla maggior parte degli amici sono piaciute le mie “scenette”, chiamiamole pure così, anche perché io mi sono divertita a impersonare tutte le parti, da vera attrice navigata, ahah e quindi penso che nelle foto trasparisse molto questo mio divertimento.
Ho fatto vedere le foto a colleghi di lavoro e ai miei ed erano, primo meravigliati della mia fantasia, secondo molto divertiti

 

Atti impuri

Non commettere atti impuri - Copyright Alinatrilok

C’è poi il secondo progetto, quello sui 10 comandamenti. Dicci due parole anche su quello.
Ecco questo, è nato proprio in ufficio. Quando ho finito i 7 peccati mi sono detta: ” e ora cosa cavolo faccio?” e un’amico scherzando mi ha buttato lì: “i 10 comandamenti”. All’inizio gli ho risposto di noi…poi tornando a casa ho iniziato a pensare ed elaborare quelli che mi ricordavo e buttare giù le prime idee, anche questi in multi-esposizione. Il giorno dopo sono partita. Ecco si io sono così, se mi viene un’idea devo realizzarla immediatamente, non posso starci a pensare troppo, anche per la fine di questa serie ho avuto un lampo ieri e dopo 10 minuti ho smobilitato casa, per realizzarla….

E’ tanto che fotografi ? Come hai iniziato ?
Che fotografo, si è tanto…ma sono una dilettante, non ho fatto nessun corso è solo passione. Ho sempre con me la macchina fotografica, la piccolina, perché c’è sempre qualcosa da fotografare.
Diciamo che mio padre è quello che mi ha passato la passione, quando ero piccola lui sviluppava anche le foto che faceva in casa e quindi forse questa cosa mi è rimasta dentro.

Che attrezzatura usi ?
Adesso ho una Nikon D60 con 3 obiettivi 18-55 50mm e 55-200 tra poco il mio prossimo acquisto sarà un macro per imparare anche un genere diverso di foto dal mio…più studiato e più paziente.

La domanda classica che faccio agli ospiti di questo blog : Cosa significa per te la tua fotografia ?
Bella domanda: è una forma di espressione, è far vedere le cose dal tuo punto di vista…con la foto puoi comunicare molto, almeno per me è una così…io ci metto il mio sentimento e umore del momento. E’ come un quadro, un racconto…ognuno ci vede quello che vuole o quello che sta provando in quell’attimo.

L’ultima domanda è sempre la stessa per gli ospidi di questo blog… : -) . Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti ?
Gli chiederei quanta percentuale metti di te, dentro rispetto a tutte le regole che esistono nella fotografia, quanto osi andare contro i canoni della buona fotografia!

—-

Un grazie ad Alina per la sua simpatia e l’immediata (anzi fulminea) disponibilità a partecipare al blog.
In bocca al lupo per i prossimi progetti !

Chi volesse approfondirene la conoscenza può trovare qui il suo album Flickr.

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Ho conosciuto Pynomoscato al recente Sharing Workshop dove è intervenuto parlandoci delle sue esperienze di fotografia HDR ma da tempo seguivo il suo interessante stream su Flickr e già prima di conoscerlo dal vivo gli avevo chiesto di essere ospite di questo blog con un’intervista.
Eccola in versione integrale, in fondo puoi trovare tutti i riferimenti alla produzione ed al lavoro on line di questo appassionato fotografo.

Pynomoscato

Ciao Pino. Innanzitutto voglio ringraziarti per quest’intervista.
Seguo da tempo il tuo lavoro su flickr e da poco il tuo sito. Ci racconti qualcosa di te prima di parlare di fotografia ?
Sono io a ringraziare te per avermi dato l’opportunità di dire la mia e voglio complimentarmi per l’attività che svolgi attraverso il tuo blog.
Difficile parlare di sé… da quando mi conosco, penso di essere uno che ha sempre avuto un’estrema necessità di sperimentarsi e di comunicare. Mi piace andare fino in fondo, sono pignolo e non mi accontento mai. Riconosco quando raggiungo un obiettivo e quando mi accade sono già proiettato al successivo. Ringrazio la vita (o chi per lei) per le meravigliose persone che mi ha fatto conoscere e che tanto mi hanno dato.

Come hai iniziato a fotografare ?
Avrei periferico mi domandassi: come hai iniziato a “immaginare”. Fotografare per me equivale ad elaborare un’idea, un fatto, un evento, una rappresentazione, una storia, un racconto. Ho iniziato con la pittura e il mio primo quadro a olio era un tramonto sul mare, un luogo che avevo visto e che ho dipinto sulla base del ricordo che avevo di quel luogo. Nel ’90 è arrivato il computer e mi sono messo a fare grafica, ho disegnato interfacce per la realizzazione di software per bambini (ho fatto anche il maestro di scuola elementare per 20 anni). Quindi diciamo che creavo da zero e realizzavo metafore con l’obiettivo di provocare reazioni logiche e cognitive. Non ti nascondo che per me la fotografia è arrivata dopo…praticamente in digitale. A parte un’Agfa come regalo della prima comunione e un altro paio di buone compatte a pellicola, ho avuto una reflex analogica Canon per un’estate e poi la Sony DSC-F505V con ottica Zeiss. Insomma dopo la grafica (Photoshop e Illustrator, ma anche il 3d) è arrivata la fotografia come dimensione e anche come disciplina. Posso affermare serenamente di essere un fotografo digitale, anche se ho letto e studiato l’esperienza analogica di cui ne sono profondamente affascinato.

Il Battistero

Il Battistero - Copyright 2010 Pynomoscato

La tua fotografia è più ispirazione o ragionamento, qual’è il tuo atteggiamento quando sei “sul campo” ? Tendi a seguire dei progetti o ti muovi per istinto ?
redo di stare dentro tutte queste cose. Vediamo se mi riesce di spiegare. La fotografia per me ora è diventata una necessità.. cosa vuol dire.. che non so stare più di una settimana senza fotografare. Quindi c’è un piacere che è a prescindere. Non faccio reportage, non sono un ritrattista e nemmeno un patito per le macro, mi piace andare in giro con la macchina fotografica, osservare e scattare, quindi si, potrei dire di istinto, anche se al momento dello scatto già immagino quale può essere il risultato dopo averla lavorata al computer. Faccio così anche perché è ciò che mi posso permettere sul piano dell’impegno quotidiano: lavoro e ho tre figli (la più grande ha 9 anni) e mia moglie è un medico di ospedale.. quindi pensa tu quanto tempo ho a disposizione. Ho la fortuna però di percorrere un tragitto meraviglioso da casa al lavoro: tutti i giorni parto dall’isolotto e raggiungo la mia sede di lavoro (ANSAS ex-indire) dalle parti di piazza dei Ciompi. Mi faccio i lungarni in scooter e le occasioni per fotografare non finiscono mai: mi fermo, parcheggio lo scooter come capita e scatto.
Non ti nascondo però che sono molto affascinato dall’idea di lavorare su un progetto… anzi ti confesso che sto lavorando ad un progetto, ma non ti dico di più, vedremo.. spero di farti sapere qualcosa fra qualche mese.

