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Sharing Workshop 2 by Alessandro Morandi

Photo by Alessandro Morandi - © Copyright All Rights Reserved

Nel primo Sharing Workshop dello scorso Aprile ci eravamo solo limitati alla fotografia, in questo abbiamo anche mangiato molto bene. 🙂

A parte gli scherzi, voglio davvero ringraziare tutti gli intervenuti a questa seconda edizione dell’iniziativa di condivisione fotografica che si è svolta Domenica scorsa presso il Rifugio Gualdo, a due passi da Firenze.

SharingWorkshop_GualdoA turno i partecipanti hanno esposto un tema : si è parlato del rapporto tra fotografia e pittura, di storia del ritratto, siamo stati coinvolti in una sorta di divertente challenge creativa alla ricerca di scatti a tema ispirati da canzoni e film famosi ed abbiamo visto come si lavora con photoshop per ottenere immagini altamente drammatiche.

Un intervento molto ispirato e particolare ci ha mostrato come si possa partire da una foto di altri per produrre una creazione artistica che riesce a fondere pittura e poesia.

Ma non è finita qui, ci siamo poi immersi nel mondo della “pareidolia” ( l’associazione creativa di forme umane o animali nelle immagini di oggetti inanimati ), e quindi risaliti agli albori della fotografia e delle tecniche usate nell’ottocento, per poi concludere con un intervento che ci ha illustrato le tecniche per ottenere splendide foto panoramiche.

SW2Una giornata stimolante ed intensa, in cui chi prima ha ascoltato si è poi messo in gioco per condurre una parte di questo Sharing Workshop #2.

Anche stavolta devo dire che è stato perfettamente colto da tutti lo spirito con cui ho voluto organizzare la seconda edizione di questa iniziativa : la voglia di creare un’occasione di scambio reciproco di conoscenze ed argomenti.

Un grazie particolare a chi si è sorbito alcune centinaia di chilometri per arrivare a Firenze e prendere parte a questo evento, portando i suoi interessi, la sua visione e le sue competenze.

Per vedere qualche foto del workshop nel pool dell’apposito gruppo su Flickr cliccare qui.

Un arrivederci alla prossima edizione !

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Se sei interessato a partecipare ad uno dei prossimi Sharing Workshop scrivi a : sharingworkshop@gmail.com

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Alessia e la palla

Alessia e la palla - © Copyright 2008 Pega

Beh ormai ci siamo quasi.
Tra un paio di settimane ci troveremo con un piccolo gruppo di persone per quella che è la seconda edizione di un’iniziativa nata dalle righe di questo blog.
Lo Sharing Workshop  è imparare condividendo, incontrare altri fotografi con la stessa passione, voglia di mettersi in gioco e di socializzare, mettendo in pratica il simpatico detto : “se vuoi davvero conoscere qualcosa prova a spiegarlo agli altri“.
I partecipanti appartengono a livelli di esperienza fotografica e fasce di età diverse e, come per lo scorso workshop, qualcuno si sobbarca svariate centinaia di chilometri per venire.

Anche questa volta però sono rimasto sorpreso da quante persone mi abbiamo scritto interessate a partecipare ma solo come ascoltatori, perchè intimidite dal fatto di dover parlare e gestire una loro parte di workshop.
La trovo una cosa davvero strana.
Quello che mi incuriosisce è come nell’era in cui molti usano strumenti che consentono di esporre quotidianamente al mondo intero immagini, pensieri e dettagli della propria vita, le stesse persone poi trovino invece difficoltà a parlare di un argomento che appartiene alla loro passione davanti ad un piccolo gruppo di amici “dal vivo”.
Certo, tutti abbiamo la nostra dose di timidezza e riservatezza, tutti esitiamo quando dobbiamo metterci un po’ in gioco, ma qui si tratta di una paura strana, eccessiva, su cui invito a ragionare sul serio.
E’ un po’ come ciò che impedisce di approcciare una persona da cui si è attratti, regalando a questa subdola sensazione il potere di impedire tutto quello che potrebbe accadere invece facendosi avanti.

Personalmente, una volta resomene conto, cercherei ogni via ed ogni occasione per liberarmi di questo limite.

Beh, in ogni questo evento è ormai al completo e l’appuntamento è con i partecipanti a Firenze il 19 settembre per lo Sharing Workshop#2.

