Ti sei mai trovato a lottare contro un pannello riflettente pieghevole che non ne vuole sapere di rientrare nella sua custodia?
Beh, sapendo le mosse giuste si può fare con grande eleganza e rapidità.
Dai un’occhiata al video di questo tipo dall’accento molto British.
Usando immagini provenienti dalla Stazione Spaziale Internazionale, Bruce W.Berry Jr ha realizzato questo favoloso timelapse di quattro minuti che ci porta in orbita.
È un gran bel lavoro, specie considerando che a ventiquattro fotogrammi al secondo sono circa seimila le immagini che Bruce ha editato ed assemblato per i quattro minuti di video.
Io sono sempre affascinato dai timelapse ma questo mi é piaciuto in modo particolare perchè si riescono a notare alcuni dettagli davvero notevoli, come un uragano che si approssima alle coste degli Stati Uniti, l’aurora boreale sul nord Europa, una miriade di città che brillano delle loro luci artificiali ed una spettacolare Via Lattea sull’Africa.
Buon divertimento.
.
Un signore osserva la mia macchina fotografica mentre la regolo. Mi guarda per un po’ mentre faccio degli scatti poi, con un tono dimesso, dice: “Ah, come mi sarebbe piaciuto imparare a fotografare”.
“Beh, guardi che é facile. Se le piace può iniziare adesso non crede?” gli rispondo.
“No, dai, è impossibile. Ormai sono vecchio sai, ho quasi settant’anni”. Ma dico io scherziamo?!?! Non esiste un’età massima per avvicinarsi alla fotografia ed imparare a divertirsi esprimendosi con le immagini.
E, caro signore, nel caso le mie parole non la convincessero, ecco qui sotto un esempio ben più estremo: un tipo di nome Lloyd Khan che ad una certa età ha imparato nientemeno che a fare skateboard ed ora, a settantasei anni suonati, sfreccia tranquillo sulla sua tavola per le strade della California.
Proviamo a chiedere a lui se è tardi per imparare a fotografare?
Ma daiiiiii!!!
🙂 🙂 🙂
È bello farsi ispirare dai capolavori di un grande fotografo ed è per questo che ti propongo una splendida raccolta di immagini, un breve video realizzato con gli scatti di un’artista che ha un posto molto importante nella storia della fotografia del novecento e della quale ho parlato in vari post: Dorothea Lange.
L’ho trovato in rete rimanendone affascinato, anche perchè contiene diverse foto che non mi era mai capitato di vedere.
Siediti e mettiti comodo, assicurati di avere qualche minuto di tranquillità e, se puoi, alza un po’ il volume perchè anche l’accompagnamento musicale è apprezzabile.
Dorothea Lange un giorno disse: “La macchina fotografica è uno strumento che insegna a vedere senza una macchina fotografica”. Credo sia una gran verità.
Buona Visione
.
Oggi voglio riproporti un video che trovo sempre carino.
E’ una serie di consigli: idee per coltivare e mantenere viva la propria creatività.
Picasso era solito dire: “Ho impiegato molti anni ad imparare a dipingere come un bambino” ed aveva ragione da vendere. Si riferiva alle difficoltà che molti di noi incontrano nel ritrovare e mantenere nel tempo quello spirito creativo che ci caratterizza negli anni dell’infanzia, quella libertà espressiva che tende a perdersi con l’acquisizione di capacità tecniche superiori, spirito critico e paura del giudizio altrui. Una perdita che può essere anche recuperabile ma, come dice Picasso, solo a prezzo di grandi sforzi.
Buona visione.
.
Lost memories è un piccolo capolavoro, un “corto” di tre minuti realizzato da Francois Ferracci.
Non voglio anticiparti molto di questo breve gioiellino se non che mette in connessione fotografia digitale, analogica, emozioni, sentimenti e relazioni, il tutto tra passato, presente e futuro della tecnologia.
Qualcosa che ti invito a vedere, gustandone oltre agli spunti di riflessione, anche l’aspetto tecnico eccellente, specie considerando che Francois l’ha realizzato da solo in sei mesi interamente sul suo laptop.
Buona visione.
Un banale autoritratto scattato in modo isolato, magari senza particolare qualità tecnica, è qualcosa che forse tutti abbiamo provato a fare.
Da sola, in genere, questo tipo di immagine non rappresenta granché di interessante ed è facile che finisca dimenticata nell’archivio (o nel cestino).
Ma quando la foto che scattiamo non è più isolata e fa parte di un progetto, magari un progetto che dura anni, allora ecco che può nascere qualcosa di interessante.
E’ proprio quello che ha fatto il fotografo Noah Kalina.
Nel 2000 Noah aveva 19 anni ed iniziò a farsi un autoritratto al giorno: una foto banale, scattata dove capita, senza raffinatezze tecniche o di espressività.
Dopo sei anni pubblicò su Youtube il video intitolato Everyday: un time-lapse composto da tutte queste foto. Fu un notevole successo: milioni di visite e condivisioni, innumerevoli casi di fotografi che iniziarono altri progetti analoghi.