Che attrezzatura usi?
Mi sono sempre mosso sul marchio Canon, prediligo lo scatto veloce, quasi di istinto e la tradizione vuole che questa macchina risponde a questo tipo di esigenza. Ho avuto l’ottima 20d per quattro anni. Con lei ho scoperto il piacere di usare la reflex. Da settembre scorso uso la 5d Mark II. La scelta è stata dettata dall’esigenza di avere un full frame e sfruttare le ottiche EF per quello che sono. E’ una macchina straordinaria seppur con qualche limite che può essere superato affidandosi all’esperienza analogica, che purtroppo io non ho sperimentato, ma che ho comunque studiato. Con la 20d ho usato ottiche più o meno buone, dal Canon 17-85mm f/4-5.6 IS EF-S USM Lens, al Sigma 70-300mm f4-5.6 APO DG Lens, al Tamron 28-75mm F2.8 AF SP Di. Ma dopo aver acquistato il Canon EF 70-200mm f2.8 L USM ho capito che non c’era storia, quindi ho preso l’universale Canon 24-70 mm f/2.8 L USM e il gioiello Canon EF 16-35 mm f2.8 L USM e recentemente mi sono “svenato” con il Canon EF 100 mm f2.8 L Macro IS USM. Fortunatamente ho potuto piazzare le discrete vecchie ottiche insieme alla 20d e ho così potuto prendere la 5d markII. E so anche che non è finita qui. Gli accessori a corredo sono Tripod manfrotto, Canon flash 580 Ex e l’ormai indispensabile Canon RS-80N3 Remote Switch per le situazioni non in movimento.

 
Tramonto al Cestello

Tramonto al Cestello - Copyright 2010 Pynomoscato

Ho notato che una buona parte del tuo lavoro è caratterizzata da tecniche HDR. Ci puoi dire qualcosa a questo proposito ed al tuo workflow di postproduzione?
Ormai su Flickr vengo riconosciuto come un fotografo HDR. Trovo che sia una tecnica affascinante e devo dire che mi da tante soddisfazioni. Non pratico l’HDR classico, quello descritto sul libro di David J. Nightingale per intenderci. Mi piace riprendere situazioni dinamiche e in movimento e quindi creo le diverse esposizioni a partire dal file Raw. Non agisco solo sull’esposizione, ma lavoro anche sugli altri parametri (schiarita, chiarezza, temperatura, etc). Lavoro al massimo della qualità (tiff 16 bit) per avere a disposizione il maggior numero di informazioni. Poi entra in gioco Photomatix, carico i tiff prodotti precedentemente e manipolo nuovamente l’immagine usando quasi tutti i controlli che il programma mette a disposizione. Quando il risultato mi soddisfa, salvo il file e lo riapro ancora in Photoshop (cs4) e di solito rifinisco con le funzioni del sottomenu “esposizione”, infine si va sullo sharpner per per ottenere un maggiore microcontrasto e ottenere quindi altra qualità nel dettaglio e nella definizione. Ora dopo circa un anno di sperimentazione posso dire di ottenere dei risultati per me soddisfacenti.
Comunque per ottenere dei buoni risultati non basta assolutamente saper smanettare tutti quei cursori. Alla base ci deve essere sempre un bello scatto, pulito e con la giusta luce.. insomma prima di mettersi a lavorare con l’HDR bisogna applicare le regole immortali dell’analogico. Questa tecnica ci può restituire delle immagini “fantastiche”, ma anche molto definite. Il concetto è che si lavora con le luci e quindi è possibile dare luce laddove è più scuro e più ombra laddove hanno esagerato le alte luci. Alla fine è una tecnica complessa e impegnativa, sempre che si vogliano ottenere dei risultati di un certo livello.
E’ un discorso molto lungo che di certo non si può affrontare in un’intervista. Le cose che qui ti ho detto sono solo il 30 per cento delle operazioni che si mettono in atto, c’è ad esempio la problematica del rumore che può essere risolta in diversi modi, il problema che certe zone dell’immagine possono piacere col rumore e altre no e quindi si va con la tecnica del fotomontaggio. Uso Photoshop da tanti anni e mi pare di conoscerlo sempre poco… Ma il digitale secondo me è bello per questo, per le infinite possibilità di trasformare l’immagine. Ovviamente ognuno ha il suo punto di vista e della fotografia lo può soddisfare un aspetto piuttosto che un altro. Sono ad esempio molto felice di aver conquistato diversi fotografi “tradizionali”, non entro ne in conflitto, ne in competizione, perché sono convinto che ognuno di noi ha da dire delle cose belle, intelligenti e interessanti al di là della tecnica che usa e questo mi basta per entrare nel contenuto del messaggio.

La domanda classica che faccio agli ospiti di questo blog: cosa significa per te la tua fotografia ?
Tante cose, ma in particolare mi piace la relazione che si crea tra me e l’altro da me. Ti copio qui una definizione di me che trovi sia sul mio profilo personale di flickr, sia sul mio sito personale (www.pynomoscato.it) che suona così: …la cosa che più mi intriga è mettere quell’occhio in un buco e vedere che al di là, ogni volta, c’è sempre qualcosa di diverso da me.

Se ti chiedessero “qual’è il tuo genere”, cosa risponderesti?
No, non mi sento di stare in un genere, anche perché ho moltissimo da imparare. L’unica cosa che un po’ mi sento di affermare o che potrei azzardare è… mi sento un fotografo “di luce di ambiente”, nel senso che non so cosa sia uno studio fotografico, anche se mi piacerebbe moltissimo sperimentarlo. Poi magari per qualcuno sono un accadierrista…

Hai mai avuto occasione di esporre o pubblicare il tuo lavoro ? Hai progetti di questo genere per il futuro?
Quando dipingevo ho fatto qualche mostra, ma con la fotografia no.. spero presto di riuscire a farne una, quando ci riuscirò te lo dirò

L’ultima domanda è sempre la stessa per gli ospiti di questo blog… : -) . Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti?
Io un grande fotografo l’ho incontrato, ma quando l’ho incontrato non ero consapevole e quindi non gli ho fatto nessuna domanda, se oggi lo incontrassi ancora gli chiederei la cosa per la quale non mi sento mai abbastanza appagato: come si fa a comandare la luce? Quel fotografo era Gianni Giansanti, quello che ha fotografato il ritrovamento di Moro nella Renault 4, che ha fotografato il papa polacco (andatelo a vedere www.giansanti.com) , una persona incredibilmente entusiasta del suo lavoro, io sono stato uno dei maestri di sua figlia alla scuola elementare ero il maestro che insegnava il computer, circa 15 anni fa, in quel periodo in cui io facevo anche il grafico. Gianni era curioso del digitale che in quel periodo cominciava a prendere piede in modo insistente e quindi si era creata quella condizione di scambio di conoscenze. Solo che io in quel momento della mia vita non ero preso dalla fotografia, ma da altre cose e quindi non c’è stato un seguito. peccato perché Gianni è morto il 18 marzo dello scorso anno a causa della solita brutta malattia. L’avevo cercato qualche tempo prima, ma non sono più riuscito a parlarci… Dopo che mi sono innamorato della fotografia, lo penso spesso. Se vi va potete leggere qui il mio tributo a questo grande fotografo: www.flickr.com/photos/pinomoscato/3582322325/in/set-72157617751226341/

Un grazie a Pino per questa interessante intervista.
Per chi vuole approfondire la sua conoscenza consiglio una visita attenta al suo stream su flickr ed al suo sito www.pynomoscato.it

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Martino Meli

Martino Meli (m|art)

Oggi l’ospite del blog è un fotografo che rispetto molto ed ammiro per il suo talento e la sua passione.

Martino Meli fa sul serio.
Il suo è un approccio artistico, per certi versi classico, ma anche coraggioso, analogico, ricco di ricerca ed attenzione, studio, lentezza… Uno stream di immagini che affascina e coinvolge.

