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Archive for the ‘Technique’ Category

Scanner portrait by Maitha Demithan

Un attimo prima di aggiungere un mio vecchio scanner A4 ai rifiuti RAEE da portare in discarica, ho pensato bene di cercare in rete qualche idea creativa che mi convincesse a tenerlo. Mi sono così, quasi per caso, imbattuto in un’artista di Dubai che con questo strumento realizza ritratti fotografici particolarissimi.
Maitha Demithan è una “scannografa” (si potrà dire così?) che vive a Dubai ed usa dei normali scanner flatbed A4 per immortalare i suoi soggetti, ottenendo risultati molto originali.
La tecnica prevede di eseguire un adeguato numero di scansioni, coprendo le varie parti del soggetto, mettendole sostanzialmente in contatto con la superficie dello scanner, per poi montare il tutto in una singola immagine globale.
I ritratti realizzati da Maitha sono composti da decine, a volte centinaia, di esposizioni ed il risultato è un’immagine dalla personalità molto spiccata, affascinante, ma forse anche vagamente inquietante.
Quali sono gli aspetti particolari di queste opere? Innanzitutto la modalità di ritratto (o sarebbe meglio scansione?), che prevede la scelta di una posizione che deve consentire il processo di scansione ma che, di conseguenza, tende ad apparire poco naturale. A questo si sommano la necessità di far mantenere chiusi gli occhi per evitare l’intensa luce della lampada dello scanner, ed anche l’effetto di ridottissima profondità luminosa che è insita nell’acquisizione di immagini tramite scansione.
Tutto ciò risulta in un ritratto in cui il soggetto sembra affiorare e galleggiare esanime su uno sfondo buio profondo ed intenso, quasi irreale.
Che dire, io trovo comunque queste foto tremendamente affascinanti, quasi ipnotiche, e tu?
Puoi vederne altre ed approfondire la conoscenza di Maitha sul suo Instagram o sul suo sito web.

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Oggi ti propongo roba veramente ipnotica, il lavoro di Ben Ouaniche che si è messo a costruire una videocamera high speed rotante, capace di orbitare intorno al soggetto a 150 giri al minuto mentre filma in slow motion a 950 fotogrammi al secondo.
Il video che Ben ha postato su YouTube mi ha lasciato a bocca aperta, incollandomi allo schermo per un tempo che non saprei dire.
L’effetto di questa visione rallentata orbitante intorno al fenomeno è qualcosa di strepitoso.
Guardalo!
🙂

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Tyler Fairbank è un fotografo affermato, celebre per i suoi hyperlapse ma anche per aver vinto un Emmy. Come inguaribile appassionato del genere time lapse, oggi voglio segnalarti il suo progetto “The Seasons of Central Park”, frutto di un impegnativo lavoro nell’omonimo parco newyorkese.
Tyler ha visitato il posto nell’arco di due anni, scattando sempre dagli stessi punti al variare delle stagioni, un flusso di immagini che poi ha elaborato fondendole in un unico video hyper lapse di due minuti che mostra i cambiamenti stagionali di questo famoso parco.
Un progetto che all’apparenza può sembrare semplice ma che, in realtà, nasconde aspetti tecnici tutt’altro che banali. E’ infatti impressionante notare la precisione con cui Fairbank è stato capace di mantenere costanti livelli di esposizione e posizioni degli oggetti ripresi, riuscendo anche nel non facile intento di realizzare immagini che definirei come Iper-hyperlapse, cioè in movimento temporale/stagionale oltre che fisico…
Puoi trovare altri lavori di questo maestro del genere sul suo website personale.
Buona visione!
🙂

