Jane Bown era stata inviata dall’Observer per fotografare Samuel Beckett mentre dirigeva uno spettacolo alla Royal Court, nel 1976.
Il drammaturgo e premio Nobel irlandese era noto per la sua riluttanza ad essere ritratto e già altri fotografi avevano tribolato nel tentativo di immortalarlo adeguatamente.
Beckett le disse che acconsentiva a farsi fare una foto ma lasciò la Bown in attesa per ore dietro le quinte, finchè un assistente le porse un foglietto con scritto che Beckett aveva cambiato idea e che non se ne faceva di niente.
La fotografa si sentì ribollire il sangue ma non si perse d’animo. Lo attese fino alla fine dei lavori e poi gli si presentò davanti all’improvviso, alla porta di servizio da cui Beckett stava uscendo. Gli promise di fare solo tre scatti veloci, lui gliene concesse cinque.
A volte la tenacia premia, eccome.
Archive for the ‘Culture’ Category
Il soggetto riluttante
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Photography portraits, tagged bianco e nero, drammaturgo, Jane Bown, Nobel, professionalità, ritratto, Samuel Beckett, scrittore, testardaggine on 07/03/2014| 11 Comments »
Foto sbagliate
Posted in Culture, tagged analisi, arte, catalogazione, cessi, ciofeche, critica, domanda, fotografia, perchè, sbagliate, scarti on 05/03/2014| 19 Comments »

Cessi – Copyright 2013, Pega
Prendi tutte le foto che hai scattato nello scorso anno, mettiti comodo e passale in rassegna, riguardatele con calma. Quante ti soddisfano rispetto a quelle che ritieni deludenti? Qual’è la percentuale di immagini che scarti? Che ritieni insoddisfacenti o per qualche motivo sbagliate?
Ragioniamoci un attimo: che cosa c’è che non va nelle foto che ci deludono?
Ti invito a fare un esperimento, un lavoro di analisi, un esercizio per razionalizzare ciò che trovi insufficiente nelle tue immagini.
Identificare e catalogare questi errori potrebbe essere un punto di partenza per migliorarsi come fotografi, magari anche scoprire cose interessanti.
Osserva sul serio le tue foto una ad una, cosa noti? Ne trovi una certa percentuale esposte male? Sfuocate o mosse? Hanno il bilanciamento del bianco sballato? Troppo rumore? Aberrazioni cromatiche? Distorsioni?
Hai forse usato un’ottica sbagliata per lo scatto? Sono storte?
Oppure è qualcos’altro? Qualcosa che non c’entra niente con l’attrezzatura. Potrebbe essere la composizione o il messaggio. Potrebbe essere che la foto non trasmette niente, è banale, non ci sono emozioni o storia.
Qual’è il difetto più ricorrente nelle tue foto?
E poi: qual’è il secondo difetto più ricorrente? Ed il terzo?
Può essere difficile e faticoso abituarsi ad andare regolarmente a rivedere le nostre foto meno riuscite, ma è un atto che potrebbe cambiare molto il nostro modo di vedere e vivere la fotografia.
Un selfie d’epoca
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Photography portraits, Technique, tagged 1920, autoritratto, Autoscatto, gruppo, New York, pinhole, ritratto, self, selfie, stenopeica, twenties on 03/03/2014| 11 Comments »
Pensavi che il “selfie” fosse una moda del presente? Un gesto legato alla diffusione di fotocamere compatte e smartphone? Beh no, eccoti un esempio.
Siamo nel 1920 a New York. Sul tetto di un edificio che si affaccia sulla Fifth Avenue, cinque uomini posano per un autoscatto. La fotocamera è grossa e probabilmente un po’ pesante, così in due la sorreggono. Le loro braccia sfuggono ai lati dell’immagine che risulta grandangolare, con i soggetti al centro rimpiccioliti in modo innaturale. Non c’è distorsione curva ma solo prospettica e viene da pensare che possa trattarsi di una macchina fotografica stenopeica.
Forte eh? E lo sai cos’è il bello? Di questo scatto c’è pure il backstage!
