
Ti piacerebbe avere sulla scrivania un piccolo gioiellino? Una stampa originale firmata da un fotografo dell’agenzia Magnum? Sì, quella fondata da nomi del calibro di Robert Capa o Henri Cartier-Bresson e che oggi annovera tra i suoi membri, maestri come Steve McCurry o Elliott Erwitt.
In questi giorni è possibile togliersi una soddisfazione senza attivare un mutuo: Magnum ha aperto una finestra di quattro giorni (dall’8 al 12 giugno 2015) in cui è possibile acquistare, a 100 dollari l’una, stampe originali 6″x6″ firmate personalmente da autori che fanno parte di Magnum.
Queste riproduzioni limitate (dalla finestra temporale) appartengono ad una selezione denominata “an image that changed everything”, un tema che l’agenzia ha proposto ai suoi fotografi, invitandoli a scegliere per questa iniziativa, uno scatto che ha rappresentato un momento di svolta nella loro carriera.
Ci sono cinquanta foto tra cui scegliere. Il tempo stringe… ma io ho già il dito sul tasto del mouse… 🙂
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Confidando che le misure prese per fronteggiare la cretinata sui cookies siano sufficienti, voglio riproporti qualcosa che in questo caso trovo un po’ emblematico: è Lost memories, un delizioso “corto” di tre minuti realizzato da Francois Ferracci. Se non l’hai mai visto, non voglio anticiparti molto di questo piccolo capolavoro che mette in connessione fotografia digitale, analogica, emozioni, sentimenti e relazioni; il tutto tra passato, presente e futuro. Se già lo conosci, ti invito a rivederlo, gustandone oltre agli spunti di riflessione, anche l’aspetto tecnico eccellente, specie considerando che Francois l’ha realizzato da solo interamente sul suo laptop. Buona visione.
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Le TED (Technology Entertainment and Design) sono conferenze organizzate da Sapling, una fondazione privata no-profit che si prefigge di diffondere idee e conoscenza.
Inizialmente orientate verso argomenti tecnici, le TED talk si sono sempre più spinte ed aperte ad altre questioni, proponendo ospiti di grande spicco, come premi nobel, figure di rilievo del mondo scientifico, della ricerca o della società e mettendo i loro interventi a disposizione gratuita sul web.
Tra queste Ted talk è stata pubblicata, proprio pochi giorni fa, una conferenza di Jimmy Nelson, un fotografo che ha dedicato anni ad un progetto teso a documentare culture indigene che stanno scomparendo.
In questo video di diciassette minuti, Nelson ci mostra alcuni meravigliosi ritratti realizzati per questo lavoro e condivide le esperienze vissute durante questo affascinante progetto.
Buona visione.
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Da tempo gira in rete questa citazione, non so chi ne sia l’autore e probabilmente sono considerazioni che si possono fare con chissà quante altre attività. In ogni caso, oggi ho pensato di condividerla.
Forse la vita è davvero come usare una macchina fotografica. Per fare buone foto si deve cercare di mettere a fuoco solo ciò che è veramente importante ed impegnarsi a catturare i momenti più belli, fissandoli e rendendosi bene conto del valore che hanno. Si deve però anche saper elaborare il “negativo”, imparare a svilupparlo per trasformarlo in qualcosa di positivo e… Beh, quando poi proprio le cose non vanno… bisogna saper riprovare.
🙂
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Ti segnalo un’iniziativa molto interessante proposta dagli amici di Visiva presso il loro laboratorio d’arte: un workshop sul Photo Booklet.
Il Photo Booklet è un album fotografico di formato variabile, realizzato artigianalmente con stampe in bianco e nero fatte in camera oscura. I tutor guideranno i partecipanti nelle fasi di ideazione, progettazione e realizzazione pratica delle stampe fotografiche che andranno a comporre i Photo Booklet personali.
Il primo incontro sarà sabato 4 Luglio per l’introduzione e la progettazione. Gli allievi avranno poi un periodo di due settimane per la realizzazione degli scatti progettati.
Sabato 18 e domenica 19, avranno luogo le sessioni di camera oscura, mentre la settimana successiva, sabato 25, verrà effettuato l’editing delle stampe e la realizzazione dei Photo Booklet.
Quindi l’ultimo incontro, domenica 26 luglio, sarà per la conclusione dei lavori e l’esposizione dei manufatti.
Il workshop si terrà presso Visiva, Via Giovanni da San Giovanni 10, 50141 Firenze.