Ma Noah non si è fermato, ha sempre continuato a farsi la stessa foto, mantenendo in modo quasi inquietante quell’inespressività attonita ed adesso ha pubblicato una versione aggiornata del video che ora copre 12 anni e cinque mesi. Sono otto minuti fatti da 4500 fotografie che scorrono ad una velocità di 10 al secondo, praticamente un mese ogni tre secondi.
La costanza è, senza dubbio, uno dei pilastri dell’arte.
.
Tempo fa avevo postato e condiviso sul blog questa inquietante foto di Scott McClellan intitolato “Inexplicable occurrence”:
Può piacere o meno ma è senz’altro uno scatto che incuriosisce, specie se si prova a pensare a come può essere stato realizzato.
Come si fa a fare una foto così nella propria cucina?
Ecco, c’è il backstage, basta darci un’occhiata e poi… provare.
🙂
.
In questo video, il fotografo Joe Edelman ci insegna una cosa davvero interessante: usare un uovo per capire la luce.
Una lezione semplice ma molto efficace. L’uovo è chiaro, liscio e regolare. La sua forma è perfetta per studiare come la luce, insieme alle ombre, definisce gli oggetti e caratterizza l’immagine fotografica.
E’ un esperimento che puoi provare a fare a casa, basta una normale lampada ed un uovo appoggiato su una superficie.
Capire la luce è fondamentale in fotografia e questo potrebbe essere l’esercizio definitivo.
Utile a grandi e piccini… non farti scoraggiare dal parlato in inglese e guardalo con fiducia.
.
. —————— Ti è piaciuto questo post ? Condividilo su Facebook o Twitter, puoi farlo anche semplicemente cliccando sul bottone qui sotto.
Trovi il soggetto giusto, magari un bel paesaggio o anche una scena con cose e persone, prepari il treppiede, ci piazzi la macchina fotografica ed inizi a valutare inquadratura e composizione. In testa hai l’idea di fare una lunga esposizione, qualcosa di almeno mezzo secondo, ma anche più. In questo modo le presenze umane si trasformeranno in strani fantasmi, le cose in movimento disegneranno strane scie e l’acqua assumerà un aspetto strano e fiabesco…
È questo il fascino della fotografia long-exp: divertente ed un po’ meditativa.
Ma c’è un dettaglio. Se vuoi farlo in condizioni di luce diurna è probabile che ce ne sia troppa ed anche impostando diaframmi molto chiusi sia impossibile allungare decentemente i tempi senza bruciare tutto.
E allora, in attesa che i produttori di macchine fotografiche si decidano ad incorporare una funzione di forte riduzione della sensibilità direttamente nelle caratteristiche della fotocamera (che ci vorrebbe? Poco!) ecco che ci vengono in aiuto i filtri Neutral Density (ND).
I filtri ND sono sempre esistiti, fin dagli albori della fotografia e si trovano ancora facilmente in commercio perchè il loro effetto non sempre è ottenibile con la postproduzione. Consentono di abbattere la luminosità che arriva nell’ottica senza alterare troppo la qualità dell’immagine e si possono trovare filtri che tolgono due, quattro, ma anche otto o più stop di esposizione. Ne esistono anche di graduali, molto utili nel caso ci si trovi con soggetti a forte differenza di luminosità come succede spesso con cielo e panorama.
Gli ND sono tipicamente impilabili in modo da moltiplicare l’effetto montando davanti all’obiettivo più filtri sovrapposti.
Provaci, è interessante. Basta solo un po’ di attenzione al bilanciamento del bianco e ai riflessi in caso di controluce.
Intanto, se non conosci bene questa specialità, ti consiglio di dare un’occhiata a questo video in cui Gavin Hoey spiega come si fa, portando anche alcuni esempi di impostazione tempo/diaframma.
Buon divertimento!
Nel rispetto del provvedimento 8 maggio 2014 del Garante Protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve di cookie per fornire servizi ed effettuare analisi statistiche anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per approfondimenti leggere la sezione "Cookie Policy" nel menu e la Privacy Policy di Automattic (la società americana sulla cui piattaforma è ospitato il blog) all'indirizzo: http://automattic.com/privacy/
La legge Italiana sulla tutela della privacy richiede ai siti di informare circa l'uso dei cookies. Questo blog è ospitato sulla piattaforma commerciale Wordpress.com che usa cookies di profilazione e gestisce e detiene l'uso dei dati da questi ricavabili. A questo indirizzo è disponibile l'informativa privacy di Wordpress: http://automattic.com/privacy/
L'autore di questo blog non può disattivare questa funzione e non raccoglie né può fruire dei dati ricavabili dai cookies. Come utente puoi inibire l'uso dei cookies semplicemente selezionando l'apposito comando nel tuo browser.
Avvertenze
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. Tutto il materiale presente nel sito (testo e immagini) è pubblicato a scopo divulgativo, senza fini di lucro. Eventuali violazioni di copyright se segnalate dagli aventi diritto saranno rimosse immediatamente dall'autore.