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Archive for the ‘People’ Category

Oliviero Toscani - © Copyright 2015, Pega

Oliviero Toscani – Copyright 2015, Pega

Per questo weekend ti propongo un tema che non riguarda il cosa o il come, ma il modo in cui il fotografo opera.
La questione di chiedere ed ottenere il consenso da parte delle persone che immortaliamo, o anche di chi gestisce i luoghi che vogliamo rendere oggetto delle nostre attenzioni fotografiche, è un argomento che mi sta a cuore. Il tema che ti propongo per questo fine settimana è quindi: scattare chiedendo il permesso.
Siamo abituati a vagare con le nostre fotocamere o smartphone, fotografare ogni cosa e divertirci con le immagini, ma siamo sempre sicuri che i nostri soggetti siano d’accordo con questa visione? Li stiamo rispettando?
Personalmente sono convinto che sia molto importante comunicare al soggetto le nostre intenzioni e, sebbene non la trovi mai una cosa facile, temo si tratti di una sorta di obbligo. Non parlo di autorizzazioni o model release firmati, in molti casi basta anche solo un cenno o un gesto di intesa.
E’ vero, molti sostengono che questa visione penalizza la spontaneità di certi scatti ma è pure vero che il consenso si può anche chiedere dopo, ed è una cosa che nell’era dei social e della condivisione globale delle immagini, potrebbe rappresentare un indispensabile parametro di educazione.
Insomma ci stai a fare qualche foto chiedendo il permesso in questo questo weekend? Facendolo di proposito, come esercizio insomma? Se ti va, ti invito poi a condividere qui il link al tuo scatto “acconsentito”.
Buon fine settimana!

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Samuele Beckett

Samuel Beckett – © Copyright Jane Bown, 1976


Oggi voglio riproporti la storia di questa foto del 1976 e dell’inviata dell’Observer, Jane Bown, che era stata incaricata di fotografare Samuel Beckett mentre dirigeva uno spettacolo alla Royal Court.
Il drammaturgo e premio Nobel irlandese era noto per la sua riluttanza ad essere ritratto e già altri fotografi avevano tribolato nel tentativo di immortalarlo adeguatamente.
Beckett le disse che acconsentiva a farsi fare una foto ma lasciò la Bown in attesa per ore dietro le quinte, finchè un assistente le porse un foglietto con scritto che Beckett aveva cambiato idea e che non se ne faceva di niente.
La fotografa si sentì ribollire il sangue ma non si perse d’animo. Lo attese fino alla fine dei lavori e poi gli si presentò davanti all’improvviso, alla porta di servizio da cui Beckett stava uscendo. Gli promise di fare solo tre scatti veloci, lui gliene concesse cinque.
A volte la tenacia premia, eccome.

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squalo dietroLa situation awarness è la “consapevolezza della situazione che ci circonda”.
Si tratta di un tratto istintivo e naturale che tutti gli animali conservano come elemento vitale per la sopravvivenza, ma che nell’uomo tende ad assopirsi.
Ad esempio, ti è mai capitato di fare qualcosa senza accorgerti di dettagli o presenze che ti avrebbero fatto agire diversamente? Per esempio fare un passo indietro ed urtare involontariamente una persona?
La percezione e la consapevolezza degli elementi di spaziotempo in cui ci troviamo, in particolare di ciò che sta succedendo nelle nostre immediate vicinanze, insieme alla comprensione dei cambiamenti in atto o che o avverranno, è vitale in molte discipline e la fotografia non fa eccezione.
Non fare come la fotografa del video qui sotto: coltiva la tua situation awarness!
🙂

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Lacking or inadequate situation awareness has been identified as one of the primary factors in accidents attributed to human error.
[Fonte: NTSB]