Farò del mio meglio per  postare poi sul blog un breve resoconto e qualche immagine e provare a condividere l’esperienza con tutti.

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Credo che l’esperienza di esporre al pubblico il proprio lavoro sia molto importante per chi ama fotografare.
Ho avuto occasione di parlarne con l’amico Angelo Oliviero, amico e frequentatore di questo blog che ha accettato di raccontarci cos’è stata per lui l’esperienza della mostra “Poggio lo Sguardo”, realizzata a Poggio a Caiano qualche settimana fa.

Poggio lo sguardoCiao Angelo. Ci racconti un po’ com’è nata l’idea della mostra ?
L’idea di organizzare questa mostra è nata con la disponibilità di uno spazio espositivo interessante, si tratta di un posto molto bello anche se afflitto da varie difficoltà dovute alla scarsa illuminazione e al fatto che si trova all’aperto. Bizzeffe è uno spazio estivo gestito dalla cooperativa sociale “Il Grappolo” insieme ad altri volontari e Viola Belli (una di questi volontari) ha contattato Giulia Pagliai (un’amica fotografa) che poi ha contattato me e gli altri fotografi. Da lì è partito il tutto…

Qual è l’aspetto organizzativo che ha dato a te ed agli altri partecipanti più difficoltà ?
Sicuramente il problema maggiore per noi è stato il fattore tempo. Abbiamo organizzato la mostra circa un mese e mezzo. Ci è stata data quest’opportunità e noi l’abbiamo raccolta come una sfida facendo continui incontri ed organizzando il tutto usando anche facebook e la posta elettronica. Il giorno precedente all’inaugurazione siamo arrivati a scambiare addirittura 140 email! Oltre ai tempi stretti abbiamo avuto problemi con le cornici (molto economiche e poco affidabili) e con l’illuminazione (scarsa e “fastidiosa”).
Ma abbiamo fatto tesoro di quello che abbiamo imparato.

Scale Geometriche - Scale Cromatiche

Scale Geometriche - Scale Cromatiche - Copyright 2010 Angelo Oliviero

 

Cosa ti ha guidato nella scelta del tema che hai proposto per la tua esposizione ?
Voglio precisare che il mio ruolo è solo quello di co-organizzatore nella realizzazione della mostra. Il gruppo che ha realizzato la mostra è fatto da 10 persone (otto fotografi, un grafico e una ragazza che ci ha aiutato sin dall’inizio fino all’allestimento del banchetto per l’inaugurazione).
Durante il nostro primo incontro abbiamo deciso di scegliere un tema unificante e allo stesso tempo che lasciasse libertà ai fotografi. Il nome “Poggio lo Sguardo” è stato scelto dal gruppo ed indica una raccolta di foto che raccontano il comune di Poggio a Caiano. Questa scelta è stata quantomeno doverosa dato che è stata Poggio a Caiano stessa ad ospitarci e decidargli il tema delle fotografie è stato per noi un piacere. All’interno di questo tema ognuno dei fotografi ha scelto un “sottotema” così da realizzare una piccola mostra personale.
Il tema della mia personale era “Scale geometriche – scale cromatiche”. L’ho scelto perché ammiro molto la geometria delle scale della Villa Medicea di Poggio a Caiano e sono stato varie volte a visitarla ed a fotografarla. E questo tipo di attenzione mi ha permesso di andare più a fondo con il tema e di elaborarlo meglio nonostante il poco tempo a disposizione.

Dicci qualcosa sul processo di stampa.
Per la stampa ci siamo affidati allo studio Nonsolofoto di Poggio a Caiano. Da loro abbiamo ottenuto anche una piccola sponsorizzazione che ci ha concesso per questo un notevole sconto sul costo di stampa. Tutte le stampa erano nel formato 30×40. Questo formato non ci ha aiutato molto dato che non è nella proporzione (3:2) adottata dalle nostre Reflex. La maggior parte degli autori hanno preferito adottare un crop per riempire completamente la superficie stampata con le fotografie. Io ho scelto di adottare una cornice bianca intorno ad una foto di dimensioni 20×30. Sono contento di questa scelta ma devo dire che anche le stampe a pieno formato erano davvero splendide.
Tengo a precisare che lo stampatore ci ha garantito che le foto non avrebbero avuto alcuna elaborazione rispetto al file originale. Molti service di stampa tendono a “migliorare” le fotografie. Noi volevamo invece avere un risultato quanto più possibile simile ai provini che avevamo precedentemente stampato in formato 10×15.
Dato che ho parlato di uno degli sponsor, vorrei cogliere l’occasione di citare il negozio d’informatica Essedi Shop di Prato che ci ha fornito, come sponsorizzazione il proiettore che abbiamo usato per proiettare una raccolta di molte delle foto realizzate per la mostra (anche quelle non stampate). Le immagini sono state proiettate sul muro di perimetrale e l’effetto è stato davvero affascinante…