Ciao Martino.
Devo confessare che, seguendo il tuo album, è forte la curiosità di sapere qualcosa in più sulla tua fotografia. Come puoi descrivere il tuo lavoro?
Oggigiorno la fotografia è senza dubbio uno strumento democratico: chiunque è in grado di scattare una foto, è sufficiente possedere un telefono cellulare… ma questa è una conquista recente ed è figlia dell’era digitale; lo sviluppo e la diffusione delle macchine fotografiche digitali permette una facilità estrema di gestione dell’immagine, i risultati sono sorprendenti e sicuramente si può affermare che questa tecnologia ha seppellito il sistema analogico tradizionale, almeno per quanto riguarda le attività quotidiane. Credo che la tecnologia digitale trovi una così vasta diffusione in quanto la rapidità con la quale è possibile rivedere immediatamente l’immagine catturata è ridotta ad un semplice click.
Invece la fotografia che mi sta a cuore è quella che si pratica per il semplice piacere di dare una interpretazione personale del mondo reale. La mia fotografia passa attraverso un percorso lento, un percorso analogico. Il processo fotografico è articolato da un sistema di operazioni mentali e manuali da applicare affinché sia possibile fermare il tempo (passato) in un presente continuo. L’immagine riferendosi alla matrice del linguaggio fotografico deve produrre piacere nel fotografo il quale trova completamente soddisfazione solo quando, in camera oscura, valuta l’effetto dell’immagine stampata, dell’oggetto tangibile.

Annarella

Annarella – Copyright 2009 Martino Meli

Raccontaci come nasce un tuo scatto.
Il processo fotografico è scandito da alcune fasi distinte, la prima delle quali è la visione preventiva dell’immagine: il fotografo ha in mente cosa fotografare, o perché è ispirato o perché la realtà che lo circonda gli suggerisce lo spunto convincente. Questa fase è prettamente mentale ed è qui che emerge in gran parte la capacità del fotografo di produrre un’immagine valida. La fase successiva è quella della scelta dell’attrezzatura idonea per tradurre in immagine ciò che è stato mentalmente ‘visto’. Mi riferisco dunque alla scelta della tipologia di macchina fotografica da usare, alla sensibilità e alla qualità della pellicola. Una volta sulla scena, si valuta l’intensità della luce ed ecco il momento di calibrare l’esposizione. La coppia tempo/diaframma che indica l’esposimetro è da ritenersi – a parer mio – solo un suggerimento: è il gusto del fotografo ad interpretarne la migliore efficacia. Non appena la macchina è impostata sui valori desiderati, si perfeziona l’inquadratura e si è pronti per lo scatto. Ovviamente le operazioni precedenti dovrebbero essere completate nel minor tempo possibile, soprattutto nel caso si debba “cogliere l’attimo”. Personalmente mi trovo spesso a chiudere l’otturatore in apnea per evitare ogni tipo di movimento involontario… è una reazione istintiva ma necessaria se la scena impone l’uso di tempi al di sotto di 1/30 di secondo e non si ha un cavalletto a portata di mano. Lo sviluppo della pellicola è la fase successiva all’acquisizione. Dalla scena si passa in camera oscura e solo adesso è possibile avere un panorama chiaro di come ancora sia possibile intervenire sull’immagine: infatti la fase di stampa – ultima nella sequenza – è caratterizzata dalle valutazioni fatte sul negativo. Questo approccio permette una metabolizzazione profonda dell’immagine da parte del fotografo che troverà la sintesi nella dimensione finale della foto.
Ciò che ho descritto è stato il modus operandi dei principali fotografi noti a tutti, quelli di cui si continua a condividere la loro ‘fotografia’, da Sebastião Salgado ad André Kertész, da Tina Modotti a Walker Evans, per citarne solo una parte infinitesima… Così io provo soddisfazione e piacere quando avviene la magia, ovvero quando la carta ancora immersa nella soluzione incomincia a rivelare l’immagine dalla quale è stata impressionata. E’ una magia che si ripete ogni volta ed ogni volta è sempre altissima la curiosità di assistere a questa metamorfosi chimica. Per me è un’esperienza formidabile ed inconsueta al tempo stesso poiché come in fase di ripresa si cerca la condizione di luminosità migliore, adesso si fugge la luce e la penombra è condizione necessaria al compimento dell’operazione.
Stando così le cose capisci bene che per me non è importante rivedere subito l’immagine appena catturata, il tempo passa in secondo piano e la rapidità di produzione della foto non ha più ragione d’essere. Il bello sta nell’attesa.
Per quanto ho detto sopra, i mezzi a mia disposizione mi permettono di gestire tutto il processo solo se utilizzo le pellicole in bianco e nero, ma ti assicuro che il lavoro non manca mai, gli errori sono sempre in agguato e la sfida sta proprio nell’evitarli.

Velocità

Velocità – Copyright 2009 Martino Meli

Quali sono i tuoi soggetti preferiti ?
Riferendomi ai canoni pittorici sui quali la fotografia si è sviluppata prediligo indagare lo spazio in relazione all’uomo, una sorta di fotografia documentaria, mirata ad interrogare i rapporti tra l’architettura e chi la vive. A proposito del rapporto tra pittura e fotografia ti racconto cosa ho pensato di realizzare in occasione dei cento anni del Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti. Il tema che mi sono posto è stato quello di interpretare l’ideologia urbana del Futurismo attraverso la tecnica fotografica.

Arrivo in città – Copyright 2009 Martino Meli

Così sono nate Velocità e Arrivo in città : in queste due fotografie ho cercato di riassumere i concetti di dinamismo, velocità, ritmo e azione… ho utilizzato esposizioni multiple e ho ricreato il punto di vista di chi – alla guida di un veicolo supersonico – sovrasta la strada, o sconfinati binari; l’orizzonte incerto e indefinito contribuisce a conferire la sensazione dei sobbalzi che fanno apparire la vista traballante. Queste due foto sono state firmate, proprio come si fa con un quadro e in particolare come faceva Giacomo Balla apponendo il suffisso “dinamico” futur- al proprio nome. La fotografia è uno strumento versatile e creativo e queste caratteristiche sono proprio quelle che alimentano la voglia di scattare foto e di partecipare ai sistemi di condivisione quali flickr.

Ecco, che atteggiamento hai nei confronti di flickr?
Ho iniziato ad applicarmi alla fotografia proprio all’inizio della conversione analogico-digitale a cui quasi tutti i professionisti hanno dovuto sottostare. Da allora ho letto notizie demoralizzanti: l’analogico stava morendo velocemente… sembra che Kodak abbia smesso di produrre pellicole, che Agfa non produca più le pellicole a 25 ASA, che Ilford non produca più le carte a contrasto fisso, ecc ecc… ma con Flickr, ed internet in generale, ho scoperto che ci sono altre persone che hanno la mia stessa passione con le quali condivido informazioni utili e consigli di ogni sorta sull’attività analogica. Siamo in molti ancora ad utilizzare le pellicole e questo mi dà la speranza di poter continuare questo mio hobby anche nel prossimo futuro. Tramite Flickr ho scoperto anche il mondo Holga e tutta la dinastia di macchine ancora più “democratiche”: le toy camera con le quali è divertentissimo catturare immagini, usare flash colorati fare esposizioni multiple, e soprattutto sperimentare. La creatività soggettiva ed il proprio bagaglio culturale sono la linfa della fotografia.

