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Archive for the ‘Culture’ Category

Uomo Ragno by Pega

Non hanno ucciso l’Uomo Ragno – Copyright 2012, Pega

Il prossimo Lucca Comics è tra meno di una settimana e sto pensando di tornarci insieme alla fida Zietta Polaroid con una sola cartuccia da dieci esposizioni. Solo dieci foto analogiche istantanee mentre intorno turbineranno migliaia di scatti digitali. Forse cercherò di immortalare qualche supereroe ed è per questo motivo che ti propongo, anche se con una settimana di anticipo rispetto a Lucca, il tema per questo weekend assignment.
Sì, lo so che non è facile, i SUPEREROI non si trovano ad ogni angolo, ma è proprio così, con sfide ardue, che si stimola la creatività 🙂
Se non hai un supereroe disponibile a mettersi in posa, puoi sempre inventarlo, costruire una metafora, fare uno scatto pareidolico o… cercare di acquisire dei superpoteri!
Buon weekend!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Usare una macchina grossa, goffa e senza automatismi, rende il processo più faticoso e lento, tutto viene visto sotto una luce diversa e si pensa di più perchè si ha più tempo per pensare. È questo il fascino della Fotografia grande formato: macchine semplici che però richiedono maestria e competenza; strumenti che costringono il fotografo a ragionare e dare massima attenzione alla composizione ed a tutti i dettagli del processo di “costruzione” dell’immagine.
In questo video il fotografo Simon Roberts ci mostra l’uso di una macchina 4×5: dalla preparazione della fotocamera fino alla stampa.
Ho sempre subito il fascino di questo modo di fotografare, adesso ancora di più.
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Voglio riproporre questo interessante video realizzato con immagini provenienti dalla Library of Congress degli Stati Uniti, nel cui sconfinato archivio sono conservati anche gli scatti di un giovanissimo Stanley Kubrick, ai tempi in cui lavorava come fotografo per la rivista Look.

Kubrick venne inviato a Chicago nel 1949 per realizzare un servizio sulla “città dei contrasti” e raccontare attraverso immagini l’atmosfera e la vita della capitale dell’Illinois. Fu un lavoro fotografico di reportage in linea con lo stile di una delle più importanti riviste del tempo. Look, insieme a Life, rappresentava infatti un punto di riferimento assoluto che, con un tipico modo di raccontare luoghi e persone attraverso gli scatti dei suoi inviati, rimane un’icona nella storia della fotografia.

È affascinante tornare ad ammirare questo lavoro di Kubrick, ancora molto giovane ma già così bravo nel cercare e trovare soggetti e spunti sempre significativi. Uno stile che poi ha saputo sviluppare e rendere così personale nella successiva ed assoluta carriera di regista cinematografico.
Buona visione.

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Dennis HopperApocalypse Now, capolavoro che Francis Ford Coppola realizzò nel 1979, non è solo un film sulla guerra del Vietnam. Liberamente ispirato al romanzo di Conrad “Cuore di Tenebra” è un’opera complessa ed oscura, la cui folle realizzazione portò attori e troupe vicini ad un drammatico punto di non ritorno; Coppola disse che non era solo un film sul Vietnam, era “il Vietnam stesso”.
Nella storia ad un certo punto appare la figura di un fotoreporter, impersonato dal mitico Dennis Hopper. È un personaggio folle e romantico, che gira con un’infinità di macchine fotografiche al collo, usandole continuamente mentre pare del tutto affascinato dall’oscura ed inquietante personalità del colonnello Kurtz, interpretato dall'”enorme” (in tutti i sensi) Marlon Brando.
Quello di Hopper è un fotoreporter di guerra indimenticabile, che non puoi non ricordare bene, se hai visto il film.
E se non lo hai visto… Che aspetti?!
🙂

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Il light painting è divertente, l’ho potuto sperimentare varie volte in prima persona. C’è però un’applicazione di questa tecnica che può essere considerata una frontiera tutta da esplorare: l’animazione.
In rete ho trovato alcuni esempi di cosa si può fare creando sequenze animate basate sul light painting. Si tratta in genere di brevi video realizzati in modo amatoriale e sono rimasto sorpreso dell’assenza di opere più lunghe e complesse, forse semplicemente non le ho trovate o forse siamo solo all’inizio di un possibile nuovo filone creativo ancora inesplorato.
Fare un’animazione con il light painting non è banale ed in ogni caso si tratta di mettersi d’impegno e pianificare una lunga serie di esposizioni finalizzate a creare un video in stop motion.
Sarebbe da provare ma temo sia molto più facile a dirsi…
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Quadrifoglio - culo photography
Non c’è dubbio che la fortuna giochi un ruolo importante nelle nostre vite, conta quindi molto anche in fotografia.
Può capitare di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, di inquadrare a casaccio e beccare per caso una composizione geniale, può succedere che la fortuna ci aiuti a scegliere le corrette impostazioni di tempo/diaframma come un ambo al lotto e che poi guidi il nostro dito a schiacciare il pulsante nell’istante perfetto, quello del “decisive moment”.
Può poi addirittura capitare ciò che si vede sempre più spesso considerare di gran valore: che una macchinetta in plastica, incapace di fare due scatti uguali, introduca qualche macchia o aberrazione, rendendo la foto un colpo unico ed irripetibile.
Può infine capitare di arrivare ad esporre queste “opere”, vederle mostrate come pezzi d’arte e ricevere ottime critiche.