Scale Geometriche - Scale Cromatiche

Scale Geometriche - Scale Cromatiche - Copyright 2010 Angelo Oliviero

 

Come si è sviluppato il rapporto con gli altri fotografi che esponevano ?
La maggior parte dei fotografi li ho conosciuti ad un corso di fotografia di base organizzato dalla Circoscrizione Prato Centro. Il nostro rapporto di amicizia e la condivisione della nostra passione si sono poi consolidati frequentando insieme il corso di “Fotografia Creativa” tenuto da Andrea Abati presso il Dryphoto 2 a Prato.

Insomma è stata una bella esperienza? Hai qualcos’altro che vorresti condividere ?
E’ stata un’esperienza molto bella. Faticosa, non senza momenti di sconforto dovuti alla paura di non riuscire ad avere il risultato sperato, ma completamente appagante. Non era la prima mostra colletiva per me, ma era la prima organizzata insieme ad un gruppo di persone senza la guida e il supporto di un insegnante o di un gruppo fotografico. Abbiamo imparato tante cose e ne faremo tesoro. Farsi aiutare semplifica le cose, ma rende il tutto più piatto e meno interessante…
Qualcos’altro da condividere? Beh, invito gli altri fotografi a provarci così come ho provato io. Scegliere un tema, studiarlo, elaborarlo, tornare tante volte a fotografare nello stesso posto, scegliere come stampare, dove esporre etc etc. Sono cose che dovrebbero fare tutte le persone che amano la fotografia.
Fare fotografia non significa perdere ore su photoshop per limitarsi a pubblicare un’immagine martoriata solo su Flickr o peggio su Facebook…

Hai altri progetti in mente ?
Per settembre è prevista la mostra conclusiva del laboratorio di fotografia che ho seguito quest’anno con Andrea Abati. La mostra avrà come tema lo sviluppo e la riqualificazione della zona di Prato Nord. Oltre alle fotografie saranno esposti anche dei progetti di riqualificazione della zona realizzati da degli studenti di Architettura. Secondo me il risultato sarà davvero interessante. Sono molto curioso di vedere quale sarà il risultato finale.
Per il resto il nostro gruppo sta lavorando ad un paio di progetti per delle mostre. (una a S. Mauro a Signa, una a Firenze).

Ormai che ci sei, dai raccontaci qualcosa sulla tua passione per la fotografia e di come hai iniziato.
Quella per la fotografia è stata per me a lungo tempo una di quelle passioni “nascoste” o latenti. Una di quelle passioni a cui non si dà sfogo per mancanza di tempo o per sfiducia in sè stessi. Ho sempre guardato le foto con un certo interesse e non di rado mi perdevo ad ammirare le raccolte fotografiche proposte da Repubblica Online. Poi, nel 2006, successivamente ad un mio viaggio a New York ho deciso di provare investendo nell’acquisto della mia prima macchina fotografica (una Lumix FZ50) e iscrivendomi ad un corso. Da allora la fotografia non mi ha mai abbandonato ed è parte integrante delle mie giornate. Anche senza macchina fotografica, si fotografa sempre e non è difficile per me fermarmi ad ammirare la bellezza di un’ombra particolare che si proietta sull’asfalto.

