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Posts Tagged ‘imparare’

Oggi il post è una domanda.
La fotografia non c’entra molto lo so, ma mi farebbe piacere avere un feedback concreto su quali sono le propensioni alla lettura dei frequentatori di questo blog.

Con che frequenza vieni su Pega’s photography blog a leggere i post ?
E’ una cosa quotidiana ed apprezzi il fatto che ogni giorno ci sia un nuovo articolo ? Magari hai attivato l’opzione che ti inoltra in automatico una mail quando c’è un aggiornamento ?
Oppure non hai mai tempo e non riesci a tornare spesso, perdendo magari qualche post che ti sarebbe piaciuto leggere ?

Ti ringrazio se vorrai partecipare. Basta un click sul sondaggio qui sotto.

🙂

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Lumet - Making moviesE’ un po’ di tempo che non parlo di libri.
Oggi te ne voglio consigliare uno che potrebbe affascinarti come ha affascinato me. Si tratta di “Making Movies” di Sidney Lumet.

L’autore è un regista che non dovrebbe aver bisogno di presentazioni.
Sono firmati da lui capolavori come “La parola ai giurati” (1957), “La collina del disonore” (1965), “Serpico” (1973), “Assassinio sull’Orient Express” (1974), “Quinto potere” (1975) e molti altri.

E’ un libro molto particolare: un regista che spiega come funziona la sua professione. In sostanza “come si realizza un film”.

Leggendolo emergono immediati tutti i rapporti che il cinema ha con la fotografia e come un regista divenga il realizzatore di un’opera di arte visiva molto complessa che tipicamente non risulta indifferente a chi è appassionato di immagini.

Nel cinema si fondono molteplici aspetti tecnici ed artistici ed è il regista il direttore di una specie di orchestra dove alla fine ogni minimo dettaglio può fare una grande differenza sul risultato finale.

Dalla scelta della luce e il posizionamento della macchina di ripresa alla selezione delle focali, il movimento e poi il taglio e montaggio… è avvincente leggere di quanta importanza viene data a certi aspetti e quanto tutto questo venga indirizzato ad una comunicazione che spesso rimane non percepita dallo spettatore ma che però contribuisce molto a rendere un film qualcosa di così suggestivo.

Molto belle sono anche le parti dedicate al rapporto con gli attori ed a tutta la fase di postproduzione, argomenti che in precedenza non ero mai riuscito a trovare descritti in modo così diretto ed approfondito.

Una splendida lettura che davvero consiglio ad ogni appassionato di fotografia, che porta a cambiare il modo di vedere il cinema, trasformandoci in osservatori molto più acuti e consapevoli di cosa c’è dietro ad un’opera cinematografica.
Un piccolo bagaglio di conoscenze e sensazioni che, ho scoperto, può tornare utile quando ci si ritrova con in mano la nostra piccola macchina fotografica.

Concludo con una nota che per qualcuno può essere dolente: il libro non è disponibile in Italiano ma in compenso è scritto in un Inglese scorrevole e facilmente leggibile anche da chi non è proprio fluent.. E ne vale la pena.

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Better stay informed

Better stay informed - © Copyright 2009 Pega

Quando nel post di un paio di giorni fa  raccontavo l’aneddoto di un ragazzino che mi chiedeva di vedere le foto  che avevo appena fatto con una macchina analogica non volevo assolutamente sottolineare il fatto che si è voltato andandosene in modo un po’ maleducato, senza aspettare una mia spiegazione.
Probabilmente io alla sua età avrei fatto in modo simile, non è certo una cosa grave e sopratutto non è questo il punto.

Quello che mi ha colpito dell’accaduto è stato che il ragazzino non solo aveva dato per scontato che io stessi scattando con una macchina digitale, ma che in pratica nel suo mondo le macchine a pellicola non esistono.

E c’è poco da meravigliarsi. In effetti per i nati in questo secolo la fotografia è solo digitale, è naturale.
Fotocamere compatte, telefonini, webcam e tutto il resto, il mondo dell’immagine analogica è ormai un ricordo ed è spesso riservato a chi ha qualche anno in più.