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Buzz Aldrin
Appena letta la notizia del Project Apollo Archive, l’iniziativa con cui la NASA ha inserito su Flickr oltre ottomila immagini delle missioni spaziali del periodo Apollo, mi sono subito precipitato a sguazzarci dentro.
Sono fotografie bellissime, originariamente realizzate con la mitica Hasselblad 500EL con ottica Zeiss Planar 80mm e digitalizzate ad alta risoluzione attraverso un lungo lavoro durato dieci anni.
Tra i primi rullini che ho scelto di gustarmi (sì, perché le foto sono state diligentemente raccolte secondo l’ordine dei “magazine” effettivamente usati) ci sono stati quelli della mitica missione Apollo 11, l’impresa che nel 1969 segnò lo sbarco sulla Luna.
Tra gli scatti più belli ho trovato un ritratto. E’ un’immagine di Buzz Aldrin, l’astronauta che insieme a Neil Armstrong scese sul suolo lunare.
All’interno di una composizione che già di per sé risulta affascinante, con quel triangolo di luce spaziale alle spalle, Aldrin è ripreso in una posa naturale, forse sorpreso dal collega che si era appostato per fargli una foto.
Osservando la sua espressione non è difficile scoprire una miscela di emozioni. C’è serenità mista ad apprensione, forte senso di fiducia in sé stesso ma anche fatalismo, il tutto condito dalla consapevolezza di una grande preparazione affrontata e condivisa insieme ai compagni di viaggio che, non dimentichiamolo, erano tutti di estrazione militare.
E’ uno scatto che dice molto su chi fossero quegli uomini e cosa siano state quelle missioni, ed assume per questo un grandissimo valore fotografico, visto che è pure realizzata con maestria.
Grazie NASA per averla condivisa 🙂

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Noell Osvald

Copyright Noell Oszvald

Oggi voglio proporti un’artista che seguo con ammirazione. Si chiama Noell Oszvald, ed è una venticinquenne Ungherese che, più che fotografa, si autodefinisce artista visuale. Crea immagini quadrate in bianco e nero che sono autoritratti surreali costruiti con maestria e gusto minimalista.
La composizione, l’equilibrio delle linee, la luce e i piccoli dettagli della posizione del corpo, trasmettono atmosfere che inducono l’osservatore a proiettare a leggere l’immagine in modo emotivo, interpretandola secondo sensazioni proprie.
Noelle dichiara di fare ampio uso di postproduzione digitale. È un grande esempio di come si possa fare buon uso di ciò con cui altri esagerano.
Se ti piace ti consiglio di dare un’occhiata al suo album su Flickr.

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Piccolo omaggio ad Andy Warhol

Piccolo omaggio ad Andy Warhol – Copyright 2015, Pega


Rieccomi: ogni tanto torno fuori con questa idea del weekend assignment. E’ ormai una solida tradizione del blog, un piccolo esercizio ricorrente per focalizzare l’attenzione su un tema assegnato; una sorta di “missione” fotografica per stimolare e coltivare la nostra creatività.
Il tema di oggi mi è caro, è qualcosa che simboleggia il rapporto che abbiamo con gli artisti che ci affascinano: è il tema del tributo che a volte si sente di voler rivolgere ai grandi che ci hanno ispirato ed insegnato.
Realizzare un piccolo omaggio fotografico è semplice. Si può far riferimento ad un’opera che troviamo significativa o ad un tema tipico di quel fotografo.
The Shadow