Un domanda classica che faccio sempre: cosa significa per te la tua fotografia ?
Domanda classica a cui è difficile rispondere. Risponderò in breve dicendoti che per me la fotografia è una di quelle cose che rende così bella ed affascinante la vita. Vivo la fotografia come un mondo misterioso ed affascinante che quotidianamente mi svela sempre qualcosa di nuovo. Spero di non annoiarmi mai e di continuare a ricevere senza interruzione stimoli perché altrimenti sarebbe davvero un peccato… Permettimi di salutare e ringraziare i partecipanti alla mostra “Poggio lo Sguardo”.
E’ anche merito loro se sei qui a farmi queste domande. Eccoli :
I fotografi:
Francesca Bolognesi
Nicoletta Bonfà
Michele Lazzerini (
http://www.flickr.com/mick_the_mic)
Irene Lazzarini Simone Lazzarini (
http://www.francesimo.it)
Franca Mollica (
http://www.francesimo.it)
Giulia Pagliaia (
http://www.flickr.com/photos/giuliagiulai)

 e i collaborari:
Andrea Daviddi Pamela Caprioli

—-

Grazie Angelo per  l’interessante contributo.
Per chi fosse interessato a vedere le immagini, la galleria della mostra è visibile a questo indirizzo su flickr  mentre alcune foto dell’allestimento e dell’inaugurazione possono trovarsi qui.

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Come promesso eccomi con dei personalissimi “premi speciali”, ulteriori rispetto al vincitore ufficiale, che ho deciso di assegnare ad alcuni dei partecipanti al contest che accompagnava la recente Firenze Photowalk.
Nel valutare tutte le foto partecipanti a questo piccolo concorso mi sono infatti trovato davanti una notevole serie di splendide fotografie, alcune delle quali veramente fantastiche ed ho pensato che parlare solo del vincitore fosse limitativo.
Assegno quindi questi riconoscimenti secondari che, sebbene se non ufficiali, vorrei rappresentassero una piccola soddisfazione per chi li riceve e magari divenire una sorta di simpatica tradizione per future photowalk fiorentine.
 
Iniziamo con la prima Menzione d’onore : “creatività

Firenze in sottoveste

 Fulvio Petri (Sharkoman)
E’ uno scatto fantastico.
Frutto dell’estro e di un occhio creativo che ammiro moltissimo.
Grande Sharko !
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 Dog Style #2Menzione d’onore  “simpatia”
Guido Masi
 “Dog Style #2
Non credo ci sia bisogno di aggiungere molto a questo empatico bianco e nero. Non trovi ?
Complimenti Guido !
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Firenze Ponte Vecchio
Menzione d’onore “coolness
Azhar Segura (Makazi)
Originalità ed un po’ di ironia. Devo dire che mi piace molto questo scatto di una Firenze ed un Ponte Vecchio un po’ diversi.
Bravissima Makazi !
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A questi, ma anche al vincitore ufficiale ho deciso di far avere una bella stampa della foto di gruppo che abbiamo fatto alla photowalk.

Complimenti a tutti !

🙂

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In concomitanza con la Worldwide Photowalk a cui abbiamo partecipato organizzando una passeggiata fotografica anche a Firenze lo scorso 24 Luglio, era stato anche indetto un concorso fotografico di livello mondiale tra tutti i trentatremila partecipanti alle oltre mille photowalk in giro per il mondo nella stessa data.

A Firenze, come leader della photowalk locale, mi sono trovato a dover scegliere la vincitrice fra le foto inserite sull’apposito sito e devo dire che non è stato per niente facile…

Ho deciso quindi di postare qui una sorta di breve spiegazione di quali sono stati i parametri ed i ragionamenti che hanno portato alla mia decisione. Si tratta di valutazioni totalmente personali e soggettive, sicuramente esposte a qualsiasi tipo di critica o disaccordo, è evidente, ma condividerle fa parte dello spirito che anima questo blog.

Spero possa essere interessante leggerle.

Dunque, la foto che ho scelto come vincitrice del contest è “Il Rinascimento è Analogico” di Martino Meli (m|art).

Il Rinascimento è Analogico

Il Rinascimento è Analogico - Copyright Martino Meli 2010

Come a volte succede con alcune cose che poi si finisce per apprezzare molto, devo dire che che appena l’ho vista è subito scattata in me l’idea che questa fosse la foto vincitrice. Resomene conto ho però combattuto questo impulso istintivo, sopratutto per studiare e valutare comunque in modo approfondito tutte le foto partecipanti a questo piccolo ma comunque “fiero” contest. 🙂

Sebbene molte delle altre immagini presentino spunti creativi, gusto artistico, simpatia ed ottima tecnica, alla fine “Il Rinascimento è Analogico” ha mantenuto quella “posizione di testa” che si era quasi subito guadagnata.

Insomma, almeno per quanto mi riguarda, l’istinto non mi aveva ingannato.

