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Archive for the ‘Culture’ Category

Wwpw2015
Segna subito in agenda e non prendere altri impegni: sabato 3 ottobre è la data dell’edizione 2015 della Scott Kelby Worldwide Photowalk.
È una iniziativa gratuita di livello mondiale, promossa dalla NAPP (National Association of Photoshop Professional) e dal suo noto rappresentante Scott Kelby, fotografo ed autore di numerosi libri e corsi. Durante la giornata si svolgeranno un migliaio di photowalk in giro per il mondo, con una partecipazione che nelle scorse edizioni ha in genere superato i trentamila fotografi. Un evento che è stato denominato “fotografia sociale”, occasione per tutti gli appassionati di incontrarsi, conoscersi e divertirsi insieme, indipendentemente dal livello tecnico.
Dopo aver vissuto per un paio di volte la bella esperienza di organizzare e condurre l’edizione fiorentina di questa manifestazione, in questi ultimi anni ho preferito lasciare il passo ad altri “leader”, ma ovviamente ci sarò come partecipante.
Quest’anno a Firenze la photowalk sarà organizzata e condotta da Livia, autorevole esponente del gruppo Flickr locale, che ci propone un originale itinerario per chiostri e cortili del centro, oltre ad una esclusiva ed affascinante visita all’interno dell’ex carcere delle Murate, che personalmente considero da non perdere.
Per tutti i dettagli e l’iscrizione alla photowalk di Firenze puoi cliccare QUI, mentre per la ricerca di altre città, o ulteriori informazioni, il sito generale dell’evento è all’indirizzo www.worldwidephotowalk.com

Wwpw2015

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Breaking badCome tutti i “vecchi” appassionati di fotografia, anch’io vanto le mie piccole esperienze di sviluppo e stampa “fai-da-te”. Ricordo con un misto di divertimento e nostalgia le serate chiuso in un bagno buio fetido di acidi da sviluppo, trasformato in una camera oscura in cui l’ingranditore era fatto in casa e la tank perdeva liquidi. Disastri e soddisfazioni alterne, gioie e dolori insomma.
La questione dei prodotti che servono per lo sviluppo del negativo, con le loro scadenze, i cattivi odori ed anche le attenzioni sullo smaltimento, sono sempre state tra gli aspetti più scomodi di tutta la faccenda e spesso causa di perplessità nel proseguire queste esperienze. L’idea di usare sostanze diverse mi ha sempre intrigato e, fin dai tempi del primo articolo che molti anni fa mi capitò di leggere sullo sviluppo con la caffeina, più volte ho pensato di provarci senza però mai decidermi.
Adesso ho trovato la soluzione: scrivo sul blog che lo faccio… così poi devo farlo sul serio 🙂
Dunque ecco il processo che penso di seguire: è un mix di tutorial che ho trovato in rete, che spiegano come sviluppare i negativi usando caffè solubile, soda e vitamina C.
Questo tipo di processo è chiamato “Caffenol C” proprio per la presenza dell’acido ascorbico (o vitamina C), esistono infatti varianti che usano anche altre componenti come il sale iodato (Caffenol C-M) o il bromuro di potassio (Caffenol C-L).

Come si procede:

Servono 20g di Caffè solubile non decaffeinato (altrimenti non c’è la caffeina e non funziona niente 🙂 )
8g di Soda Solvay (carbonato di sodio anidro)
5g di Acido Ascorbico (vitamina C)

Si scioglie il caffè solubile in 250ml di acqua distillata, in altri 250ml si scioglie la soda, aggiungendo poi la vitamina C. Si uniscono poi le due soluzioni, mescolando bene. Si lascia riposare alcuni minuti e si procede allo sviluppo senza aspettare troppo altrimenti il composto si deteriora.
Dopo aver inserito il negativo nella tank si fanno i primi 30 secondi facendo continue inversioni, colpetti e riposi, poi tre inversioni ogni minuto successivo.
Si arresta lo sviluppo con tre cicli di lavaggio con semplice acqua di rubinetto e qualche inversione.
Si fissa con un qualsiasi prodotto di fissaggio lasciando per circa sei minuti.
Un ultimo bel lavaggio con acqua distillata e imbibente completerà le operazioni, non resterà che aprire la tank recuperare la pellicola, metterla ad asciugare e… Pregare.