🙂
Weekend assignment #102 : gatto
Posted in Culture, tagged assignment, fotografia, gatto, weekend on 01/03/2014| 15 Comments »
Ed eccomi con una nuova proposta per la “missione fotografica” del fine settimana. Oggi il tema è tutto dedicato ad un animale, uno che da sempre ha affascinato gli artisti, fotografi compresi: il gatto.
Da Picasso a Warhol, passando per Cartier-Bresson o Weston, si è scoperto che molti grandi artisti si sono fatti ispirare da muse feline.
E così, perché non provarci anche noi? In questo fine settimana prova a dedicare un po’ di tempo a fotografare il gatto. Ritrailo in casa o per strada, mentre gioca o dorme, da solo o associato al suo “umano”. Cerca di tirar fuori uno scatto interessante da un soggetto così inflazionato.
L’invito, come al solito, è poi a mettere il link in un commento a questo post e condividere con tutti i lettori il tuo lavoro.
Allora buon weekend. Sono sicuro che stavolta ti ho assegnato un compito facile e rilassante. Del resto si sa: gli animali domestici, i gatti in particolare, hanno dimostrato un forte influsso positivo sugli umani ed è stato verificato che un gatto che fa le fusa contribuisce a ridurre i livelli di stress ed aiuta a mantenere la pressione sotto controllo, oltre a dare fiducia e rafforzare l’autostima.
—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.
Contrasto e femminilità
Posted in Culture, History of photography, People, Photography portraits, Technique, tagged contrasto, femminile, fotografia, maschile, percezione, ricerca, ritratto, volto on 27/02/2014| 6 Comments »

Fai bene attenzione a come gestisci il contrasto nei tuoi ritratti.
Richard Russel è un ricercatore di Harvard che con la sua “Illusion of Sex” si piazzò nel 2009 al terzo posto nel premio internazionale Illusion of the Year. La sua ricerca dimostrava che il contrasto modifica la percezione di genere e che la stessa persona, raffigurata nella stessa immagine, appare come più femminile se il contrasto nelle zone occhi e bocca viene aumentato, mentre risulta più maschile al diminuire del contrasto in queste aree.
Tutto ciò non dovrebbe meravigliare perché è pienamente coerente con le usanze femminili che da millenni prevedono la colorazione di labbra e contorno occhi. Questi interventi altro non sono che tecniche per aumentare, dal vivo, il contrasto sul volto.
Ci avevi mai pensato? E’ un’informazione di cui far tesoro.
Arte e tecnica
Posted in Culture, Technique, tagged arte, creatività, personalità, Pollock, tecnica on 25/02/2014| 5 Comments »
Tecnica ed arte sono due concetti legati tra loro ma anche ben distinti.
L’opera d’arte viene creata tramite la tecnica, ma se il prodotto finale diviene qualcosa che ha a che fare solo con la tecnica, allora non è più arte.
Cosa succede però quando la tecnica diviene così originale, così personale, coinvolgente e speciale da divenire essa stessa una forma d’arte?
Bel dilemma eh?
.
🙂
.
P.s. Anche in fotografia? Sì si, anche in Fotografia.
Bresson e il ritratto di Ezra Pound
Posted in Black and White, Culture, History of photography, People, Photography portraits, tagged Bresson, ezra, fotografia, Italia, portrait, Pound, psicologia, ritratto, storia, Venezia, Venice on 23/02/2014| 2 Comments »
Henri Cartier-Bresson andò a trovare Ezra Pound a Venezia, nel 1971.
Il poeta americano aveva ottantasei anni. Dopo aver incarnato il modernismo ed essere stato tra i protagonisti della poesia di inizio secolo, Pound aveva affrontato un periodo molto buio della sua esistenza, finendo per trascorrere parecchi anni in manicomio. Dimesso, si era stabilito in Italia.
Bresson ha raccontato in più occasioni questo particolare incontro con Ezra Pound, un incontro in cui ci furono pochi scatti ed ancor meno parole. I due si guardarono a lungo, molto a lungo, intensamente. Quasi come in una sfida, si osservarono e si studiarono per un tempo che Bresson stima intorno ad un’ora e mezza.
Un profondo e pesante silenzio. Pound non disse niente, HCB fece sette scatti tra cui scelse questo: intenso, drammatico, forse doloroso.
È una gran lezione di Fotografia.
