Tanti grandi fotografi sono stati carpiti dal fascino dei cappelli. Da Jaques Henri Lartigue a Richard Avedon, passando per Henri Cartier-Bresson, sono molti gli artisti della fotografia ad aver prestato una certa attenzione ai copricapi, alle tante forme e tipologie che questo oggetto assume divenendo un simbolo che da sempre è presente nella storia umana.
E così è proprio questo il tema per l’assignment che ti propongo per questo fine settimana e l’invito è a cercare qualche scatto interessante dedicato ai cappelli.
Scegli tu se realizzare fotografie “costruite”, magari dopo aver scovato qualche intrigante copricapo in un vecchio cassetto, oppure andare in giro a caccia di loschi figuri intabarrati o ricche signore dal cappello vistoso.
In ogni caso buon divertimento e non dimenticare di aggiungere in un commento, il link a qualche tuo scatto.
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La fotografia è nata statica, la sua caratteristica primaria è catturare la realtà congelandola in una immagine fissa. Esistono però tecniche, derivate dalla fotografia, che si discostano solo di poco dal concetto originale. Sono mutazioni che per complessità realizzativa sono da considerarsi ormai lontane dalla fotografia classica, ma per quanto riguarda la fruizione, le sono vicinissime e portano un valore nuovo. È il caso delle riprese ad alta velocità. Questa tecnica era un tempo riservata solo a pochi fortunati in grado di permettersi attrezzature costose e sofisticate. Oggi però sono arrivati sul mercato dispositivi dal costo ben più abbordabile, capaci di ottime prestazioni “high speed”.