Spoleto

Hai mai avuto occasione di esporre o pubblicare il tuo lavoro? Hai progetti di questo genere per il futuro?
Sì, e sono state bellissime esperienze. Ho partecipato a due collettive, una nel 2003 presso l’Elliot Braun in via Ponte alle Mosse a Firenze (esiste ancora??) ed un’altra nel 2006, in occasione di una manifestazione contro la Violenza organizzata al Parterre di Firenze. La prima esperienza personale invece fu organizzata presso Palazzo Cesi ad Acquasparta nel 2003, ne seguirono altre due nel 2004, presso il centro socioculturale di via Aminale a Terni e nel Chiostro di San Nicolò a Spoleto. Di quest’ultima ho un ricordo particolare perchè Spoleto è una città splendida e più o meno nello stesso periodo si inaugurava il Festival dei Due Mondi: un concentrato di arte musica e danza. L’ultima personale risale al 2005 presso Villa San Lorenzo a Sesto Fiorentino, comune in cui risiedo.
In una mostra è molto importante il formato di una immagine: potenzialmente qualsiasi immagine negativa o invertibile si può ingrandire quanto lo consente la tecnologia; ne consegue che la forma dell’immagine è solo relativa rispetto al resto della sua interpretazione spaziale, al contesto in cui è esposta. Il formato partecipa di una condizione mutevole e ambigua: più grande è e più si avvicina ad un’ampia estetica figurativa, soprattutto in relazione alla pittura. Questo credo sia un buon consiglio per rendere fruibile il proprio lavoro.
Infine c’è stata un’esperienza fuori dall’ordinario a cui sono particolarmente affezionato. Coinvolto dalla scrittrice Gianna Batistoni abbiamo partecipato ad un concorso foto-letterario, La Fabbrica dei Sogni è il titolo della foto che ho scelto, ma la vittoria sicuramente è merito delle parole di Gianna, ti invito a leggere…
[ www.flickr.com/photos/89181464@N00/3343938309/ ]

Un’ultima domanda: se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti?
Se avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo morirei dalla voglia di bermi un caffè con Robert Capa e Gerda Taro, chiederei loro un bel sorriso, e… click!

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Ci tengo a ringraziare davvero Martino per la sua entusiastica risposta alla mia proposta di intervista e questo suo contributo al blog.
E c’è una cosa che voglio aggiungere: all’inizio di questo post ho usato per Martino Meli la parola “coraggioso”.
Il riferimento è a quel coraggio che è necessario per portare avanti una propria produzione artistica, le proprie idee estetiche, il proprio gusto con continuità, consistenza ed in modo semplice ma molto professionale. Senza eccessi ma anche senza per forza cedere a quel bisogno di “far finta” di non prendersi sul serio come va tanto di moda ora. Non so se ho reso il concetto. Prometto di riparlarne in un prossimo post.

Consiglio vivamente di approfondire e seguire il suo  album su Flickr. Lo trovi con lo pseudonimo m|art. Non te ne pentirai.

Alla prossima!

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Between two layers

Between two layers - Copyright 2008 Pega

Si certo, mica è uno scherzo. L’ho incontrato in aerovia, era lì che viaggiava a 20.000 piedi con la sua slitta e le sue renne e visto che era a portata di voce gli ho fatto qualche domanda. A tema fotografico naturalmente…..

Babbo Natale, non sai quanto sia felice di poterti intervistare per il mio blog, quindi cerco di andare subito al sodo perchè, come vedo, non hai molto tempo da dedicarmi.
Dimmi: tra i regali che porti ci sono molti doni a tema fotografico ?
Sinceramente ti dico che specie quest’anno mi pare proprio che la fotografia sia un po’ “di moda”.
Sembra che la reflex a tracolla faccia molto trend.
La risposta alla tua domanda è quindi  del tutto affermativa.

E che tipo di regali sono ?
Più che altro si tratta di elementi di attrezzatura : macchine fotografiche, obiettivi, accessori, gadget…
Mi accade sempre più spesso di portare una nuova e più sofisticata macchina fotografica a chi ne possiede già una ma di generazione precedente, o anche consegnare costosi accessori e obiettivi che poi succede non vengano nemmeno quasi mai usati…
E’ un po’ una fotografia… come dire… “consumistica”.
Non è un caso che stia appunto volando verso Hong Kong a caricare “il materiale”.

Non ci sono anche altri desideri che ti vengono espressi in questo campo ?
Mi capita sempre più di rado di consegnare qualcosa che rappresenti maggiormente la sostanza della fotografia, come per esempio un libro o… semplicemente delle belle stampe artistiche.
Sono poi anni che ormai che non regalo più un corso o un workshop e forse è un peccato.


Ma tu fai foto ?
Beh è evidente. Ho la mia vecchia macchina analogica sempre con me e tutti gli scatti che faccio nel periodo di duro lavoro del Natale me li sviluppo e stampo con calma tra primavera ed estate.
Comunque sto pensando di passare al digitale…. ho visto su ebay quell’ultimo modello di compatta da 16 Megapixel… mmmmm…

Ah! La compatta anche tu ?
Si, del resto anch’io mi devo adeguare ai tempi.
Ed ora togliti di mezzo con quel frullino e fammi accelerare che sennò mi si ingolfano i reattori.
Ciaoooooooooo e Buone Festeeeeeee

I reattori ? Ma le renne ?

Non ha risposto all’ultima domanda. Era già schizzato a mach 2 verso i grossisti asiatici.

🙂

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Quando nella primavera del 2008 iniziai a curiosare in quel crogiolo di creatività e passione fotografica che è Flickr mi imbattei in un album che subito mi affascinò. Era lo stream di immagini di una certa Willa999, un susseguirsi di foto realizzate con maestria e gusto, una qualità dell’immagine sempre notevole ed una gran generosità e sincerità nel commentare gli altri.

la mia mano - Copyright 2006 Willa999

la mia mano - Copyright 2006 Willa999

Luna (Willa999 è solo il suo nick) ha accettato con entusiasmo di essere intervistata per il mio blog ed io ne sono molto onorato.

Ciao Luna, lo sai che sono un tuo grande ammiratore e questa è l’occasione per farti un po’ di domande. Hai un album su flickr che è una meraviglia, moltissimi di commentatori, ci racconti che cosa rappresenta per te la condivisione delle foto su Flickr?
Per me la fotografia è sempre stata la condivisione di una emozione. Credo che, insieme alla poesia (compresi gli Haiku) ed ai racconti brevi, sia il modo più preciso di raccontare ciò che “vediamo”, vediamo noi e non con gli occhi, ma con il cuore, i ricordi, l’educazione, la curiosità….. dello stesso paesaggio due persone notano sicuramente delle cose diverse. La fotografia è la possibilità di scambiarsi la propria visione della stessa cosa. E non solo quello, nella ritrattistica puoi dire a una persona: questa è la tua bellezza, quella che io vedo…..

Come hai iniziato a fotografare? Hai ricevuto una qualche istruzione formale?
Mio padre fotografava, con una passione incredibile. Mi ha dato la prima macchina fotografica in mano credo verso i 12/13 anni, una agfa di mio nonno, l’equivalente di una compatta di oggi !!! ovviamente centellinata! Per i miei 18 anni, visto che la mia non era emulazione della sua passione, mi ha regalato la mia prima reflex, una Nikkormat del ‘68, interamente manuale, e il 50ino fuoco 1.2. Credo di aver fatto 3 anni a bn e basta, e nemmeno stampato tutto. Pagava lui, e quindi non c’era da discutere. Mi faceva sviluppare i provini, mi ha insegnato a guardarli con la lente, ha leggere i negativi… E poi a stampare il bn con lui. Il colore è arrivato quando mi ha giudicata in grado di “non sbagliare l’80% delle foto” e solo il bn ti insegna a non fare errori. Così, sono passata alla diapositiva.
Non ho mai letto libri, ho studiato tantissime foto però, e ne ho sentite su sempre un sacco !!! Le belle foto erano la normalità, l’ovvio che mi si poteva chiedere e oggi, i risultati, spero, si vedono.

Azteco ritratto

Azteco ritratto - Copyright 2008 Willa999

Qual’è il tuo atteggiamento verso la fotografia? Ti capita di uscire con un progetto in mente o ti è più naturale scattare quello che ti colpisce senza pianificare tanto?
Il mio progetto, è “la fotografia”…… difficilmente esco con l’idea di “andare a fotografare qualcosa di preciso”, a meno che non ci sia una sfida aperta tra me e un soggetto particolare (una statua, un cancello, una luce) che non viene come voglio io. Di solito esco e vado a caccia, esco con gli occhi aperti e l’attenzione spalancata. Sempre in pausa pranzo, tra le 13 e le 14.30, e spesso non so nemmeno dove mi fermerò… dipende dalla luce, le nuvole, la stagione…. Seguo l’istinto.