🙂

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Condivisione con GorillaSappiamo di avere il 99% del DNA in comune con le scimmie antropomorfe quindi non ci dovrebbe sorprendere l’interesse di queste creature per le immagini fotografiche, eppure questo video di Paul Ross mi ha davvero colpito.
Si vede un ragazzo che in uno zoo mostra ad un gorilla alcune immagini sul suo smartphone, foto di scimmie trovate in rete. Il gorilla guarda con attenzione, sembra invitare il ragazzo a proseguire e mostrarne altre, ad un certo punto i due siedono accanto come amici che guardano insieme le foto di famiglia.
Non ho potuto fare a meno di rivedere questo breve video almeno un paio di volte, trovandolo toccante e sentendo varie emozioni affiorare, non ultima la pena per quella creatura reclusa dietro al vetro, che nonostante questo si rivela così empatica verso l’homo tecnologicus lì accanto.
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“Il prodotto chimico più complesso al mondo”, così Stephen Herchen, responsabile tecnico dell’impianto, ha definito le pellicole istantanee che Impossible Project ha ricominciato a produrre sette anni fa, dopo la decisione di Polaroid di cessare la produzione e vendere lo stabilimento mantenendo però segreta la formula per la preparazione dell’emulsione.
Le videocamere di Highsnobiety sono entrate nella fabbrica di Enschede, in Olanda, per mostrarci il luogo dove i tecnici di Impossible hanno in pratica ricostruito quasi da zero il processo di realizzazione delle mitiche pellicole quadrate dal bordo bianco, tanto care ai possessori di apparecchi Polaroid altrimenti inutilizzabili, come l’intera serie SX-70.
Si può dire che il progetto Impossible abbia raggiunto i suoi primi obiettivi: riportare sul mercato il formato Polaroid, permettendo l’uso di milioni di fotocamere ancora funzionanti ed incuriosire una nuova generazione di appassionati, avvicinandoli a questo genere di fotografia.
Pare che tra i progetti futuri di questa impresa ci sia anche quello di produrre una propria macchina fotografica istantanea. Staremo a vedere, intanto non resta che dire “bravi”.
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[Fonte: Highsnobiety]

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No War

No War – © Copyright 2009 Pega

Se il tuo solo strumento è un martello, tutto somiglierà ad un chiodo“. E’ una celebre affermazione dello psicologo statunitense Abraham Maslow, una verità valida anche in fotografia.
L’effetto che si verifica quando ci si abitua ad usare sempre lo stesso strumento è una delle minacce più serie alla nostra creatività e questa sorta di “visione a tunnel” peggiora via via che aumenta la nostra sintonia con una tipologia di fotocamera o un certo setup. Succede che si inizia a pensare lo scatto in funzione di caratteristiche e limitazioni ben precise piuttosto che partendo dal concetto.
È il caso di chi scatta solo in bianco e nero o solo in un certo formato, oppure di chi predilige un’ottica specifica o un particolare tipo di fotocamera.
Percepita questa dinamica, capita quindi di iniziare a notarne gli effetti e decidere di fare variazioni di attrezzatura e setup, evitando di specializzarsi troppo.
Scattare con macchine, setup ed approcci diversificati, mantenendo un certo ventaglio di opzioni e cercando di lasciare sempre un giusto spazio alla sperimentazione, può essere una semplice soluzione al problema della visione a tunnel.

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Una passeggiata con gli amici

Una passeggiata con gli amici – © Copyright 2008 Pega


C’è chi va in depressione e chi si sente sollevato, chi rimpiange già il relax delle vacanze e chi non vede l’ora di respirare l’aria fresca dell’autunno. Si possono fissare queste sensazioni in una fotografia? Ma certo, ed è proprio questo il tema per il weekend assignment che ti progongo.
L’estate sta finendo, volenti o no. Non resta che immortalarla in qualche scatto. Come sempre ti invito poi ad inserire il link alla tua foto in un commento, per condividerla con tutti i lettori del blog.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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The red list
Oggi voglio segnalarti un sito piuttosto interessante, nato per rappresentare una fonte di ispirazione per tutti gli artisti visuali. Si tratta di The Red List, una raccolta di oltre 100.000 opere appartenenti alla storia della Fotografia, aggregate per genere e stile, da un gruppo di esperti appassionati. Il sito non si limita alla Fotografia ma contiene anche sezioni dedicate al cinema, al design ed alla grafica.
Spesso mi viene chiesto “da dove comincio per conoscere e capire l’arte della Fotografia e la sua storia?”. Ecco: The Red List può essere un buon inizio.