Cos’è dunque che mi piace in questa foto ?

Innanzitutto il soggetto, anzi i soggetti.
Martino ha saputo miscelare con grande maestria vari temi, cominciando quello principale e perfettamente a fuoco : il fotografo.
La persona fotografata è Francesco, uno dei partecipanti alla photowalk fiorentina appunto. La sua posizione non lascia dubbi sul fatto che stia fotografando ma quello che mi piace di più è l’insieme dei dettagli che flirtano amabilmente col titolo : la macchina fotografica “presumibilmente” (e lo era davvero) analogica, il laccetto che fa immaginare un esposimetro nascosto in tasca, ma anche il fantastico cappello che arriva direttamente dagli anni sessanta.

C’è poi l’altro soggetto, la magnifica facciata di S.Maria Novella, che richiama direttamente al luogo della nostra photowalk ed al titolo. La leggere sfuocatura la rende una presenza maestosa ed affascinante.
Fantastico è il legame che il titolo aiuta a concepire tra questi due soggetti che oserei definire principali, ma c’è anche un altro legame che solo dopo un po’ di osservazione ho potuto realizzare a livello conscio : è la postura del fotografo che meravigliosamente richiama le linee sinuose della facciata creando una sorta di eco compositiva che trovo di gran classe. E’ forse questo uno degli aspetti che probabilmente ha contribuito fin da subito a farmi piacere questa foto.
Altro interessante dettaglio compositivo è l’allineamento della “linea di tiro” del fotografo con gli elementi della basilica. Anche questo credo contribuisca in modo significativo alla struttura dell’immagine.

Il terzo elemento che mi ha colpito è il bambino che gioca, una presenza perfetta in quello che alla fine per tutti noi è divertimento ed esperienza di diletto. Sinceramente sembra messo lì proprio apposta da un abile regista.

Naturalmente si potrebbe continuare a lungo andando ad analizzare ancora di più questa foto, probabilmente scovandoci e “proiettandoci” chissà quali elementi o messaggi che forse l’autore nemmeno aveva in mente ma proprio questo è il bello della foto-degustazione (non so se hai avuto occasione di leggere i miei post 1 , 2 , 3 al riguardo).

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, che personalmente non tendo a considerare prioritari, la foto è comunque notevole. Il bianco e nero uscito dalla Rollei di Martino è ricco di tutte le tonalità, il bianco della chiesa è vivo, i dettagli nitidi quanto basta.

Insomma è una gran foto. No ?

Bene. Quindi complimenti a Martino Meli che si aggiudica il contest della Photowalk di quest’anno. A lui un piccolo premio offerto dagli sponsor ma sopratutto l’accesso al contest mondiale.
IN BOCCA AL LUPO MARTINO !

🙂

Ma non è finita qui.
Devo fare i miei complimenti a TUTTI i partecipanti alla photowalk ed in particolare al contest. Le foto sono tutte davvero notevoli e la scelta è stata un lavoraccio.
Dato che tra le immagini partecipanti spiccavano comunque delle vere e proprie perle, ho deciso di assegnare dei titoli secondari, assolutamente arbitrari e non ufficiali.
Ma ne parlerò nel prossimo post…

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Florence Photowalkers 2010

Florence Photowalkers 2010 – By Pega

Voglio ringraziare calorosamente tutti i partecipanti alla Firenze Photowalk di Sabato 24 Luglio 2010 che ho avuto il piacere di condurre come leader (detto anche “lider” 🙂 ).
E’ stata una piacevole passeggiata in compagnia di un bel numero di amici accomunati dalla passione per la fotografia e la voglia di divertirsi insieme girellando per la città in cerca di qualche scatto memorabile…

Eravamo solo una delle oltre mille photowalk che si sono svolte nell’ambito dell’iniziativa “Scott Kelby’s Worldwidw Photowalk” che rappresenta il più grande evento al mondo della cosiddetta “fotografia sociale”.

Per la precisione ieri si sono svolte passeggiate fotografiche in ben 1.1111 città in tutti e cinque i continenti con la partecipazione di oltre trentatremila fotografi di qualunque tipo e livello, che si sono divertiti ed hanno socializzato ed imparanto gli uni dagli altri.