So che molti dei tuoi splendidi scatti sono realizzati con una compatta. Dicci qualcosa in più a proposito della tua attrezzatura di oggi ma perchè no anche id ieri.
Oggi ho una Bridge, una Canon G9, che mi sta dando delle soddisfazioni enormi.
Dopo appunto la Agfa di mio nonno, tornata a mio padre dopo il mio apprendimento, ho due corpi macchina analogici, la Nikkormat manuale del ’68 e una Nikkormat EF del 72. Due macchine prestigiose ancora adesso, e che non venderei mai! Ho il 28 f/3.5intonso, perché il grandangolo non è mai stato il mio obbiettivo, il 35 f/2.8 ma che non mi ho mai amato come qualità, il 50 f/1.2 consumato, l’85 f/1,8 che era il mio obbiettivo, tutti Nikkor originali con le lenti in cristallo, e un tele, un Kiron 80/200 f/4.5 che fungeva anche da macro. Stra-usato 🙂 Mi serviva per i ritratti a distanza, era una meraviglia. Nei paesaggi non valeva niente, ma i soldi erano pochi, il Nikkor non me lo potevo permettere e ho preferito prediligere la ritrattistica.
Pensa che ieri ho voluto pesare la EL con ll’85 montato, e il risultato è stato Kg 1.350, pensa al peso di tutta la valigetta !!! L’ho portata con me per secoli, poi non ce la facevo più.
Così ho provato una digitale compatta da sacchetto da patatine, chiamata Carmelina, e le sue foto le trovate con il tag, poi a una Nikon Colpic 5600, la “Titta”, e poi la G9. Sempre a tracolla, e quando dico sempre non scherzo.
Della G9 ho preso i due convertitori. Il tele, che la porta a 420, e il grandangolo che la porta a 28, ma che uso per fare le macro grandangolari !!! Il grandangolo non è proprio nelle mie corde !!!

Riposo in vetta - Copyright 2009 Willa999

Ci racconti qualcosa circa il tuo workflow e di quale approccio hai alla postproduzione delle tue immagin?
 Io la foto la gestisco principalmente sulla macchina. Per me “fotografia” è il gusto e la sfida tra me e quella cosa magica che ho in mano, e superarne i limiti. Anni e anni di diapositive, dove un errore era fatale, e dove i costi elevati non ti permettevano centinaia di scatti, mi hanno insegnato la tecnica, ed a fotografare poco ma bene.
Per i bn invece, amavo fare qualche sperimentazione mentre stampavo, ma erano più che altro crop, gestione della luce, solarizzazione, gestione delle diverse qualità di carta da stampa per avere i risultati che speravo.
Il mondo della digitale e della gestione delle foto al pc ha aperto un mondo incredibile alla post produzione, ma non per me. La mia “mentalità”, che è quella che la “mia” fotografia è la verità che percepisco nella realtà, mi porta ad usare una pp che non sia invasiva. Sicuramente i crop anche se a volte è una scelta difficile, ma in flickr le foto si vedono piccole e spesso prediligo la bellezza del singolo particolare, a volte correggo i contrasti, a volte desaturo se una foto non mi convince perché i colori sono troppo impastati, e per la conversione in bn perché la G9 è negata per quello. Ma tieni conto che io scatto in .Jpeg e non in raw, perché (a parte il discorso della conversione successiva) non sento il bisogno di “rivedere” il settaggio della macchina, perché “lo vedo, lo scelgo” al momento.
Ciò non toglie che mi capita di usare la pp per capire gli errori commessi al momento dello scatto, soprattutto per la conversione in bn. Spesso i colori sono troppo carichi e bisogna sovraesporre per poi avere lo scatto perfetto da convertire.
Come programmi, uso prevalentemente Picasa, è quello che è più completo a mio parere, veloce, intuitivo, non fa il caffè ma ha quello che serve.
Comunque, non disdegno la pp, ci sono foto che diventano grafica allo stato puro, non sono più foto ma sono emozioni.
E dobbiamo a questi programmi la possibilità, ad esempio, di salvare tante foto ricordo, vecchie o meno, irripetibili ma che sono anch’esse emozioni.

La domanda classica che faccio agli ospiti di questo blog : Cosa significa per te la tua fotografi?
La mia fotografia è la poesia con cui vedo il mondo che mi circonda. Un mondo vero, con i suoi pregi e i suoi difetti, con i suoi limiti e la sua rabbia. Io fotografo in città, una città fatta di smog e fretta, e le mie api sono prese ai giardinetti in mezzo al traffico, le mie rose negli spartitraffico in mezzo alla strada, i fiori rubati fuori dai fioristi, è una natura ribelle, che cerca di salvarsi e di salvare noi. Che sfrecciamo di fretta senza vedere la bellezza che urla intorno a noi.
Forse è anche per questo, che nelle mie foto non uso la pp. Perché quella bellezza deve solo essere riconosciuta e vista per quello che è, senza intermediari.

C’è un genere di fotografia o un tipo di soggetto che ti piace maggiormente fotografare?
Una volta adoravo fotografare appunto i bambini e le persone. Ma erano appunto tempi diversi. Oggi, è tutto una sfida.. Ma non nego che la mia passione è rimasta quella, le foto rubate alla strada.

Qual’è l’emozione che più frequentemente di capita di provare quando fai foto? E quando ti vengono commentate su flickr?
L’emozione che provo quando riesco a catturare l’anima di ciò che ho visto…. Che non è la mia anima riflessa, quello che io vorrei che fosse, ma è proprio l’essenza di ciò che è il mio soggetto in quel momento. Quasi potesse essersi messa in posa per me. In quel momento io mi sento un tramite, un tramite scelto perché la bellezza di quel fiore, dell’ape, dell’oggetto, venga alla luce per tutti quelli che la vedranno e potranno capire quanto è meraviglioso questo mondo, e quanto è da rispettare. In quel momento, quando vedo le mie foto e capisco di esserci riuscita, ho dentro l’umiltà di poter offrire al mondo un pezzetto di verità. Ma credo che sia qualcosa che si debba provare, e non si può descrivere.
Dei commenti che ricevo, mi piacciono e mi emozionano quelli che sono un confronto vero. Che sia lode o critica, leggo e rileggo quelli che si confrontano davvero con la mia fotografia, che mi aiutano a capire che il messaggio è stato percepito, o che mi aiutano a capire dove invece ho sbagliato e non è arrivato.

Saresti in grado di definire un tuo “stile”?
No. Credo che lo stile di una persona lo riconoscono gli altri, perché riconoscono le emozioni gli appartengono, i tagli, i colori, i soggetti, la versatilità. Poi, tieni conto che oggi la fotografia è molto cambiata. Io ero una appassionata di ritratti ed architettura. Oggi con la privacy ed internet, i ritratti non li fai più, o per lo meno io non li pubblico, specie i bambini che erano i miei preferiti. Poi, per l’architettura, per problemi miei sono 3 anni che non mi muovo da casa, e quindi ho spostato la mia fotografia sulla Natura in città e le macro, cosa che la G9 gestisce splendidamente.
Per Natale dovrebbe arrivarmi un signor scanner per negativi e diapositive, così posso finalmente recuperare i vecchi scatti analogici… chissà se nel mio stream “mi riconosceranno”  quindi, a volte lo stile è solo nella “personalità” del fotografo, ma quello appunto, secondo me è una cosa in cui sono gli altri a riconoscerti. Sicuramente, non ho un solo soggetto.

