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Archive for the ‘Technique’ Category

Yellow, green and rust reflex

Yellow, green and rust reflex - Copyright 2008 Pega

Oggi propongo un esercizio.

Nel prossimo weekend esci con la tua macchina fotografica e porta una sola lente. Intendo una focale fissa. Se hai solo zoom prendi un pezzetto di nastro e bloccalo su un valore; quello che vuoi :  grandangolo, 50mm,  100mm o  200 non è questo il punto.

Prova a fare tutti gli scatti della giornata con questa limitazione… usando i piedi al posto dello zoom, sforzandoti di comporre l’inquadratura con i vincoli che l’ottica ti impone… studia ed immagina lo scatto per renderlo interessante cambiando il punto di vista, muovendoti più vicino o lontano… alzandoti o abbassandoti. 

Prima di iniziare però decidi una quantità fissa di foto, ad esempio 10, 20, 50 o se vuoi anche un centinaio. Più alto sarà il quantitativo scelto più impegnativo sarà l’esercizio perchè una volta imposto il numero dovrai impegnarti a tornare a casa esattamente con quel numero di scatti sulla scheda di memoria (o sulla pellicola). Non di più e non di meno. E dovranno essere foto che dovrai sentire di poter stampare e far vedere, buone foto che ti soddisfano insomma… 
Se usi il digitale potrai in qualsiasi momento scegliere se cestinare una foto, ma a fine giornata il totale deve essere quello deciso all’inizio dell’esercizio.
Vuoi rendere l’esercizio ancora più stimolante ? Datti un tempo, ad esempio due o tre o quattro ore, e poi rispettalo.

Sarà forse un po’ impegnativo, ma anche divertente. E la tua parte creativa non ne rimarrà delusa.

Se vuoi, poi, fammi sapere com’è andata.

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Un interessante video sulla gestione della luce naturale con l’ausilio di riflessi.

Molto pro !

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Red Moon

Red Moon - Copyright 2008 Pega

Chi non ha mai provato a fare uno scatto al nostro bel satellitone ?

Spesso ai primi tentativi si rimane delusi. La Luna non è un soggetto difficile ma senza qualche accorgimento non si riesce a farle una foto decente e come per i fulmini, di cui parlavo qualche post fa (http://wp.me/pCYfM-2x), anche con la Luna è divertente provare a cimentarsi.

Una delle cose da tenere presente è che la luminosità di questo corpo celeste è notevole, per alcuni inaspettata. Specialmente se intendi fotografare la Luna piena, considera un’impostazione di esposizione molto simile a quella di un soggetto in piena luce diurna. Del resto la Luna è davvero in piena luce solare diretta…
Tipicamente gli esposimetri delle nostre povere fotocamere vengono facilmente ingannati da una situazione come quella di una abbagliante Luna piena che si staglia nel cielo notturno, specie se impostati in modalità matrix/valutativa o con media pesata al centro. Con la Luna conviene calibrare l’esposizione impostando l’esposimetro in modalità spot, pena la totale sovraesposizone della stessa.

Ovviamente i migliori risultati si avranno potendo disporre di un buon tele ma non sottovalutare le notevoli capacità di crop delle moderne fotocamere digitali che, anche con un 200mm permettono discreti risultati (come quello della mia Luna rossa sopra).

Altro elemento da non trascurare è che la Luna si muove… e nemmeno poco.. 🙂
Piazzando la fotocamera su un treppiede ed osservando la Luna nell’oculare (o nel display se hai il live view), è evidente il movimento orbitale che, senza la scelta di un tempo di esposizione adeguatamente rapido, causerà un sicuro mosso. Tipicamente comunque questo non è un problema vista la discreta quantità di luce che si ha a disposizione e normalmente si riesce a scattare con tempi intorno a 1/1000 o più a seconda della luminosità della serata (e dell’obiettivo).

Il resto lo farà la fortuna, o la perseveranza, di trovare il momento o il luogo adatto, per godere di un cielo limpido e provo di foschie che renderebbero vani i tentativi di fare qualche bello scatto.