Ma non è finita qui.
Da oggi tutti i partecipanti registrati possono inserire una loro foto sul sito della Photowalk di Firenze e partecipare ad un contest dove come “lider” avrò l’onore e l’onere di scegliere la mia preferita ed aggiudicare un piccolo premio al vincitore o alla vincitrice, ma sopratutto farlo accedere alla fase mondiale del contest, dove i giudici saranno ben più qualificati e con in palio interessanti premi messi a disposizione dagli sponsor della manifestazione.

Ho infine aperto un apposito gruppo su Flickr in cui tutti i partecipanti alla photowalk potranno postare tutte le foto che hanno realizzato e che vorranno condividere.
Raccomando, anche a chi non ha partecipato, una visita approfondita a questo pool perchè ci sono foto veramente niente male!

Bene. E’ tutto.
Alla prossima FLORENCE PHOTOWALK 2011!!!

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WWPW2010

Non ti sei ancora iscritto o iscritta alla Photowalk di Firenze del 24 Luglio 2010 !!!???

Non puoi mancare !
Si tratta del più grande evento al mondo della cosiddetta “fotografia sociale” e si svolgerà in contemporanea in più di mille città in tutti e cinque i continenti sotto forma di passeggiate fotografiche a cui potranno partecipare gratuitamente fotografi di qualunque tipo e livello, divertendosi, socializzando ed imparando gli uni dagli altri.

In questo momento c’è un numero totale di iscritti che complessivamente supera i trentaduemila (!).
Avrò il piacere di condurre la Photowalk di Firenze di quest’anno e quindi… ti aspetto !
Sarà l’occasione per incontrarsi, conoscersi, ammirare insieme le bellezze di Firenze e vedere un sacco di altri appassionati di fotografia.

Per tutti i dettagli e per l’iscrizione, che dà diritto di partecipare al contest per i premi messi in palio dall’organizzazione visitare http://worldwidephotowalk.com/walk/firenze-toscana-italia/

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Herbert Hoffmann

Herbert Hoffmann - Copyright 2009 Pega

Ieri sera mi accorgo di una gran quantità di traffico sul blog, un picco di visitatori molto superiore alla norma.
Non riuscendo bene a capire quale potesse esserne la ragione, controllo le statistiche di accesso e noto che ci sono un paio di siti, a me sconosciuti, che stanno inviando su pegaphoto.com un sacco di lettori.
Ebbene, vado a vedere e scopro che questi web riportano, linkando al mio blog, la notizia della morte di Herbert Hoffmann.

Su di lui avevo scritto, tempo fa, un breve post contenente questo suo ritratto che gli avevo fatto al 2009 Florence Tatoo.

Mentre lo stavo fotografando all’evento non avevo idea di chi fosse, ma affascinato dal personaggio ed incuriosito dalle attenzioni che gli venivano riservate, avevo fatto qualche ricerca e capito che si trattava di una persona speciale.

Era il più anziano maestro tatuatore in attivià del mondo, le sue opere ed il suo approccio sono stati il punto di riferimento di moltissimi artisti, rimanendo molto amato e rispettato anche in un mondo in continuo cambiamento ed evoluzione come quello della body art.

Herbert sen’è andato a novanta anni, lasciando una traccia che può essere raccolta ed apprezzata anche da chi, come il sottoscritto, è totalmente al di fuori dal settore del tatoo
La sua era una visione semplice e genuina del mondo dei tatuaggi, una visione che può facilmente essere estesa a tutto il resto, fotografia compresa.
E’ l’approccio di un artista saggio e sincero che voglio riportare come feci nel precedente post citando proprio le sue parole.

Ciao Herbert, riposa sereno.

“Chi è estraneo al tatuagge sio spesso vede solo corpi deturpati o raramente abbelliti da tatuaggi incancellabili che evocano sofferenze fisiche e rischi di infezioni…ma per chi si tatua non è così.
Nessuno si tatua per diventare più brutto,nè per masochismo! Chiunque si tatua, lo fa per dare a se stesso qualcosa di più: per essere più bello, per sentirsi e apparire più forte, più sexy, per dar sfogo a un dolore, un lutto, una gioia, un amore, per scongiurare una paura, un pericolo o per gioco… Ci si tatua per esprimere i sentimenti più seri e profondi e per quelli più superficiali e frivolie…perchè no?, per rivendicare il proprio diritto al gioco.
Non ho mai incontrato qualcuno che si tatuasse per farsi del male! Spesso i tatuaggi che vediamo per strada non sono proprio bellissimi, questo però dipende dalla disinformazione a dal cattivo gusto dilagante, non da un intento autolesionista.
Oggi sono brutti i vestiti, la moda, le automobili, le case, la pittura..e sono brutti molti tatuaggi…solo un’informazione corretta e libera da pregiudizi e luoghi comuni può insegnare a distinguere quelli belli da quelli brutti e aiutare a capire che un bel tatuaggio è un tatuaggio che ti rende più bello.”