Hai mai avuto occasione di esporre o pubblicare il tuo lavoro? Hai progetti di questo genere per il futuro?
A parte flickr, no. Sono arrivata seconda in un contest di Fotografia Reflex e una mia fotografia verrà pubblicata sul numero di gennaio della rivista, ed è l’unica cosa che ho fatto.
Sono stata contattata da diverse riviste online per partecipare a progetti o cose del genere, ma non ho mai aderito. Non conoscendo le persone, dovendo inviare gli originali senza nessuna garanzia, non mi sono mai fidata. Per me sono “le mie fotografie” 🙂 sicuramente mi fa piacere se qualcuno mi nota e se ci saranno delle collaborazioni, ma se è una “cosa seria”  per me non è un “mettermi in mostra” o cercare una carriera fotografica, è molto di più…

L’ultima domanda è sempre la stessa per tutti… ed eccola anche per te… Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederest?
Di lavorare “per e con lui” !!!!! Gli chiederei di aiutarmi a crescere fotograficamente, così da poter comunicare sempre meglio le mie emozioni.

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Grazie davvero a Luna per la grande disponibilità e l’entusiasmo dimostrati.
Per chi volesse approfondire la conoscenza di questa bravissima fotografa cliccare qui per raggiungere il suo album su Flickr.

Alla prossima!

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trymanit

Trymanit (Alessandro)

Sfogliando l’album Flickr di Alessandro (meglio noto con il nickname Trymanit)  è impossibile non rimanere colpiti dalle atmosfere di alcuni suoi scatti. Sensazioni anche forti, che so di condividere con altri.

A volte inquietanti, altre intriganti, le sue foto lasciano il segno. Fanno intravedere che dietro alla macchina fotografica prima, ed ai processi di trattamento poi, c’è un vero artista. Un grande appassionato.

Ciao Trymanit. Sfogliando Il tuo album su Flickr si percepisce una vena artistica ed un insieme di esperienze e passioni che convergono nella tua fotografia. E’ un’impressione sbagliata o c’è realmente un importante filo conduttore che lega i tuoi scatti.
Ciao, innanzi tutto sono onorato di venire intervistato, mi riempie di soddisfazione, come, mi riempie di soddisfazione la possibilità di vedere, sentire, anche toccare quello che l’uomo può fare quando esprime le sue capacità, le sue conoscenze, che siano queste arte o attività lavorativa oppure entrambe.
Mi piace osservare la manualità, che sia quella di un cesellatore, di un fabbro, di mia madre che fà l’uncinetto, non ha importanza, mi piace veder creare.
Come del resto sono affascinato da tutte le forme d’Arte, dalle sculture di Pomodoro a quelle di Staccioli; alla pittura di Hieronymus Bosch, De Chirico, i Macchiaioli, Vettriano ; alla musica, tutta, con quella che più mi ha segnato che è quella di fine anni ’80, la new wave/Dark wave.
Il fatto che sfogliando il mio Album ti abbia dato questa sensazione mi lusinga, ma non c’è un filo conduttore prestabilito, sono le varie contaminazioni che mi portano a fare scatti anche molto diversi tra loro sia dal punto di vista prettamente visivo sia dal punto di vista del messaggio intrinseco.

E’ tanto che fotografi ? Raccontaci qualcosa di te e di come hai imparato a far foto.
Ho iniziato a fotografare nell’87, con una Nikon FE2 che possiedo tutt’ora.
Ho fotografato per 6/7 anni, poi ci sono stati dei cambiamenti che mi hanno portato a considerare la fotografia solo marginalmente, facendo solo qualche scatto durante qualche cena o ritrovo con gli amici.
Poi conosciuta Roxy, mia moglie, ho ripreso a fare qualche scatto.
Ma è stato il digitale a farmi ripartire…e ora non esco se non ho una macchina fotografica con me.
Mi domandi come ho imparato a fare foto…in non sò fare foto, non ho mai frequentato corsi, quando scatto spesso lo faccio di getto, una cosa che desta il mio interesse cerco di bloccarla e per paura che il tutto svanisca scatto senza tener conto delle varie regole compositive.
E qui devo ringraziare ancora una volta la tecnologia perchè essa mi dà la possibilità di fare scatti in successione, vedere immediatamente il risultato per poi scegliere lo scatto migliore. E per migliore intendo quello che rispetta l’immagine che mi ero prefissato di creare o l’attimo che volevo cogliere, quindi appagamento da sensazioni e non fredda perfezione tecnica. Non per niente, una cosa che odio profondamente è quando su Flickr commentano con “io avrei fatto così” oppure “io la taglierei così”, il tutto condito con quella saccenza da primi della classe che ho sempre odiato.

C’è qualche fotografo o artista che ritieni abbia avuto un ruolo di influenza nel tuo modo di fotografare ?
Non saprei quale sia quello che mi ha influenzato più di altri…come per le altre forme d’Arte, acquisisco da tutti.
Mi piacciono i paesaggi di Ansel Adams, per il modo di trattare il bianco e nero, ma sopratutto il modo come ci ha illustrato i parchi americani.
La saturazione cromatica di Franco Fontana e il rapporto che ha con le ombre.
Il rigore, classico, di Mapplethorpe…colgo l’occasione di ricordare la mostra alla Galleria dell’Accademia prorogata fino al 10 gennaio per chi l’avesse persa.
Il modo di riprendere le donne da parte di Helmut Newton…ecco forse Newton, quando mi capita di fotografare delle donne.

the_room

The room - Copyright 2009 Trymanit

Ci sono dei soggetti che ami fotografare in particolare ?
Fotografo di tutto, tutto quello che mi colpisce, che mi lancia un’input.
Amante come sono della regione in cui vivo, mi piace rappresentarla nella maniera più classica con i paesaggi e scorci caratteristici…ma anche no, facendo degli HDR ad esaltarne le sfumature cromatiche.
Fotografo il degrado, la decadenza, l’abbandono e questo a volte mi porta ad un coinvolgimento tale da andare oltre all’inquadrare e scattare…spesso in certi luoghi, per la scena, il contesto, sono portato ad immedesimarmi ed elucubrare che poi cerco di trascrivere nel commento alla foto.
Mi piacerebbe fare qualche ritratto in più, ma il mio essere non particolarmente entrante come carattere, mi costringere a partecipare a manifestazioni per poterli fare.

Hai attualmente qualche progetto fotografico in corso ?
Avrei diverse idee, ma perora rimangono tali…come tutti immagino, piacerebbe poter mostrare le foto in qualche spazio…ma già farlo su Flickr mi dà soddisfazione.

Le ultime due domande sono ormai un classico che faccio a tutti gli ospiti di questo blog : Cosa significa per te la tua fotografia ?
Esternazione di sensazioni, raccontare, ricordare.
Introspezione, trovarmi in luoghi che, attraverso la macchina fotografica mi aprono modi diversi di vedere la stessa scena e di interpretarla.
La fotografia intesa come mezzo di socializzazione,e questa intervista ne è un’esempio, mi ha permesso di conoscere gente, bella gente. Di farmi conoscere, nel bene e nel male.

Ed infine : se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti ?
Molto probabilmente farei come quando sono vicino ad un pittore, un’artigiano, o qualche altro artista…gli chiederei se posso rimanere a guardarlo mentre lavora.
Nel caso di un fotografo, guarderei come sistema la scena, come intergisce con essa e i suoi assistenti, perchè i grandi fotografi hanno sempre uno stuolo di assistenti.
Mi limiterei a guardarlo perchè non saprei cosa chiedere, ho come l’impressione di violare uno spazio facendogli delle domande dirette.
Non trovo molto corretto chiedere ad un’artista affermato come del resto ad un fotoamatore perchè o per come ha ripreso una scena…ognuno di noi ha un bagaglio di conoscenze, di motivazioni, di interessi che non permettono di essere capiti appieno quindi per non cadere in errori interpretativi, per non fare una violenza al suo modo di vedere, preferisco osservare e imparare e poi trarre le mie conclusioni.