Alla fine la mia è solo una constatazione. Non c’è tristezza o nostalgia, personalmente trovo che il digitale sia un grande passo avanti che, nel mio caso, ha riacceso l’interesse per una vecchia passione.
Ma è anche importante non dimenticare quello che la fotografia analogica ha svelato ed insegnato, saperlo considerare e valorizzare senza che un “voltar pagina” voglia dire perdere tutte le meravigliose pagine precedenti…

Rispetto ed ammiro tutti coloro che continuano a scattare analogico. E’ anche grazie a loro che si potrà sempre “newtonianamente” attingere alle espereienze del passato per capire ed  imparare a sfruttare al meglio gli strumenti del presente e, chissà, anche quelli del futuro.

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A volte un po’ di pragmatismo anglosassone non fa male.

Ripassiamo un po’ di “regole di base” con Erin Manning…

🙂 🙂

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Teaching each other

Teaching each other - © Copyright 2008 Pega

Oggi ti invito a qualcosa che esce dal blog e si sposta nel mondo reale.
Non si tratta quindi solo di un articolo da leggere o di foto da guardare, sto parlando di un piccolo evento, un esperimento. Lo Sharing Workshop è un’idea che ho da un po’ e credo sia l’ora di provarla realmente.
Ecco di che si tratta.

Il concetto alla base di questa iniziativa è quello di creare un’occasione di condivisione attiva, attraverso un vero incontro tra un piccolo gruppo di persone appassionate di fotografia.
Ogni partecipante sarà sia fruitore che protagonista, perchè il workshop sarà suddiviso in brevi sessioni di circa 20 minuti in cui, a turno, ognuno prenderà la parola ed andrà ad esporre per gli altri un suo argomento a tema fotografico.

Se intendi partecipare sappi che potrai parlare di ciò che vuoi: quello che più ti piace o interessa, potrebbe essere ciò che hai appena iniziato a studiare oppure quello su cui hai lavorato per una vita. Non importa a che livello. Tutti gli argomenti sono graditi ed assolutamente ben accetti purchè attinenti alla fotografia.
L’idea di fondo è quella di mettere in condivisione una propria conoscenza o competenza e verificare quanto questo non solo sia gradito agli altri, ma anche come sia utile per se stessi.
A puro titolo di esempio faccio un breve elenco di possibili temi :

– Esporre un proprio lavoro fotografico illustrandone agli altri il tema
– Parlare di una tecnica fotografica o di postproduzione
– Raccontare un’esperienza personale, una storia da condividere, il lavoro o la vita di un fotografo che ammiri
– Illustrare un proprio punto di vista sulla fotografia o sul processo creativo
– Stimolare e condurre una breve discussione aperta su un tema specifico
– Proporre un esercizio o un “challenge” fotografico” sviluppabile insieme agli altri sul momento

Ogni intervento dovrà essere completamente a cura del partecipante, anche nel senso di eventuali attrezzature che ognuno dovrà portarsi se necessario. Ad esempio le foto stampate per chi parlerà del lavoro suo o di altri o un PC per chi volesse parlare di postproduzione. Il piccolo numero di partecipanti previsto serve a rendere semplice e snello questo aspetto.

Si tratta in ogni caso di partecipare al workshop con spirito attivo e di condivisione, per questo si chiama “Sharing Workshop“.

Lo Sharing Workshop si svolgerà a Firenze nella giornata di Sabato 17 Aprile dalle ore 10. Il luogo di incontro verrà comunicato agli iscritti.
La partecipazione è gratuita ma limitata ad un numero massimo di sei (6) persone.
Non ci sono vincoli di età o livello tecnico. Se sei interessato potrai partecipare indipententemente dal fatto che tu sia un principiante o un professionista, l’importante è comprendere lo spirito dell’iniziativa : tutti possono imparare da tutti.

Per iscriverti manda una e-mail a sharingworkshop@gmail.com indicando, possibilmente, su quale argomento vorrai svolgere la tua sessione di workshop. 