International Street Photography Awards
Posted in Culture, Street Photo, tagged award, concorso, cultura, fotografia, fotoura, indipendente, street on 21/02/2014| 2 Comments »
L’International Street Photography Awards (ISPAS) è uno dei più importanti concorsi internazionali di fotografia “street” per fotografi di tutte le abilità. Organizzato dalla comunità online per il supporto alla fotografia indipendente Fotoura, ISPAS ha come obiettivo la promozione del lavoro contemporaneo ed innovativo nell’ambito della fotografia “street” a tutti i livelli e in tutto il mondo, è alla sua quarta edizione e sta crescendo ogni anno.
Il concorso è diviso in tre competizioni: il premio principale, il concorso studenti e la Street Photo dell’anno. I giudici sono di livello internazionale ed ogni competizione prevede premi interessanti.
Partecipiamo?
Qui sotto trovi due coupon che puoi usare per avere uno sconto sul costo di entrata agli ISPAS ed anche per l’iscrizione all’associazione. Trovi tutte le informazioni sul sito di Fotoura.
Lo sKualo
Posted in Culture, tagged maestro, master, mistero, pareidolia, pega, piatto, rivelazione, shark, Sharkoman, sKualo, squalo, svelato, svilito, tavolo, verdesca on 19/02/2014| 4 Comments »
La verdesca o squalo azzurro (Prionace glauca) è uno squalo appartenente alla famiglia Carcharhinidae che abita acque profonde temperate e tropicali in tutto il mondo. Predilige temperature più fredde, e può migrare attraverso lunghe distanze, ad esempio dal New England al Sudamerica. Anche se generalmente sono animali letargici, possono muoversi all’occorrenza assai velocemente. Sono pesci vivipari e sono noti per mettere al mondo anche più di 100 avannotti per volta. Si nutrono principalmente di pesci e calamari, anche se possono catturare prede più grandi. Spesso si muovono in banchi divisi per dimensione e sesso. La vita massima è ignota, ma si stima che possano arrivare ad età intorno ai 20 anni.
[fonte: Wikipedia]
Pareidolia. Ecco cosa può succedere un giorno quando, dopo aver esagerato con le bibite gasate ad una festicciola di carnevale per bambini, ti guardi intorno e noti uno sKualo azzurro che si aggira minaccioso sul tavolo della merenda…
.
🙂 🙂 🙂
(Dedicato al mio Maestro di Pareidolia)
Signal
Posted in Culture, History of photography, Nature, Night shots, People, Street Photo, tagged fotogiornalismo, fotografia, Gibuti, migranti, National Geographic, premio, Segnale, signal on 17/02/2014| 5 Comments »
“Signal” di John Stanmeyer è la foto che, pochi giorni fa, ha vinto il World Press Photo of the Year 2013, il più importante premio mondiale di fotogiornalismo.
L’immagine, che fa parte del reportage “Il viaggio più lungo” pubblicato a Dicembre 2013 sul National Geographic, è stata scattata a Gibuti, il piccolo stato nel corno d’Africa divenuto tappa obbligata dei percorsi seguiti dai migranti provenienti dai paesi limitrofi. Si vedono alcune persone che alzano il cellulare in cerca di segnale. Sono somali, la spiaggia in cui si trovano è rivolta verso la terra da cui provengono e la speranza è di carpire un barlume di linea per entrare in contatto con i propri cari, inviare loro un messaggio rassicurante, dare un ultimo saluto prima di affrontare il vero viaggio.
Questo il commento di un membro della giuria, Jillian Edelstein: “È una foto collegata a tante altre storie e invita a discutere sui temi della tecnologia, della globalizzazione, dell’emigrazione, della povertà, della disperazione, dell’alienazione e dell’umanità. Si tratta di un’immagine molto raffinata, ricca di sfumature. È così sottilmente realizzata e in modo così poetico, sebbene sia piena di significato, da sollevare questioni di grande gravità e preoccupazione nel mondo odierno”.
A me la foto piace molto, per la sua solo apparente semplicità, ma anche per la forza che trae dal titolo, che la completa e la potenzia, dandole una gran forza evocativa. Uno dei tanti casi in cui immagine e parole ci regalano insieme un’opera d’arte di livello superiore.
