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Ringrazio Alessandro per la sua disponibilità ed invito chi volesse approfondire la conoscenza Trymanit su Flickr a visitare il suo album ed in particolare i suoi mitici set a tema come quello dedicato ex manicomio di Volterra.

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Ed eccoci qua con un’altra breve intervista.

Come dicevo in un post precedente, Flickr è una piattaforma di foto-social-networking veramente notevole, specie perchè regala la possibilità di entrare in contatto con persone di gran talento e sensibilità fotografica.

nespyxel

Nespyxel

L’ospite di oggi è una di queste.
Nespyxel è un talento naturale. Il suo senso artistico colpisce immediatamente, la sua sensibilità nel gestire le geometrie ed i colori è affascinante.
Circa un anno fa mi sono imbattuto nel suo album e da allora non mi sono perso un suo post. Immancabilmente se ne esce quasi ogni giorno con una gran foto.
E’ veramente impossibile rimanere delusi.

Ciao Nespyxel. Il tuo album su flickr è commentatissimo, le tue foto decisamente belle, ci racconti qualcosa di te e di come hai iniziato a fotografare?
Nel mio caso l’utile al dilettevole si sono fusi in un unico abbraccio : il mio lavoro di agente immobiliare ha portato la mia passione a svilupparsi inconsciamente e, fotografando gli immobili destinati alla vendita, mi sono reso conto di avere un’indole ben specifica verso le architetture, le prospettive e le geometrie.

Il tuo approccio alla fotografia è più artistico o tecnico? Che tipo di formazione hai avuto?
L’approccio e’ sostanzialmente autodidatta e, a parte un piccolo corso fotografico da giovanissimo, mi sono trovato a cercare di risolvere da solo certe difficolta’ di ripresa e post produzione che relazionavo alle mie esigenze….la comprensione quindi dell’aspetto tecnico e’ stato quasi esclusivamente sul campo e parametrato con altri amici che avevano la stessa passione.

greeneye

The Green Eye – Nespyxel

Dal tuo lavoro sembra che ci siano dei soggetti che prediligi. Ci racconti qualcosa al riguardo?
Come accennato poc’anzi, la mia tendenza fotografica rivolta ad un certo tipo di composizioni deriva essenzialmente dal mio lavoro ed e’ stata ipersviluppata anche al di fuori.
Mi trovo attratto da tutto cio’ che e’ confluenza geometrica, dalle simmetrie( anche quelle naturali ), dai vanishing points, dai riflessi di qualsiasi natura con un’occhio particolare alle “ puddles” ed ultimamente prediligo il concetto di cattura della luce che ritengo sia lo zoccolo duro della fotografia

Una domanda che ormai è un classico per gli ospiti di questo blog : Cosa significa per te la tua fotografia?
Catturare un attimo che abbia almeno un elemento forte al suo interno.
Questo elemento deve trasmettermi una emozione di un certo spessore..qualunque essa sia : un paesaggio, uno sguardo o una certa espressione, una composizione geometrica esteticamente rilevante o un raggio di luce nel buio che crea un’atmosfera di forte impatto emotivo.
In generale sono affascinato dall’estetica e dall’armonia delle linee e delle forme..sia naturali che non

Ci dici qualcosa della tua attrezzatura?
Per ora sono abbastanza soddisfatto.
Nel mio corredo c’e’ una reflex digitale Nikon d80, un obiettivo 18-270 tutto fare, un wide spinto 10-24 che ritengo indispensabile, una lente 105 mm macro dedicata ed un’altra lente fissa ( il mitico “ cinquantino” per usare un gergo motoristico ) abbastanza luminosa per approcciare al meglio situazioni di scarsa e difficile luce.

La curiosità è sempre quella di sapere qualcosa del workflow. Ci racconti un po’ del tuo?
Il mio percorso in tal senso e’ stato graduale e relazionato alle esigenze che mano a mano crescevano.
Ho iniziato appoggiandomi a semplici programmi di apertura foto come acd see che ancora oggi uso nella versione piu’ evoluta’.
Nel tempo, la ricerca della qualita’, mi ha portato a scattare in raw e lavorare il file grezzo senza alcun tipo di compressione.
E’ davvero incredibile la differenza di informazioni di luce e colore che puo’ avere un formato del genere rispetto al comune jpeg che, sicuramente piu’ comodo e leggero per la visualizzazione, non puo’ competere in termini di qualita’ soprattutto quando si ha la necessita’ di stampare le immagini o anche solamente intervenire in post produzione con un fotoritocco.
Oggi la scelta delle case produttrici piu’ famose va proprio in questo senso ed e’ possibile trovare il formato raw anche all’interno di potentissime bridge senza avere l’obbligo, per chi non volesse, dell’acquisto di una reflex digitale professionale.
Il passaggio a programmi piu’ evoluti, nel mio caso che includessero funzioni di raddrizzamento delle linee verticali e soprattutto l’ esigenza di attutire il rumore di fondo che spesso e’ il limite del sensore ridotto di molte reflex digitali, mi ha portato all’uso di PhotoShop…lo trovo un programma molto potente, efficace e poliedrico anche se non facile da gestire e padroneggiare.
In questo senso sono sempre alla ricerca di nuove conoscenze per sfruttare il piu’ possibile le sue enormi potenzialita’.

L’ultima domanda è sempre la stessa per tutti… e tocca anche a te ( : -) ). Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti?
Difficile e quasi imbarazzante una domanda del genere…
Il desiderio principale e’ sempre quello di carpire tecniche vincenti ovviamente direttamente in fase di scatto….anche se so benissimo che il punto nevralgico del successo di un grande fotografo sta in ognuno di noi : e’ questo punto si chiama “occhio” !
Questo elemento lo considero frutto di studi ma soprattutto frutto dei geni ..ed i geni non sono riproducibili sul campo.

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Grazie davvero a Nespyxel per la disponibilità e l’interesse dimostrati.
Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo talentuoso fotografo cliccare qui per raggiungere il suo album su Flickr.

Alla prossima!

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Dalla scorsa settimana ho iniziato un piccolo progetto : proporre con regolarità una breve intervista ad una persona che stimo per il talento e la passione che ha per la fotografia.
Si tratta di un qualcosa di breve e sintetico, adatto ad un blog ma anche l’occasione per fare la conoscenza di persone che fanno degli splendidi scatti ed approfondire con loro qualche tema.cristianella

Questa settimana ho posto le mie domande ad una fotografa che ammiro e che ho incontrato su Flickr, si chiama Cristiana ad è meglio conosciuta con il nick Cristianella.

Cristiana ha una album a mio parere molto interessante, che ho sfogliato con meraviglia ed ammirazione fino a convincermi che stavo guardando il lavoro di una vera appassionata. Da non perdere i suoi set “abandoned” e ” subterranean city blues”. Al suo attivo anche alcune esposizioni in collaborazione con altri fotografi membri del gruppo Flickr fiorentino.