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Ha un senso provare a fotografare i corpi celesti con le multimegapixelate fotocamere dei nostri smartphone? La risposta è no.
È velocemente arrivato a questa conclusione l’astronomo Scott Manley, lavorando ad un suo progetto in cui voleva simulare come sarebbero apparse alcune famose immagini spaziali se fossero state realizzate con uno smartphone.
Lo splendore degli scatti in cui vediamo la Luna o i pianeti del Sistema Solare ripresi da terra o da sonde, è infatti in gran parte dovuto al tipo di fotocamere utilizzato, in pratica molto simili a telescopi.
Una differenza fondamentale tra queste fotocamere ed i nostri smartphone è il campo visivo. Alcune di queste apparecchiature hanno infatti un angolo di visione inferiore ad un grado, adatto a focalizzare l’immagine su una zona molto ristretta, mentre le comuni fotocamere o gli smartphone sono intorno ai 60 gradi.
In questo interessante video Manley ci mostra nel dettaglio alcune ricostruzioni di scatti spaziali famosi e delle enormi distanze in gioco. Distanze che se affrontate con la fotocamera di uno smartphone, come nel caso dei tipici tentativi di inquadrare anche solo la luna, comportano risultati che vanno poco oltre un’immagine nera con un puntino luminoso…
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Propeller - Elica - rolling shutter
Hai mai fotografato un’elica con una fotocamera digitale o con il tuo smartphone? Se sì, avrai sicuramente notato gli strani effetti che le pale rotanti generano nell’immagine: una sorta di aberrazione che si presenta ogni volta che proviamo a fotografare qualcosa che si sposta molto velocemente nell’area inquadrata. Si tratta del fenomeno causato dal “rolling shutter” (otturatore rotante) tipico di tutti i sistemi che acquisiscono tramite scansione.
Il sensore dei nostri dispositivi effettua una sorta di “lettura a passaggio” sulla sua matrice e crea l’immagine in una frazione di secondo, con un processo simile a quello di uno scanner. Sebbene questo tempo sia rapidissimo, esistono oggetti il cui movimento è talmente veloce da provocare un cambiamento di posizione durante la scansione stessa, ed ecco lo strano effetto dell’elica.
Ho trovato una bella GIF animata, che puoi vedere qui sotto, in cui si riesce a visualizzare bene il fenomeno ed anche il link ad un simulatore, dove puoi provare a smanettare cambiando alcuni parametri (come la velocità di rotazione dell’elica: “w”) per vedere che effetto fa…
Molto nerd eh?!?!
🙂
Propeller & Rolling Shutter simulator

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Powder kitIn cerca di nuove idee e spunti per lo sviluppo fai-da-te, mi sono imbattuto in un prodotto che non conoscevo: il kit di sviluppo monobagno in polvere di Cinestill.
Trovatomi più volte alle prese con reagenti in bottiglia, sempre pronti a scadere e spesso in quantità eccessiva rispetto alle mie esigenze, penso che questa idea del mono prodotto in polvere sia davvero interessante, specie per chi, come me, sviluppa solo occasionalmente i propri scatti su pellicola.
Se utilizzando solo parzialmente la busta fosse infatti possibile preparare solo la quantità di liquido di sviluppo necessaria sarebbe finalmente possibile evitare di sprecare prodotto ed inquinare il mondo con reagenti solo parzialmente utilizzati. Insomma un bagno unico ed in dose minima.
Chissà, magari insieme alla mia Lab-Box (confidando che prima o poi arrivi) potrebbe essere davvero una svolta.
🙂

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Capita a tutti di esagerare, a me è successo un sacco di volte, specie dopo il passaggio al digitale.
Succede che ti trovi ad un evento ed inizi a fotografare, scatto dopo scatto riempi tutte le tue schede ed alla fine ti ritrovi con una marea di immagini che tutti concorderanno nel considerare… “troppe”.
È a questo punto che interviene l’idea di Fleming Bo Jensen, un fotografo di eventi musicali che ha messo in pratica un’idea semplice ma creativa: unire in un video time lapse i circa 1500 scatti realizzati durante un concerto.
Forte no? Da provare nelle occasioni in cui il grilletto ci prende la mano… 🙂
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