Buon divertimento !

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E’ a metà tra un microworkshop ed uno spot questo video con Erin Manning, fotografa e tutor, che promuove molto il suo lavoro attraverso brevi filmati didattici.

In questa sessione dei semplici suggerimenti per migliorare i ritratti, specie se il soggetto è una persona normale che non conosce le tecniche di posa. 
Devo dire che a volte apprezzo questo pragmatismo sintetico. Poca teoria e brevi indicazioni pratiche, tutte riassunte alla fine del video.

Viene voglia di metter su un semplice sutup e fare un po’ di ritratto.
E tu che aspetti ? 🙂

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TEN-cover-blogIeri ho letto un libro. Tutto d’un fiato…
Accidenti dirai… beh, non credo di aver fatto nulla di così esagerato, in realtà si tratta di una lettura molto breve, più precisamente di un breve e-book.
L’autore è quel David duChemin di cui pochi post fa parlavo citando il suo libro (cartaceo) “Within the frame”, un testo che mi è piaciuto moltissimo e che, come scrivevo, consiglo a tutti gli appassionati di foto.
Stavolta duChemin fa qualcosa di diverso. Sceglie un media che ormai è vicino al sorpasso, almeno in USA: il libro digitale. Un modo breve, sintetico e veloce per pubblicare. Costi di editing e distribuzione ridotti al minimo, niente stampa, sintesi e velocità ideali per i ritmi serrati a cui tutti ci stiamo adattando… Un modo di fare editoria di cui sentiremo sempre più parlare nei prossimi anni.

L’e-book si intitola 10 ed il sottotitolo è “Ten Ways to Improve Your Craft. None of Them Involve Buying Gear.”
È una sorta di “top ten” degli elementi che l’autore considera più importanti nella sua fotografia. Trentatrè pagine di immagini e parole che, uno per uno, analizzano e spiegano questi punti. Davvero molto interessante, per certi versi illuminante. Il concetto espresso con il sottotitolo è la chiave di maggior interesse, almeno per me: riuscire a migliorare significativamente le proprie foto, non pensando che per ottenere ciò si debba passare attraverso un upgrade della propria attrezzatura.
Per ovvi motivi non andrò a dire molto di più su questi dieci punti, sarebbe illecito oltre che scorretto. Il PDF ha un costo davvero irrisorio: con 5 dollari puoi scaricarlo e, volendo, stamparlo ad alta qualità.
Posso comunque dire che ho trovato questa lettura davvero stimolante, tanto che sto già meditando di prendermi anche il seguito… un altro e-book che si chiama “Ten more”.

Per chi volesse approfondire il sito di duChemin è: www.pixelatedimage.com

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Cip & Pic funnt creatures - Copyright 2009 PegaPPP

Cip & Pic funnt creatures - Copyright 2009 PegaPPP

Spesso mi sento dire che non è poi così necessario salvare in RAW e tanto vale scattare semplicemente in JPG, evitando lo spreco di spazio sulla scheda di memoria e successivamente sull’hard disk del PC.

Non sono per niente d’accordo.

Il RAW è l’immagine esatta catturata dal sensore della fotocamera, senza alcun trattamento di processing. Non è come alcuni dicono “l’equivalente digitale del negativo”,  è decisamente di più : è l’equivalente digitale della “pellicola ancora da sviluppare”.

Ogni macchina digitale, immediatamente dopo lo scatto, “processa” i dati rilevati dal sensore e produce il JPG, aggiungendo un po’ di contrasto, saturando i colori ed applicando una serie di algoritmi che portano poi al salvataggio file sulla scheda di memoria. Questi passaggi ed elaborazioni equivalgono a quello che un tempo era lo sviluppo del negativo e come tutti i processi di questo mondo, introducono un insieme di fattori di imperfezione oltre ad un elemento di “non ritorno” nei confronti dei dati originariamente presenti sul sensore.
Far “trattare” l’immagine RAW direttamente a bordo della macchina è quindi un po’ come portare un rotolino presso un laboratorio con sviluppo rapido… Magari è ok… ma non è proprio il massimo.