Ciao Cristiana e grazie di aver accettato con entusiasmo questa breve intervista. Su Flickr hai un album bellissimo, ci racconti come hai imparato a fotografare ? Hai ricevuto un’istruzione formale o sei autodidatta ?
Innanzitutto, sono io che ti devo ringraziare, sei troppo gentile:-)
Sono un’autodidatta pura, ho seguito qualche corso di base, osservato mio padre (autodidatta anche lui) fare foto nel corso degli anni. Penso di avere l’occhio allenato – se posso definirlo cosi’ – allo sguardo, all’osservazione, grazie a tutti I film che guardo e ho guardato.
Sicuramente ho avuto una sorta di “imprinting” fotografico, se posso definirlo cosi’. Ho avendo avuto la fortuna di frequentare la prima scuola elementare di Firenze che sperimentava il tempo pieno nel lontano 1975…tra le tante attivita’ extra, c’era un corso di fotografia. Il maestro Pignotti ci portava nei dintorni della scuola, sull’argine del Mugnone a fare foto che poi lo aiutavamo a sviluppare nella piccola camera oscura del nel cortile della scuola. Piu’ che altro, osservavamo e lo aiutavamo ad appendere le foto con le mollette per farle asciugare:-)

Qual è stata la tua prima macchina ? E adesso cosa usi ?
Una Yashica FX3 Analogica, poi il primo approccio al digitale e’ stata una compattina Canon Easy Share sostituita presto dalla Canon EOS350D, acquistata nel 2006 e sulla quale monto vari obiettivi. Il mio preferito e’ il Sigma 10-20, il grandangolo, lo adoro! Proprio qualche giorno fa ho recuperato le vecchie macchine analogiche di mio padre, mi e’ venuta voglia di riprovare con la pellicola!

Da quanto tempo hai la passione per la fotografia ?
Ho sempre fatto fotografie, senza particolare impegno o convinzione, comunque. La vera e propria passione e’ scattata nel 2006, quando, con il mio compagno, ho iniziato a girare in lungo e largo la Toscana meno conosciuta, a camminare nel bosco e a scoprire l’atmosfera dei piccoli paesi. Ho sentito l’urgenza di condividere il piacere della scoperta e la pace che mi dava camminare nella natura.
Poi ho scoperto Flickr, grazie ad un’amica, e la passione e’ diventata sfrenata, con grande disappunto del mio compagno 🙂 Il fatto di poter condividere le emozioni e le foto con gli altri, crescendo grazie ai commenti e ai suggerimenti di fotografi molto piu’ bravi di me, ha avuto un ruolo determinante nel trasformare l’interesse in passione.

Cos’è che ti piace fotografare ?
Tutto quello che attira la mia attenzione, in modo particolare I contrasti urbani, sia architettonici che umani e poi la natura. Ultimamente, superando la mia innata timidezza, ho scoperto che mi piace anche fare ritratti.

Una domanda che amo fare a chi fotografa con passione : “Cosa significa per te la tua fotografia ?”
Mmm, mica facile….quando fotografo e’ come se entrassi in un limbo, sono totalmente concentrata e a mio agio, mentre solitamente mi sento sempre un po’ fuori posto….e’ come se mi svuotassi e poi riempissi gli occhi con le immagini che mi scorrono davanti. Perdo il senso del tempo, mi sento in pace e completamente felice quando fotografo. E questo, per una iperattiva schizofrenica come me, significa che la fotografia e’ davvero una grande passione!!

C’è un fotografo, famoso o meno, che ti ha ispirata o influenzata in particolare ?
Non ce la posso fare a sceglierne uno….direi Ansel Adams per I magnifici paesaggi e lo stupendo b/n, Sebastiao Salgado, per il suo approccio al mondo dei dimenticati e degli oppressi, Tina Modotti, una delle prime artiste ad attirarmi verso il mondo della fotografia. Tra gli italiani, Gabriele Basilico, (i suoi ritratti di citta’, fabbriche e paesaggi sono meravigliosi), e Tano D’Amico (sono innamorata dei suoi reportage, dagli anni 70 ad oggi, assolutamente imperdibili).

Hai qualche progetto fotografico su cui stai lavorando o su cui pensi di lavorare a breve ?
Idee ce ne sono tante, vorrei avere piu’ tempo da dedicarci. Per il momento, sto lavorando, con alcuni amici di flickr, ad un progetto sul parco di Poggio Valicaia a Scandicci. L’idea e’ quella di mostrare come cambia il parco nell’arco delle stagioni e di ricondurre gli scatti ad una proiezione audiovisiva, principalmente indirizzata alla fruizione da parte degli allievi delle scuole che visitano Il parco.
Vorrei organizzare qualcosa sulla fotografia di strada, genere che mi affascina tanto!

L’ultima domanda è quella che sta diventando un mio refrain… Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti ?
Non credo che riuscirei ad aprire bocca, te l’ho detto che sono timida!! Chiederei forse il permesso di seguirlo ed osservarlo mentre lavora…non sia mai che possa imparare qualcosa per osmosi!!
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Ringrazio Cristiana per la gentile presenza su questo blog ed invito tutti coloro che volessero conoscerla meglio a visitare il suo album su Flickr : http://www.flickr.com/photos/cristianella/

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Oggi vi propongo una breve intervista ad un amico e collega con il quale ho avuto il piacere di entrare in contatto attraverso quella portentosa piattaforma di photosocialnetworking che è Flickr.
Berns Snap oltre a collaborare con il quotidiano web “Nove da Firenze”, ha uno splendido album su Flickr ed un blog bilingua molto ben fatto.

Berns Snap

Berns Snap

Ciao Berns. Ci racconti un po’ di te e di come è nata la tua passione per la fotografia ?
E’ una passione nata dopo che molti apprezzavano le inquadrature delle mie foto. Subito dopo un viaggio in Giappone nel 2004 mi sono pentito di non aver goduto di una reflex per documentare tutte le enormi differenze del paese del sol levante ed allora me la sono comprata e ho iniziato da autodidatta.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti? Cosa ti piace catturare con la tua fotocamera?
Ancora non ho trovato la mia “strada”. Ultimamente sono attratto in maniera particolare dalla foto di strada e delle persone, ma ancora non ho sconfitto il fatto che a volte mi vergogno. I miei viaggi, che grazie alla mia ragazza sono diventati frequenti, li apprezzo dal punto di vista documentaristico e ne approfitto per riportare indietro ricordi e diversità.

Cosa significa per te la tua fotografia?
Ho una frase che diceva mio padre che sintetizza in parte la filosofia: “non dobbiamo rubare, ma solo con le mani”, cosi’ ho deciso di rubare momenti, immagini, emozioni, luci, con i miei occhi, con la macchina fotografica.

Non sei solo fotografo ma scrivi anche per un quotidiano. Ci racconti di questa tua esperienza e come si integra con l’attività di fotografo?
Il mio lavoro nella redazione di Nove da Firenze e’ preliminare a volte di quello da fotografo, perché mi mantiene informato sugli eventi della mia città, cosi’ da organizzarmi nel caso possa documentarli. Il mestiere del fotogiornalista e’ quasi finito, le immagini possono avere pero’ un ruolo di approfondimento, che magari posso costruirmi grazie alla rete di contatti instaurata grazie al giornale.

Fotografare per te è solo una passione o anche un’attività professionale?
Esclusivamente una passione… sono stato pagato solo per qualche collaborazione con un fotografo e dei book di moda.

Hai una foto che vorresti fare ma che ancora non sei riuscito a fare?
Avere la possibilità di fare un redazionale ad un personaggio famoso. Intervista e fotografie… bianco e nero ad un Clint Estwood per esempio.

L’ultima domanda è quella da un milione di dollari ( 🙂 ). Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti?
Vorrei fosse possibile incontrare uno dei grandi fotogiornalisti che hanno fatto la storia di questa. Qualcuno tipo Capa o Bresson e chiedergli “Qual’e’ la tua foto preferita”

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Ringrazio Berns per la gentile presenza su questo blog ed invito tutti coloro che volessero conoscerlo meglio a visitare il suo blog all’indirizzo http://berns78.wordpress.com/ ed anche il suo album su Flickr: http://www.flickr.com/photos/berns-photo/ oltre al quotidiano Nove da Firenze con cui collabora http://www.nove.firenze.it

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