Termine per le iscrizioni: mercoledì 1° luglio 2015
Per informazioni e costi
Federico +39.338 4727022
Martino +39.339 4902194
visiva.firenze@gmail.com
https://www.facebook.com/visivafirenze
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Cimiteri, tombe, monumenti funebri. Molti fotografi ne sono affascinati come anche tutti coloro che in questi ultimi anni hanno dato vita ad una vera e propria forma di turismo, quello cimiteriale, visitando i luoghi di sepoltura per scoprirne la bellezza, andando magari in cerca di tombe di personaggi più o meno famosi.
Nei cimiteri, specie in quelli monumentali, si incontrano vere e proprie opere d’arte, scorci bellissimi e c’è un’atmosfera che per alcuni appassionati di fotografia, è irresistibile. Un fascino che, se ci sei in sintonia, è difficile da descrivere.
In alcuni di questi luoghi non si può fotografare, in altri bisogna chiedere l’autorizzazione. Chissà, forse è giusto così.
Ma a parte questioni più o meno inconsistenti di permessi e privacy, quello che più conta è tener presente che si sta visitando un posto particolare, dove è il rispetto la cosa più importante.
E questo rispetto va in modo speciale a chi, oltre ad essere morto (che di per sé rappresenta solo uno stato a cui tutti siamo destinati), lo è perché ha dato la vita per una causa. È morto per permettere una vita migliore a qualcun altro.
Ricordiamocelo quando siamo a far foto nei cimiteri.
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Sì sì, sono fissato. Ormai questo blog è parte di un complotto per abbattere l’oscuro impero dei selfie stick ed ecco quindi un nuovo tassello: un video che prova la pericolosità assoluta dello scettro della scempiaggine.
Un monito severo ed un invito a riscoprire la purezza di un sano selfie senza prolunga.
😀 😀 😀
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Prima o poi sapevo di “doverci” cascare. Il tema per questo fine settimana è in bozza dall’alba di questo blog, presente fin dai primi tempi in cui iniziai a proporre i weekend assignment.
E quindi eccolo, semplice e fascinoso come una domenica di sole, il tema è proprio questo: la primavera.
Il motivo per cui sono sempre stato restio a proporlo è l’apparente banalità, il rischio di cadere in foto poco significative o peggio, stereotipate. Beh, il rischio c’è ed è concreto, ma è al pari di tanti altri assignment affrontati finora.
La primavera non è solo una stagione, è un concetto, un emblema, uno stato d’animo. Prova a catturarne l’essenza; cerca un’immagine che possa rappresentarla.
E’ comunque un tema facile, dove ci possiamo sbizzarrire senza troppi indugi o difficoltà tecniche.
Che piova o ci sia il sole, in questo fine settimana dedica qualche tuo scatto alla primavera e poi, come sempre, ti invito a condividere la tua foto con il link in un commento qui sotto.
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
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Ansel Adams e Imogen Cunnighmam – Copyright Alan Ross
Il cortocircuito fotografico di oggi è infatti dedicato a due grandi maestri della fotografia del novecento, figure che forse più di altre hanno lasciato il segno: Ansel Adams ed Imogen Cunningham.
Sono due artisti assoluti, punto di riferimento per almeno due generazioni di fotografi. Su di loro è già stato scritto tutto ed anch’io li ho già citati più volte, specie per la loro innovativa e particolare inclinazione a condividere, trasmettere e lasciare agli altri il loro sapere, attraverso tutti i mezzi a disposizione e, di fatto, inventando quello che oggi è il moderno concetto di workshop fotografico.
Due figure mitiche, splendidamente ritratte da Alan Ross, stimato fotografo che fu prima allievo e poi assistente dello stesso Ansel Adams.
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I precedenti cortocircuiti fotografici:
#1: Eugene Atget fotografato da Berenice Abbott
#2: Berenice Abbott fotografata da Hank O’Neal
#3: Edward Weston fotografato da Tina Modotti
#4: Tina Modotti fotografata da Edward Weston
#5: Alfred Stieglitz fotografato da Gertrude Käsebier
#6: Steve McCurry fotografato da Tim Mantoani
#7: Robert Capa fotografato da Gerda Taro
#8: Gerda Taro fotografata da Robert Capa
#9: Robert Mapplethorpe (con Patti Smith) fotografati da Norman Seef
#10: Szarkowski fotografato da Winogrand fotografato da Friedlander
#11: Andy Warhol fotografato da Robert Mapplethorpe
#12: Henri Cartier-Bresson fotografato da René Burri
#13: Dennis Stock fotografato da Andreas Feininger
#14: Diane Arbus fotografata da Mary Ellen Mark
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