Magari mi sbaglio a riguardo della “culo photography”, ma la mia idea di arte è un’altra. Rimane legata alla capacità che, per esserlo davvero un artista deve avere, di produrre opere frutto della sua visione, della sua volontà e del suo estro oltre che delle sua capacità, anche tecnica, di creare e comunicare.
Magari è talento, oppure un mix di impegno, sudore e magari anche un pizzico di fortuna… Ma bisogna che non sia solo ed esclusivamente culo.
🙂

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Videogame war photogroapher
È una storia un po’ inquietante quella di oggi.
Con mezzo mondo praticamente in fiamme, violenze e guerra che insanguinano vaste aree del nostro pianeta, TIME decide di inviare uno dei suoi fotoreporter in un luogo virtuale: un videogame.
Ashley Gilbertson ha un passato da fotoreporter di guerra ed ha lavorato in molte zone calde del pianeta, ma stavolta è stato inviato in uno scenario diverso: l’angosciante ambiente post apocalittico popolato da Zombi di “The Last of Us – Remastered” per PlayStation 4.
Zombie by GilbertsonIl gioco ha una modalità “photo mode” che sembra studiata proprio per scattare immagini di reportage ed Ashley si è impegnato a “sopravvivere il più possibile” cercando di arrivare vivo al livello successivo per poter realizzare qualche buona fotografia.
Un fotografo di TIME che si dedica ad un videogioco è una faccenda che fa un po’ pensare, ma va detto che ha qualcosa di intrigante, specie per chi ha potuto sperimentare in prima persona quanto possano essere realistici e coinvolgenti questi prodotti di intrattenimento che, in qualche caso, sono interi universi (penso a quello di Second Life) che ormai chiamare giochi è forse un po’ riduttivo.
Fotogiornalismo virtuale. Chissà, probabilmente è una nuova frontiera ancora tutta da inventare e scoprire.
Ti invito a leggere l’interessante articolo originale di Gilbertson su TIME, in cui il fotografo riflette anche sul significato della violenza nei videogiochi e dell’influenza che questo ha sul nostro atteggiamento.

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outsideofautoUna fotocamera digitale posta in modalità automatica è in grado di prendere decisioni autonome, impostarsi e realizzare ottimi scatti; a chi preme il bottone rimane ben poco.
La scelta creativa e personale delle impostazioni di esposizione è un aspetto che però rimane ricco di fascino e che, forse, rappresenta uno dei primi veri stimoli gratificanti che un fotografo conosce quando, da principiante, inizia ad approfondire la Fotografia. Sono però scelte che è possibile fare solo se si esce dalla modalità automatica di una fotocamera e si decide di scattare in manuale, così ecco che diviene fondamentale conoscere le basi.
Canon ha realizzato un magnifico strumento, un sito web che si chiama Outside of Auto, che in pratica è un simulatore di fotocamera manuale.
E’ una bella risorsa per chi inizia e vuole provare un approccio pratico e guidato, ma anche uno strumento interessante per chi già conosce i fondamentali, perché ripassare non fa mai male, magari approfittando della sezione “challenge” dove è possibile mettersi alla prova verificando le proprie capacità di regolare velocemente la fotocamera.

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Spulciare gli “staff pick” di Vimeo è sempre un piacere. È così che ho scovato Norway, un filmato time-lapse veramente notevole.
Siamo in un periodo in cui si vedono moltissime realizzazioni di questo tipo, la qualità è in costante aumento ed ormai è quasi diventato difficile meravigliarsi data la gran quantità di ottimi filmati time-lapse che si possono trovare.
Questo però te lo voglio segnalare. È stato prodotto da Rustad Media durante un viaggio di cinque mesi nelle diciannove regioni della Norvegia. Cinque minuti che descrivono paesaggi meravigliosi attraverso questa particolare e suggestiva tecnica ibrida che da sempre mi affascina.
Buona visione.
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scanner camera
Ci ho pensato varie volte, ma non mi sono mai deciso. C’è invece chi ha provato, tra questi un certo Joe Barone che l’ha costruita ed usata: una rudimentale macchina fotografica basata su uno scanner piano.
Joe è un giovane fotografo cresciuto nella ferramenta dei genitori in Michigan. Da sempre affascinato dal fai da te, ha deciso di prendere un vecchio scanner A4 ed usarlo come dorso di una fotocamera artigianale che usa una lente di ingrandimento come obiettivo ed è tenuta insieme con del nastro adesivo.

Barone

Copyright 2013, Joe Barone

È un progetto semplicissimo, alla portata di tutti, dove oltre al divertimento dell’assemblaggio, c’è la componente di una tecnica fotografica stile retrò. Lo scanner infatti acquisisce l’immagine lentamente ed in modo progressivo da sinistra verso destra, questo rende l’esposizione prolungata e sensibile ad eventuali spostamenti che provocano strane e curiose distorsioni. Certo che anche l’aspetto della macchina ha la sua parte, e l’abbondante uso fatto da Joe, di nastro dorato, dona all’opera un certo carattere steampunk. Devo proprio decidermi a provare a realizzare un accrocchio del genere.
🙂

[Fonte SLR LOUNGE]

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