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Paul Strand - Toadstool-and-grasses-1928

Toadstool and Grasses - Georgetown, Maine 1928 - Paul Strand

In questa fotografia che Paul Strand realizzò nel 1928 c’è la sintesi di una delle sue affermazioni più importanti. Strand diceva che per usare onestamente la fotografia si deve avere un reale rispetto per ciò che ci si trova davanti ed esprimerlo attraverso un insieme di valori tonali quasi infinito.

Se la seconda parte della frase si riferisce ad aspetti tecnici ed estetici, la prima parte è invece riferita a qualcosa che può essere definito come “moralità fotografica”.

Questo rispetto, che trasforma il soggetto da occasione a ragione di una fotografia era il concetto di base di quel movimento a cui Strand apparteneva denominato straight photography.

Lo stesso Strand riuscì solo nella fase matura della sua carriera ad essere veramente coerente con questa filosofia, quando abbandonata ogni sperimentazione si dedicò ad una fotografia calma e naturale.
La famosa foto del fungo rimane uno degli scatti più influenti di questo periodo del grande fotografo. Non si tratta, come potrebbe  apparire a prima vista, della descrizione fredda e scientifica un soggetto botanico ma piuttosto della realizzazione di un panorama in miniatura.
L’immagine è composta rigorosamente, con quell’attenzione alla luce ed agli spazi che in precedenza era stata tipicamente dedicata solo alla rappresentazione delle grandi viste naturali o dei panorami. Il riferimento è a quella fotografia nauralistica e di paesaggio che specie nella seconda metà dell’ottocento era stata realizzata dai grandi maestri che avevano scoperto (visualmente) il nuovo continente.

Esauriti i grandi spazi, quella di Strand era una nuova forma di esplorazione, matura, intima ed attenta, completamente dedicata il microcosmo naturale.

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Europa : la Luna di Giove
Europa – Copyright 2011 Pega

L’altra sera la notte era limpidissima e con un po’ di impegno sommato alle fantastiche doti di luminosità (f/2.8) del mio nuovo super teleobiettivo catadiottrico da ben 2400 mm, sono riuscito a scattare questa discreta foto di una delle lune di Giove.
Si possono notare le estese macchie bianche che gli scienziati ipotizzano essere grandi valli ghiacciate, contenenti riserve di acqua, che forse in un futuro potranno essere sfruttabili per la colonizz…

Beh… Mica starai veramente credendo alle fesserie che ho appena scritto?  Vero??

In realtà ieri sera non ho puntato la mia fotocamera al cielo.
Ho solo allestito un piccolo set artigianale e scattato qualche foto ad un vecchio pentolino posto su uno sfondo scuro ed illuminato da un flash.
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setup per un pianeta fasulloNe sono venute fuori delle immagini davvero curiose, che in effetti fanno un po’ pensare alle foto astronomiche raffiguranti pianeti lontani milioni di chilometri.
Ma qui, come puoi vedere dal mio setup mostrato accanto, la distanza dall’obiettivo non superava qualche decina di centimetri.
Facendo qualche prova in più e magari trovando una vecchia padella sfinita, credo proprio che si possano fare dei veri capolavori 🙂

Sarà perchè la luna di Giove si chiama Europa, o forse anche per il momento in cui viviamo che ci porta ogni giorno a dubitare della veridicità di immagini e notizie… il fatto è che pensavo di postarla per il primo di aprile…
Ma non ho resistito…

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Dido

Sempre a proposito di questioni di diritti e compensi…
L’astronauta americano Bruce McCandless ha fatto causa alla cantante inglese Dido per aver usato la foto sopra come copertina del suo ultimo album.

E’ un’immagine famosa in cui lo si vede librarsi in orbita al comando di un MMU (Manned Maneuvering Unit) libero e senza alcun vincolo con il modulo orbitale, che era lontano diverse decine di metri. McCandless fu infatti la prima persona nella storia a muoversi nello spazio senza alcun cordone ombelicale.

L’immagine è di pubblico dominio e l’astronauta della NASA non detiene alcun diritto sulla foto ma le motivazioni della denuncia si basano sullo sfruttamento non autorizzato della sua immagine a fini commerciali.
McCandless sostiene infatti che un caso come questo, potrebbe far pensare anche ad altri che esista la possibilità di poter usare la sua immagine senza alcun compenso ed alterare quindi le sue possibilità di continuare ad  firmare contratti pubblicitari. 

Trovo nella questione un curioso parallelo proprio con l’argomento del mio precedente post.
Non so cosa ne pensi tu ma per me si tratta di una causa che sarà interessante seguire…

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Spacewalk

Spacewalking Astronaut John Grunsfeld photo by Andrew Feustel - Goddard Space Flight Center

Voglio segnalarti uno strepitoso album su Flickr.
E’ quello del Goddard Space Flight Center: l’organizzazione scientifica che lavora alla progettazione e costruzione di una varietà di strumenti per la rilevazione di dati ed immagini per lo studio dallo spazio.

In questo album di oltre 1300 immagini è facile perdersi per ore… la qualità di queste fotografie è notevolissima ed in alcuni casi ci sono esempi e link a versioni ancora più grandi come nel caso della foto del nostro pianeta chiamata “Blue Marble” che sul sito della NASA è reperibile ad altissima risoluzione.

Personalmente, oltre ad alcune incredibili foto scattate dal telescopio Hubble, trovo irresistibile questo ritratto “spaziale” dell’astronauta John Grunsfeld scattata dal suo collega  Andrew Feustel durante una missione dello scorso anno.

Insomma è una raccolta che vale veramente la pena di vedere.
Ti consiglio vivamente di darci un’occhiata : http://www.flickr.com/photos/gsfc/

🙂

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saturn
Ci sono state varie occasioni nella storia della scienza degli ultimi due secoli in cui la fotografia ha documentato in modo indelebile dei momenti importanti.

Guardando le immagini che la sonda Cassini ci sta inviando dalla sua orbita intorno a Saturno viene proprio da pensare che si tratti di uno di questi momenti.

Sono rimasto a lungo ad ammirare le foto scattate da questa sonda automatica creata e manovrata dall’uomo.
Sono foto meravigliose, degne di un grande maestro di arte astratta. Mi hanno affascinato sopratutto le immagini in bianco e nero, foto di grande qualità, non solo tecnica ma anche artistica.
Ho l’impressione che molti di questi scatti potrebbero fare splendida mostra di se in qualche importante galleria d’arte e sono convinto che anche tra molti anni potranno rappresentare qualcosa per chi li ammirerà.

Paul Strand una volta ha detto : “the most important decision a photographer makes is where to place the tripod“.

Ecco : la sonda Cassini ha scelto proprio un posto fantastico dove piazzare il treppiede… 🙂

Per chi volesse appofondire : http://ciclops.org e http://saturn.jpl.nasa.gov/photos/

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