(Herbert Hoffmann)

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SW_mosaic

Lo avevo promesso ai partecipanti del primo e sono felice di poter annunciare il secondo.
Il prossimo Sharing Workshop si svolgerà Domenica 19 Settembre a Firenze.

Se non sai di cosa si tratta ti invito a visitare l’apposita pagina dedicata a questa iniziativa che è aperta a tutti gli appassionati di fotografia.

La formula di questo secondo evento ricalcherà quella del primo, svoltosi lo scorso 17 Aprile a Villa Petraia ma, a differenza del precedente, si svolgerà sull’arco dell’intera giornata, prevedendo quindi anche una meritata pausa pranzo tutti insieme.

Negli Sharing Workshop ogni partecipante è sia fruitore che protagonista, perchè l’incontro viene suddiviso in brevi sessioni di circa 20 minuti in cui, a turno, ognuno prende la parola ed espone per gli altri un suo argomento a tema fotografico.

Se intendi partecipare sappi quindi che potrai parlare di ciò che vuoi, non importa a che livello, tutti gli argomenti sono graditi ed assolutamente ben accetti purchè attinenti alla fotografia.

La partecipazione è gratuita ma limitata ad un numero massimo otto (8) persone.

Non ci sono vincoli di età o livello tecnico. Se sei interessato potrai partecipare indipententemente dal fatto che tu sia un principiante o un professionista, l’importante è comprendere lo spirito dell’iniziativa : tutti possono imparare da tutti.

Per iscriverti manda una e-mail a sharingworkshop@gmail.com indicando, possibilmente, su quale argomento vorrai svolgere la tua sessione di workshop.

Dettagli sull’orario ed il punto di ritrovo saranno poi comunicati a tutti gli iscritti all’approssimarsi della data.

Ti piace ? Allora vieni. Sarà divertente.

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Acc

Acc… – © Copyright 2009 Pega

Chi pratica la fotografia analogica, o ha avuto occasione di fotografare quando ancora non esisteva il digitale, forse ricorda quanti piccoli errori era possibile commettere e quanti di questi sono oggi ormai nell’oblio… o quasi. 🙂
Ricordi? Ne hai commesso qualcuno? O ne sei rimasto vittima?
Ecco alcuni esempi:

– Il superclassico da cui era esente solo chi scattava con una reflex: fotografare con il “tappo” sull’obiettivo.
– Scattare un intero rullino per poi accorgersi di non averlo nemmeno inserito…
– Aprire la macchina con la pellicola dentro e rovinare tutto.
– Sbagliare l’impostazione degli ASA (ora ISO) e “cannare” completamente le esposizioni.
– Perdersi “l’attimo decisivo” perché ci si era dimenticati di “caricare” l’otturatore.
– Rimanere senza rullini!
– Lasciare la fotocamera in macchina al caldo e “cuocere” la pellicola.
– Mossi, occhi chiusi, controluce, teste tagliate e tutto il resto rivelati solo dal laboratorio di stampa….
– Il laboratorio che fa “il danno” e rovina tutto.

Però anche il digitale conserva qualche piccola “trappola”…
Io ad esempio non mi son voluto perdere l’emozione di:

– rimanere senza una batteria carica.
– dimenticarmi di prendere almeno una memory card e trovarmi a far foto “senza poterle fare”…
– lasciare l’impostazione degli ISO su 3200 è fare un’intera sessione di scatti da orrore.
– trascinarmi dietro il treppiede ma accorgermi all’ultimo che ho lasciato a casa l’adattatore (questo poteva succedere anche ai tempi della pellicola)
– prendere lo zainetto fotografico accorgendomi solo troppo tardi che mancava la macchina (idem come sopra)

Niente male eh…  🙂 🙂
Anche col digitale ci sono sempre tante… opportunità!

E tu?

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