The Shadow – Andy Warhol

Non resta poi che realizzare uno scatto personale, magari un tentativo di reinterpretazione che renda omaggio all’artista.
Io ci ho provato cimentandomi in una mia versione del famoso scatto di Andy Warhol intitolato “The Shadow”, che vedi qui a fianco.
In questo fine settimana ti invito a fare qualcosa di analogo, ovviamente scegliendo liberamente uno degli artisti che ritieni importanti per te.
Come sempre ti propongo poi di inserire il link alla tua foto in un commento, e condividere il tuo omaggio con tutti i lettori del blog.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Wwpw2015
Segna subito in agenda e non prendere altri impegni: sabato 3 ottobre è la data dell’edizione 2015 della Scott Kelby Worldwide Photowalk.
È una iniziativa gratuita di livello mondiale, promossa dalla NAPP (National Association of Photoshop Professional) e dal suo noto rappresentante Scott Kelby, fotografo ed autore di numerosi libri e corsi. Durante la giornata si svolgeranno un migliaio di photowalk in giro per il mondo, con una partecipazione che nelle scorse edizioni ha in genere superato i trentamila fotografi. Un evento che è stato denominato “fotografia sociale”, occasione per tutti gli appassionati di incontrarsi, conoscersi e divertirsi insieme, indipendentemente dal livello tecnico.
Dopo aver vissuto per un paio di volte la bella esperienza di organizzare e condurre l’edizione fiorentina di questa manifestazione, in questi ultimi anni ho preferito lasciare il passo ad altri “leader”, ma ovviamente ci sarò come partecipante.
Quest’anno a Firenze la photowalk sarà organizzata e condotta da Livia, autorevole esponente del gruppo Flickr locale, che ci propone un originale itinerario per chiostri e cortili del centro, oltre ad una esclusiva ed affascinante visita all’interno dell’ex carcere delle Murate, che personalmente considero da non perdere.
Per tutti i dettagli e l’iscrizione alla photowalk di Firenze puoi cliccare QUI, mentre per la ricerca di altre città, o ulteriori informazioni, il sito generale dell’evento è all’indirizzo www.worldwidephotowalk.com

Wwpw2015

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Condivisione con GorillaSappiamo di avere il 99% del DNA in comune con le scimmie antropomorfe quindi non ci dovrebbe sorprendere l’interesse di queste creature per le immagini fotografiche, eppure questo video di Paul Ross mi ha davvero colpito.
Si vede un ragazzo che in uno zoo mostra ad un gorilla alcune immagini sul suo smartphone, foto di scimmie trovate in rete. Il gorilla guarda con attenzione, sembra invitare il ragazzo a proseguire e mostrarne altre, ad un certo punto i due siedono accanto come amici che guardano insieme le foto di famiglia.
Non ho potuto fare a meno di rivedere questo breve video almeno un paio di volte, trovandolo toccante e sentendo varie emozioni affiorare, non ultima la pena per quella creatura reclusa dietro al vetro, che nonostante questo si rivela così empatica verso l’homo tecnologicus lì accanto.
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Foto segnaleticaC’è stato un tempo in cui mettersi in posa davanti ad una macchina fotografica, era sempre una faccenda da prendere sul serio. La fotocamera era rispettata e considerata come un potente strumento in grado di catturare e proiettare l’immagine della persona, oltre i confini fisici e temporali.
E così, anche quando si trattava di ritrarre dei criminali in prigione, fotografo e “modello” non prendevano la cosa per niente sotto gamba. Attenzione ai dettagli, all’abbigliamento, alla posa ed alla luce: ecco com’erano le foto segnaletiche negli anni intorno al 1920.
Osserva il personaggio sopra; non sembra uscito da una fiction?
Ne aggiungo sotto qualche altro, proveniente direttamente dalle galere statunitensi e dal “periodo d’oro delle foto segnaletiche e dei criminali eleganti”: gli anni venti del secolo scorso.
Foto segnaletiche, anni 20

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LifeTrovo l’intreccio tra cinema e fotografia sempre intrigante e già qualche volta mi è capitato di parlarne, citando film in cui la fotografia ha un ruolo di rilievo.
E’ stato così per titoli come “Smoke“, “La finestra sul cortile“, “Memento” ed altri, tutte pellicole che ho visto ed in qualche caso rivisto. Stavolta è diverso: Life è un film che deve ancora uscire nelle sale e racconta l’amicizia tra il fotografo Dennis Stock e l’attore James Dean.
Diretto da Anton Corbijn, Life è la storia dell’incarico che fu assegnato a Dennis Stock, autorevole membro dell’agenzia Magnum, inviato dalla prestigiosa rivista Life a fotografare l’astro nascente del cinema, seguendolo in un viaggio tra le città degli Stati Uniti. L’esperienza fece sviluppare tra i due uomini una solida amicizia che portò il fotografo a realizzare i ritratti più noti ed iconici di James Dean, tra cui il famoso scatto del 1955 a New York.
Il film uscirà nei cinema americani nel prossimo autunno ma non sarà presumibilmente visibile da noi prima del 2016, quindi per il momento bisogna accontentarsi del trailer.
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