Se vuoi mantenere il massimo controllo e la massima qualià sul processo di “sviluppo” è meglio farlo presso un “laboratorio specializzato e professionale… cioè sul PC con un adeguato software ed operando delle scelte specifiche per ogni immagine.

Poter avere il RAW è quindi fondamentale per chiunque voglia seriamente poter lavorare con le proprie foto, conservando il vero originale catturato dal sensore, gestendo al meglio il contrasto e la fase di elaborazione dei colori ed anche fare cose che solo con il RAW si possono fare : modificare l’esposizione ed il bilanciamento del bianco in postproduzione.

Non ci sono dubbi… RAW RULES !

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Un breve ed interessante video sull’uso di un paio di flash controllati da remoto via wireless.

Ovviamente si tratta di uno spot per la tecnologia ETTL della Canon ma lo stesso discorso vale per Nikon e gli altri produttori che offrono sistemi di gestione evoluta dei flash.

Notare l’efficacia del setup in questa situazione all’aperto… dove il nero dei capelli e degli abiti della modella viene reso davvero molto bene usando questa tecnica.

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Arco lamp - Copyright 2009 Pega

Arco lamp - Copyright 2009 Pega

Crisi fotografica? Non hai ispirazione? Stai invidiando quei favolosi fotografi del National Geographic che girano il mondo a fare foto? Beati loro che hanno un sacco di opportunità?
Beh. Ti propongo una cura. Ecco le regole : prenditi un’ora esatta di tempo, sessanta minuti in cui scattare un intero rotolino di foto. Hai una digitale ? Bene allora considera che dovrai fare 30 o 40 fotografie.
Il luogo sarà a tua scelta ma la caratteristica fondamentale è che deve essere di ridotta estensione. Diciamo che l’idea potrebbe essere quella di usare una stanza della tua casa. Se vuoi stare all’aperto va bene un piccolo giardino, l’orto o anche un angolo del tuo quartiere, ma molto circoscritto.
I soggetti saranno tutti gli elementi, oggetti, persone, o dettagli, presenti nel luogo scelto. Ogni soggetto dovrà essere ritratto in modo da permettere a chiunque di capire di cosa si tratta.

Pensa e studia ogni foto come se fosse destinata alla pubblicazione o all’esposizione al pubblico… sei un artista e quello è il tuo modo di realizzare capolavori. Non fotografare un soggetto per più di una volta.

Ecco qua. E’ un esercizio potentissimo, una specie di booster della creatività… provare per credere.

🙂

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Lone seagull - Copyright 2009 PegaPPP

If you had the opportunity to meet a photographer  you admired what question would you ask if there was only one question you were able to get an answer ?

Se un giorno ti capitasse l’opportunità di incontrare un grande fotografo, uno che veramente ammiri, e ti fosse concesso di fare un’unica domanda: che cosa gli chiederesti?

Sarebbe un peccato trovarsi a fare una domanda banale… ti immagini chiedere “Mi scusi che cosa mi consiglia di usare una macchina Canon o una Nikon?” oppure “Meglio se salvo in RAW o JPG?”. Sarebbe gettare al vento una grande occasione.

Insomma, credo che dovrebbe essere una domanda importante, una questione di base, qualcosa da poter poi veramente metabolizzare e portarsi via… per conservare sempre.

Io ancora la mia non l’ho decisa. E tu?

🙂

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Il business dei fotografi professionisti si fa sempre più difficile ed agguerrito, allora ecco che in molti si danno da fare con strumenti “evoluti” di promozione e valorizzazione delle proprie caratteristiche e competenze .

E’ il caso del video di questo studio fotografico che vi racconta in soli 180 secondi come viene organizzato e gestito un lavoro : dalla preparazione alla consegna finale…

Interessante… 

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