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LifeTrovo l’intreccio tra cinema e fotografia sempre intrigante e già qualche volta mi è capitato di parlarne, citando film in cui la fotografia ha un ruolo di rilievo.
E’ stato così per titoli come “Smoke“, “La finestra sul cortile“, “Memento” ed altri, tutte pellicole che ho visto ed in qualche caso rivisto. Stavolta è diverso: Life è un film che deve ancora uscire nelle sale e racconta l’amicizia tra il fotografo Dennis Stock e l’attore James Dean.
Diretto da Anton Corbijn, Life è la storia dell’incarico che fu assegnato a Dennis Stock, autorevole membro dell’agenzia Magnum, inviato dalla prestigiosa rivista Life a fotografare l’astro nascente del cinema, seguendolo in un viaggio tra le città degli Stati Uniti. L’esperienza fece sviluppare tra i due uomini una solida amicizia che portò il fotografo a realizzare i ritratti più noti ed iconici di James Dean, tra cui il famoso scatto del 1955 a New York.
Il film uscirà nei cinema americani nel prossimo autunno ma non sarà presumibilmente visibile da noi prima del 2016, quindi per il momento bisogna accontentarsi del trailer.
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Ad Reinhardt

Ad Reinhardt appende le sue tele ad asciugare. New York, 1966. © Copyright John Loengard/The LIFE Picture Collection

Cos’è il nero? Va considerato come un colore con le sue varie tonalità o è forse più corretto pensarlo come “mancanza di colore”? Oppure nero è “solo” assenza di luce?
Non è una questione banale: di nero, nulla, buio, vuoto, assenza e simili amenità si sono occupati illustri pensatori ed artisti fin dall’antichità, studiando teorizzando e scrivendo, lasciandoci comunque con un concetto che rimane difficilmente maneggiabile anche oggi.
Per chi fotografa, il nero può essere il miglior alleato o anche il peggior nemico, specie per chi scatta in digitale. Di certo il “nulla” può diventare, in qualche caso, anche una fonte di ispirazione.

Negli anni ’60 del secolo scorso, il pittore statunitense Ad Reinhardt realizzò alcune opere minimaliste che a prima vista sembrano quadri perfettamente neri. Guardandoli con calma per un po’ di tempo, ci si accorge però che il nero non è uniforme: leggere sfumature di tonalità tendenti al viola o al grigio vanno a creare forme geometriche che sembrano emergere mentre si osserva l’opera. L’iniziale impressione di “tutto nero” scompare durante la visione del quadro, trasformandosi in un’esperienza di fruizione artistica molto particolare.
Non sono mai riuscito a vedere dal vivo una delle opere di Ad Reinhardt ma credo che potrebbe essere davvero interessante provare a seguire questa idea del nero su nero per sperimentare un analogo tipo di espressività anche in fotografia.

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US Copyright OfficeChi realizza una foto ne è titolare dei diritti, la cosa è più o meno nota a tutti ma come fare a tutelarsi da sfruttamenti indesiderati?
Se in teoria le cose sembrebbero semplici, in pratica la protezione delle proprie foto da usi non autorizzati è tutt’altro che banale. Specie nell’odierna era del “tutto connesso globale”, anche solo dimostrare di essere gli autori di una fotografia può diventare un problema.
C’è chi cerca di tutelarsi apponendo firme (spesso orrende), watermark più o meno visibili e c’è anche chi arriva a preferire la soluzione estrema di non pubblicare niente. Per provare a proteggere i propri diritti ci sono varie possibilità ed oggi voglio proportene una concreta: la registrazione presso lo US Copyright Office, l’ufficio per la protezione delle opere di intelletto degli Stati Uniti.
La procedura è accessibile a tutti, anche a coloro che non sono cittadini americani; serve solo un po’ di pazienza per riempire varie schermate in cui si descrive l’opera che si vuole tutelare, si sottoscrivono dichiarazioni in cui si afferma la titolarità e naturalmente… si paga: 35$ ad immagine.
Interessa? L’indirizzo è www.copyright.gov
A questo indirizzo puoi inoltre trovare il documento con la lista degli Stati che hanno sottoscritto accordi bilaterali di rispetto del Copyright, tra cui l’Italia.

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