Ti piace ? Allora vieni. Sarà divertente.

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Karl Taylor è un fotografo professionista dal (terribile accento 🙂 ) che ogni tanto posta degl interessanti video.
In questo, proponendoci delle belle immagini, parla della luce naturale e di come sfruttarla per ottenere delle belle foto.

Mi piacciono i video dove si vedono fotografi all’opera, specie nei casi in cui si riesce a percepire la loro passione.

In questo trovo particolarmente riuscita la parte in cui fa vedere come cerca e trova il suo scatto a “lunga esposizione” del mare al tramonto, non preoccupandosi di bagnare piedi e treppiede…. 🙂 

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Art ain't easy

Art ain't easy - © Copyright 2009 Pega

Scrivo su questo blog perchè mi aiuta a condividere.
Serve a permettermi di capire ed approfondire, serve ad imparare e migliorare.

Condividere le impressioni su una foto o un artista, provare a spiegare un punto di vista o un’idea è un modo per definire meglio, prima di tutto a me stesso, quell’argomento. A svilupparlo e metabolizzarlo.
E poi non c’è piacere maggiore di una passione condivisa.

Una famosa frase dice : “Se vuoi diventare esperto di qualcosa, scrivici un libro”.
Ecco, io sto provando con un blog.

🙂

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Teaching each other

Teaching each other - Copyright 2008 Pega

Alcuni imparano meglio partendo dalle basi: “questa è una fotocamera”, “clicca qui”, “cos’è l’otturatore”, “come funziona il diaframma”, etc, etc…  
Altri hanno bisogno di partire dai risultati : vedono una foto che li affascina ed iniziano ad imparare come si fa per ottenere quell’effetto… un percorso al rovescio.

Fotografia o meno, discorso similare è per i canali di apprendimento.
C’è chi ha bisogno di un insegnante che lo guidi e gli trasmetta le conoscenze, c’è chi preferisce leggere libri e testi autorevoli, chi ancora si trova meglio sperimentando, sbagliando ed imparando dall’esperienza.

Esistono molti modi di imparare ed il bello è che non ce n’è uno migliore degli altri. Sono tutti validi perchè ognuno ha il suo metodo ideale e l’importante è arrivare a far propria una materia, capendo qual’è il percorso che ci è più congeniale.

Ogni strada per l’apprendimento ha i suoi pregi ed i suoi difetti, ad esempio partendo dai risultati e lavorando al contrario per scoprire come ottenerli si rischia di perdersi interi filoni della materia, mentre seguendo la via classica, che parte dalle basi, ci si può perdere e magari annoiarsi prima di trovare quei primi risultati che fanno scoccare la scintilla di una vera passione.

E’ importante cercare di rendersi conto di qual’è il proprio migliore modo di imparare, aiuta moltissimo nel riuscire ad evitare percorsi inutili e faticosi e regala tempo prezioso.

E tu come impari?

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Si è vero, subisco il fascino del flash…
E questo è un interessante video a proposito. Sono le basi per chiunque voglia fare sul serio con questo elemento per alcuni un po’ misterioso e non sempre ben conosciuto…

Buon divertimento. 🙂

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Lone seagull - Copyright 2009 PegaPPP

If you had the opportunity to meet a photographer  you admired what question would you ask if there was only one question you were able to get an answer ?

Se un giorno ti capitasse l’opportunità di incontrare un grande fotografo, uno che veramente ammiri, e ti fosse concesso di fare un’unica domanda: che cosa gli chiederesti?

Sarebbe un peccato trovarsi a fare una domanda banale… ti immagini chiedere “Mi scusi che cosa mi consiglia di usare una macchina Canon o una Nikon?” oppure “Meglio se salvo in RAW o JPG?”. Sarebbe gettare al vento una grande occasione.

Insomma, credo che dovrebbe essere una domanda importante, una questione di base, qualcosa da poter poi veramente metabolizzare e portarsi via… per conservare sempre.

Io ancora la mia non l’ho decisa. E tu?

🙂

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